IL PALLONE DELLA SERIE A 2024-2025 ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Esattamente 64 anni fa, il 4 giugno 1961, la squadra rossoblù vinceva 2-0, ponendo fine alle residue speranze-scudetto della squadra di Helenio Herrera.
Anno decisamente importante il 1961. Il peso del calcio italiano cominciava ad entrare nella rete sociale e nel vissuto della popolazione. Verso Natale i bambini potevano scambiarsi le primissime figurine Panini dei calciatori. La famosa frase “Celo, manca” entrava a far parte del linguaggio comune.
Calgary, Alberta, Canada. July 10, 2020. Inter Milan close up to their jersey logo
Pochi mesi prima però, venne pronunciata un’altra espressione destinata a fare la storia. Il 4 giugno di quell’anno nacque il “Clamoroso al Cibali“, in onore dello stadio del Catania.
Questo perchè si giocava Catania-Inter, ultima giornata del campionato 1960-61. Un torneo segnato dalle polemiche di Juventus-Inter, sospesa per invasione di campo dei tifosi. In primo grado fu assegnata la vittoria ai nerazzurri, ma in appello si decise di ripetere la partita. L’Inter, allenata da Helenio Herrera, doveva per forza conquistare i due punti per sperare di arrivare al recupero di Torino con qualche chance di Scudetto.
La missione non era delle più semplici. Lo stadio siciliano era stato teatro di vittoria solo per Juventus e Lazio. Ovviamente le motivazioni era assolutamente differenti. L’Inter in corsa per il primato, mentre i siciliani erano già ampiamente salvi.
Herrera, però, all’andata non fu molto diplomatico. Anzi, dopo il 5-0 maturato a San Siro, dichiarò: “Il Catania è una squadra di dilettanti postelegrafonici baciata dalla fortuna”. Non le dichiarazioni più intelligenti della storia. In Sicilia non lo avevano dimenticato. Per i nerazzurri davanti si prospettava un vero e proprio inferno. Al Cibali non entrava neanche uno spillo.
Ai catanesi non servivano le parole del mister Di Bella o del presidente Marcoccio. Negli spogliatoi bastava guardarsi negli occhi e ricordare le dichiarazioni del Mago. I rossoblù costrinsero gli ospiti ad arroccarsi per tutta la partita.
Le parti sembravano essersi invertite: il Catania era l’Inter e viceversa. I siciliani vanno avanti con Mario Castellazzi nel primo tempo e raddoppiano nella ripresa con l’idolo di casa, l’argentino “Todo” Calvanese. L’incubo era realtà: i nerazzurri non avevano più speranze di Scudetto. Anche perchè la Juventus pareggiava col Bari e vinceva il suo 12esimo titolo.
Da questo contesto venne coniato il sopracitato ” Clamoroso al Cibali”. La leggenda narra che fu Sandro Ciotti, dai microfoni di “Tutto il calcio minuto per minuto” ad urlare questa frase frase. Mentre Milano e Torino guidavano l’Italia nel miracolo economico, nel calcio c’era un Sud punto nell’orgoglio, che si riscattava e decideva le sorti dello scudetto. Sta di fatto che le ricostruzioni storiche sembrerebbero smentire questo racconto.
L’attribuzione della frase infatti sarebbe da attribuire ad un giornalista tra Ezio Luzzi, Nuccio Puleo, Niccolò Carosio o Luigi Prestinenza, escludendo inoltre che la frase sia stata pronunciata durante la suddetta trasmissione radiofonica.
A prescindere da tutto però, l’espressione è entrata benissimo nel linguaggio calcistico, come definizione di un risultato sorprendente ed inaspettato.
Tornando al campo invece, bisogna sottolineare come la vendetta siciliana dopo il triplice fischio si spostò sugli spalti. I tifosi irrisero il tecnico dell’Inter cantando “Herrera cha-cha-cha” e fecero sfilare una bara con le insegne della squadra nerazzurra. Addirittura, in segno di scherno verso i dirigenti, partì il coro “Viva la Juventus”.
Aggiornato al 04/06/2025 14:47
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