Il presidente Manfredi ribadisce l’impegno a ricostruire una Sampdoria solida e orgogliosa. Il club riparte con serietà, a prescindere dalla categoria.
Nell’intervista concessa al Corriere dello Sport, il presidente della Sampdoria, Matteo Manfredi ha tracciato un bilancio dei suoi primi due anni alla guida del club blucerchiato. Un racconto che parte da una situazione definita senza mezzi termini “disastrosa”, ma che oggi guarda avanti, tra investimenti, identità ritrovata e un progetto che non si fermerà davanti alle difficoltà.
Sampdoria? All’arrivo, un disastro
Manfredi non fa sconti sul passato recente della Sampdoria. “La società era in condizioni disastrose”, ha ammesso. Per poi sottolineare come i problemi non fossero soltanto sportivi, ma anche strutturali e gestionali. “I tifosi lo sanno: i risultati negativi derivano anche da scelte sbagliate che ci assumiamo in pieno. Ma fuori dal campo è stato fatto un lavoro enorme”.
Si passa poi a parlare di categorie e di quanto valga la pena investire e continuare a lavorare. Il presidente dice chiaramente che indipendentemente dall’esito sportivo, l’impegno non verrà meno. “Andremo avanti comunque, continuando a investire”, ha assicurato. “Abbiamo predisposto due piani operativi distinti, uno per la B e uno per la C. La responsabilità di chi guida un club è quella di prepararsi a ogni scenario”.
Mancini ha il cuore blucerchiato
Il bilancio al 31 dicembre 2024 si è chiuso con una perdita di 40,6 milioni di euro. Ma Manfredi rivendica trasparenza e solidità. “A differenza di altri fondi, abbiamo scelto da subito la strada della chiarezza. Joseph Tey ha investito oltre 100 milioni. La Samp è una società in salute, e continuiamo a lavorare con basi economiche e finanziarie solide”. Fondamentale, per il nuovo corso, il ruolo ispiratore di Roberto Mancini: “Con lui c’è un dialogo continuo”,
E aggiunge: “Mi ha aiutato a ritrovare l’identità blucerchiata, a valorizzare chi ha scritto la storia di questa maglia. Ci ha dato consigli importanti in un momento delicato”. Il presidente guarda lontano: “Voglio restituire dignità, stabilità e orgoglio alla Sampdoria. Sogno una squadra che emozioni, uno stadio pieno, una società rispettata, costruita con metodo, competenza e passione. E sogno anche una Samp che metta al centro la maglia e cresca i suoi giovani nel modo giusto”.