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Italia, la ricetta di Gattuso: niente euforia e tanto lavoro

Debutto convincente, ma messaggio sobrio. L’Italia di Gattuso cerca continuità: lavoro quotidiano ed equilibrio emotivo in vista delle Qualificazioni Mondiali.

GENNARO GATTUSO PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Italia, le parole e il segnale tecnico

“La pressione si sente”, ammette Gattuso, che però incanala l’entusiasmo dentro compiti chiari. Il 5-0 racconta una squadra capace di alzare ritmo e ampiezza nel momento giusto.

Nel primo tempo l’Italia ha tenuto campo e palla senza forzare. Nella ripresa, l’inerzia è cambiata: aggressione immediata a palla persa, catena di fascia più alta, area occupata con criterio.

I gol arrivano quando le scelte diventano pulite. Cross tesi quando l’area è piena, palla arretrata per l’uomo a rimorchio, attacco del secondo palo con tempi coordinati.

La regia tra mediani e trequarti è più verticale. L’ampiezza crea spazio dentro; gli inserimenti accorciano le distanze con la punta. La squadra mantiene compattezza tra i reparti e riduce i corridoi in transizione.

Il segnale tecnico sta qui: identità semplice, eseguita bene. Non un “nuovo manuale”, ma principi chiari. L’Italia corre insieme, riconosce i momenti e non si accontenta del controllo sterile.

Gestione della pressione e prossimi passi

Nel dopogara una battuta di Bastoni sui “ceffoni” accende il dibattito. Gattuso chiarisce: scossa emotiva, non gesti. Il punto è la responsabilità condivisa.

La pressione è parte del percorso. Il ct chiede lucidità: niente euforia, niente allarmismi. Servono scelte giuste negli ultimi metri e rigore nelle marcature preventive.

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Le prossime uscite misureranno la tenuta mentale. Con avversari più strutturati, l’Italia dovrà alzare ancora la qualità del primo controllo, l’ordine nelle uscite palla al piede e la coordinazione tra esterni e mezzali.

C’è margine sulle palle inattive: battute rapide quando il rivale è disordinato, varianti sul corto per liberare il cross “dietro”. In non possesso, la linea deve restare corta: diagonali tempestive sul lato debole e tempi di accorcio del mediano.

La rotta resta pragmatica: prestazione e risultato insieme. Il 5-0 vale fiducia e classifica, ma soprattutto fissa un’asticella. L’obiettivo è trasformare la mezz’ora migliore in standard competitivo.

Aggiornato al 06/09/2025 19:33

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redazione

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