In esclusiva per Calciostyle abbiamo contattato il giornalista di Repubblica, il Tirreno e Corriere dello Sport Massimo Basile, sempre attento alle vicende di casa Fiorentina.
Un giudizio sul triennio di Italiano?
Positivo: ha dato un’anima a una rosa modesta, ha trasformato in squadra offensiva un gruppo di atleti non forti nell’uno contro uno. Attaccare in massa è stata una scelta necessaria per ovviare alla mancanza di talento: con più giocatori avevi più possibilità di mantenere il controllo del gioco. Con Batistuta ed Edmundo potevi dare loro la palla sapendo che avrebbero tenuto in allarme cinque giocatori, con quelli che aveva Italiano no. L’attacco esasperato non è stato per follia, ma per calcolo.
Il gioco, per produrre risultati, si poteva accompagnare solo con più giocatori, e per farlo dovevi alzare tutta la squadra per non spezzarla. Non mi è piaciuto, invece, nella comunicazione, il suo continuo scaricare le responsabilità sui singoli senza mai assumersi pubblicamente le responsabilità. Quando disse che Nzola non giocava nel Barcellona, per dire. E poi una certa insofferenza alle critiche in una città che è sì polemica ma non come Napoli, Roma. o Milano. Lì non sarebbe durato più di tre mesi. A Firenze è durato tre stagioni.
Da quali giocatori ripartiresti nella prossima stagione?
Aggiornato al 05/06/2024 14:36
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