Il mondo del calcio torna sotto i riflettori delle inchieste televisive. Salvatore Bagni, ex calciatore di Inter e Napoli, è finito nel mirino de Le Iene.
L’inchiesta ha scoperchiato pratiche legate all’agenzia di Bagni, la “Be GR8 Sport“. Nel servizio andato in onda nella puntata di ieri, l’inviato Luca Sgarbi si è finto il fratello di un giovane calciatore, alla ricerca di una possibilità nel calcio italiano. Grazie a un talent scout, Sgarbi è entrato in contatto con Bagni, che ha spiegato come funziona il sistema della sua agenzia. Secondo il servizio, la prassi di Bagni è quella di pagare i calciatori che la sua agenzia seleziona. Mentre chi cerca di farsi strada da solo, senza essere scelto da lui, deve pagare per avere una possibilità. La situazione si fa più chiara quando Bagni rivela che, per ottenere una collocazione, è necessario “sborsare” almeno 30.000 euro.
Una cifra che sarebbe da corrispondere in contante o tramite sponsorizzazioni. Un punto particolarmente controverso riguarda la Serie C, dove Bagni ammette che “non è un problema”. E che, grazie a qualche “favore”, sarebbe possibile inserire il giovane calciatore in un club della categoria. Bagni precisa anche che non si può garantire il posto in squadra. Aspetto che, secondo lui, sarebbe contrario ai suoi principi. L’inchiesta si conclude con la rivelazione che il giovane calciatore di cui si parlava non esisteva. Mentre Bagni, messo con le spalle al muro, si allontanava. Questo episodio ha sollevato molte polemiche e ha, ovviamente, avuto ripercussioni sulla Vis Pesaro, con la quale Bagni aveva avuto contatti.
La società marchigiana ha prontamente reagito alle accuse sollevate dal servizio de Le Iene. La Vis Pesaro ha rilasciato una dichiarazione ufficiale, respingendo con fermezza ogni tentativo di collegare il proprio nome alle pratiche emerse nel programma. La società si è dichiarata totalmente estranea ai fatti e ha condannato fermamente l’accostamento della sua immagine alle accuse lanciate nel servizio. In seguito alla messa in onda del servizio, la Vis Pesaro ha preso una decisione drastica. Il Direttore Sportivo Michele Menga è stato sospeso. Menga era stato coinvolto nelle trattative per il tesseramento dei giocatori.
Inoltre è stata avviata un’indagine interna per accertare eventuali responsabilità. La società ha assicurato che prenderà tutte le misure necessarie per tutelare la propria immagine e reputazione. E si riserva di intraprendere azioni legali qualora necessario. L’episodio mette in luce un sistema poco chiaro che, purtroppo, non è nuovo nel mondo del calcio. Ma che ora potrebbe avere conseguenze ben più serie per tutte le persone coinvolte. La Vis Pesaro e Bagni sono solo gli ultimi protagonisti di una vicenda che potrebbe portare a nuove e più ampie riflessioni sul tesseramento dei calciatori in Italia. Ma sarà l’unica realtà di questo tipo?
Aggiornato al 14/05/2025 15:26
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