IL GOL DI ELISA POLLI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Ad oggi, l calcio femminile italiano è costretto a fare i conti con una brusca frenata. I diritti audiovisivi della Serie A Women’s Cup sono rimasti invenduti.
Anche se nessun broadcaster ha presentato un’offerta ritenuta valida. E nessuna emittente ha deciso di scommettere sul torneo così come è stato proposto, noi vi spieghiamo comunque cos’è successo e di che competizione si tratta.
La Serie A Women’s Cup è una nuova manifestazione introdotta dalla Divisione Serie A Femminile Professionistica, che dovrebbe essere una vetrina importante per le squadre italiane ai vertici. Un torneo pensato per dare ulteriore visibilità al movimento, sulla scia del crescente interesse mostrato dai tifosi, in particolare dopo le buone prestazioni della Nazionale.
Il 18 luglio scorso era stato pubblicato un invito ufficiale a presentare offerte per acquistare i diritti audiovisivi della competizione. Il termine era fissato al 29 luglio. Nonostante questo, all’apertura delle buste: nessuna offerta idonea.
Il 30 luglio, in assemblea, le società di Serie A femminile hanno preso atto dell’esito negativo e hanno deliberato all’unanimità di considerare i diritti invenduti, rinunciando anche alla possibilità di venderli singolarmente. Hanno invece confermato il mandato alla Divisione di procedere a negoziazioni dirette, per tentare una vendita in extremis prima del calcio d’inizio.
Con questo, pare esserci la volontà comune di dare almeno una copertura minima alla manifestazione, anche senza l’appeal inizialmente sperato. Potrebbe comunque essere un trampolino di lancio, un punto da cui partire. Nonostante i dati parlino e sappiamo benissimo che le partite di calcio femminile possono eguagliare quelle di calcio maschile.
ARIANNA CARUSO IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Infatti c’è un grande paradosso. Il contrasto con quanto accadeva appena dieci giorni fa è evidente. Durante l’Europeo, la Nazionale femminile ha raccolto ottimi ascolti televisivi (32, 3% di share nella seminifale europea) e una partecipazione emotiva del pubblico non da poco. Un entusiasmo che sembrava aprire la strada a nuovi progetti, investimenti, visibilità. Eppure, quando si è trattato di capitalizzare quell’interesse, qualcosa si è inceppato.
Mancanza di strategia? Offerta commerciale poco appetibile? Comunicazione debole? Probabilmente un mix di fattori. Ma il risultato è che nessuno ha voluto acquistare i diritti della Serie A Women’s Cup nelle modalità proposte.
Fa riflettere il fatto che, mentre in Italia non si riesce ancora a garantire una copertura televisiva nazionale a una delle competizioni più importanti del panorama femminile, i diritti per il territorio internazionale sono, invece, stati assegnati.
Ad aggiudicarseli è stato il gruppo S&T Sports Group, che trasmetterà la competizione all’estero per le stagioni 2025/26 e 2026/27.
Pare proprio che fuori dai confini italiani, ci sia interesse. C’è chi ci crede.
Nella nota ufficiale, la Divisione Serie A Femminile fa sapere che sta avviando trattative private per cedere i diritti nel minor tempo possibile, in modo da garantire una “opportuna visibilità” al torneo già dalle prime partite di agosto. Resta però un punto: la strada verso un vero professionismo non può limitarsi alla proclamazione formale. Servono idee, progettazione e continuità.
Non basta più applaudire la Nazionale per una settimana e poi voltarsi dall’altra parte quando è il momento di costruire strutture solide. Se la Serie A Women’s Cup parte senza una trasmissione certa, come si può parlare di pari dignità rispetto al calcio maschile?
Il pubblico c’è. I dati lo confermano. Servono scelte coraggiose e investimenti coerenti. Non è più tempo di soluzioni tampone, è il momento di prendere sul serio il calcio femminile italiano. E il calcio femminile in generale.
Aggiornato al 04/08/2025 12:32
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