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Serie B, monte ingaggi a confronto: top e flop di stagione

Tempo di verdetti in Serie B. La stagione 24/25 si è conclusa, ribadendo fortemente un concetto ormai diventato dogma: i soldi non sempre fanno la classifica.

Utilizzando i dati forniti da Capology sul monte ingaggi lordo annuale dei club -confrontati con le posizioni finali- emergono differenze sorprendenti tra investimenti e rendimento sportivo.

DOMENICO BERARDI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Serie B 2024/25: la classifica monte ingaggi

Stando ai dati ufficiali sul monte ingaggi lordo annuale delle formazioni della serie cadetta il primo posto spetta al Sassuolo (31.1 milioni). Questo dato è espresso in base a quanto ogni club spende complessivamente per gli stipendi lordi dei propri calciatori. La classifica evidenzia differenze anche molto marcate tra le prime posizioni e il fondo. Infatti tra la squadra neroverde e la Juve Stabia -ultima- ci sono 25 milioni di differenza.

Tuttavia la forbice è già ampia anche per il resto del podio della statistica. Palermo e Salernitana infatti, rispettivamente seconda e terza, hanno un gap di quasi 10 milioni (22.4 per i rosanero e 20.2 i granata).

C’è da dire che, se in campo andassero gli ingaggi, nelle retrovie si sarebbe verificata questa situazione di classifica: Carrarese (6.8), Cittadella (6.6), Mantova e Cosenza (6.5) e Juve Stabia (6).

Una classifica, per certi versi, differente da quella verificatasi in questa stagione: Frosinone 43, Salernitana 42, Sampdoria 41, Cittadella 39 e Cosenza 30.

Chi ha reso di più?.

Quali sono dunque le squadre che hanno sfruttato al meglio la propria rosa in base alla combo monte ingaggi-posizione finale in classifica? Anche qui si evidenziano discrepanze notevoli. Esempio lampante quello della Sampdoria.

La squadra blucerchiata, quinta per monte ingaggi, è retrocessa in Serie C posizionandosi in 18esima posizione. Peggio dei liguri solo la Salernitana, con un differenziale ingaggio-classifica di -14.

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Discorso inverso invece per la Juve Stabia. Le Vespe, con il monte ingaggi più basso, sono riuscite a raggiungere i Play Off, un differenziale di +15 posizioni.

A chiudere il podio di questo speciale confronto Cesena e Pisa, rispettivamente con un +8 e +2.

Serie B: le sorprese della stagione

Le due maggiori sorprese della Serie B appena conclusa sono, ovviamente, Juve Stabia e Cesena. La compagine di Castellamare di Stabia ha smentito ogni pronostico, conquistando una storica qualificazione ai Play Off, partendo dal primo turno preliminare. Con una rosa giovane, organizzazione tattica e spirito di gruppo, le Vespe hanno dimostrato di poter sopperire alle minori risorse economiche grazie all’unione di intenti. Un’autentica favola calcistica.

Per quanto riguarda invece il club romagnolo, con un monte ingaggi relativamente basso (€8,14 milioni), ha chiuso anch’essa in zona Play Off facendo della continuità il suo punto di forza. Tornato in Serie B dopo anni difficili, il Cesena si è fatto apprezzare per come ha unito entusiasmo, progettualità e identità di gioco. Un ritorno in grande stile, che fa sognare i tifosi bianconeri.

Delusioni cocenti

Per quanto riguarda invece le delusioni di stagione, non potevano che essere: Sampdoria, Frosinone e Salernitana.

La retrocessione blucerchiata in Serie C, la prima nella sua storia, rappresenta uno degli scivoloni più clamorosi della stagione. Una stagione segnata da instabilità tecnica e rendimento altalenante. Un epilogo amaro per una piazza storica del nostro calcio. Serviranno: riflessione, ricostruzione e scelte coraggiose per ripartire.

Discorso quasi analogo, ma non proprio, per i granata e i ciociari. Le due squadre, appena retrocesse dalla Serie A, erano attese come protagoniste nella lotta promozione. Invece, la loro stagione è stata un incubo. Nonostante budget elevati — rispettivamente €20,23 milioni e €13,83 milioni di monte ingaggi — entrambe le squadre hanno faticato sin dalle prime giornate. Un crollo che evidenzia come la discesa dalla massima serie, se mal gestita, possa trasformarsi in gorgo difficile da superare.

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I soldi non fanno i risultati. Almeno non sempre.

Aggiornato al 14/05/2025 17:56

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