Clamoroso sfogo di Maurizio Sarri, alla vigilia del match contro l'Atletico Madrid, in cui il tecnico ha sparato a zero sull'ambiente Lazio.
Sarò sincero. Lo sfogo di Sarri mi ha sorpreso. Non tanto per ciò che ha detto. Ho vissuto l'ambiente Lazio per oltre dieci anni, fra passione e lavoro, e soltanto chi ci si trova dentro può capire quanto sia disfunzionale.
Non sono quindi sorpreso dal contenuto dello sfogo di Sarri, dicevo, quanto per il modo. Per il tempismo. Per come l'ha detto, più che per cosa abbia detto. Un urlo liberatorio che mi ha ricordato terribilmente il mio dell'epoca.
Cosa ha detto Sarri?
L'allenatore della Lazio ha parlato ieri pomeriggio, nella consueta conferenza stampa pre-partita. All'ex-allenatore del Napoli sono state rivolte le classiche domande di rito sul momento della sua squadra e sul prossimo avversario.
E proprio una domanda sugli avversari di giornata, ovvero l'Atletico Madrid del CholoSimeone, è stato il pretesto per levarsi un Everest dalla scarpa.
❝Noi ora abbiamo ritrovato un minimo di solidità che avevamo l'anno scorso. Questo ci ha aiutato ma dobbiamo ritrovarci a livello offensivo. Noi abbiamo fatto un miracolo a essere agli ottavi. Il paragone con l'Atletico non regge: è di una categoria superiore a noi. L'ambiente laziale in questo senso è assurdo. Vengono create aspettative palesemente esagerate dalle stesse persone che poi criticano la squadra se non le soddisfa. Abbiamo fatto 3 vittorie e un pareggio nelle ultime 4 partite e sembra di stare a un funerale. Questo ambiente ha bisogno di calmarsi e diventare logico. Solo così potrà poi smettere di essere pessimista.❞
MAURIZIO SARRI FA I COMPLIMENTI A CIRO IMMOBILE ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )
Ambiente tossico e disfunzionale
C'è un punto (chiave) nello sfogo di Sarri che ha catturato la mia attenzione più di tutti gli altri. L'ho evidenziato in bold quando ho riportato l'intervista, in modo tale da incanalare l'attenzione del lettore su quel concetto.
Sarri parla chiaramente di "aspettative esagerate e irrealistiche" create ad hoc e aggiunge "questi sono gli stessi che poi criticano la squadra". Se avete seguito le mie analisi sulle pagine di questa testata, allora sicuramente saprete come questo sia un tema ricorrente anche delle mie di riflessioni.
L'ambiente Lazio è tossico e altamente disfunzionale. E' un contesto in cui è praticamente impossibile lavorare e lo è a tutti i livelli. Dal campo alla comunicazione, passando per i social media. E lo è soprattutto a causa della pericolosa echo chamber nella quale è sprofondato ultimamente.
Echo Chamber Orwelliana
Ciò che dice Sarri è incontrovertibilmente vero. I laziali sono totalmente disconnessi dalla realtà. Creano una narrativa corale che non ha nessuna attinenza con la realtà e finiscono con il sostituirla alla realtà stessa, auto-convincendosi che la "vera realtà" sia quella nelle loro teste anziché quella che si vede in campo.
E siccome il laziale medio è tracotante e assolutamente incapace di fare mea culpa, allora crea una contro-narrativa per non essere costretto a tornare sui suoi passi. Se la squadra non rispecchia le aspettative folli e irrealistiche che le abbiamo cucito addosso la colpa non è nostra, ma è loro.
La colpa è loro che non s'impegnano. Perché sono dei viziati appagati da un secondo posto. Perché non hanno voglia. Non hanno mentalità. Non hanno il carattere o la cattiveria agonistica et similia. Questa malsana abitudine crea un circolo vizioso che finisce per influenzare negativamente la squadra.
Foto Daniele Badolato / LaPresse
Le parole di Sarri cadono nel vuoto
E la società, ovviamente, sposa in pieno questa narrativa. Poiché se c'è un uomo che più di tutti incarna il concetto di hybris alla Lazio, quell'uomo è Claudio Lotito. Il padre-padrone di Formello. Un uomo il cui ego è talmente spropositato da essersi convinto di essere lui stesso la Lazio.
Mai come in questo momento storico i laziali sono stati un tutt'uno con il loro presidente. Un uomo che ha capito che per farsi benvolere dal laziale medio è sufficiente dargli ciò che vuole, ovvero un capro espiatorio sul quale sfogare le proprie frustrazioni.
E Lotito gongola, perché fin qui nessuno è andato a chiedergli conto del peggior mercato della sua gestione. E perché dovrebbero? Dopotutto la squadra è forte e il problema sono i giocatori che non s'impegnano.
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