Serie B
Serie B, le probabili formazioni del 32esimo turno
Serie B, qui di seguito andiamo a vedere quali sono le ultime notizie e le probabili formazioni dei match di serie B, che si disputeranno tra oggi e domani.
Brescia-Pisa
Le Rondinelle cercano un nuovo successo dopo il 2-1 di Cosenza. In avanti out Borrelli, che prima del match verrà premiato come giocatore del mese. Fuori, ma per squalifica, anche Bertagnoli.
Lezzerini confermato tra i pali, difeso dalla classica retroguardia, composta da Dickmann, Cistana, Adorni e Jallow. Tre i mediani, ovvero Bisoli, Baseggio e Paghera,. Un Galazzi in forma, e reduce dalla doppietta di Cosenza, sosterrà il duo d’attacco Bianchi–Moncini.
Maran chiede ai suoi un altro scherzetto, così come avvenuto la scorsa settimana nel 4-3 contro il Palermo. Il 3-4-2-1 sarà lo schema, il quale vedrà Loria tra i pali, protetto dal trio Canestrelli–Caracciolo–Calabresi.
D’Alessandro–Beruatto esterni di centrocampo, coadiuvati al centro da Marin ed Esteves, mentre in avanti l’ex Moreo, assieme a Valoti, appoggerà Bonfanti, unica punta dei toscani.
PROBABILE FORMAZIONE BRESCIA (4-3-1-2): Lezzerini; Dickmann, Cistana, Adorni, Jallow; Bisoli, Paghera, Baseggio; Galazzi; Bianchi, Moncini. Allenatore: Rolando Maran
PROBABILE FORMAZIONE PISA (3-4-2-1): Loria; Canestrelli, Caracciolo, Calabresi; Beruatto, Marin, Esteves, D’Alessandro; Valoti, Moreo; Bonfanti. Allenatore: Alberto Aquilani
Feralpi Salò-Cosenza
La Feralpi Salò cerca il balzo salvezza in uno scontro diretto ad altissima tensione. Gli uomini di Zaffaroni sono galvanizzati dal blitz di Cremona e vogliono dare un altro messaggio alle concorrenti. Nel 3-5-2 di partenza dei gardesani mancherà ancora Balestrero, quindi in difesa spazio a Martella assieme a Ceppitelli e Bergonzi, a protezione di Pizzignacco. Mediana folta e guidata in regia da Fiordilino, assistito ai lati da Kourfalidis e Zennaro. Sulle fasce Felici e Letizia. In avanti Dubickas e La Mantia favoriti su Butic e Manzari.
Dopo una settimana turbolenta e il ko interno contro il Brescia, il Cosenza vuole rialzarsi per ritrovare la vittoria e il respiro nella bassa classifica. Viali recupera Tutino e lo lancerà nella mischia dal primo minuto, nel tridente, assieme a Mazzocchi e Marras. A tre anche la mediana, con Voca, Viviani e Zuccon. In porta sempre Micai, protetto da D’Orazio, Camporese, Meroni e Gyamfi.
PROBABILE FORMAZIONE FERALPI SALO’ (3-5-2): Pizzignacco; Bergonzi, Ceppitelli, Martella; Felici, Kourfalidis, Fiordilino, Zennaro, Letizia; Dubickas, La Mantia. Allenatore: Marco Zaffaroni.
PROBABILE FORMAZIONE COSENZA (4-3-3): Micai; Gyamfi, Meroni, Camporese, D’Orazio; Zuccon, Viviani, Voca; Marras, Marras, Tutino. Allenatore: William Viali.
Spezia-Lecco
Grande occasione per lo Spezia, che punta al secondo successo interno consecutivo dopo lo scontro diretto vinto con l’Ascoli. Ancora out Reca, Di Serio, Crespi e Wisniewski. D’Angelo chiede alla coppia Verde–Falcinelli i gol vittoria e a Bandinelli la regia. Nulla di nuovo in difesa, con Zoet a proteggere i pali e a il terzetto Mateju–Hristov–Nikolaou a comporre la retroguardia. In mediana Elia e Vignali esterni, con al centro Nagy ed Esposito.
I lombardi vogliono chiudere degnamente l’ultima parte di stagione, viste le speranze ridotte al lumicino per quanto riguarda le speranze salvezza. In panchina è tornato Andrea Malgrati, chiamato a condurre in porto le ultime partite della stagione. Si riparte dal 4-3-3, con Lamanna in porta e davanti a lui Lammers, Celjak, Capradossi e Caporale. In mediana Ionita e Galli nel ruolo di mezzali, con Degli Innocenti regista. In attacco Novakovich unica punta, con ai lati Parigini e Inglese.
PROBABILE FORMAZIONE SPEZIA (3-4-1-2): Zoet; Mateju, Hristov, Nikolaou; Vignali, Nagy, Esposito, Elia; Bandinelli; Falcinelli, Verde. Allenatore: Luca D’Angelo
PROBABILE FORMAZIONE LECCO (4-3-3): Lamanna; Lammers, Celjak, Capradossi, Caporale; Ionita, Degli Innocenti, Galli; Parigini, Inglese; Novakovich. Allenatore: Andrea Malgrati
Sudtirol-Parma
Gli altoatesini non se la passano bene a livello di infermeria, con Pecorino, Vinetot, El Kaouakibi e Scaglia ancora out. Rientra e parte dal 1′, invece, Kurtic, nuovamente al fianco di Arrigoni e Tait. In avanti Casiraghi in appoggio a Odogwu. In difesa rientra anche Cagnano, che farà compagnia a Masiello e Giorgini.
Pecchia gode di vaste scelte di formazione, con i soli Di Chiara e Balogh out per infortunio. Il 4-2-3-1 sarà confermato, con Bonny unica punta, supportato dal trio Benedyczak–Bernabe–Man.
PROBABILE FORMAZIONE SUDTIROL (3-5-2): Poluzzi; Giorgini, Masiello, Cagnano; Molina, Tait, Arrigoni, Kurtic, Davi; Odogwu, Casiraghi. Allenatore: Federico Valente
PROBABILE FORMAZIONE PARMA (4-2-3-1): Chichizola; Delprato, Osorio, Circati, Coulibaly; Hernani, Estevez; Man, Bernabe, Benedyczak; Bonny. Allenatore: Fabio Pecchia
Ternana-Modena
Occasione da sfruttare per la Ternana, in casa e contro un avversario reduce da un periodo di gran lunga negativo. Molti gli indisponibili per Breda, ma i calcoli sono vietati. Iannarilli a proteggere i pali e davanti a lui Sorensen, Capuano e Lucchesi. A centrocampo il terzetto Luperini–Amatucci–De Boer, mentre sugli esterni Carboni e Casasola non sono in discussione. Pereiro spalla di Raimondo in attacco.
In silenzio stampa alla vigilia, il Modena prova contro la Ternana a risalire la classifica, magari portando a casa i tre punti. Molti gli indisponibili, ma l’imperativo è vincere, considerata la lunga astinenza. Seculin tra i pali e una difesa formata da Riccio, Zaro e Pergreffi. In mediana Palumbo nelle vesti di regista, accompagnato da Santoro e Magnino. A spingere sugli esterni due maglia dal 1′ per Corrado e Ponsi, mentre in vanti Abiuso e Gliozzi.
PROBABILE FORMAZIONE TERNANA (3-5-2): Iannarilli; Sorensen, Capuano, Lucchesi; Casasola, Luperini, Amatucci, De Boer, Carboni; Pereiro, Raimondo. Allenatore: Roberto Breda
PROBABILE FORMAZIONE MODENA (3-5-2): Seculin; Riccio, Zaro, Pergreffi; Ponsi, Magnino, Palumbo, Santoro, Corrado; Abiuso, Gliozzi. Allenatore: Paolo Bianco.
Catanzaro-Como
I calabresi vogliono mettere pressione al Venezia e, con una vittoria, portarsi a meno due dal quarto posto. Vivarini ha tutta la rosa a disposizione, se si fa eccezione per l’infortunato Brighenti, ancora ai box e non presente tra i convocati.
Per portare a casa i tre punti, i giallorossi chiederanno i gol a Iemmello e Biasci, coppia d’attacco titolare, con la fantasia di Vandeputte in mediana.
Partita importante anche per il Como, che vuole rispondere allo scatto in avanti della Cremonese, vincente ieri sera in quel di Bari. Ancora fuori Verdi, sarà il duo Cutrone–Gabrielloni a guidare l’assalto. Per il resto, la formazione è praticamente decisa.
PROBABILE FORMAZIONE CATANZARO (4-4-2): Fulignati; Situm, Scognamiglio, Antonini, Veroli; Sounas, Petriccione, Verna, Vandeputte; Iemmello, Biasci. Allenatore: Vincenzo Vivarini
PROBABILE FORMAZIONE COMO (4-4-2): Semper; Gondaniga, Odenthal, Barba, Sala; Strefezza, Abdlgaard, Braunoder, Da Cunha; Gabrielloni, Cutrone. Allenatore: Roberts-Fabregas
Reggiana-Cittadella
Alessandro Nesta deve fare i conti con l’assenza di Girma, per il quale la stagione è finita, oltre a quelle di Crnigoj, Varela, Vergara e Bardi. In difesa spazio a Sampirisi, Rozzio e Marcandalli a protezione di Satalino. Mediana a quattro grazie alla spinta esterna di Fiamozzi e Pieragnolo, con Bianco e Cigarini interni. Melegoni e Portanova in cabina di rifinitura, a sostegno di Gondo.
I granata rincorrono una vittoria che manca, ormai, da quasi tre mesi. La trasferta di Reggio sarà quella buona? Edoardo Gorini spera di si, e schiera i veneti ad albero di Natale, con le tre punte offensive che saranno Magrassi, Cassano e Tessitore. Per il resto Kastrati difenderà la porta, con a sostegno Carissoni, Negro, Pavan e Salvi. Tre, infine, i mediani, ovvero Amatucci, Branca e Vita.
PROBABILE FORMAZIONE REGGIANA (3-4-2-1): Satalino; Sampirisi, Rozzio, Marcandalli; Fiamozzi, Cigarini, Bianco, Pieragnolo; Portanova, Melegoni; Gondo. Allenatore: Alessandro Nesta
PROBABILE FORMAZIONE CITTADELLA (4-3-2-1): Kastrati; Salvi, Pavan, Negro, Carissoni; Amatucci, Branca, Vita; Cassano, Tessitore; Magrassi. Allenatore: Edoardo Gorini
Palermo-Sampdoria
Rosanero all’inizio dell’era Mignani e con un trend da invertire, oltre a una Sampdoria che, in caso di vittoria, si porterebbe a soli tre punti. L’allenatore ex Bari cambia il modulo e passa subito a un 3-5-2 molto diverso dall’esperienza Corini. Detto di Pigliacelli, confermato tra i pali, Diakite, Lucioni e Ceccaroni formeranno la diga difensiva. In mediana fioccano le assenze, con Gomes e Vasic out, e quindi spazio a Stulac, Di Francesco e Segre in mezzo. Sulle ali l’apporto di Di Mariano e Lund. In avanti parola al duo Mancuso–Brunori.
La Sampdoria ci crede e vuole lo scalpo del Palermo per prolungare il momento positivo e avvicinare ulteriormente le primissime posizioni. Stankovic riceverà, ancora una volta, le chiavi della porta. In difesa altra chance dal 1′ per Leoni, accompagnato da Ghilardi e Gonzalez. In mediana Depaoli e Barreca esterni, più Yepes, Kasami e Darboe in mezzo. In attacco De Luca e Borini.
PROBABILE FORMAZIONE PALERMO (3-5-2): Pigliacelli; Diakite, Lucioni, Ceccaroni; Di Mariano, Segre, Stulac, Di Francesco, Lund; Mancuso, Brunori. Allenatore: Michele Mignani
PROBABILE FORMAZIONE SAMPDORIA (3-5-2): Stankovic; Leoni, Ghilardi, Gonzalez; Depaolo, Kasami, Yepes, Darboe, Barreca; Borini, De Luca. Allenatore: Andrea Pirlo
Ascoli-Venezia
Problemi di infermeria per Carrera, che però riaccoglie Falzerano dopo la squalifica. Tre i difensori, che saranno Bellusci, Mantovani e Quaranta, a protezione di Vasquez. In mediana Masini, Di Tacchio e Giovane al centro, con qualche chance per Caligara e Valzania. Sulle fasce l’estro di Zedadka e Falzerano. In attacco Duris e Rodriguez.
Formazione tipo per Paolo Vanoli, che godrà di tutti gli elementi a disposizione. Pochi dubbi, se non quello offensivo, dove Pierini si gioca il posto, con Gyitkjaer, accanto a Pohjanpalo.
PROBABILE FORMAZIONE ASCOLI (3-5-2): Vasquez; Mantovani, Bellusci, Quaranta; Falzerano, Masini, Di Tacchio, Giovane, Zedadka; Duris, Rodriguez. Allenatore: Massimo Carrera
PROBABILE FORMAZIONE VENEZIA (3-5-2): Joronen; Altare, Isdez, Sverko; Candela, Busio, Tessmann, Bjarkason, Zampano; Gytkjaer, Pohjanpalo. Allenatore: Paolo Vanoli
Serie B
Licina, da sorpresa a minaccia principale: il Cesena cambia piano per fermarlo
Il classe 2007 della Juventus ha trovato una difesa preparata per togliergli l’uno contro uno: più pressione, raddoppi e meno libertà sul lato forte, ma anche nuovi spazi creati per i compagni.

ADIN LICINA DELL’US CREMONESE IN AZIONE (FOTO DI ROBERTO TOMMASINI/NURPHOTO VIA GETTY IMAGES)
Adin Licina non ha segnato né servito assist nel 2-2 della Cremonese a Cesena, ma la sua partita racconta comunque quanto velocemente sia cambiato il suo status in Serie B: dopo il gol al Parma e la prova da protagonista contro il Padova, il classe 2007 della Juventus è stato trattato come una delle principali minacce offensive dei grigiorossi, tra attenzione individuale, raddoppi sul lato e meno possibilità di isolarsi nell’uno contro uno.
Al Dino Manuzzi Fabio Pecchia lo ha schierato ancora sulla destra della linea dei trequartisti, con Tommaso Berti e Jari Vandeputte alle spalle di Federico Bonazzoli. È la zona nella quale Licina riesce a sfruttare meglio il mancino, ricevere largo e poi portare il pallone dentro al campo.
Il Cesena ha costruito proprio lì una parte importante della propria fase difensiva.
Il Cesena gli toglie l’uno contro uno
Licina ha trovato subito meno libertà rispetto alle precedenti uscite.
Sulla sua zona arrivava spesso un secondo uomo, mentre il primo difendente cercava di impedirgli di ricevere fronte alla porta. L’obiettivo era evidente: non concedergli campo per accelerare, rientrare sul sinistro e creare superiorità individuale.
Il risultato è stato un Licina meno appariscente nei numeri, ma costretto a giocare una partita diversa.
Non poteva aspettare sempre il duello individuale. Doveva muovere il pallone più velocemente, cambiare posizione e trovare spazi lontano dalla linea laterale.
Più uomini su Licina, più spazio per gli altri
Ed è qui che la partita cambia lettura.
Quando il Cesena portava due giocatori sulla sua zona, la Cremonese guadagnava spazio altrove. Il classe 2007 ha continuato a cercare ricezioni interne, a scaricare rapidamente e ad attirare pressione fuori posizione.
Il suo peso, quindi, non si è misurato soltanto nelle azioni concluse personalmente.
Quando un avversario ti raddoppia sistematicamente, il problema non è più soltanto quanto produci tu, ma quanto spazio costringi a concedere agli altri.
È un dettaglio importante per una Cremonese che può sfruttare la qualità di Berti tra le linee, i movimenti di Vandeputte e la capacità di Bonazzoli di legare il gioco.
Dal Padova al Cesena cambia il modo di difenderlo
Contro il Padova Licina aveva avuto un impatto immediato.
Dopo appena un minuto aveva servito l’assist per Bonazzoli; pochi minuti più tardi aveva trovato anche il gol personale, contribuendo alla vittoria per 3-1.
Prima ancora, in Coppa Italia contro il Parma, aveva segnato il suo primo gol con la maglia grigiorossa.
In poche partite il classe 2007 aveva quindi messo insieme un gol in Coppa Italia, uno in Serie B e un assist, oltre a due prestazioni da protagonista. Numeri sufficienti per cambiare il modo in cui gli avversari lo affrontano.
A Cesena Licina non era più una sorpresa. Era già un giocatore da preparare.
La Cremonese trova altre soluzioni
Il Cesena era riuscito a portarsi sul 2-0 grazie alla doppietta di Cristian Shpendi, a segno al 22′ e al 59′ su rigore.
La Cremonese ha però reagito nella seconda parte del match. Michele Collocolo ha accorciato al 75′, mentre Federico Bonazzoli ha completato la rimonta cinque minuti più tardi.
Licina non è entrato direttamente nelle due reti, ma la scelta dei romagnoli di concentrare tanta attenzione sul suo lato ha contribuito a rendere meno prevedibile il resto della struttura offensiva.
Per Pecchia è un’indicazione importante: se gli avversari continueranno a raddoppiare sul talento della Juventus, la Cremonese dovrà sfruttare sempre meglio gli spazi che si aprono altrove.
Per la Juventus è un passaggio decisivo
È anche il tipo di partita che rende utile il prestito alla Cremonese.
Licina è arrivato alla Juventus dal Bayern Monaco nel febbraio 2026 e ha poi collezionato 13 presenze con la Next Gen. In estate il club ha scelto il prestito secco per garantirgli continuità e minuti in Serie B senza perdere il controllo sul suo percorso.
Fabio Pecchia lo ha già definito un “talento naturale”, e l’inizio di stagione ha confermato quanto possa incidere quando trova spazio.
Ora arriva lo step successivo.
Il classe 2007 deve imparare a essere decisivo anche quando il difensore lo conosce, il secondo uomo arriva in copertura e l’uno contro uno viene tolto prima ancora di iniziare.
A Cesena non è arrivato un altro gol, ma qualcosa di altrettanto significativo: la conferma che in Serie B hanno già iniziato a costruire il piano difensivo anche pensando a lui.
Notizie
Juve Stabia, Guerri cambia tutto: ds e panchina per il nuovo ciclo
La Juve Stabia riparte dalla struttura: dopo gli addii di Matteo Lovisa e Ignazio Abate, Alfredo Guerri deve ricostruire l’intera area tecnica in pochi giorni.

OMAR CORREIA DELLA JUVE STABIA, A DESTRA, SEGNA UN GOL DURANTE LA PARTITA DI SERIE B (FOTO DI SIMONE ARVEDA/GETTY IMAGES.)
Non si tratta solo di capire chi arriverà. Il punto è quale modello sceglierà Guerri per non disperdere il patrimonio costruito negli ultimi tre anni.
Il cambio vero parte dalla società
La nuova fase nasce da un passaggio preciso. Il 1° giugno 2026 gli amministratori giudiziari Salvatore Scarpa e Mario Ferrara hanno deliberato l’operazione di ricapitalizzazione.
L’aumento di capitale sociale, indicato in 6.901.000 euro negli atti collegati al percorso FIGC, ha portato alla rideterminazione delle partecipazioni e all’acquisizione del controllo da parte di Alfredo Guerri. Senza stabilità societaria non esiste programmazione tecnica credibile: non a caso il club ha subito depositato la documentazione per l’iscrizione alla Serie BKT 2026/2027.
Da quel momento è partita la seconda fase, la più delicata: sostituire due figure centrali nello stesso istante.
Lovisa e Abate, due addii che pesano
Matteo Lovisa ha lasciato il ruolo di direttore sportivo il 17 giugno. Arrivato nell’estate 2023, sotto la sua gestione le Vespe hanno vinto la Serie C, sono salite in Serie B e hanno raggiunto le semifinali playoff per la Serie A.
Il suo saluto fotografa la portata del momento: “Lascio Castellammare con grande orgoglio e dispiacere, consapevole di consegnare il club in una categoria superiore rispetto a quella in cui l’avevo trovato”.
Cinque giorni prima era arrivata anche la risoluzione consensuale con Ignazio Abate. Il tecnico ha chiuso la stagione 2025/2026 con 12 vittorie, 19 pareggi e 11 sconfitte, portando la squadra alla seconda qualificazione consecutiva ai playoff per la Serie A, conclusa nella semifinale di ritorno contro il Monza.
Sono numeri che spiegano il vero rischio: la Juve Stabia non deve solo cambiare uomini, deve evitare di rompere un equilibrio che ha funzionato.
Stefanelli, il nome che spiega l’idea
Il profilo di Stefano Stefanelli è interessante per un motivo chiaro. Oggi è il direttore sportivo dell’Empoli, con contratto fino al 30 giugno 2027, e in passato ha lavorato nell’area scouting della Juventus, dopo le esperienze tra Vis Pesaro, Carpi, Napoli Under 19, Pistoiese, Cesena e Pisa.
Per una squadra che deve restare competitiva in Serie B senza forzare i conti, un dirigente con quel percorso avrebbe una logica precisa: scouting, sostenibilità, conoscenza della categoria e capacità di valorizzare profili non ancora esplosi. Il nodo, però, è contrattuale: Stefanelli non è libero, e per questo il suo nome va letto come segnale di ambizione più che come operazione semplice.
De Vito e la panchina: tra progetto e continuità
La figura di Enzo De Vito è il perno attorno a cui può nascere la nuova area tecnica. Ex dirigente di Avellino e Potenza, conosce bene Pietro De Giorgio, cresciuto proprio a Potenza fino a diventare allenatore della prima squadra.
De Giorgio resta un nome coerente con una linea giovane e progettuale. Anche qui, però, c’è un dato concreto: il Potenza lo ha blindato fino al 30 giugno 2027, con opzione per un’altra stagione, e portarlo a Castellammare significherebbe aprire un fronte contrattuale.
Rispetto agli altri profili, De Giorgio rappresenterebbe una scelta di rottura: meno esperienza in Serie B, più idea di costruzione. Un profilo da progetto, non da gestione conservativa.
Diverso il discorso per Luca D’Angelo e Michele Mignani, nomi legati alla conoscenza della categoria e alla continuità. D’Angelo, in particolare, sarebbe una scelta razionale per una squadra che negli ultimi anni ha costruito la propria forza su compattezza, intensità e organizzazione.
Il bivio di Guerri
La domanda vera è una sola: capire se la Juve Stabia voglia proteggere il modello Lovisa-Abate oppure aprire un ciclo completamente nuovo.
Se la scelta cadrà su un direttore sportivo di scouting e su un allenatore esperto di Serie B, il messaggio sarà chiaro: continuità, sostenibilità e rischio controllato. Se invece il club punterà su De Giorgio, la nuova proprietà darà un segnale più coraggioso, con De Vito al centro del progetto e un’identità diversa da costruire.
In entrambi i casi, Guerri non può fermarsi ai nomi più suggestivi: deve costruire una catena di comando coerente tra proprietà, area tecnica, direttore sportivo e allenatore.
La Juve Stabia ha già dimostrato di poter stare in alto. Ora la sfida è dimostrare di saperci restare anche dopo aver cambiato tutto.
Serie B
Vicenza, fiducia a Gallo: rinnovo fino al 2028
Dopo la trionfale promozione in Serie B, il Vicenza blinda Fabio Gallo. Accordo vicino per il prolungamento del contratto fino al 2028: i dettagli del progetto

Vicenza e Gallo avanti insieme: il piano per la Serie B
Il Vicenza non perde tempo e, dopo aver dominato il girone A di Serie C conquistando la promozione con sei giornate di anticipo, si muove per blindare il suo condottiero. La società biancorossa ha deciso di confermare la totale fiducia in Fabio Gallo, l’architetto della risalita, proponendogli un rinnovo di contratto che ne estende la scadenza fino al 30 giugno 2028. Un segnale forte di continuità per una piazza che mancava dalla cadetteria da quattro anni e che ora punta a consolidarsi con un progetto tecnico a lungo termine.
I numeri di un dominio
La scelta della dirigenza arriva a coronamento di una stagione praticamente perfetta. Sotto la guida del tecnico di Bollate, il Vicenza ha impresso un ritmo insostenibile per le avversarie, chiudendo il campionato con un vantaggio abissale sulla seconda in classifica (l’Union Brescia). La vittoria decisiva contro l’Inter U23 ha sancito l’aritmetica promozione, premiando la scelta fatta l’estate scorsa quando Gallo è arrivato al Menti dopo l’esperienza alla Virtus Entella. Con il rinnovo all’orizzonte, la società garantisce all’allenatore non solo un adeguamento economico, ma anche la centralità nelle scelte del prossimo mercato estivo.
Verso il 2026/27: conferme e nuovi obiettivi
Mentre si limano i dettagli burocratici dell’accordo, l’attenzione si sposta già sulla costruzione della rosa per la Serie B 2026/2027. Lo stesso Gallo ha espresso pubblicamente la volontà di rimanere a Vicenza per dare seguito al lavoro iniziato, sottolineando l’importanza di ripartire da uno zoccolo duro di giocatori che hanno dimostrato di valere la categoria superiore. Con la panchina blindata fino al 2028, il Vicenza si candida a essere una delle mine vaganti del prossimo campionato cadetto, puntando su una stabilità tecnica che spesso fa la differenza nelle stagioni di transizione.
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