Il classe 2007 della Juventus ha trovato una difesa preparata per togliergli l’uno contro uno: più pressione, raddoppi e meno libertà sul lato forte, ma anche nuovi spazi creati per i compagni.

ADIN LICINA DELL’US CREMONESE IN AZIONE (FOTO DI ROBERTO TOMMASINI/NURPHOTO VIA GETTY IMAGES)
Adin Licina non ha segnato né servito assist nel 2-2 della Cremonese a Cesena, ma la sua partita racconta comunque quanto velocemente sia cambiato il suo status in Serie B: dopo il gol al Parma e la prova da protagonista contro il Padova, il classe 2007 della Juventus è stato trattato come una delle principali minacce offensive dei grigiorossi, tra attenzione individuale, raddoppi sul lato e meno possibilità di isolarsi nell’uno contro uno.
Al Dino Manuzzi Fabio Pecchia lo ha schierato ancora sulla destra della linea dei trequartisti, con Tommaso Berti e Jari Vandeputte alle spalle di Federico Bonazzoli. È la zona nella quale Licina riesce a sfruttare meglio il mancino, ricevere largo e poi portare il pallone dentro al campo.
Il Cesena ha costruito proprio lì una parte importante della propria fase difensiva.
Il Cesena gli toglie l’uno contro uno
Licina ha trovato subito meno libertà rispetto alle precedenti uscite.
Sulla sua zona arrivava spesso un secondo uomo, mentre il primo difendente cercava di impedirgli di ricevere fronte alla porta. L’obiettivo era evidente: non concedergli campo per accelerare, rientrare sul sinistro e creare superiorità individuale.
Il risultato è stato un Licina meno appariscente nei numeri, ma costretto a giocare una partita diversa.
Non poteva aspettare sempre il duello individuale. Doveva muovere il pallone più velocemente, cambiare posizione e trovare spazi lontano dalla linea laterale.
Più uomini su Licina, più spazio per gli altri
Ed è qui che la partita cambia lettura.
Quando il Cesena portava due giocatori sulla sua zona, la Cremonese guadagnava spazio altrove. Il classe 2007 ha continuato a cercare ricezioni interne, a scaricare rapidamente e ad attirare pressione fuori posizione.
Il suo peso, quindi, non si è misurato soltanto nelle azioni concluse personalmente.
Quando un avversario ti raddoppia sistematicamente, il problema non è più soltanto quanto produci tu, ma quanto spazio costringi a concedere agli altri.
È un dettaglio importante per una Cremonese che può sfruttare la qualità di Berti tra le linee, i movimenti di Vandeputte e la capacità di Bonazzoli di legare il gioco.
Dal Padova al Cesena cambia il modo di difenderlo
Contro il Padova Licina aveva avuto un impatto immediato.
Dopo appena un minuto aveva servito l’assist per Bonazzoli; pochi minuti più tardi aveva trovato anche il gol personale, contribuendo alla vittoria per 3-1.
Prima ancora, in Coppa Italia contro il Parma, aveva segnato il suo primo gol con la maglia grigiorossa.
In poche partite il classe 2007 aveva quindi messo insieme un gol in Coppa Italia, uno in Serie B e un assist, oltre a due prestazioni da protagonista. Numeri sufficienti per cambiare il modo in cui gli avversari lo affrontano.
A Cesena Licina non era più una sorpresa. Era già un giocatore da preparare.
La Cremonese trova altre soluzioni
Il Cesena era riuscito a portarsi sul 2-0 grazie alla doppietta di Cristian Shpendi, a segno al 22′ e al 59′ su rigore.
La Cremonese ha però reagito nella seconda parte del match. Michele Collocolo ha accorciato al 75′, mentre Federico Bonazzoli ha completato la rimonta cinque minuti più tardi.
Licina non è entrato direttamente nelle due reti, ma la scelta dei romagnoli di concentrare tanta attenzione sul suo lato ha contribuito a rendere meno prevedibile il resto della struttura offensiva.
Per Pecchia è un’indicazione importante: se gli avversari continueranno a raddoppiare sul talento della Juventus, la Cremonese dovrà sfruttare sempre meglio gli spazi che si aprono altrove.
Per la Juventus è un passaggio decisivo
È anche il tipo di partita che rende utile il prestito alla Cremonese.
Licina è arrivato alla Juventus dal Bayern Monaco nel febbraio 2026 e ha poi collezionato 13 presenze con la Next Gen. In estate il club ha scelto il prestito secco per garantirgli continuità e minuti in Serie B senza perdere il controllo sul suo percorso.
Fabio Pecchia lo ha già definito un “talento naturale”, e l’inizio di stagione ha confermato quanto possa incidere quando trova spazio.
Ora arriva lo step successivo.
Il classe 2007 deve imparare a essere decisivo anche quando il difensore lo conosce, il secondo uomo arriva in copertura e l’uno contro uno viene tolto prima ancora di iniziare.
A Cesena non è arrivato un altro gol, ma qualcosa di altrettanto significativo: la conferma che in Serie B hanno già iniziato a costruire il piano difensivo anche pensando a lui.