In un’intervista a TMW RADIO, Andrea Grammatica esalta la salvezza dell’Altamura, boccia VAR e seconde squadre. E rilancia con passione per il futuro.
Tra le sorprese più interessanti della stagione appena conclusa in Serie C c’è senza dubbio il Team Altamura. Dopo oltre trent’anni d’assenza dalla categoria, il club pugliese ha conquistato la salvezza con largo anticipo e si è messo in luce non solo per i risultati, ma anche per la qualità del progetto tecnico. A tracciare il bilancio di questo percorso è il direttore sportivo Andrea Grammatica, intervenuto ai microfoni di TMW Radio nel corso della trasmissione A Tutta C.
“Siamo molto soddisfatti”, ha spiegato . “La nostra era una sfida complessa: siamo partiti da matricola, senza nemmeno uno stadio o un campo di allenamento fisso. Abbiamo dovuto affrontare le prime difficoltà logistiche giocando a Bari, con costi notevoli per la società”. Nonostante tutto, l’Altamura ha reagito dopo un avvio difficile, centrando l’obiettivo salvezza già nel mese di marzo. “Merito del lavoro di tutti”, ha aggiunto. “Mister, staff, giocatori e società. Abbiamo valorizzato giovani importanti. Due dei quali sono stati richiesti da club di categoria superiore già a gennaio”.
Guardando ai playoff in corso, Grammatica si è detto colpito dalla solidità dell’Atalanta Under23. E dal percorso della Giana Erminio: “Hanno costruito qualcosa di importante, con un allenatore che stimo molto. Alcuni dei loro ragazzi, arrivati dalla D, si sono rivelati all’altezza anche in C. In generale, poche sorprese, ma tanta qualità. Mi aspettavo qualcosa in più dal Crotone, ma ha trovato un Vicenza che, per me, resta la favorita”.
In un calcio sempre più tecnologico e regolamentato, Grammatica si conferma una voce fuori dal coro. Infatti, sulla discussa introduzione del VAR in Serie C, il ds non ha dubbi: è contrario. “So di essere una voce fuori dal coro, ma non mi piace. Preferisco l’errore umano. Non credo nella malafede degli arbitri. E anche se sbagliano, me ne faccio una ragione. Il VAR rallenta il gioco, raffredda l’emozione e alla fine resta sempre un giudizio umano, solo mediato da uno schermo. Capisco le ragioni economiche, ma per me toglie passione al calcio”. O forse per non togliersi qualche dubbio che potrebbe spostare l’ago della bilancia in una partita decisiva.
Un altro tema caldo è quello delle seconde squadre nei tre gironi di Serie C. Grammatica è critico anche su questo punto: “Non credo che queste squadre servano davvero alla crescita del calcio italiano. Leggevo una statistica: solo il 30-35% dei giocatori sono italiani, il resto sono stranieri. Bisognerebbe intervenire a monte, già nelle giovanili, dove oggi è più conveniente puntare su ragazzi esteri. Servono regole, incentivi, una struttura più chiara. Così com’è, il progetto Under 23 è più funzionale ai club che alla Nazionale”.
Guardando al futuro, l’attenzione è ora rivolta allo stadio e alla guida tecnica: “Mi auguro non ci siano problemi di agibilità, né tecnici. Con mister Di Donato ci siamo già visti, abbiamo gettato le basi per continuare, ma prima c’è da pensare all’iscrizione, che quest’anno prevede passaggi più rigidi. Solo dopo ci siederemo per capire se ci sono le condizioni per andare avanti insieme”. Ma il tecnico è anche uno che guarda ai numeri e ai progetti. Senza mai perdere di vista l’essenza vera del gioco: la passione.
Aggiornato al 22/05/2025 14:26
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