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L’Inter è uscita dalla Supercoppa dopo aver perso ai rigori contro il Bologna. Un’eccessiva pressione ha condizionato i tiratori nerazzurri.
La squadra di Cristian Chivu non è riuscita a cogliere l’occasione messa a disposizione dalla nuova formula della Supercoppa, ed ha salutato la competizione in anticipo. Dopo una buona prestazione contro un ottimo Bologna, sono arrivati i calci di rigore a spazzare via tutto ciò che di buono era stato fatto.
3 tiri dal dischetto falliti su 5, da calciatori sicuramente capaci in questo fondamentale come Barella, Bastoni e Bonny. Tutti e 3 hanno in comune il fatto di aver tirato dei rigori pessimi, dove Ravaglia non si è dovuto inventare nulla di particolare per neutralizzarli.
Questa prestazione collettiva dagli 11 metri è sintomo di una scarsa tranquillità e di un’eccessiva pressione, che probabilmente si è venuta a creare negli ultimi anni con i tanti trofei che sono sfumati sul più bello.
NICOLO BARELLA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Chivu nelle sue conferenze stampa ha sempre evidenziato il fatto che i suoi ragazzi avessero smaltito le delusioni della passata stagione. Vedendo l’esito della partita contro il Bologna, emerge qualche perplessità su queste sue affermazioni e sembra che sotto sotto, sia rimasto qualche scheletro nell’armadio che inconsciamente aggiunge pressione ai giocatori dell’Inter.
Quello che ha sorpreso nella fase finale della gara di ieri e che sicuramente offre uno spunto di grande riflessione, sono le parole di Barella alla vigilia della lotteria dei rigori e ribadite da Chivu nel post gara.
Il centrocampista azzurro ha affermato nel momento in cui i nerazzurri stavano scegliendo i rigoristi: “calcia solo chi se la sente”. La classica frase fatta, sentita e risentita, che viene detta prima dei rigori, ma che in questo caso lascia un pochino di perplessità.
Giocatori che negli ultimi anni hanno giocato 2 finali di Champions, lottato svariate volte e alzato al cielo uno scudetto, vinto delle finali di Coppa Italia, conquistato un Europeo come nel caso di Barella e Bastoni, perché non dovrebbero sentirsela di calciare un rigore in una semifinale di Supercoppa, in uno stato semi-deserto e privo di un tifo caloroso, contro un portiere modesto.
Questo non per sminuire la competizione, ma per rendere l’idea del fatto che i giocatori nerazzurri abbiano un’eccessiva pressione addosso, non strettamente legata alla partita in se. Ovviamente i rigori si possono anche sbagliare, ma è evidente che siano stati calciati in uno stato emotivo di grande tensione.
Chivu deve trovare il modo di ricucire del tutto le ferite della scorsa annata e non deve trascurare questo punto di vista, che può diventare cruciale nei momenti decisivi della stagione, dove non si potrà più sbagliare.
Aggiornato al 20/12/2025 9:30
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