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Brescia-Atalanta: 24 anni fa la storica corsa di Mazzone

Il 30 settembre 2001, Brescia-Atalanta passava alla storia del nostro calcio non solo per il 3-3 finale, ma soprattutto per l’exploit di Carletto Mazzone.

L’allenatore romano, quell’anno al Brescia, durante il derby lombardo e dopo le ripetute offese ricevute da parte del popolo bergamasco si lasciava andare ad una corsa degna del miglior centometrista in circolazione.

Former Italian football star Roberto Baggio laughs during his visit to the Zhejiang Sports Training Center for The Disabled in Hangzhou city, east China’s Zhejiang province, 28 May 2015.

Brescia-Atalanta: 3-3 ma la scena se la prende Carletto

Ma prima un pò di contesto. Il campionato di Serie A è appena cominciato ed il 30 settembre del 2001 va in scena la quinta giornata. Il terreno della contesa è lo stadio Rigamonti di Brescia.

I due allenatori avevano deciso di scendere in campo con le seguenti formazioni:

BRESCIA: Castellazzi; Petruzzi, Calori, Mero, Sussi; Giunti, E. Filippini, A. Filippini, Esposito; Baggio, Tare.

ATALANTA: Taibi; Bellini, Paganin, Zauri, Carrera; Sala, Berretta, Zenoni; Doni; Saudati, Comandini.

Le cose per il popolo bresciano non si erano messe bene, tant’è che al duplice fischio del primo tempo la squadra di Mazzone si ritrovava sotto sul punteggio di 1-3 (Baggio per i padroni di casa, Sala, Doni e Comandini per i bergamaschi).

L’allenatore ex Roma fino a quel momento era stato oggetto di insulti e derisioni da parte dello spicchio dell’Atalanta arrivato al Rigamonti. A suo favore c’era il fatto non trascurabile di avere in campo un fenomeno come Roberto Baggio.

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Nella ripresa il Divin Codino accorcia le distanze con il 2-3. A quel punto Mazzone “promette” il 3-3 alla curva avversaria. Pareggio che arriverà allo scadere dei 90 minuti sempre per mano di Baggio. La profezia del mister del Brescia si avvera e lui può dar vita così ad una delle immagini più spontanee del nostro calcio.

Inutile dire che le frasi pronunciate durante la sua corsa verso la curva avversaria non erano complimenti o robe simili, ma in un certo senso giustificate. Grazie Carletto per tutto quello che ci hai regalato, ma soprattutto per aver portato la genuinità nei gesti e nell’azioni, merce rara al giorno d’oggi.

Aggiornato al 30/09/2025 17:26

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Pubblicato da
Francesco Ceci

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