MASSIMILIANO ALLEGRI FA IL SEGNO OK ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Il Milan sotto la guida di Max Allegri torna alla teoria del pragmatismo, volto a un approccio più concreto. Ma così il progetto giovani è ancora sostenibile?
Il Milan sembra abbia preso la corsia preferenziale che lo proietta verso una stabilità andata perduta negli ultimi anni. La stagione scorsa è stata macchiata da una pessima gestione societaria che ha portato al cambio in panchina nel corso di pochi mesi. Voltare pagina questa estate forse è davvero servito.
I rossoneri hanno deciso di affidarsi alla propria ancora di salvezza, ovvero Max Allegri. Una figura del passato rossonero, in grado di restituire allo spogliatoio quella serenità che permetterebbe all’ambiente di avere una marcia in più. Uno scossone è stato dato anche alla dirigenza, attuando un piano di rivoluzione, affidando le redini dell’aria tecnica a Igli Tare, altra figura esperta e navigata nel calcio italiano.
Ma se il tecnico livornese rappresenta solidità, esperienza e gestione dello spogliatoio, viene da chiedersi: che fine fa il progetto giovani? Il Milan degli ultimi anni è stata una delle poche realtà in Italia ad aver investito sul modello dei giovani: da Leao a Tonali, passando per Theo e Kalulu. L’idea di Moncada era chiara: costruire una squadra moderna e redditizia.
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Con Allegri, però, la priorità sembra tornare ad essere il risultato immediato. Lo dimostrano:
-Le scelte nelle prime giornate: titolarità affidata a profili esperti;
-Il mercato estivo: poche scommesse, più giocatori “pronti”.
Il caso più emblematico riguarda Francesco Camarda, definito da molti come la pedina futura dell’attacco del Milan. Nonostante quando sia entrato in campo con i rossoneri abbia sempre lasciato delle sensazioni positive, il classe 2008 è stato spedito in prestito al Lecce per maturare esperienza.
Una scelta comprensibile ma allo stesso tempo controcorrente. Lo dimostra il fatto che il Milan attualmente conta in rosa come unico vero centravanti Santiago Gimenez, e la presenza di Camarda si sarebbe rivelata utilissima in questo senso.
Il Milan non ha mai nascosto di voler coniugare sostenibilità economica e competitività. Ma con Allegri si punta ora su un modello che sacrifica il potenziale in favore dell’esperienza.
Non si tratta necessariamente di un fallimento del progetto giovani, ma di una sua sospensione strategica:
Camarda potrebbe essere “protetto” per una crescita più graduale e i giovani della Primavera potranno maturare in prestito, in attesa di tempi migliori.
La priorità della società è tornare in Champions con stabilità — e la figura di Allegri è fondamentale per questo
Possiamo trarre una conclusione da tutto questo: il Milan ha messo in stand-by la valorizzazione primaria dei giovani, ma non è un progetto definitivamente tramontato.
Aggiornato al 19/09/2025 19:01
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