Gattuso è in tour tra i ritiri di Serie A per costruire la nuova Nazionale italiana. Nel mirino 35 giocatori in particolare e la tattica è il contatto diretto.
Sprint per la Nazionale di Gattuso
Rino Gattuso ha messo il turbo. Non è ancora iniziata ufficialmente la sua avventura in panchina con l’Italia. Ma il nuovo commissario tecnico azzurro è già in piena attività. Da ieri ha preso il via un vero e proprio tour de force tra i ritiri della Serie A. Il viaggio più che di cortesia è di lavoro, studio e visione sul futuro della Nazionale.
Il debutto? A Trigoria, quartier generale della nuova Roma di Gian Piero Gasperini. Con lui, al suo fianco, due figure: Luigi Riccio, storico vice, e Leonardo Bonucci, fresco di ritiro dal calcio giocato e ora in veste di collaboratore tecnico. Ma non sarà l’unica tappa. Oggi è atteso nel ritiro della Fiorentina, domani all’Inter e lunedì alla Juventus. Poi sarà la volta di Cagliari, dove il 2 agosto parteciperà, insieme a Gigi Buffon, alle celebrazioni in memoria di Gigi Riva, simbolo intramontabile della maglia azzurra. Infine, il 13 agosto, volerà a Udine per la Supercoppa Europea tra Paris Saint-Germain e Tottenham.
L’agenda fitta testimonia la voglia di Gattuso di entrare subito nel cuore del calcio italiano. Nessuna rivoluzione, solo un lavoro preciso e meticoloso: osservare, parlare, ascoltare. L’ex tecnico di Milan e Napoli sta incontrando allenatori e giocatori, raccogliendo sensazioni e idee. L’obiettivo è costruire una Nazionale che possa presentarsi competitiva già dal 5 settembre. Data in cui, a Bergamo, è in programma il suo debutto ufficiale contro l’Estonia.
FRANCESCO CAMARDA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
35 osservati speciali e un’Italia da ricostruire
In questi giorni, Gattuso ha già messo sotto la lente d’ingrandimento 35 giocatori. Giocatori con cui ha già avviato un dialogo diretto. Tra loro ci sono i senatori, gli uomini d’esperienza che resteranno pilastri del gruppo. Ma anche tanti giovani che spingono con forza per guadagnarsi un posto tra i grandi. Nomi come Camarda, Leoni e Casadei, solo per citarne alcuni, sono l’emblema di un nuovo corso che guarda con fiducia al futuro.
“Vediamo il campionato. Andrò a guardare allenamenti e partite”, aveva annunciato il ct già a giugno. E adesso alle parole seguono i fatti. Agosto sarà il mese chiave. Le prime convocazioni, la definizione del gruppo, l’ossatura da cui ripartire. E per i giovani talenti del nostro calcio, sarà una corsa contro il tempo per mettersi in mostra.
Gattuso eredita un’Italia in cerca di identità, reduce da un ciclo concluso tra molte più ombre che luci. Tocca a lui dare nuova linfa alla Nazionale, e il metodo scelto è quello che più lo rappresenta: il contatto diretto, la presenza sul campo, la voglia di capire e costruire dal basso.