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Vanja Milinković-Savić si racconta a Tuttosport: dal rigore parato a Pulisic alla corsa europea del Torino, tra umiltà e determinazione.
L’estremo difensore del Torino, Vanja Milinkovic-Savic, protagonista nella vittoria contro il Milan con un rigore parato a Pulisic, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Tuttosport.
“Non mi abbattevo prima e non mi esalto adesso. Io voglio che il Toro vada avanti, non mi piace parlare di me, oggi può andare bene, domani magari va peggio. Questo è il calcio. Io decisivo? Si vince e si perde da squadra. Tutti assieme”.
“Il portiere deve esserci sempre per fare la differenza. Questo significa essere portiere, dipende tutto da te. Per questo è un ruolo bellissimo. Forse ci ha aiutato il cambio di modulo. Certi miei compagni nel nuovo sistema riescono a esprimersi meglio. Però questa è una domanda che dovete fare al mister”.
“Dobbiamo crederci fino alla fine, bisogna sempre giocare per vincere. Vinciamone il più possibile, poi vedremo. Non bisogna mai mollare”.
“In silenzio. Mi isolavo dal mondo. Non leggevo i giornali e non guardavo la tv. Cosa che sto facendo anche ora. Sono fatto così. Oggi può andare bene, domani invece male. Se uno mi dice bravo gli rispondo grazie, se mi dicono che ho fatto male li ringrazio comunque. Tanto ci sarà sempre qualcuno che ti dirà che hai fatto bene, qualcun altro che sei stato fortunato e il terzo che ti critica”.
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