Serie A
Torino, Cairo: “Aspetto uno più ricco e bravo di me, ma…”
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In casa Torino si pensa ad un possibile cambio di proprietà, tra Red Bull e fondi arabi. Il patron del club granata Urbano Cairo ha parlato di questo tema.
Come riportato da Calcio e Finanza continua a tenere banco il futuro del Torino dopo la presidenza, e proprietà, Cairo. Infatti, non si accennano a placare le indiscrezioni che vogliono il club granata nel mirino di Red Bull o di qualche fondo di investimento proveniente dall’Arabia Saudita. Nelle scorse settimane lo stesso Cairo ha commentato queste voci escludendo una trattativa già in fase avanzata per la vendita del club. E quest’oggi, a margine di un convegno a Roma
Di seguito le sue parole
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Cairo: Presidente del Torino
Cairo, le parole sul futuro del Torino
“Io non voglio rimanere a vita patron del Torino. Venderò se arriverà qualcuno più ricco e più bravo di me, ma al momento non c’è. Al momento non c’è stato nessun incontro con aspiranti acquirenti del club granata”.
Serie A
Milan, Di Gennaro: “Non sarà facile, Italiano sta facendo un grande lavoro, ha creato gioco, identità, risultati”
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L’ex giocatore del Verona e della Nazionale, Antonio Di Gennaro, ha parlato oggi a TMW Radio del Milan impegnato contro il Bologna e non solo.
L’ex giocatore del Verona e della Nazionale, Antonio Di Gennaro, ha parlato oggi a TMW Radio del Milan impegnato contro il Bologna e non solo, ma anche del big match di sabato tra Inter e Napoli.
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Christian Pulisic ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Milan, Di Gennaro: “Non sarà facile per il Milan che è indecifrabile quest’anno.”
L’ex giocatore del Verona e della Nazionale, Antonio Di Gennaro, ha parlato oggi a TMW Radio del Milan impegnato contro il Bologna e non solo, ma anche del big match di sabato tra Inter e Napoli. Inoltre, l’ex gialloblu si è soffermato su due giocatori rossoneri, Theo Hernandez e Leao, parlando anche del loro futuro in maglia rossonera.
A proposito del match dei rossoneri contro la squadra di Vincenzo Italiano, Di Gennaro fa il suo pronostico: “Non sarà facile, Italiano sta facendo un grande lavoro, ha creato gioco, identità, risultati. Non sarà facile per il Milan che è indecifrabile quest’anno. Vedo giocatori come Maignan, Leo e Theo che quest’anno fanno delle cose incredibili, però usciti dalla coppa se non arrivano quarti è un’annata fallimentare. Sarà una bella partita”.
Poi, Di Gennaro si è soffermato in particolare su due giocatori rossoneri, Theo Hernandez e Leao e il loro futuro in rossonero: “Sono due giocatori forti ma irriconoscibili quest’anno. Un terzino sinistro del suo livello difficilmente lo trovi, se sta bene ovviamente. Leao è un grande talento, quando vuole lui. Se non ti danno un sacco di soldi, io ci penserei a privarmene. Perché poi è difficile trovarne altri di quel livello in giro”.
Infine, un’ultima battuta sulla supersfida di sabato al San Paolo-Maradona tra Inter e Napoli: “Non deve solo vincere. Ma se lo fa, si porterebbe a 4 punti e quindi sarebbe uno strappino”.
Serie A
Como, Diao: “Grazie ai compagni per l’accoglienza. Perché qui? Decisivo Fabregas”
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L’attaccante del Como Assane Diao ha parlato del suo grande impatto in Serie A, ma anche del rapporto con l’allenatore Cesc Fabregas e i compagni di squadra.
Il Como lo ha acquistato a gennaio per 12 milioni dal Betis Siviglia, e lui si è ambientato in modo perfetto nel calcio italiano, realizzando già 5 reti nelle prime 8 partite in Serie A. Parliamo di Assane Diao, che ha timbrato il cartellino anche nella scorsa giornata contro il Napoli, segnando il gol del definitivo 2-1 che ha fatto perdere la vetta della classifica ai partenopei.
L’impatto super di Diao nel Como: merito dei compagni e di Fabregas
Sarebbe un esterno d’attacco, ma nelle ultime due gare si è trovato a giocare anche da falso 9, con ottimi risultati. Di certo aiuta la qualità del gioco proposto dall’allenatore Cesc Fabregas, che lo ha saputo subito valorizzare nel migliore dei modi. Proprio il rapporto col tecnico spagnolo è stato uno dei temi trattati da Diao nell’intervista rilasciata ai canali ufficiali del club.
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CESC FABREGAS ALZA LE MANI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
L’impatto devastante in Serie A
“Non mi aspettavo di partire così bene. Ovviamente ci speravo, ma ero consapevole che avrei affrontato un campionato complicato e che i primi passi sarebbero stati difficili. Grazie ai miei compagni di squadra e allo staff tecnico, però, mi sono adattato molto bene fin da subito. Ho parlato con Fabregas, che mi ha spiegato il progetto, la visione e cosa avesse in mente per me e per il corretto sviluppo della squadra“.
Il progetto Como ha generato interesse anche in Spagna
“È stato molto importante parlare direttamente con Fabregas: dopo quella chiacchierata, non ho più avuto dubbi e ho scelto il Como. Credo che chiunque abbia avuto l’opportunità di vedere una partita sia rimasto colpito dallo stile di gioco e, anche questo, genera un forte interesse“.
La concorrenza con tanti giocatori offensivi: Nico Paz, Fadera, Cutrone…
“Penso che il progetto del Como sia chiaro. Il club vuole crescere e, per farlo, serve il contributo di tutti. Sono felice di avere compagni forti come loro. La concorrenza aiuta a migliorare e a raggiungere gli obiettivi. La Serie A è competitiva. Devo ringraziare i miei compagni e i dirigenti che mi hanno aiutato ad ambientarmi in un contesto nuovo, sono felice ed onorato di essere in Italia“.
Serie A
Lecce, Sticchi Damiani: “Mi sono confrontato con l’AIA e su Payero e l’Udinese…”
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Il presidente del Lecce Sticchi Damiani ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni di PianetaLecce.it: legate ad alcuni temi relativi al match con l’Udinese
Lecce, Le parole di Sticchi Damiani
Di seguito le dichiarazioni rilasciate dal presidente del Lecce Saverio Sticchi Damiani ai microfoni di PianetaLecce.it relative ad alcune tematiche arbitrali legate al match contro l’Udinese.
NUOVO STADIO
“Si va spediti, siamo riusciti ad intercettare quel finanziamento di 36 milioni in cui l’Unione Sportiva Lecce ha avuto un ruolo importante. Adesso però siamo nella fase da spettatori”.
E poi: “Il consolidamento delle strutture, quello economico del club, che vuol dire essere sempre più strutturati, avere uno zoccolo duro di oltre ventimila tifosi fissi, abbonati, in casa e 3-4000 fuori casa, sono tutti concetti che se pensati dieci anni fa, sembravano lontani anni luce”.
RIGORE UDINESE
“Non credo si possa chiedere uno sforzo interpretativo che il tifoso non può ragionevolmente seguire, che risulta incomprensibile. Per cui ci sta che il calcio debba tornare ad una lingua un po’ più popolare.
C’è di base un problema di procedura e protocollo: era una situazione vista dall’arbitro. Non vedo però perché il VAR non debba intervenire se scopre qualcosa di clamoroso, ma segnalare qualcosa che non è nemmeno un rigorino, è proprio il nulla… Mettendo insieme questo episodio con la mancata espulsione di Payero tutti sono andati in tilt.
Ora però le nostre vicende arrivano a livello nazionale, in passato subivamo torti ma non se ne parlava nemmeno. Aver riconosciuto l’errore è un tema enorme, credo sia la prima volta si faccia per il VAR, considerato strumento supremo di giustizia. Non è una consolazione, i punti non ce li restituisce nessuno, ma ha un valore e ci aiuta a voltare pagina.
Non dobbiamo fare ragionamenti di sistema, di malafede. Ho avuto confronti con l’AIA: diretti, franchi e senza sconti. Però sono leale e questo comporta non massacrare l’arbitro di turno. Il fatto che si rendano pubblici gli audio del VAR, poi, lo leggo come messaggio di trasparenza”.
PRESTAZIONE AL DI LA’ DEGLI ERRORI ARBITRALI
“La squadra secondo me era un po’ stanca, venivamo da tre grandi prestazioni. Alla quarta di fila, dopo cinque giorni, non siamo stati i soliti. La squadra aveva colto l’importanza della partita ma ha pagato il prezzo delle ultime prestazioni super dispendiose”.
Ora arriva la sfida alla Fiorentina, venerdì: “Il Verona contro di loro ha fatto una buonissima gara, sul piano della voglia di fare risultato. Hanno letto il momento di difficoltà grave della Fiorentina e sono stati cattivi nel portare a casa il risultato.
Anche noi in passato lo abbiamo fatto. Con la rosa attuale abbiamo tante opportunità: oggi per ogni ruolo abbiamo tante scelte, e questo deve essere la nostra forza nel finale di campionato. Noi abbiamo una delle rose in questo momento più complete e lunghe.
Ed è uno strumento”. Il presidente del Lecce si avventura in una panoramica sulla lotta salvezza: “A inizio campionato si diceva che il Parma potesse puntare all’Europa, ora è sotto di noi, ma ci sono realtà come il Monza, che tutti sappiamo quali giocatori avesse fino a gennaio. Tutto questo per dire che retrocederanno tre squadre forti e attrezzate”.
JOAN GONZALEZ
“Lo sento perché è un ragazzo che comunque va sostenuto. La sua situazione è purtroppo non banale, ed oggi non posso rispondere a questa domanda non perché non voglio ma perché in questo momento la risposta è impossibile.
Speriamo tutti che il suo percorso migliori, intanto mi fa piacere saperlo sereno e che stia compiendo gli studi economici in Spagna. Se il destino deciderà che potrà tornare a giocare a calcio ne saremo felicissimi, altrimenti sono sicuro che troverà altre strade e sarà comunque felice”.
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