La società giallorossa vuole accelerare i tempi per la realizzazione del nuovo stadio della Roma, per arrivare al definitivo sì entro la fine del 2025.
Per l'arrivo del nuovo anno il gruppo Friedkin ha voluto pubblicare un video di auguri, ed in questo video c'era anche quello che sarà il nuovo stadio della Roma. Una piacevole sorpresa per tutti i tifosi romanisti.
Stando a quanto scritto da Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport, la società giallorossa sta procedendo spedita nell'iter che porterà alla presentazione del progetto definitivo per il nuovo impianto del club, e la data plausibile potrebbe essere la fine del mese di febbraio.
Rome, Italy 20.01.2024: Dan e Ryan Friedkin sitting in the stands watching the Italian Serie A TIM 2023-2024 football match AS Roma vs Hellas Verona at Olympic Stadium in Rome.
Questo 2025 sarà l'anno più importante in cui tutti i tasselli del mosaico dovranno essere sistemati al loro posto. Dopo la presentazione del progetto, infatti, la Conferenza dei Servizi dovrà valutarne l'effettiva fattibilità e, dopo l'ok conclusivo, bisognerà dare il via ai bandi internazionali: questa fase di solito dura all'incirca sei mesi.
Se tutto dovesse procedere secondo i piani e senza interruzioni, il sì definitivo per il nuovo stadio della Roma potrebbe arrivare entro la fine del 2025. L'obiettivo dichiarato è ormai certo: arrivare all'inaugurazione del nuovo impianto nel 2027, anno del centenario della società giallorossa.
Nel frattempo i costi dell'opera sono praticamente raddoppiati. Da un iniziale cifra preventivata di circa 530 milioni è molto probabile che la spesa complessiva possa arrivare ad un miliardo di euro.
Il Chelsea rivede l'ordine dei nomi per il centrocampo di gennaio: Alex Scott e Adam Wharton salgono in cima alla lista dei Blues, mentre il dossier Manu Koné resta aperto ma osservato con meno urgenza.
I biancocelesti hanno lavorato concretamente sull'argentino durante l'estate, arrivando anche a formulare una proposta. Icardi prese tempo, mentre la Lazio costruì l'attacco con Pinamonti e Gudmundsson: a settembre Gattuso decise di non cambiare più le gerarchie.