Serie B
Serie B: 22ª giornata ai raggi X!
Si chiude il 22° turno della Serie B 2021-22: roboanti vittorie di Monza e Parma, Cremonese corsara a Cittadella; brutto stop per il Frosinone a Perugia, solo pareggio per Pisa, Lecce, Brescia e Benevento
Serie B che si appresta a vivere settimane intense di partite (martedì 15 comincerà la 23ª giornata n.d.r.), così come quella appena trascorsa tra sabato e domenica, dove ha visto il Lecce tenere la testa della classifica nonostante il pareggio casalingo contro il Benevento, si mette però in scia una super Cremonese che sbanca il Tombolato, raggiungendo il Pisa al secondo posto e superando il Brescia, ancora frastornata dalla vicenda Inzaghi, entrambe uscite da un pareggio.
Torna alla vittoria il Parma che rifila 4 gol al Pordenone (nonostante il gol iniziale dei friulani), altro poker stavolta del Monza ai danni della Spal (in 10 uomini per più di 80′); Perugia che frena bruscamente le ambizioni del Frosinone con un perentorio 3-0. In coda, torna a vincere la Reggina nel derby contro il Crotone.
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Pisa – Ternana 0-0 (52′ Torregrossa rig. fallito)
Pisa che ha l’occasione di tornare alla vittoria dopo quasi due mesi, ospitando la Ternana di mister Lucarelli, ma sono proprio gli umbri che partono forte dopo appena 1′ con la coppia Partipilo – Pettinari con quest’ultimo che però non sfrutta un filtrante del barese. Risponde immediatamente il Pisa al 6′ con Beruatto che invece di appoggiare in area per Puscas, prova d’esterno sinistro a soprendere l’estremo portiere rossoverde, senza ottenere risultati.
Secondo tempo che inizia come il primo con le Fere in avanti, quando al 47′ sfiorano clamorosamente il vantaggio con un tiro di Mazzocchi che viene deviato in calcio d’angolo dalla difesa toscana. Anche i neroazzurri provano a controbattere gli attacchi degli avversari, guadagnando al 52′ un calcio di rigore a causa di una sbracciata di Paghera su Sibilli: sul dischetto si presenta Torregrossa, ma rispetto al match contro l’Alessandria, prende la parte alta della traversa lasciando il risultato sullo 0-0 (quarto rigore sbagliato in questo campionato per il Pisa). E’ ancora la Ternana al 60′ sempre con Partipilo ad andare vicino al gol dopo una azione manovrata, col tiro finale dal limite dell’area che va a sfiorare la traversa. Botta e risposta e il Pisa con Puscas, ben servito in profondità da Lucca, si fa ipnotizzare da Iannarrilli che respinge in uscita bassa. Sono gli umbri a chiudere il match con un’altra chiara occasione, con un missile di sinistro di Martella da fuori area che impegna severamente Nicholas che sventa in calcio d’angolo per lo 0-0 finale.
Ottima la partita degli umbri che non aspettano nella propria metà campo il Pisa, che recrimina per l’errore dal dischetto di Torregrossa, posticipando l’appuntamento con la vittoria.
Parma – Pordenone 4-1 12′ Di Serio (Po), 55′ Pandev, 67′ Man, 69′ Vazquez, 79′ Benedyczak
Al Tardini, il Pordenone prova a mettere nei guai i ducali e al 12′ infatti riesce a portarsi in vantaggio con una saetta dalla distanza di Di Serio, che trafigge imparabilmente Buffon all’angolino alla sua sinistra. Il Parma subisce il contraccolpo per il gol subito e i ramarri ne approfittano con il folletto Cambiaghi, che mette in apprensione l’intera retroguardia emiliana impegnando Buffon che questa volta non si fa sorprendere e respinge.
Il secondo tempo il Parma scende in campo con un altro atteggiamento, spingendo subito sull’acceleratore: Rispoli suona la carica con un tiro in acrobazia dai 25 metri colpendo il palo alla sinistra della porta difesa da Perisan. Al 55′ però, il portiere friulano deve arrendersi al primo gol in maglia gialloblu di Goran Pandev: cross teso di Vazquez dalla sinistra, piatto al volo del macedone e palla in rete. Il Parma mette alle corde il Pordenone, Simy al 65′ ha una chance enorme per ribaltare la partita ma il suo tiro finisce incredibilmente alto. E’ questione di minuti, e infatti al 67′ Man respinge in rete una parata di Perisan sul tiro ancora una volta di Pandev deviato da un difensore. Non passano nemmeno due minuti, pasticcio difensivo del Pordenone, si invola Franco Vazquez, che di sinistro, con un rasoterra preciso, segna il gol del 3-1, è il 69′.
Provano a scuotersi i ramarri con El Kaouakibi al 72′, vince un rimpallo e di destro scarica in porta, ma è ancora attento Buffon. Chiude il match qualche minuto dopo, al 79′, il polacco Benedyczak, che va a prendersi sull’out di destra un lancio dalle retrovie di Rispoli, entra in area e trafigge sul proprio palo Perisan per il 4-1 in favore dei crociati. Tanta paura iniziale per il Parma, che però nel secondo tempo entra con un altro piglio e ribalta il match.
Monza – Spal 4-0 10′ Dickmann (esp.), 45′ Dany Mota, 52′ Sampirisi, 77′ Ramirez, 89′ Colpani
All’U-Power Stadium la partita degli estensi comincia subito in salita: Mazzitelli vede uno spiraglio tra le maglie della difesa ospite e lancia in profondità Mota, Dickmann commette fallo da ultimo uomo e viene espulso. Nonostante l’uomo in meno, la Spal regge e non mostra il fianco ai biancorossi, fino al 45′ quando proprio Mota porta in vantaggio il Monza: bordata di Carlos Augusto, non trattiene Thiam, si avventa il portoghese che di sinistro segna l’1-0. Primo tempo in svantaggio e con un uomo in meno, si fa ancora più ardua la salita per i biancoazzurri.
E infatti, il secondo tempo si apre con il raddoppio dei brianzoli, grazie a capitan Sampirisi: cross ad uscire, Mancuso rimette al centro di testa per il difensore che tira di prima intenzione, respinge in maniera goffa ancora una volta Thiam, sulla respinta di nuovo il capitano che insacca per il doppio vantaggio. Partita ormai in discesa, la Spal non ha la forza di reagire e il Monza colpisce segnando il 3-0: angolo di Mazzitelli, sbuca la testa di Ramirez che supera imparabilmente il portiere ospite. Chiude il match uno dei gioielli in casa Monza, all’88’ Valoti lancia Colpani che di giustezza mette a segno il 4-0 finale.
Partita che ha messo ancora più a nudo le difficoltà della Spal, che viene superata dalla Reggina e quasi agganciata dall’Alessandria; Monza che prova a rilanciarsi dopo un periodo non del tutto brillante.
L.R. Vicenza – Cosenza 0-0
Partita che può dare la possibilità, a chi vince, di provare a cambiare le sorti del proprio campionato. Non decolla subito il match, ci pensa Meggiorini al 30′ con un tiro dal limite ad impensierire Matosevic che respinge in angolo. Miracoloso Contini di piede al 35′ sul tiro di Palmiero deviato da Di Pardo, chiudendo così il primo tempo in parità.
Alla ripresa, è ancora Contini al 55′ a tenere in partita il Vicenza, ancora di piede, questa volta su conclusione di Laura. Fa buona guardia il portiere cosentino sul tiro da fuori di Diaw all’83’. Possibile svolta del match all’88’ quando l’arbitro Maggioni fischia un penalty per gli ospiti, fallo di Contini su Laura ma il VAR richiama l’arbitro per fuorigioco dell’attaccante francese che annulla il rigore. Ci crede ancora il Cosenza che ha due ulteriori occasioni con “El Bati” Larrivey e Voca, ma è bravissimo in entrambe le occasioni il portiere berico Contini, a cui va sicuramente la palma di “Man of the match”.
Pareggio sostanzialmente giusto per due squadre che hanno avuto paura di perdere.
Cittadella – Cremonese 0-2 22′ Casasola, 54′ Buonaiuto (73′ Tounkara esp.)
Cremonese che vuole dare continuità di rendimento e di risultati, provando a battere a domicilio l’ottimo Cittadella di mister Gorini. E al 22′ i lombardi passano, schiacciata di testa di Bianchetti, sfiora Kastrati, da due passi l’argentino Casasola firma lo 0-1.
Sale in cattedra Carnesecchi nel secondo tempo, con un grande intervento sul tiro ravvicinato di Baldini al 51′. Al 54′ però mette in ghiaccio il match un gol di Buonaiuto: tiro a giro dal limite dell’area, un gol da stropicciarsi gli occhi quello del numero 10 grigiorosso, Kastrati può solo guardare la palla infilarsi nel sette, ed è 0-2. Al 73′ Tounkara, per la seconda volta in stagione, entra dalla panchina e si fa espellere in pochi minuti. Cittadella in 10, ma che non demorde: all’86’ Beretta dà l’illusione del gol con un tiro di sinistro che mette in difficoltà il portiere grigiorosso, il pallone sta per rotolare oltre la linea bianca ma interviene l’autore del primo gol, Casasola, che rinvia spazzando lontano. Ultima chance per i padroni di casa con Laribi da calcio piazzato che impegna ancora Carnesecchi, che, attento, respinge.
Cremonese che fa sul serio e mette in guardia tutte le altre pretendenti per la promozione in A, veneti un po’ sottotono ma che sono ancora lì per continuare ad inseguire il sogno playoff.
Reggina – Crotone 1-0 21′ Montalto
Derby bloccato con pochissime azioni da gol, la prima occasione è per il Crotone con Sala che con un sinistro da fuori, trova un calcio d’angolo grazie ad una deviazione. Al 21′ cambia il risultato, errore in fase di impostazione di Golemic, palla sui piedi di Montalto che dalla propria metà campo, fa partire un arcobaleno stupendo, un tiro da oltre 50 metri che finisce alle spalle di Saro che non può far altro che ammirare la palla insaccarsi alle sue spalle. Reagiscono gli squali al 34′ che con Mulattieri vanno vicinissimi al gol ma è strepitoso Turati a salvare i suoi dal gol del pareggio. Al 38′ sono i padroni di casa ad avvicinarsi al gol del 2-0 con Cionek che da calcio d’angolo svetta in area, impatta il pallone di testa che sibila il palo alla sinistra della porta crotonese. Ultimi minuti del primo tempo di marca rossoblu ma senza trovare il gol del pari.
Anche nel secondo tempo gli ospiti provano a spingere e con Maric al 46′ vanno vicino al gol dell’1-1. Dopodiché la Reggina prova a chiudere le fonti di gioco e ci riesce, perché non ci sono altre azioni importanti fino alla fine del match. 3 punti importanti per gli amaranto che non vincevano da quasi 4 mesi, Crotone invece che continua il suo viaggio assurdo verso la Serie C.
Perugia – Frosinone 3-0 15′ De Luca, 23′ Olivieri, 89′ De Luca
Partita che si accende subito con la traversa involontaria di Lisi dopo un lungo traversone dalla sinistra, con la palla che viene messa in calcio d’angolo. Al 15′ passano in vantaggio i grifoni, frittata difensiva in casa Frosinone tra Ravaglia e Szyminski, si scontrano i due, ne approfitta bomber De Luca che deve solo segnare il più facile dei gol, 1-0, Curi in festa. Il Frosinone non trova sbocchi e il Perugia al 23′ raddoppia, tiro di Lisi da fuori area, respinge ottimamente Ravaglia, raccoglie Santoro e crossa al centro per l’accorrente De Luca, ancora bravo Ravaglia che in uscita respinge il tiro, la palla finisce a Dell’Orco che di esterno sinistro la rimette al centro dove arriva Olivieri con una sforbiciata favolosa la spedisce in porta per un 2-0 meritatissimo. Squillo di Novakovich al 38′ ma è bravo Chichizola a mettere in angolo.
Ancora Novacovich che spreca una ghiottissima occasione al 66′ dopo un cross perfetto di Canotto, ma l’americano spreca malamente da due passi. Si fa vedere in avanti il Perugia al 73′ con un colpo di testa di Sgarbi, Ravaglia è attento e mette in corner. All’89’ chiude il match De Luca con la doppietta personale, colpo di testa di Kouan in avanti, si addormentano Gatti e Szyminski, sfreccia il bomber che entra in area e fulmina per la terza volta (seconda personale) Ravaglia.
Frosinone quasi mai in partita se non per un paio di occasioni di Novacovich, Perugia straripante che raggiunge momentaneamente la zona playoff.
Lecce – Benevento 1-1 13′ Calabresi (aut.), 40′ Strefezza
Benevento subito in avanti, al 13′ cross di Insigne dalla destra, arriva Calabresi che per rinviare prende la traversa, palla che viene riconquistata dagli ospiti con Acampora che prova un cross al centro, la palla colpisce di nuovo lo sfortunato Calabresi che si impenna e beffa Gabriel per il vantaggio delle Streghe. E’ ancora il Benevento al 19′ che trova un’occasione limpida in contropiede 5vs2 con Forte che appoggia sul piede preferito di Insigne, forse un po’ troppo lungo il passaggio, ma Insigne calcia lo stesso in scivolata e la palla termina sul fondo. Sempre gli ospiti al 26′ con l’ennesima azione in contropiede gestita da Insigne che arriva al limite dell’area, la piazza rasoterra e la palla esce di millimetri. La legge del calcio, gol sbagliato e gol subito: 40′ Lucioni in proposizione offensiva appoggia a Coda che serve Gargiulo, il tiro respinto finisce dall’altro lato dove arriva di gran carriera Strefezza che di destro fulmina Paleari, il Lecce trova il pareggio, 1-1.
Secondo tempo che vede il Benevento al 51′ vicino al gol del nuovo vantaggio con Barba che di testa, fa la…barba al palo. Risponde il Lecce al 56′ con un tiro di Helgason che trova la risposta pronta di Paleari. Le squadre sembrano poi accontentarsi del pareggio dopo 60′ veri di calcio giocato.
Pareggio che sta un po’ stretto ai campani, dopo le occasioni nitide fallite da Insigne, Lecce che prova a recuperare il fiato in vista del tour de force che sta per arrivare.
Brescia – Alessandria 1-1 69′ Corazza (A), 90′ Moreo
Brescia che vuole sfruttare il turno casalingo contro l’Alessandria, ma per mezz’ora non si registrano azioni di rilievo; anzi sono i grigi al 31′ ad andare vicino al gol con Kolaj che costringe Joronen all’intervento in calcio d’angolo, dopo lo svarione difensivo di Cistana. Dopo 4′, ancora Kolaj che prende l’incrocio dei pali con un tiro ad effetto che lascia di stucco il portiere finlandese. Nonostante la supremazia territoriale e le occasioni da gol avute, l’Alessandria è costretta a chiudere il primo tempo sullo 0-0.
Nel secondo tempo finalmente si fa vedere in avanti il Brescia con Leris al 50′ che colpisce l’esterno della rete. Ma sono i piemontesi a passare in vantaggio, con Corazza che al 69′ trova il tap-in vincente dopo la respinta di Joronen sul tiro di Milanese. La squadra di mister Longo vuole chiudere la partita, ci prova Marconi al 75 con un sinistro potente, ancora una volta Joronen si oppone. La partita sembra ormai volgere al termine per il Brescia, ma è Moreo a regalare un punto, che in questa partita è oro che luccica, con un gol di destro dal limite dell’area dopo aver ricevuto dall’ex Genoa Bianchi. E’ finale, 1-1 al Rigamonti.
Alessandria che avrebbe meritato i 3 punti, Brescia ancora convalescente dopo il caso Inzaghi.
Ascoli – Como 1-1 17′ Tsadjout, (60′ Saric esp.), 65′ Arrigoni
Al Cino e Lillo Del Duca l’Ascoli ha la possibilità di rifarsi della sconfitta casalinga contro il Perugia della precedente giornata, ma il Como è un osso duro. Partono bene i padroni di casa, Maistro al 7′ mette apprensione al portiere lariano Facchin, che con un doppio intervento anche su Bidauoi nega loro il vantaggio. Al 17′ però l’ex Milan Tsadjout trova il primo gol in maglia bianconera raccogliendo un pallone vagante in area di rigore, beffando l’ottimo Facchin. Il Como va vicino al pareggio con Cerri che approfitta di un errore in fase di impostazione della retroguardia marchigiana in area di rigore e di destro impegna Leali che respinge ottimamente.
Secondo tempo con i bianconeri subito in avanti con Bidaoui al 46′ che tira in porta ma è bravo Facchin ancora una volta, che si ripete subito dopo al 47′ su Maistro, andando giù ottimamente e bloccando il pallone destinato in porta. La partita dell’Ascoli cambia al 60′, bruttissimo fallo di Saric, entrato all’inizio del secondo tempo per Buchel, su Gabrielloni: l’arbitro lo manda in anticipo sotto la doccia e lo espelle. E dopo l’espulsione, al 65′ arriva il pareggio dei lariani: angolo di Ciciretti, respinta della difesa, palla raccolta da Arrigoni che al volo da fuori area di sinistro scaglia un fendente che si insacca alle spalle di Leali che nulla può contro il missile del n°21. L’Ascoli che rischia di perdere il match, al 72′ Cerri gioca sulla destra per Vignali, cross al centro, inzuccata poderosa del 27 comasco e Leali compie un miracolo, togliendo la palla dal sette. All’87’ il Como segna il gol dell’1-2 ma è fuorigioco.
Risultato tutto sommato giusto, con un tempo per parte; l’espulsione di Saric ovviamente ha cambiato il corso della partita facendo tornare in gara il Como.
Classifica
- Lecce 42
- Cremonese 41
- Pisa 41
- Brescia 40
- Monza 38
- Frosinone 37
- Benevento 37
- Perugia 34
- Ascoli 33
- Cittadella 32
- Parma 28
- Como 28
- Ternana 28
- Reggina 26
- Spal 23
- Alessandria 22
- Cosenza 19
- Crotone 14
- Pordenone 12
- L.R. Vicenza 12
Serie B
Licina, da sorpresa a minaccia principale: il Cesena cambia piano per fermarlo
Il classe 2007 della Juventus ha trovato una difesa preparata per togliergli l’uno contro uno: più pressione, raddoppi e meno libertà sul lato forte, ma anche nuovi spazi creati per i compagni.

ADIN LICINA DELL’US CREMONESE IN AZIONE (FOTO DI ROBERTO TOMMASINI/NURPHOTO VIA GETTY IMAGES)
Adin Licina non ha segnato né servito assist nel 2-2 della Cremonese a Cesena, ma la sua partita racconta comunque quanto velocemente sia cambiato il suo status in Serie B: dopo il gol al Parma e la prova da protagonista contro il Padova, il classe 2007 della Juventus è stato trattato come una delle principali minacce offensive dei grigiorossi, tra attenzione individuale, raddoppi sul lato e meno possibilità di isolarsi nell’uno contro uno.
Al Dino Manuzzi Fabio Pecchia lo ha schierato ancora sulla destra della linea dei trequartisti, con Tommaso Berti e Jari Vandeputte alle spalle di Federico Bonazzoli. È la zona nella quale Licina riesce a sfruttare meglio il mancino, ricevere largo e poi portare il pallone dentro al campo.
Il Cesena ha costruito proprio lì una parte importante della propria fase difensiva.
Il Cesena gli toglie l’uno contro uno
Licina ha trovato subito meno libertà rispetto alle precedenti uscite.
Sulla sua zona arrivava spesso un secondo uomo, mentre il primo difendente cercava di impedirgli di ricevere fronte alla porta. L’obiettivo era evidente: non concedergli campo per accelerare, rientrare sul sinistro e creare superiorità individuale.
Il risultato è stato un Licina meno appariscente nei numeri, ma costretto a giocare una partita diversa.
Non poteva aspettare sempre il duello individuale. Doveva muovere il pallone più velocemente, cambiare posizione e trovare spazi lontano dalla linea laterale.
Più uomini su Licina, più spazio per gli altri
Ed è qui che la partita cambia lettura.
Quando il Cesena portava due giocatori sulla sua zona, la Cremonese guadagnava spazio altrove. Il classe 2007 ha continuato a cercare ricezioni interne, a scaricare rapidamente e ad attirare pressione fuori posizione.
Il suo peso, quindi, non si è misurato soltanto nelle azioni concluse personalmente.
Quando un avversario ti raddoppia sistematicamente, il problema non è più soltanto quanto produci tu, ma quanto spazio costringi a concedere agli altri.
È un dettaglio importante per una Cremonese che può sfruttare la qualità di Berti tra le linee, i movimenti di Vandeputte e la capacità di Bonazzoli di legare il gioco.
Dal Padova al Cesena cambia il modo di difenderlo
Contro il Padova Licina aveva avuto un impatto immediato.
Dopo appena un minuto aveva servito l’assist per Bonazzoli; pochi minuti più tardi aveva trovato anche il gol personale, contribuendo alla vittoria per 3-1.
Prima ancora, in Coppa Italia contro il Parma, aveva segnato il suo primo gol con la maglia grigiorossa.
In poche partite il classe 2007 aveva quindi messo insieme un gol in Coppa Italia, uno in Serie B e un assist, oltre a due prestazioni da protagonista. Numeri sufficienti per cambiare il modo in cui gli avversari lo affrontano.
A Cesena Licina non era più una sorpresa. Era già un giocatore da preparare.
La Cremonese trova altre soluzioni
Il Cesena era riuscito a portarsi sul 2-0 grazie alla doppietta di Cristian Shpendi, a segno al 22′ e al 59′ su rigore.
La Cremonese ha però reagito nella seconda parte del match. Michele Collocolo ha accorciato al 75′, mentre Federico Bonazzoli ha completato la rimonta cinque minuti più tardi.
Licina non è entrato direttamente nelle due reti, ma la scelta dei romagnoli di concentrare tanta attenzione sul suo lato ha contribuito a rendere meno prevedibile il resto della struttura offensiva.
Per Pecchia è un’indicazione importante: se gli avversari continueranno a raddoppiare sul talento della Juventus, la Cremonese dovrà sfruttare sempre meglio gli spazi che si aprono altrove.
Per la Juventus è un passaggio decisivo
È anche il tipo di partita che rende utile il prestito alla Cremonese.
Licina è arrivato alla Juventus dal Bayern Monaco nel febbraio 2026 e ha poi collezionato 13 presenze con la Next Gen. In estate il club ha scelto il prestito secco per garantirgli continuità e minuti in Serie B senza perdere il controllo sul suo percorso.
Fabio Pecchia lo ha già definito un “talento naturale”, e l’inizio di stagione ha confermato quanto possa incidere quando trova spazio.
Ora arriva lo step successivo.
Il classe 2007 deve imparare a essere decisivo anche quando il difensore lo conosce, il secondo uomo arriva in copertura e l’uno contro uno viene tolto prima ancora di iniziare.
A Cesena non è arrivato un altro gol, ma qualcosa di altrettanto significativo: la conferma che in Serie B hanno già iniziato a costruire il piano difensivo anche pensando a lui.
Notizie
Juve Stabia, Guerri cambia tutto: ds e panchina per il nuovo ciclo
La Juve Stabia riparte dalla struttura: dopo gli addii di Matteo Lovisa e Ignazio Abate, Alfredo Guerri deve ricostruire l’intera area tecnica in pochi giorni.

OMAR CORREIA DELLA JUVE STABIA, A DESTRA, SEGNA UN GOL DURANTE LA PARTITA DI SERIE B (FOTO DI SIMONE ARVEDA/GETTY IMAGES.)
Non si tratta solo di capire chi arriverà. Il punto è quale modello sceglierà Guerri per non disperdere il patrimonio costruito negli ultimi tre anni.
Il cambio vero parte dalla società
La nuova fase nasce da un passaggio preciso. Il 1° giugno 2026 gli amministratori giudiziari Salvatore Scarpa e Mario Ferrara hanno deliberato l’operazione di ricapitalizzazione.
L’aumento di capitale sociale, indicato in 6.901.000 euro negli atti collegati al percorso FIGC, ha portato alla rideterminazione delle partecipazioni e all’acquisizione del controllo da parte di Alfredo Guerri. Senza stabilità societaria non esiste programmazione tecnica credibile: non a caso il club ha subito depositato la documentazione per l’iscrizione alla Serie BKT 2026/2027.
Da quel momento è partita la seconda fase, la più delicata: sostituire due figure centrali nello stesso istante.
Lovisa e Abate, due addii che pesano
Matteo Lovisa ha lasciato il ruolo di direttore sportivo il 17 giugno. Arrivato nell’estate 2023, sotto la sua gestione le Vespe hanno vinto la Serie C, sono salite in Serie B e hanno raggiunto le semifinali playoff per la Serie A.
Il suo saluto fotografa la portata del momento: “Lascio Castellammare con grande orgoglio e dispiacere, consapevole di consegnare il club in una categoria superiore rispetto a quella in cui l’avevo trovato”.
Cinque giorni prima era arrivata anche la risoluzione consensuale con Ignazio Abate. Il tecnico ha chiuso la stagione 2025/2026 con 12 vittorie, 19 pareggi e 11 sconfitte, portando la squadra alla seconda qualificazione consecutiva ai playoff per la Serie A, conclusa nella semifinale di ritorno contro il Monza.
Sono numeri che spiegano il vero rischio: la Juve Stabia non deve solo cambiare uomini, deve evitare di rompere un equilibrio che ha funzionato.
Stefanelli, il nome che spiega l’idea
Il profilo di Stefano Stefanelli è interessante per un motivo chiaro. Oggi è il direttore sportivo dell’Empoli, con contratto fino al 30 giugno 2027, e in passato ha lavorato nell’area scouting della Juventus, dopo le esperienze tra Vis Pesaro, Carpi, Napoli Under 19, Pistoiese, Cesena e Pisa.
Per una squadra che deve restare competitiva in Serie B senza forzare i conti, un dirigente con quel percorso avrebbe una logica precisa: scouting, sostenibilità, conoscenza della categoria e capacità di valorizzare profili non ancora esplosi. Il nodo, però, è contrattuale: Stefanelli non è libero, e per questo il suo nome va letto come segnale di ambizione più che come operazione semplice.
De Vito e la panchina: tra progetto e continuità
La figura di Enzo De Vito è il perno attorno a cui può nascere la nuova area tecnica. Ex dirigente di Avellino e Potenza, conosce bene Pietro De Giorgio, cresciuto proprio a Potenza fino a diventare allenatore della prima squadra.
De Giorgio resta un nome coerente con una linea giovane e progettuale. Anche qui, però, c’è un dato concreto: il Potenza lo ha blindato fino al 30 giugno 2027, con opzione per un’altra stagione, e portarlo a Castellammare significherebbe aprire un fronte contrattuale.
Rispetto agli altri profili, De Giorgio rappresenterebbe una scelta di rottura: meno esperienza in Serie B, più idea di costruzione. Un profilo da progetto, non da gestione conservativa.
Diverso il discorso per Luca D’Angelo e Michele Mignani, nomi legati alla conoscenza della categoria e alla continuità. D’Angelo, in particolare, sarebbe una scelta razionale per una squadra che negli ultimi anni ha costruito la propria forza su compattezza, intensità e organizzazione.
Il bivio di Guerri
La domanda vera è una sola: capire se la Juve Stabia voglia proteggere il modello Lovisa-Abate oppure aprire un ciclo completamente nuovo.
Se la scelta cadrà su un direttore sportivo di scouting e su un allenatore esperto di Serie B, il messaggio sarà chiaro: continuità, sostenibilità e rischio controllato. Se invece il club punterà su De Giorgio, la nuova proprietà darà un segnale più coraggioso, con De Vito al centro del progetto e un’identità diversa da costruire.
In entrambi i casi, Guerri non può fermarsi ai nomi più suggestivi: deve costruire una catena di comando coerente tra proprietà, area tecnica, direttore sportivo e allenatore.
La Juve Stabia ha già dimostrato di poter stare in alto. Ora la sfida è dimostrare di saperci restare anche dopo aver cambiato tutto.
Serie B
Vicenza, fiducia a Gallo: rinnovo fino al 2028
Dopo la trionfale promozione in Serie B, il Vicenza blinda Fabio Gallo. Accordo vicino per il prolungamento del contratto fino al 2028: i dettagli del progetto

Vicenza e Gallo avanti insieme: il piano per la Serie B
Il Vicenza non perde tempo e, dopo aver dominato il girone A di Serie C conquistando la promozione con sei giornate di anticipo, si muove per blindare il suo condottiero. La società biancorossa ha deciso di confermare la totale fiducia in Fabio Gallo, l’architetto della risalita, proponendogli un rinnovo di contratto che ne estende la scadenza fino al 30 giugno 2028. Un segnale forte di continuità per una piazza che mancava dalla cadetteria da quattro anni e che ora punta a consolidarsi con un progetto tecnico a lungo termine.
I numeri di un dominio
La scelta della dirigenza arriva a coronamento di una stagione praticamente perfetta. Sotto la guida del tecnico di Bollate, il Vicenza ha impresso un ritmo insostenibile per le avversarie, chiudendo il campionato con un vantaggio abissale sulla seconda in classifica (l’Union Brescia). La vittoria decisiva contro l’Inter U23 ha sancito l’aritmetica promozione, premiando la scelta fatta l’estate scorsa quando Gallo è arrivato al Menti dopo l’esperienza alla Virtus Entella. Con il rinnovo all’orizzonte, la società garantisce all’allenatore non solo un adeguamento economico, ma anche la centralità nelle scelte del prossimo mercato estivo.
Verso il 2026/27: conferme e nuovi obiettivi
Mentre si limano i dettagli burocratici dell’accordo, l’attenzione si sposta già sulla costruzione della rosa per la Serie B 2026/2027. Lo stesso Gallo ha espresso pubblicamente la volontà di rimanere a Vicenza per dare seguito al lavoro iniziato, sottolineando l’importanza di ripartire da uno zoccolo duro di giocatori che hanno dimostrato di valere la categoria superiore. Con la panchina blindata fino al 2028, il Vicenza si candida a essere una delle mine vaganti del prossimo campionato cadetto, puntando su una stabilità tecnica che spesso fa la differenza nelle stagioni di transizione.
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