Calciomercato
Milan, Brahim Diaz delude ancora: la decisione del club
Milan, continua il momento non esaltante del trequartista rossonero. Andiamo qui di seguito a leggere cosa potrebbe accadere.
Un momento decisamente complicato per Brahim Diaz che dietro il suo proverbiale contagiante sorriso, riflette sulla sua condizione fisica e mentale. L’astinenza dal gol è oramai un problema. Durante la gara di ieri sera contro il Cagliari l’ennesima ghiotta occasione fallita. Un pallone che per un trequartista dai piedi buoni sarebbe stato un gioco da ragazzi ribadire in rete a giro, cosa nuovamente sprecata dal classe 1999. Ed è ormai purtroppo una consuetudine.
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Milan, cosa fare ora?
Rucordiamo la formula con la quale Brahim Diaz è in rossonero. Un prestito biennale, fino al 30 giugno del 2023, con diritto di riscatto a 22 milioni oltre ad un controriscatto a favore del Real Madrid fissato a 27 milioni esercitabile entro questa stagione. Che non avverrà.
Il Milan non è di certo contento del periodo nero del folletto milanista, ma non ci saranno stravolgimenti. Brahim Diaz resterà fino al 2023, salvo clamorosi intrighi di mercato, alternandosi con il prossimo arrivo Yacine Adli.
Allo stato attuale è difficile che i rossoneri ricorreranno al mercato per acquistare un altro trequartista. Ricordiamo che il tecnico Stefano Pioli sarebbe al lavoro per giocare la prossima stagione utilizzando in certi casi anche un meno dispendioso modulo 4-3-3.
Calciomercato
Milan-Benfica, il retroscena su Tomás Araújo: dall’estate a San Siro
Il Milan aveva messo nel mirino Tomás Araújo durante l’estate: il difensore, però, è rimasto al Benfica ed è tornato a incrociare i rossoneri il 16 settembre, da avversario, sul campo di San Siro.

TOMÁS ARAÚJO DEL BENFICA (FOTO DI LUIS LOUREIRO/EURASIA SPORT IMAGES/GETTY IMAGES)
Il profilo Araújo nel mercato estivo del Milan
Il centrale portoghese, classe 2002, era stato preso in considerazione dalla dirigenza rossonera nell’ultima sessione di mercato. Non risultano tuttavia offerte ufficiali né una trattativa arrivata a una fase avanzata, e il dossier va quindi letto come un retroscena, non come una pista già riaperta.
Nel frattempo il Milan ha comunque rinforzato il reparto arretrato: il 10 luglio è arrivato a titolo definitivo Mario Gila dalla Lazio, con un contratto fino al 2031.
Araújo titolare a San Siro contro il Milan
Il 24enne è rimasto a Lisbona e poche settimane dopo la chiusura del mercato si è ritrovato di fronte proprio ai rossoneri. Nella prima giornata della fase campionato di Europa League 2026/27, Araújo è partito titolare e ha giocato l’intero incontro, chiuso 2-0 per i portoghesi.
Dodi Lukébakio ha sbloccato il risultato al 16′, Jakub Kamiński ha firmato il raddoppio al 53′. Per il Benfica si tratta della prima vittoria ufficiale nella storia dei confronti con il Milan, e il difensore ha contribuito con diversi interventi nella ripresa sugli attaccanti rossoneri.
Il rinnovo fino al 2031 e la clausola da 80 milioni
Rispetto all’inizio dell’estate, la posizione contrattuale del Benfica sul proprio centrale si è fatta più solida. Il 2 settembre il club ha ufficializzato il rinnovo di Araújo fino al 2031: al momento della firma il giocatore aveva raggiunto 113 presenze e 4 gol con la prima squadra, ed era già diventato uno dei capitani del gruppo.
Sul piano economico va fatta una distinzione. A giugno alcune indiscrezioni parlavano di una richiesta nell’ordine dei 40 milioni di euro, cifra però mai comunicata ufficialmente dal club. Dopo il rinnovo, la stampa portoghese ha indicato in 80 milioni di euro il valore della nuova clausola rescissoria: due dati distinti, da non sovrapporre.
Bayern e Real Madrid restano alla finestra
Il nome di Araújo non è stato accostato soltanto al Milan. Durante l’estate anche il Bayern Monaco aveva seguito la sua situazione, mentre nelle ultime ore è tornato a circolare pure quello del Real Madrid. Al momento, però, non risultano offerte confermate da nessuno di questi club, e lo stesso vale per il Milan: non ci sono elementi per parlare di una nuova trattativa con il Benfica.
Per i rossoneri resta quindi un retroscena su un profilo valutato in estate, blindato dal club portoghese e ritrovato poche settimane dopo da avversario proprio a San Siro.
Calciomercato
Tottenham-Gibbs-White, ora cambia tutto: Forest senza clausola
Gli Spurs restano interessati al centrocampista inglese, ma rispetto al tentativo da 60 milioni del 2025 il Nottingham Forest oggi ha il pieno controllo sulla trattativa.

MORGAN GIBBS-WHITE DEL NOTTINGHAM FOREST (FOTO DI RITCHIE SUMPTER/NOTTINGHAM FOREST FC VIA GETTY IMAGES)
Il Tottenham non ha dimenticato Morgan Gibbs-White, ma un nuovo assalto partirebbe da condizioni completamente diverse rispetto al 2025: allora gli Spurs avevano provato a muoversi sulla base di una clausola da 60 milioni di sterline, mentre oggi il 26enne è legato al Nottingham Forest fino al 2028 e il nuovo contratto non prevede più un prezzo automatico per la cessione.
Il club londinese continua a seguire il centrocampista e potrebbe tornare alla carica nel 2027. Il Forest, però, non ha intenzione di aprire a una partenza a gennaio e sta valutando anche un ulteriore rinnovo per rafforzare ancora di più la propria posizione.
Nel 2025 il Tottenham aveva la clausola da 60 milioni
La precedente trattativa era arrivata molto più avanti di un semplice interessamento.
Nel luglio 2025 gli Spurs avevano provato a sfruttare la clausola da 60 milioni di sterline presente nel vecchio contratto di Gibbs-White. L’operazione sembrava vicina alle visite mediche, prima che il Nottingham Forest contestasse il modo in cui il club londinese era venuto a conoscenza della clausola e bloccasse il trasferimento.
La trattativa si fermò e pochi giorni dopo arrivò il rinnovo.
Il 26 luglio 2025 il centrocampista firmò un nuovo contratto con il Forest fino al 2028, cambiando completamente i rapporti di forza tra le parti.
Il rinnovo ha tolto il prezzo automatico
È questo il dettaglio che rende diverso un eventuale nuovo tentativo del Tottenham.
Nel vecchio accordo esisteva una cifra prestabilita. Nel nuovo contratto, invece, non c’è più una release clause.
Questo significa che oggi qualsiasi club interessato a Gibbs-White deve negoziare direttamente con il Nottingham Forest, senza poter fare riferimento a un prezzo già fissato.
L’inglese percepisce inoltre circa 150mila sterline a settimana, cifra che conferma il ruolo centrale assegnatogli all’interno del progetto.
I numeri hanno rafforzato ancora di più il Forest
Nel frattempo Gibbs-White ha continuato a produrre sul campo.
Nella stagione 2025/26 ha chiuso con 18 gol e 7 assist in tutte le competizioni, numeri che hanno ulteriormente aumentato il suo peso tecnico.
Anche l’inizio del 2026/27 è stato positivo. Nelle prime quattro giornate di Premier League ha giocato tutti i 360 minuti, segnando un gol e servendo due assist.
Tre partecipazioni dirette al gol in quattro partite spiegano perché il Tottenham continui a seguirlo e perché, allo stesso tempo, il Forest non abbia alcuna necessità di accelerare una cessione.
Gennaio resta chiuso, il Tottenham guarda al 2027
Il Nottingham Forest non vuole privarsi del proprio centrocampista nella finestra invernale.
Per questo gli Spurs guardano soprattutto al 2027, quando potrebbero tornare a trasformare l’interesse in una vera offensiva di mercato.
La differenza rispetto al 2025 è però ormai netta.
Allora il Tottenham poteva muoversi attorno a una clausola da 60 milioni di sterline. Oggi Gibbs-White ha un contratto fino al 2028, un ingaggio molto più alto e nessuna cifra automatica che apra la porta alla cessione.
Il club londinese resta interessato, ma questa volta è il Nottingham Forest a decidere prezzo, tempi e condizioni.
Calciomercato
Manchester United su Branthwaite: l’Everton più forte rispetto al 2024
Il Manchester United è tornato sulle tracce di Jarrad Branthwaite, ma la posizione dell’Everton oggi è più solida che nel 2024: il difensore è legato ai Toffees fino al 2030.

JARRAD BRANTHWAITE DELL’EVERTON (FOTO DI MARK LEECH/OFFSIDE/OFFSIDE VIA GETTY IMAGES)
Le indiscrezioni delle ultime ore parlano di nuovi contatti tra i Red Devils e i rappresentanti del centrale classe da intendere sui 24 anni, con gennaio 2027 o la prossima estate come possibili finestre per un tentativo. Al momento, però, non risulta alcuna nuova offerta ufficiale: si tratta di interesse e programmazione, non di una trattativa avviata tra i due club.
Cosa è cambiato dal 2024
La storia tra Manchester United e Branthwaite era iniziata due estati fa, quando lo United presentò due proposte per il centrale inglese, entrambe respinte dall’Everton. La seconda arrivò a circa 45 milioni di sterline più 5 milioni di bonus, mentre i Toffees valutavano il giocatore oltre quota 70 milioni.
Nella stessa finestra di mercato lo United ridisegnò comunque la propria retroguardia, con gli innesti di Leny Yoro dal Lille a luglio e di Matthijs de Ligt, ufficializzato il 13 agosto dal Bayern Monaco. È proprio la presenza dell’ex Juventus a creare un collegamento particolare per il pubblico italiano: l’olandese ha collezionato 42 presenze nella stagione 2024/25, con due gol all’attivo, ma la seconda annata a Manchester è stata condizionata da un lungo problema alla schiena.
De Ligt non gioca una partita ufficiale dal 30 novembre 2025 e a maggio si è sottoposto a un intervento chirurgico che gli è costato anche il Mondiale. È tornato ad allenarsi, ma al 16 settembre non è ancora rientrato in campo.
Everton, Branthwaite blindato fino al 2030
Anche la situazione di Branthwaite è cambiata profondamente da allora. Il 2 luglio 2025 il difensore ha firmato con l’Everton un nuovo accordo quinquennale, valido fino al 30 giugno 2030.
Il contratto lungo toglie pressione al club inglese in vista delle prossime sessioni di mercato. Nelle ultime ore la valutazione del giocatore è stata indicata intorno agli 80 milioni di sterline, cifra che però non risulta comunicata ufficialmente dall’Everton.
Branthwaite arriva inoltre da una stagione complicata sul piano fisico: nel 2025/26 ha saltato i primi cinque mesi dopo un intervento per un problema al tendine del ginocchio, tornando in campo a gennaio. Ad aprile un nuovo infortunio muscolare, distinto dal precedente, non ha però richiesto un’ulteriore operazione.
L’avvio del 2026/27 ha dato segnali diversi: quattro presenze in Premier League, quattro titolarità e 360 minuti giocati, con la porta dell’Everton rimasta inviolata contro Crystal Palace e Tottenham. Il 6 settembre, tra l’altro, Branthwaite ha disputato tutti i 90 minuti nel 2-2 tra Everton e Manchester United.
De Ligt, Maguire e Martinez: lo United guarda già al 2027
Il nuovo interesse per Branthwaite va letto soprattutto nella programmazione futura della difesa. Harry Maguire, 33 anni, è sotto contratto per la stagione 2026/27, mentre l’accordo di Lisandro Martinez arriva fino al giugno 2027: in entrambi i casi lo United dispone di un’opzione per un’ulteriore stagione.
Branthwaite, 24 anni, mancino e già abituato al ritmo della Premier League, resta dunque un profilo monitorato in prospettiva. Rispetto al primo assalto del 2024, però, lo scenario è più complesso: il difensore ha altri quattro anni di contratto dopo questa stagione e l’Everton non ha alcuna scadenza ravvicinata che lo costringa a decidere in fretta.
Due anni dopo, il Manchester United è tornato sullo stesso nome. Non ancora una trattativa, ma un dossier che oggi appare più difficile e potenzialmente più costoso rispetto all’estate del doppio no dell’Everton.
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