Qualcosa sul Monza? Non se n'è parlato.
"Il Monza è un cliente scomodo, gioca un calcio bellissimo.
Ha un allenatore bravissimo che avrà un futuro importante, ha dirigenti che vedono nella testa delle persone, Galliani sa scegliere le persone giuste ed hanno ben strutturato cosa vogliono fare, giocando a campo aperto e riportano sempre la palla dietro sui 3 centrali per costruire da dietro e crearsi spazio.
E' difficile da andare ad opporsi, c'è quello che abbiamo sempre fatto, ma anche il rischio di prendere ripartenze che costano anche fatica e gol.
Proveremo a stare attenti a non prendere queste ripartenze e azioni in velocità, ma sarà difficile comandare il gioco, hanno tecnica, poi c'è Petagna che conosciamo anche come uomo e c'è da vincere la partita per andare al di là dei traguardi di punteggi".
Vittoria anche di chi ha vissuto con lei la quotidianità.
"Con Santoro ho legato subito, è uno che è nato negli uffici e sa traslocare la scrivania in campo ed il campo dentro gli uffici, ha cultura, sa consigliare, è uno che tutti vorrebbero lavorarci insieme.
Ci ritroviamo qui la mattina presto, andiamo via la sera tardi, anzi lui va via, io resto qui (ride, ndr) ed abbiamo passato tante ore insieme e quando è arrivato quel momento ci siamo liberati di quanto accumulato.
Di situazioni di campo ce ne sono tante, vedere i rimbalzi di tutta la panchina, magazzinieri, massaggiatori, i sorrisi ad ogni vittoria, sono tutte immagini molto belle".
Cosa metterà sulle casacche della prossima stagione?
"Bisogna sempre far parlare prima la società (ride, ndr)"
Scudetto del coraggio salutando grandi campioni, creando un nuovo gruppo e puntando sul gioco.
"Ho collaboratori splendidi, anche tecnici, non ci manca niente, mi hanno dato una mano importantissima, ringrazio tutti.
Sul calcio giocato, le conferenze ecc va tutto di pari passo, se giochi bene è più facile, se giochi male a pallone è difficile spiegare ciò che non piace vedere.
Quest'anno mi avete dato una mano enorme per fare questo risultato, l'anno scorso un po' meno.
E' stato più difficile, ho dovuto dedicare tanto tempo a voi, ma col tempo mi avete capito, non lo so, e dentro il risultato c'è anche il vostro lavoro. Vi ringrazio e ricambio l'applauso".Spalletti: "Futuro? Si può aprire un ciclo! Cena con ADL? Soddisfatto, ma parlerà il club."

Qualcosa sul Monza? Non se n'è parlato.
"Il Monza è un cliente scomodo, gioca un calcio bellissimo.
Ha un allenatore bravissimo che avrà un futuro importante, ha dirigenti che vedono nella testa delle persone, Galliani sa scegliere le persone giuste ed hanno ben strutturato cosa vogliono fare, giocando a campo aperto e riportano sempre la palla dietro sui 3 centrali per costruire da dietro e crearsi spazio.
E' difficile da andare ad opporsi, c'è quello che abbiamo sempre fatto, ma anche il rischio di prendere ripartenze che costano anche fatica e gol.
Proveremo a stare attenti a non prendere queste ripartenze e azioni in velocità, ma sarà difficile comandare il gioco, hanno tecnica, poi c'è Petagna che conosciamo anche come uomo e c'è da vincere la partita per andare al di là dei traguardi di punteggi".
Vittoria anche di chi ha vissuto con lei la quotidianità.
"Con Santoro ho legato subito, è uno che è nato negli uffici e sa traslocare la scrivania in campo ed il campo dentro gli uffici, ha cultura, sa consigliare, è uno che tutti vorrebbero lavorarci insieme.
Ci ritroviamo qui la mattina presto, andiamo via la sera tardi, anzi lui va via, io resto qui (ride, ndr) ed abbiamo passato tante ore insieme e quando è arrivato quel momento ci siamo liberati di quanto accumulato.
Di situazioni di campo ce ne sono tante, vedere i rimbalzi di tutta la panchina, magazzinieri, massaggiatori, i sorrisi ad ogni vittoria, sono tutte immagini molto belle".
Cosa metterà sulle casacche della prossima stagione?
"Bisogna sempre far parlare prima la società (ride, ndr)"
Scudetto del coraggio salutando grandi campioni, creando un nuovo gruppo e puntando sul gioco.
"Ho collaboratori splendidi, anche tecnici, non ci manca niente, mi hanno dato una mano importantissima, ringrazio tutti.
Sul calcio giocato, le conferenze ecc va tutto di pari passo, se giochi bene è più facile, se giochi male a pallone è difficile spiegare ciò che non piace vedere.
Quest'anno mi avete dato una mano enorme per fare questo risultato, l'anno scorso un po' meno.
E' stato più difficile, ho dovuto dedicare tanto tempo a voi, ma col tempo mi avete capito, non lo so, e dentro il risultato c'è anche il vostro lavoro. Vi ringrazio e ricambio l'applauso".Autore

Direttore Editoriale
Fondatore e Direttore Editoriale della testata giornalistica Calciostyle.it. Nato a Roma, classe 1981.





