Serie A
Terremoto fra Veretout e la Roma
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redazione
Jordan Veretout, ormai con un occhio verso ad un nuovo campionato e chiaramente ai margini del progetto di Tiago Pinto non sembra essere destinato a lasciarsi in buoni rapporti con la Roma.
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Il giocatore francese, ex Fiorentina, sembra sempre più destinato a lasciare la Capitale il prossimo giugno dopo tre stagioni. Fino adesso con la maglia giallorossa, per il giocatore su cui c’è il forte interesse del Marsiglia, 120 partite disputate e 22 reti.
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Terremoto Veretout
Stando a quanto detto nei giornali fra questa settimana e la settimana scorsa, Jordan Veretout, un tempo, titolare della Roma, insieme a sua moglie hanno organizzato una festa a casa loro, pur sapendo che Sabrina Veretout fosse positiva al Covid. Da un anno a questa parte la Roma ha avuto molti casi fra i suoi giocatori, lasciandoli sempre nascosti. Questa settimana è arrivata la conferma di un nuovo positivo a Trigoria. Questo fa ben pensare al ventinovenne francese, che incurante delle restrizioni ha voluto allo stesso tempo celebrare la festa.
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Serie A
Venezia, Di Francesco: “Non è la partita della vita. Ci servono i gol”
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25 minuti fail
04/04/2025
Il tecnico del Venezia, Eusebio Di Francesco, ha parlato in conferenza stampa a due giorni dalla sfida del lunch match contro il Lecce.
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Eusebio Di Francesco, allenatore del Venezia, è intervenuto in conferenza stampa a due giorni dalla sfida interna contro il Lecce, in programma domenica 6 aprile alle ore 12:30. Sfida da dentro fuori per la formazione lagunare che deve assolutamente conquistare i tre punti per rimanere in scia e cercare di evitare la retrocessione nella serie cadetta.

Hans Nicolussi Caviglia punta il dito ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Venezia, le parole di Di Francesco
Con il Lecce sarà “La” partita. Su cosa avete lavorato mentalmente?
“Non è “La” partita della vita, ma è importante. La prima di una serie. Dovremo avere intelligenza, equilibrio, sapendo che ci saranno più partite all’interno di una stessa partita. E’ sulla carta equilibrata, loro hanno più punti di loro, ma le partite sono sempre meno e diventano sempre più importante. Ribadisco: sono convinto che non sia la partita della vita. Per vincere servono i gol. Ma l’errore più grande è pensare che sia solo una cosa legata agli attaccanti puntando il dito su di loro: i gol passano da tutta la squadra”.
Rispetto all’andata che partita sarà?
“Nel match d’andata tutto meritavamo meno che la sconfitta, senza nulla togliere a loro. Siamo stati ingenui. Lasciando il passato alle spalle, il presente dice che sarà una partita differente, nel momento cruciale della stagione, dove nessuna delle due può toppare”.
Non è la partita della vita, ma arriva un trittico di partite fondamentale, no?
“E’ la prima partita di quelle più importanti, ma non farei un ragionamento a 3 gare, penso a partita dopo partita, penso solo al Lecce e di quella dopo non so niente”.
Gli infortunati?
“Ci sarà Sverko, ha fatto gran parte degli allenamenti in questa settimana. Haps ha avuto qualche problemino poi risolto. Duncan è quello più in dubbio. Anche Schingtienne non sarà della gara, cercheremo di recuperarlo, ma domani sarà l’ultimo test. 50% a testa di farcela come possibilità”.
E’ la volta di Gytkjaer dall’inizio? Anche se avete ormai un 11 quasi definito?
“Non dirò mai la formazione, ma non c’è un undici ideale, c’è una squadra ideale, pensando anche a quelli che sono fuori. Tutti diventano importanti in questo momento della stagione e tutti devono ricordarlo”.
I fischi come li ha presi Fila?
“Fanno parte del gioco, li ho presi anche io quando giocavo. Non parlando bene la lingua, non conoscendo bene l’ambiente, non lo aiutiamo se dovessi dare un piccolo consiglio ai tifosi, ma ognuno è libero di fare ciò che vuole ovviamente. Spero “.
Stankovic e Svoboda è possibile rivederli prima della fine del campionato?
“Più Stankovic che Svodoba, che è improbabile. Stankovic ha cominciato a lavorare anche se non con noi”.
Si aspetta un Venezia spavaldo?
“Equilibrato, coraggio non significa solo essere aggressivi, ma anche cercare la giocata, il tiro, tante cose. Coraggio significa essere convinti”.
Serie A
Roma, Ranieri: “Hummels è un campione. Sul nuovo allenatore? nessuna bugia”
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45 minuti fail
04/04/2025
Il tecnico della Roma Claudio Ranieri ha rilasciato delle dichiarazioni in conferenza stampa in vista del match di campionato contro la Juventus
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Roma, le parole di Ranieri

CLAUDIO RANIERI FA IL SEGNO OK ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Di seguito le dichiarazioni rilasciate dal tecnico della Roma Claudio Ranieri in conferenza stampa in vista del match contro la Juventus valido per la 31^ giornata ed in programma domenica 6 aprile alle 20:45 allo stadio Olimpico:
“Come abbiamo fatto a Natale, il giorno di pasquetta ci alleneremo al Tre Fontane per dare la possibilità ai tifosi grandi e piccoli di venirci a vedere”.
Che Juventus si aspetta? Recuperati Celik e Rensch?
“La Juve ha cambiato filosofia di gioco, di allenatore, di tutto. Una Juve più determinata, che abbiamo visto anche con il Genoa. Una settimana di lavoro? Saranno più specifici in tutte le richieste di Tudor. Celik è recuperato, Rensch sta recuperando, ma non sarà in panchina. Non lo voglio rischiare. Gli altri stanno tutti bene”.
Come vede Hummels?
“Hummels stava bene anche dopo Bilbao. E’ un campione non ha problemi sotto questo aspetto. Quando una squadra difende bene è perchè tutti lavorano per recuperare i palloni e giocarli. Grande lavoro di offesa e difesa”.
Come ha vissuto nella sua vita da tifoso e da allenatore la rivalità tra le due squadre? Ha un senso di rivalsa nei confronti della Juventus dopo la vostra separazione?
“Non è stata una separazione traumatica la mia con la Juventus. Semmai dovessi scrivere un libro ne parlerò. Dirò la mia verità, che è la verità. Perchè io non so dire bugie. Cosa mi aspetto? Una grande partita, bella e vibrante.
Una sfida con due squadre che lottano per qualcosa di più. Non è facile nulla, ma ci sono le stesse possibilità. Io voglio che i nostri tifosi siano orgogliosi. Possiamo vincere, pareggiare o perdere, ma i tifosi devono uscire e dire ‘almeno allo lottato fino alla fine'”.
Quante bugie ci ha raccontato negli ultimi tempi?
“Nessuna bugia”.
In una partita del genere potrebbe servire un palleggiatore in più?
“Io ho bisogno di 11 giocatori che lottino su ogni pallone. Domenica c’è da correre e lottare”.
Mancherà Saelemaekers, tra Soulè ed El Shaarawy chi è in vantaggio?
“Sceglierò come al solito domenica sera”.
Serie A
Juventus: Vlahovic, sempre nel vortice delle critiche. Rendimento sottovalutato?
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50 minuti fail
04/04/2025
Il bomber della Juventus Vlahovic è uno dei giocatori più punzecchiati e criticati dalla stessa tifoseria bianconera, ma i suoi numeri non sono affatto negativi
Al suo arrivo in bianconero, un pò per le cifre del trasferimento e un pò per quello che aveva fatto vedere in campo con la maglia della viola, si pensava che la Juventus avesse trovato l’attaccante del futuro e che si fosse sistemata per i prossimi 10 anni.
Al tempo, il bomber serbo fece anche un’intervista dove lui stesso si diceva superiore al numero 9 del Manchester City Erling Haaland, questo per far capire quello che era il clima di aspettativa nel periodo del suo trasferimento in bianconero.
Ad oggi questo clima di enfasi ed euforia attorno a Vlahovic non esiste più, anzi, si è quasi trasformato in critiche continue e sfiducia nei confronti del giocatore da parte della tifoseria.
Juventus, il peso della maglia influisce sulla percezione del rendimento
Nonostante il rapporto con l’ambiente che sembra essersi ormai un pochino lacerato, se si analizzano i dati e i numeri del serbo in questi anni, non si possono di certo definire come negativi. A parità di partite disputate in campionato, 98, con la maglia della Fiorentina l’attaccante aveva messo a referto 44 reti, mentre con quella bianconera 42, solamente 2 in meno.
Allora la domanda sorge spontanea: perché se i numeri messi a confronto sono praticamente uguali, nella prima avventura in Serie A era definito come il potenziale miglior attaccante d’Europa, mentre nella seconda finisce costantemente nel ciclone delle critiche?
La risposta è data ovviamente dal peso della maglia che indossa, che cambia totalmente la percezione del rendimento di un giocatore. Se a Firenze le sue prestazioni venivano celebrate e acclamate, con la maglia della Juventus i gol devono essere obbligatori e alla lunga a causa di una forte pressione, anche le cose positive tendono ad essere sminuite.
Chi è il colpevole di questa situazione?
Quando si vengono a creare queste situazioni si tende spesso a cercare un colpevole o ancora peggio uno capro espiatorio. Il calciatore in primis ovviamente ha le sue responsabilità, ma è anche vero che spesso e volentieri non è stato messo nelle condizioni di potersi esprimere al meglio.
Sia con Allegri prima, che con Thiago Motta poi, ha avuto dei periodi nel quale spesso veniva addirittura messo in panchina, alla quale però Vlahovic ha sempre risposto con grande professionalità senza alzare polemiche, quantomeno pubblicamente.
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