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Zurkowski al centro del mercato: la Viola punta ad uno scambio

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Szymon Zurkowski ha lasciato nelle scorse ore Firenze per aggregarsi alla nazionale polacca per i Mondiali in Qatar. A gennaio quale futuro?

Zurkowski partito con la nazionale polacca per disputare i Mondiali in Qatar molto probabilmente a gennaio non farà parte della rosa di Italiano: tra infortuni ed equivoci di mercato, il classe 1997, dopo la grande stagione ad Empoli, ha trovato solo briciole di presenze in questa prima metà di stagione.

Il giocatore, che già voleva rimanere ad Empoli la scorsa estate, sarà lasciato andare a giocare. Ma dove?

In Serie A ci sono diverse squadre che hanno chiesto informazioni e lo prenderebbero a braccia aperte: Bologna, Torino e Spezia sono da tempo su di lui.

Zurkowski, ritorno ad Empoli e Parisi in viola?

Parisi, Fiorentina, Napoli, Inter

Nelle ultime ore è tornata forte la candidatura dell’Empoli, forte della preferenza del giocatore, che potrebbe portare ad appianare le divergenze tra le due società, che di fatto hanno fatto saltare l’operazione in estate.

La Fiorentina, dal canto suo, ha ancora forte l’interesse per il terzino sinistro Parisi, il cui contratto scade nel 2025 e ha una valutazione sui 10 milioni di euro.

L’Empoli che in un primo momento aveva fatto capire di voler trattenere il terzino fino alla prossima estate ora sarebbe disposto alla cessione già a gennaio. Sul giocatore ci sono gli occhi anche di Juventus, Inter e Lazio, anche se la Fiorentina potrebbe avere una corsia preferenziale con Zurkowski.

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Milan, Gonçalo Inácio dallo Sporting Lisbona: perché Amorim insiste

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Milan, Gonçalo Inácio dallo Sporting Lisbona: perché Amorim insiste

Il centrale portoghese è il primo obiettivo per gennaio: conosce già movimenti, distanze e principi della difesa del tecnico rossonero.

Milan, Gonçalo Inácio dallo Sporting Lisbona: perché Amorim insiste-2

GONÇALO INÁCIO DELLO SPORTING CP CALCIA IL PALLONE (FOTO DI DIEGO MARANHÃO/EURASIA SPORT IMAGES/GETTY IMAGES)

Il Milan punta Gonçalo Inácio per gennaio e dietro questa scelta c’è molto più della necessità di rinforzare la difesa: il centrale dello Sporting Lisbona conosce già il calcio di Ruben Amorim, fatto di linea alta, costruzione dal basso, uscite aggressive e difesa a tre. Un vantaggio che lo rende il profilo ideale per accelerare la trasformazione del reparto rossonero.

I rossoneri avevano già seguito il portoghese durante il mercato estivo e ora preparano un nuovo tentativo per la finestra invernale. La priorità è aggiungere un difensore che non debba partire da zero nell’apprendimento del sistema: Inácio ha già lavorato per anni dentro gli stessi principi che Amorim sta introducendo a Milano.

Inácio conosce già il calcio di Amorim

Il legame tecnico nasce allo Sporting, dove il tecnico ha allenato a lungo il centrale e lo ha utilizzato nella propria difesa a tre.

Il classe 2001 si è formato come difensore mancino capace di difendere in avanti, accompagnare la manovra e partecipare direttamente alla prima costruzione. Non deve quindi scoprire i meccanismi richiesti dall’allenatore: li ha già interpretati ad alto livello.

È proprio ciò che oggi serve al Milan.

Amorim chiede una linea più alta, centrali pronti ad accorciare sull’avversario e una reazione immediata dopo la perdita del pallone. Giocare in questo modo significa anche accettare più spazio alle spalle e richiede letture rapide quando un difensore rompe la linea per seguire il proprio uomo.

Sei gol subiti spiegano la priorità per gennaio

L’inizio della stagione ha mostrato perché il Milan vuole intervenire sul reparto.

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I rossoneri hanno incassato sei gol nelle prime cinque gare ufficiali e hanno mantenuto la porta inviolata una sola volta, contro il Venezia. Il 2-0 subito contro il Benfica ha evidenziato ancora una volta problemi nelle distanze, nella pressione sul portatore e nell’aggressività della linea.

Non è soltanto una questione di errori individuali. Il Milan sta passando a un modo diverso di difendere e l’intero reparto deve adattarsi alle richieste del tecnico.

Il portoghese riduce proprio questa incognita: conosce già il sistema e sa quali posizioni occupare quando la squadra alza il baricentro.

Costruzione dal basso, l’altra qualità che cerca Amorim

Il valore di Inácio emerge anche quando il Milan ha il pallone.

Il centrale è mancino, dispone di un primo passaggio pulito e sa avanzare palla al piede per superare la prima pressione. Nello Sporting di Amorim partecipava direttamente allo sviluppo dell’azione, diventando uno dei primi riferimenti della costruzione.

Un difensore capace di trovare rapidamente il centrocampo o di rompere una linea avversaria con conduzione e passaggio permette alla squadra di avanzare senza affidarsi continuamente a una costruzione lenta e orizzontale.

Sporting Lisbona, contratto fino al 2030 e clausola da 60 milioni

Il Milan deve però trovare un accordo con uno Sporting che ha protetto uno dei suoi giocatori più importanti.

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Inácio ha rinnovato il contratto fino al 2030 e nell’accordo è presente una clausola rescissoria da 60 milioni di euro. Il club portoghese parte quindi da una posizione forte nella trattativa.

I rossoneri avevano già mosso passi concreti durante l’estate senza arrivare alla chiusura dell’operazione. Il dossier è rimasto aperto e gennaio rappresenta la nuova finestra individuata per tornare sul centrale.

Pavlović e Inácio, due profili per la stessa rivoluzione

Il piano rossonero diventa ancora più interessante considerando la situazione di Strahinja Pavlović.

Il Milan sta lavorando al rinnovo del serbo fino al 2031, con la volontà di continuare a puntare su di lui. L’interesse per Inácio non nasce quindi dalla necessità di sostituire Pavlović, ma dalla ricerca di caratteristiche complementari all’interno della nuova difesa.

Il serbo garantisce fisicità, aggressività nei duelli e capacità di attaccare l’avversario. Il portoghese aggiunge qualità nella prima costruzione e soprattutto una conoscenza già consolidata dei meccanismi di Amorim.

Inácio è il centrale che può accelerare il nuovo Milan

Il mercato di gennaio può diventare il secondo passaggio della trasformazione iniziata in estate.

Amorim non cerca semplicemente un altro difensore. Cerca un giocatore capace di interpretare immediatamente una linea alta, costruire sotto pressione e riconoscere movimenti che il resto della squadra sta ancora assimilando.

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È qui che Gonçalo Inácio si distingue dagli altri profili. Il centrale dello Sporting Lisbona conosce già il calcio di Amorim e il Milan lo vuole proprio per questo: non soltanto per aggiungere qualità alla difesa, ma per accelerare la costruzione del reparto che il tecnico ha in mente.

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Napoli-Mastantuono, il retroscena: Manna lo sondò in estate

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Gli azzurri avevano chiesto informazioni sul talento del Real Madrid. Ora l’argentino sfiderà il Napoli al Franchi dopo la tripletta al Venezia.

Franco Mastantuono

FRANCO MASTANTUONO DELLA FIORENTINA ESULTA DOPO IL GOL DEL RADDOPPIO CONTRO IL VENEZIA (FOTO DI MAURIZIO LAGANA/GETTY IMAGES)

Franco Mastantuono era finito nei radar del Napoli prima di sbarcare alla Fiorentina: gli azzurri avevano chiesto informazioni sull’argentino senza però arrivare a una trattativa vera e propria. Domenica lo ritroveranno da avversario al Franchi, nove giorni dopo la tripletta da record firmata contro il Venezia.

Il retroscena di mercato torna d’attualità alla vigilia di Fiorentina-Napoli, in programma il 20 settembre alle 12:30. Un incrocio che lega il mercato estivo a uno dei protagonisti dell’ultima giornata di Serie A.

Il sondaggio del Napoli su Mastantuono

Durante l’ultima sessione estiva il Napoli aveva contattato l’entourage di Mastantuono per raccogliere informazioni e capire i margini dell’operazione. Il discorso, tuttavia, non andò oltre questa fase: non risultano offerte ufficiali al Real Madrid, accordi con il calciatore o una trattativa avanzata.

Secondo quanto emerso sul retroscena, Giovanni Manna apprezzava il classe 2007 già ai tempi del River Plate. In estate il ds azzurro tornò sul profilo, ma il sondaggio non ebbe sviluppi ulteriori anche per i parametri entro cui il Napoli doveva muoversi sul mercato.

C’era inoltre un elemento decisivo nella posizione del Real Madrid: il club spagnolo intendeva mantenere il controllo sul cartellino e valutava una soluzione temporanea, senza cedere Mastantuono a titolo definitivo.

Il Real Madrid sceglie la Fiorentina

La destinazione scelta è stata Firenze. Il 6 agosto il Real Madrid ha ufficializzato il prestito di Mastantuono alla Fiorentina fino al 30 giugno 2027.

L’argentino resta legato ai Blancos da un contratto fino al 30 giugno 2031, firmato dopo l’arrivo dal River Plate nell’estate 2025. Per il Napoli è quindi più corretto parlare di un’opportunità valutata e non approfondita, non di un affare sfumato: non ci sono elementi per sostenere che i viola abbiano battuto gli azzurri in una vera corsa di mercato.

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La tripletta che cambia la prospettiva

Il motivo per cui quel sondaggio estivo assume oggi un peso diverso è soprattutto sportivo. L’11 settembre, nella vittoria per 4-2 della Fiorentina sul Venezia, Mastantuono ha realizzato una tripletta, trascinando i viola al primo successo del loro campionato.

A 19 anni e 28 giorni, l’argentino è diventato il più giovane giocatore della Fiorentina a segnare tre gol in una partita di Serie A. Il dato pesa ancora di più se si considera che è anche il più giovane calciatore straniero nella storia della Serie A a firmare una tripletta.

Due delle tre reti sono arrivate con conclusioni dalla distanza nel giro di pochi minuti nel primo tempo, prima del gol che ha completato la tripletta nella ripresa.

Dal mercato al Franchi

Domenica 20 settembre, alle 12:30, Fiorentina e Napoli si ritroveranno allo stadio Artemio Franchi per la quinta giornata di Serie A. Mastantuono arriverà alla partita dopo la prestazione più importante della sua esperienza italiana.

Per il Napoli sarà invece il confronto diretto con un giocatore che pochi mesi prima era stato valutato dalla propria area mercato. Manna aveva sondato Mastantuono senza trasformare l’interesse in trattativa: ora il talento di proprietà del Real Madrid sarà dall’altra parte del campo, nel momento in cui ha appena lasciato il primo segno pesante in Serie A.

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Juventus, si valuta il rinnovo di Nico Gonzalez: prolungamento possibile fino al 2030 o al 2031

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Nicolas Gonzalez

La Juventus valuta il rinnovo di Nico Gonzalez: durante la prossima sosta per le nazionali sono attesi contatti diretti con gli agenti dell’argentino.

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NICOLAS GONZALEZ DELL’ARGENTINA ESULTA DOPO AVER SEGNATO IL PRIMO GOL DELLA SQUADRA NELLA SFIDA DI QUALIFICAZIONE SUDAMERICANA AI MONDIALI 2026 CONTRO LA COLOMBIA (FOTO DI ANDRES ROT/GETTY IMAGES)

L’ipotesi sul tavolo porta a un prolungamento fino al 2030 o al 2031. Al momento, però, non c’è alcun accordo: il contratto resta valido fino al 30 giugno 2029, e ingaggio, durata e condizioni di una nuova intesa devono ancora essere negoziati.

Quanto pesa Nico Gonzalez nei conti bianconeri

Al 31 dicembre 2025 la Juventus indicava per il giocatore un costo iscritto a bilancio di 35,013 milioni di euro, con ammortamenti e svalutazioni accumulati per 9,773 milioni e un valore netto residuo di 25,240 milioni. È il dato ufficiale più recente: il progetto di bilancio al 30 giugno 2026 sarà infatti esaminato dal Consiglio di Amministrazione solo tra il 24 e il 30 settembre.

Un rinnovo fino al 2030 o al 2031 permetterebbe di distribuire su un periodo più lungo il valore ancora da ammortizzare, riducendo così la quota contabilizzata ogni anno. Non si tratta di un recupero di denaro già speso per il cartellino, ma di un effetto puramente contabile sulla distribuzione del costo residuo.

Il precedente: i rinnovi che avevano tagliato gli ammortamenti di 15 milioni

La Juventus ha già usato questo meccanismo. Nel bilancio 2024/25 il club aveva spiegato che i prolungamenti contrattuali di diversi calciatori avevano prodotto minori ammortamenti per circa 15 milioni di euro nell’esercizio.

Tra i giocatori coinvolti figuravano Andrea Cambiaso, Weston McKennie, Arkadiusz Milik, Mattia Perin, Arthur, Gleison Bremer e Kenan Yildiz. Il dato non consente di isolare l’effetto del solo rinnovo di Gonzalez, ma conferma che l’impatto sugli ammortamenti è un elemento concreto nella gestione dei contratti della dirigenza bianconera.

Dal prestito all’Atletico Madrid alla fiducia di Spalletti

Il quadro tecnico è cambiato rispetto all’estate. Gonzalez era stato ceduto all’Atletico Madrid nel 2025 con la formula del prestito e un riscatto fissato a 32 milioni di euro, che poteva diventare obbligatorio al verificarsi di determinate condizioni.

Il trasferimento definitivo non si è concretizzato e l’argentino è tornato a Torino, dove in questa stagione ha trovato spazio con Luciano Spalletti. Il segnale più recente porta la data del 17 settembre, nel 5-0 contro il NEC Nijmegen alla prima giornata di Europa League: Gonzalez ha aperto le marcature e nel post-partita ha commentato così il momento personale: «Mi trovo bene in squadra anche grazie al mister e ai compagni che mi danno fiducia».

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Cosa manca per chiudere il rinnovo

Il confronto tra la Juventus e gli agenti di Gonzalez è previsto per la prossima pausa per le nazionali, con due possibili scadenze sul tavolo: 2030 e 2031. Ingaggio, durata esatta e altri dettagli economici restano invece ancora da definire.

Il dossier Nico Gonzalez tiene così insieme campo, mercato e bilancio: la nuova centralità tecnica spinge verso la permanenza, mentre un contratto più lungo permetterebbe di ridistribuire il costo residuo del giocatore. Il passaggio decisivo, tuttavia, deve ancora arrivare.

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