Premier League
All Eyes On Me – il focus sul 13° turno di Premier League 2024-25
Appuntamento e format rinnovati: All Eyes On Me, la rubrica di Calcio Style dedicata alla Premier League, cambia look, ma non la sostanza dando libero sfogo a quella bruciante passione che unisce tutto il popolo britannico e non solo. Di seguito il resoconto dettagliato dei principali avvenimenti della 13°giornata della nuova stagione.
Il fascino unico emanato, unito alla perenne scia d’entusiasmo che pervade ogni stadio, confluisce in una commistione di spettacolo, ardore e qualità che conferisce a questo torneo l’aura di lega paradisiaca in cui solamente i migliori interpreti del gioco possono essere o diventare i protagonisti.
Tredicesimo turno: “Perhaps”
LIVERPOOL: PRIMO POSTO BLINDATO
Non c’è storia: il Liverpool è davvero inarrestabile. Dopo aver superato per 2-0 i campioni d’Europa del Real Madrid, si impongono con pieno merito con lo stesso risultato anche sugli attuali campioni d’Inghilterra del Manchester City chiudendo, di fatto, i giochi per il titolo alla 13° giornata.
Tutta la differenza tra i momenti delle due squadre si esplica in campo già dai primi minuti con i Reds che dominano in ogni aspetto, dal possesso al recupero palla, sui Citizens impauriti e con 10/11 senza gol all’attivo in questo campionato messi in campo dal 1′. I binari della sfida si tingono di rosso al 12′ con Gakpo (schierato come riferimento offensivo mobile da Slot al posto di Nunez) che taglia alle spalle di Walker sul cross di Salah depositando il pallone in porta con la coscia. Sesto centro nelle ultime sette in tutte le competizioni per l’olandese, mai così performante dai tempi del PSV.
L’undici di casa continua a martellare sfiorando il raddoppio a più riprese, mentre gli ospiti arrivano a concludere per la prima volta verso la porta avversaria al 39′ con Lewis (peggior dato dall’aprile 2010, vs Arsenal al 59′), ancora una volta messo davanti alla difesa viste le assenze di Rodri e Kovacic. Nella prima parte della ripresa gli Sky Blues mostrano quantomeno un po’ di orgoglio, impensierendo sporadicamente Kelleher, anche se ad avere le occasioni più importanti sono i Reds che ne sprecano due a tu per tu con Ortega (inserito al posto di Ederson in seguito agli errori contro il Feyenoord) prima con Gakpo e poi con Salah.
Proprio l’egiziano mette il lucchetto alla sfida al 78′ trasformando il calcio di rigore (riscattando quello sbagliato in Champions contro i Blancos) provocato dall’intervento di Ortega su Luis Diaz, a sua volta mandato in porta dall’errore in disimpegno di Walker. L’attaccante egiziano mette così a referto due nuovi primati: ha segnato o assistito un compagno in tutte le ultime otto sfide con il City, per la 36esima volta ha siglato un gol e servito un assist nella stessa partita (come lui solo Rooney nella storia della Premier).
L’armata Slot prosegue senza intoppi, dunque, la propria marcia verso il titolo, ora sono 9 i punti di vantaggio sull’inseguitrice Arsenal (maggior distacco accumulato dal 2019-20, stagione dell’ultimo campionato vinto) e 11 sul City, con 18 vittorie in 20 gare stagionali, un dato che non ammette repliche.
Discorso ovviamente diverso per Guardiola (il cui trend ad Anfield è sempre stato negativo, vista la sola vittoria in 9 precedenti) che per la prima volta in carriera perde 4 gare consecutive in campionato. Il suo City sembra arrivato davvero a fine ciclo: il 3,57 di xG concesso (seconda volta nella storia del club), oltre che la sesta sconfitta nelle ultime sette in tutte le competizioni, non possono essere ascrivibili solamente alle tante assenze.
ARSENAL A VALANGA SUL WEST HAM, IL CHELSEA NON SI FERMA PIU’
Tutto troppo facile per l’Arsenal che spazza via il West Ham con uno sonoro 2-5 dopo lo 0-6 impartito agli Hammers nella scorsa stagione.
Sette gol, tutti nel primo tempo (solo tre volte era accaduto nella storia della Premier League, l’ultima nel 2012 tra Reading e Manchester United): i Gunners passano in vantaggio al 10′ con la terza incornata in campionato, la quarta stagionale da angolo di Gabriel (20esimo centro per la formazione di Arteta da questo fondamentale dall’inizio della scorsa stagione, il quinto per il centrale brasiliano, nessuno ha fatto meglio), e raddoppiano al 27′ con Trossard che deve solo depositare in porta l’assist di Saka (il decimo in appena 13 giornate, solo Fabregas, Ozil e Kane ci erano riusciti prima) a sua volta smarcato da un delizioso tocco di Odegaard.
Proprio il norvegese sigla al 34′ lo 0-3 dal dischetto in seguito al fallo di Paquetà su Saka che gli vale il primo gol stagionale, mentre Havertz due minuti più tardi sfrutta lo svarione di Kilman per superare Fabianski nell’uno contro uno calando il poker. Il conseguente moto d’orgoglio degli Irons produce ben due gol da chi non ti aspetti: Wan-Bissaka bissa la rete di lunedì scorso contro il Newcastle capitalizzando l’assist di Carlos Soler, ed Emerson Palmieri, a secco dal 26 febbraio scorso, si inventa un arcobaleno da calcio di punizione imprendibile per Raya.
Nel recupero, però, le velleità di rimonta degli Irons vengono stroncate dal direttore di gara Taylor che decide di punire il colpo di Fabianski ai danni di Gabriel, ancora protagonista da corner, assegnando il secondo penalty per gli ospiti trasformato con il brivido da Saka.
Nel secondo tempo gli ospiti si limitano a gestire, ottenendo la quinta vittoria esterna con cinque o più gol all’attivo nel 2024, la seconda consecutiva dopo l’1-5 rifilato allo Sporting in Champions League (solamente il Sunderland nel 1892 e il Manchester City nel 1937 ci erano riusciti prima). Ennesimo passo indietro, invece, per il West Ham che proprio non riesce a trovare continuità, incassando la sesta sconfitta in campionato e restando bloccato al 14esimo posto.
Anche il Chelsea scavalca in classifica il Manchester City appaiandosi all’Arsenal al secondo posto grazie al tris rifilato all’Aston Villa che equivale alla terza vittoria consecutiva tra campionato e Conference League, dove giovedì è arrivato lo 0-2 in casa dell’Heidenheim griffato Nkunku–Mudryk.
Nel match di Stamford Bridge i marcatori sono diversi ma la sostanza decisamente no: i Blues azzannano la sfida già al 7′ con il solito Nicolas Jackson che apre le danze nei primi dieci minuti di gioco per la quarta volta nel 2024 (nessuno ha fatto meglio) mettendo in porta con un sinistro di prima intenzione il cross teso dalla sinistra di Cucurella. Dodicesimo centro (l’ottavo in questo campionato) per il centravanti senegalese dallo scorso maggio, meglio di lui solo Haaland con 18 nel periodo.
Al culmine di un tangibile predominio, intervallato solamente dall’occasionissima sprecata da Watkins a tu per tu con Sanchez, arriva il raddoppio con uno degli elementi più in forma del momento: Enzo Fernandez (in coppia con Lavia per l’occasione con Caicedo adattato a terzino destro viste le tante defezioni) bravo a raccogliere l’assist di Palmer al limite dell’area prima di battere Martinez con un imprendibile destro che si infila all’angolino siglando il secondo gol consecutivo dopo quello di Leicester di settimana scorsa.
La ciliegina sul settimo successo degli uomini di Maresca in campionato la mette il solito Palmer (insolitamente a secco da un mese) che tira fuori dal cilindro un sinistro a giro da fuori che si insacca all’incrocio. Trentesimo centro con la maglia del Chelsea per l’ex City (l’ottavo in questa campagna) in 46 presenze (solo Hasselbaink con 41 ha tagliato questo traguardo giocando meno partite per i Blues).
Resta al palo, dunque, l’Aston Villa, a secco di vittorie da cinque giornate (non accadeva dal periodo tra maggio e agosto 2022 sotto la guida di Gerrard), afflitto da un’imprevista involuzione e scivolato addirittura in dodicesima posizione complice la differenza reti in negativo.
BRIGHTON: OCCASIONE SCIUPATA, IL TOTTENHAM FRENA DI NUOVO
Passo falso del Brighton che fallisce l’opportunità di scalare posizioni nella parte alta della classifica visti i numerosi scontri diretti di giornata, impattando sul pareggio interno contro il fanalino di coda Southampton.
I Seagulls approcciano bene alla sfida creando i presupposti per il vantaggio in apertura prima con Rutter fermato dal palo e poi con Welbeck a cui non riesce completamente la girata aerea verso la porta sul traversone di Mitoma. Proprio il giapponese, però, al 29′ sblocca la sfida a culmine di una vera e propria supremazia prendendo il tempo di testa a Sugawara sul cross ampio di Lamptey dalla destra, trovando il secondo centro consecutivo dopo quello nella vittoria di Bournemouth di settimana scorsa.
In seguito all’1-0 l’undici di casa tira precocemente i remi in barca e, complice anche l’accensione del 2006 dei Saints Dibling già protagonista nella precedente giornata contro il Liverpool, viene ripreso al 59′ dal primo gol in carriera in Premier League del centrocampista classe ’99 Flynn Downes, bravo a mettere alle spalle di Verbruggen una palla vagante in area con un potente collo destro.
Gli ospiti, rigenerati in termini di consapevolezza dopo il 2-3 con i Reds dello scorso turno, tengono il campo alla grande e passano addirittura in vantaggio al 68′ con la zampata di Archer sul cross di Fraser, cancellata dal Var per posizione di fuorigioco di Armstrong giudicata attiva.
Finisce, dunque, 1-1 che coincide con il quarto pari interno per la squadra di Hurzeler in campionato, il terzo con squadre della “relegation zone” dopo quelli con Wolverhampton e Ipswich, che comunque resta in piena corsa Champions. Un punto utile soprattutto per il morale per quella di Martin che rimane distante dalla zona salvezza.
Niente da fare, il Tottenham non riesce proprio a garantire continuità. Secondo pari consecutivo dopo quello contro la Roma in Europa League e altri due punti persi nella rincorsa al quarto posto.
Il derby con il Fulham, reduce dall’1-4 incassato dal Wolverhampton, si rivela più equilibrato del previsto con i Cottagers che nel primo tempo costringono agli straordinari Forster (il vice di Vicario che ne avrà per diversi mesi) in ben tre occasioni, due con Raul Jimenez e una con lo scatenato Iwobi, murato dall’estremo difensore inglese anche a inizio ripresa.
Gli Spurs, ancora orfani della coppia centrale Romero–Van de Ven, sfiorano il vantaggio con Maddison che colpisce il palo da calcio di punizione per poi trovarlo al 54′ con il solito Brennan Johnson che capitalizza l’assist di Werner trovando il decimo gol stagionale (l’unico insieme a Haaland con 15 a raggiungere la doppia cifra senza rigori calciati), il terzo consecutivo. Purtroppo per Postecoglou, però, l’ennesima perla del gallese non basta perché il capitano ospite Cairney al 67′ piazza un potente mancino di prima alle spalle di Forster rompendo il digiuno da rete dopo un anno (lo scozzese non segnava in trasferta dal marzo 2010 con la maglia dell’Hull City: 14 anni e 269 giorni, il più lungo lasso di tempo intercorso tra un gol e l’altro fuori dalle mura amiche nella storia della Premier), prima di ricevere il rosso diretto per un duro intervento su Kulusevski.
Il Tottenham resta comunque il miglior attacco del campionato, ma proseguendo su questa lunghezza d’onda difficilmente riuscirà a raggiungere l’obiettivo. Punto prezioso, invece, per la squadra di Marco Silva che resta nella parte destra della classifica.
RIALZA LA TESTA IL NOTTINGHAM, NEWCASTLE RIPRESO ALL’ULTIMO ISTANTE
Torna a sorridere il Nottingham dopo due sconfitte consecutive con sei gol incassati e appena uno realizzato. La vittoria di misura sull’Ipswich permette agli uomini di Espirito Santo di portarsi a -1 dal Manchester City momentaneamente quinto.
Nel primo tempo non arrivano reti, ma entrambe le squadre creano: i padroni di casa ci provano con Yates il cui tentativo viene cancellato sulla linea da Davis, gli ospiti rispondono con Hutchinson murato Sels. La gara si sblocca a inizio ripresa con Szmodics che tocca in area Jota Silva concedendo il calcio di rigore trasformato con freddezza da Wood che tocca quota 9 in campionato diventando il miglior marcatore in Premier League nella storia dei Tricky Trees con 24 gol (il secondo calciatore dopo Shearer a diventarlo per due club diversi, considerati i 49 centri con il Burnley che fanno di lui il top scorer anche in quel caso).
Nel finale i Tractor Boys ci provano, ma Sels cala la saracinesca blindando il sesto successo in campionato dei suoi. Si interrompe a tre, invece, la striscia di risultati utili consecutivi della squadra di McKenna tornata a occupare il penultimo posto.
Vittoria soltanto sfiorata per il Newcastle che rimane bloccato nelle sabbie mobili del centro classifica, complice anche un’ormai cronica carestia offensiva come certificato dal solo tiro effettuato in 90′ verso la porta avversaria (peggior dato dal 2015).
Chi ne tenta ben 16, invece, è il Crystal Palace che, specie nel primo tempo, non concretizza la mole di gioco creata. Mateta, Sarr e Munoz sprecano l’impossibile davanti a Pope, e i padroni di casa si ritrovano sotto al 53′ con la sfortunata autorete di Guéhi propiziato dallo schema da piazzato costruito dall’asse Hall–Tonali–Gordon.
Le Eagles non si perdono d’animo e continuano ad attaccare a spron battuto continuando a fallire ghiotte opportunità, quantomeno fino al 94′ quando Munoz, dopo aver sbagliato due gol praticamente fatti, mette dentro di testa il cross del redento Guéhi firmando il suo primo centro in carriera in Premier League.
Terzo pari nelle ultime quattro per la squadra di Glasner che esce momentaneamente dalla Relegation Zone per differenza reti, mentre i Magpies con la terza miglior difesa e il quintultimo attacco del campionato salgono a quota 19 punti insieme ad altre tre squadre.
UNITED: I PRIMI BENEFICI DELLA CURA AMORIM, BRENTFORD E BOURNEMOUTH: DUE POKER E ALTRETTANTE TRIPLETTE
Secondo successo consecutivo dopo il 3-2 al Bodo Glimt in Europa League per il nuovo Manchester United di Amorim, ancora imbattuto dall’addio di Ten Hag dello scorso 27 ottobre.
I Red Devils approcciano bene alla gara creando i presupposti per il vantaggio già dalle prime battute della sfida, concedendo all’Everton una sola, concreta palla gol con Beto che non la sfrutta. Il punteggio si sblocca al 34′ con il secondo centro consecutivo di Rashford che bissa la rete all’Ipswich di settimana scorsa mettendo in porta con un destro al volo il tracciante disegnato da Bruno Fernandes da angolo. Lo stesso portoghese sette minuti più tardi approfitta dello svarione di Branthwaite per smarcare Zirkzee, a secco dalla prima giornata e titolare per la prima volta in campionato dal 29 settembre, che mette Amorim nella storia facendolo diventare il primo allenatore ad andare all’intervallo con due o più gol di vantaggio nella sua gara d’esordio in campionato a Old Trafford.
Dopo appena 20 secondi dal fischio d’inizio della ripresa Rashford cala il tris sfruttando lo stesso green link di Ipswich con Diallo tornando a fare una doppietta dopo quasi due anni (l’ultima contro il Leicester nel febbraio 2023): l’inglese ne ha fatti più nelle ultime due uscite che nelle precedenti 18. Il punto esclamativo sulla quinta vittoria dell’ultimo mese dello United lo mette ancora Zirkzee che spiazza Pickford sfruttando il secondo assist di giornata di Diallo.
I Red Devils scalano, così, posizioni portandosi a ridosso della zona Europa in attesa del primo, vero banco di prova per il nuovo tecnico contro l’Arsenal nell’infrasettimanale. Si allunga a cinque, invece, la striscia di gare senza vittoria per i Toffees, senza gol all’attivo da quattro e peggior attacco insieme al Southampton.
Quarta vittoria interna consecutiva, la sesta nelle prime sette di campionato per il Brentford che ne fa quattro anche al Leicester confermando il miglior rendimento e attacco casalingo del torneo con ben 22 gol fatti.
Le Bees vanno sotto al 21′ con il quarto gol in questa Premier di Facundo Buonanotte, servito dal solito Vardy dopo aver preso posizione su Pinnock, ma la ribaltano in appena quattro minuti. Tra il 25′ e il 29′, infatti, prima Wissa (ottavo centro stagionale) e poi Schade scrivono il 2-1 sul tabellone luminoso del Brentford Community Stadium sfruttando il tutt’altro che irreprensibile atteggiamento della difesa ospite.
Schade, nella sua giornata di grazia, ne fa altri due tra il maxi recupero del primo tempo e il 59′ diventando il quarto tedesco nella storia della Premier League a realizzare una tripletta dopo Klinsmann, Bobic e Schurrle, grazie alla quale la squadra di Frank vola all’ottavo posto. Le Foxes, in attesa dell’insediamento di Van Nistelrooy sulla panchina, incassano la quarta sconfitta nelle ultime cinque: ora la terzultima posizione dista solamente un punto.
Partita pazza al Molineux tra Wolverhampton e Bournemouth con tre gol dopo appena otto minuti (dato che non si registrava dall’ottobre 2020 in Manchester United–Tottenham), e sei complessivi.
Ad aprire le marcature sono le Cherries con il primo rigore guadagnato da Evanilson e trasformato da Kluivert, poi riprese al 5′ dal colpo di testa di Strand Larsen e successivamente di nuovo in vantaggio grazie al primo centro in carriera in Premier League di Kerkez che punisce José Sà con un collo mancino sul primo palo. Proprio il portiere portoghese si rende protagonista nel prosieguo della partita provocando altri due penalty realizzati ancora da Kluivert (primo nella storia della Premier League a mettere a referto una tripletta di rigore, così come Evanilson a guadagnarne altrettanti).
Nel mezzo arriva la doppietta, seppur inutile ai fini del risultato finale, di Strand Larsen, già a quota 6 nella classifica marcatori. I Wolves tornano, dunque, nell’oblio dopo l’1-4 rifilato al Fulham nell’ultimo turno e si confermano la peggior difesa del torneo, mentre la formazione di Iraola torna a sorridere dopo due K.O. consecutivi.
Top & Flop
TOP
1) Kevin Schade – Tre gol e un assist. Una giornata indimenticabile e, senza dubbio, di grazia per il tedesco che supera, così, il suo score dello scorso anno (2 gol) e garantisce ai suoi tre punti pesanti per confermarsi outsider del campionato.
2) Joshua Zirkzee – Forse qualcun altro avrebbe meritato di essere in questa top 3 più di lui (i soliti Saka e Salah), ma sia per variare che per dare valore al suo momento difficile, oggi il secondo posto è suo. Doppietta dopo due mesi senza titolarità e davvero complicati, per alleggerire il pesante fardello dell’investimento fatto dallo United in estate.
3) Justin Kluivert – Un calciatore che ne fa tre non può non essere menzionato, anche se tutti realizzati dal dischetto. La freddezza dagli undici metri dell’ex Roma permette alle Cherries di portarsi a -2 dall’Europa nonostante le tante squadre davanti.
FLOP
1) José Sà – Disastroso in entrambi i rigori procurati, rivedibile sull’1-2 di Kerkez il cui sinistro, per quanto potente, era comunque sul suo palo di competenza. 32 gol incassati in 13 giornate: certamente non un buon inizio.
2) Max Kilman – Nel disastroso primo tempo del West Ham è sicuramente l’elemento che si mette maggiormente in risalto in negativo. Il clamoroso liscio che spiana la strada a Havertz per lo 0-4 è l’istantanea del suo match.
3) Jarrad Branthwaite – Prima la deviazione che spiazza Pickford sull’1-0 di Rashford, poi lo svarione che agevola l’assist di Bruno Fernandes a Zirkzee per il 2-0. Giornata storta sia per lui che per l’intero Everton.
Classifica e prossimo turno
| 1 |
Liverpool |
34 | 13 | 11 | 1 | 1 | 26:8 | +18 |
| 2 | Arsenal | 25 | 13 | 7 | 4 | 2 | 26:14 | +12 |
| 3 |
Chelsea |
25 | 13 | 7 | 4 | 2 | 26:14 | +12 |
| 4 |
Brighton |
23 | 13 | 6 | 5 | 2 | 22:17 | +5 |
| 5 |
Manchester City |
23 | 13 | 7 | 2 | 4 | 22:19 | +3 |
| 6 |
Nottingham Forest |
22 | 13 | 6 | 4 | 3 | 16:13 | +3 |
| 7 |
Tottenham |
20 | 13 | 6 | 2 | 5 | 28:14 | +14 |
| 8 |
Brentford |
20 | 13 | 6 | 2 | 5 | 26:23 | +3 |
| 9 | Manchester United | 19 | 13 | 5 | 4 | 4 | 17:13 | +4 |
| 10 | Fulham | 19 | 13 | 5 | 4 | 4 | 18:18 | 0 |
| 11 | Newcastle | 19 | 13 | 5 | 4 | 4 | 14:14 | 0 |
| 12 |
Aston Villa |
19 | 13 | 5 | 4 | 4 | 19:22 | -3 |
| 13 |
Bournemouth |
18 | 13 | 5 | 3 | 5 | 20:19 | +1 |
| 14 |
West Ham |
15 | 13 | 4 | 3 | 6 | 17:24 | -7 |
| 15 |
Everton |
11 | 13 | 2 | 5 | 6 | 10:21 | -11 |
| 16 |
Leicester |
10 | 13 | 2 | 4 | 7 | 16:27 | -11 |
| 17 |
Crystal Palace |
9 | 13 | 1 | 6 | 6 | 11:18 | -7 |
| 18 |
Wolverhampton |
9 | 13 | 2 | 3 | 8 | 22:32 | -10 |
| 19 |
Ipswich Town |
9 | 13 | 1 | 6 | 6 | 13:24 | -11 |
| 20 |
Southampton |
5 | 13 | 1 | 2 | 10 | 10:25 | -15 |
Prossimo turno:
Martedì 3 dicembre
Ipswich 20:30 Crystal Palace
Leicester 21:15 West Ham
Mercoledì 4 dicembre
Southampton 20:30 Chelsea
Manchester City 20:30 Nottingham Forest
Newcastle 20:30 Liverpool
Everton 20:30 Wolverhampton
Arsenal 21:15 Manchester United
Aston Villa 21:15 Brentford
Giovedì 5 dicembre
Fulham 20:30 Brighton
Bournemouth 21:15 Tottenham
Premier League
Liverpool, Chiesa bocciato: fuori dalla lista Champions
Chiesa tagliato da Iraola nella lista Champions del Liverpool. Insieme a Endo resta ai margini, riaprendo gli scenari di mercato a gennaio.

Federico Chiesa of Liverpool during the Premier League match Liverpool vs Bournemouth at Anfield, Liverpool, United Kingdom, 21st September 2024
(Photo by Cody Froggatt/News Images)
Liverpool, Iraola lo esclude dalla lista Champions
Non cambia la musica per Federico Chiesa ad Anfield. Nonostante l’avvicendamento in panchina e l’arrivo del nuovo tecnico Andoni Iraola, l’attaccante italiano continua a trovarsi ai margini del progetto tecnico del Liverpool. La conferma ufficiale è arrivata con la consegna della lista per la fase a gironi della UEFA Champions League, nella quale il nome dell’ex Juventus spicca tra gli esclusi illustri insieme a quello del centrocampista Wataru Endo.
Per il reparto avanzato, il manager dei Reds ha preferito puntare su Alexander Isak, Cody Gakpo, Hugo Ekitike e il nuovo innesto estivo Bradley Barcola. Un verdetto pesante che rispecchia una gerarchia rigida e penalizzante per il calciatore azzurro, relegato a semplice alternativa di ripiego per le sole competizioni nazionali.
Il parallelo con la gestione Slot e gli scenari di mercato per gennaio
La decisione di Iraola ricalca fedelmente quanto accaduto un anno fa sotto la gestione di Arne Slot. Nella passata stagione, Chiesa fu inizialmente depennato ed entrò in lista unicamente a causa del grave infortunio subito dal giovane difensore Giovanni Leoni. Il bilancio europeo della scorsa annata si chiuse con appena 5 apparizioni per un totale di 78 minuti giocati e una rete firmata nel netto 6-0 contro il Qarabag. Quest’anno Leoni torna a far parte dell’elenco ufficiale, chiudendo definitivamente ogni porta ad un eventuale ripescaggio per l’attaccante.
L’ennesima bocciatura stride fortemente con le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Chiesa a fine luglio, quando si diceva pronto ad affrontare un nuovo capitolo ed a mettersi a disposizione del nuovo allenatore dopo i troppi panchina-show dell’anno prima. Questa nuova esclusione apre di fatto le porte ad un possibile addio durante la finestra invernale di calciomercato a gennaio, con diverse società pronte a riportare il giocatore in Serie A o a offrirgli spazio da titolare altrove.
Calciomercato
Liverpool, accordo con Ngumoha: contratto fino al 2031 e ingaggio rivisto
Il Liverpool ha trovato l’intesa di principio con Rio Ngumoha: manca soltanto la firma sul nuovo contratto a lungo termine.
L’annuncio è questione di settimane
Secondo quanto riferito da Graeme Bailey per TEAMtalk, l’accordo è stato raggiunto in linea di principio e restano da limare solo i dettagli. Il club spera di annunciare il rinnovo nelle prossime settimane.
Di ufficiale, però, non c’è ancora nulla: il condizionale resta d’obbligo finché non arriverà la nota di Anfield.
Perché il rinnovo arriva soltanto adesso
Ngumoha ha compiuto 18 anni il 29 agosto e solo da quel momento può legarsi a un accordo di lunga durata, perché i minorenni non possono firmare oltre i tre anni. Il primo contratto da professionista, del 25 settembre 2025, scade infatti nel 2028.
Le informazioni di Paul Joyce per il Times indicano un quinquennale fino al 2031 con un forte adeguamento dell’ingaggio. Capology colloca lo stipendio attuale sui 25.000 sterline a settimana, tra i più bassi dell’intera rosa.
Bayern, Real e Barcellona: da qui nasce la fretta
A inizio estate il Bayern Monaco si è mosso concretamente sull’esterno, come riferito da Christian Falk, mentre TEAMtalk indica in Real Madrid e Barcellona due grandi ammiratrici del giocatore. I Reds non hanno mai aperto alla cessione, respingendo le voci su un’intesa già trovata tra i bavaresi e l’entourage.
Il passaggio dal Chelsea nel 2024 aveva incrinato i rapporti tra i due club: il 5 febbraio 2026 un tribunale del PFCC ha stabilito che il Liverpool deve versare ai londinesi almeno 2,8 milioni di sterline per la formazione del ragazzo.
Barcola e Munoz alzano la concorrenza sulle corsie
L’estate ha portato ad Anfield l’arrivo di Barcola dal Paris Saint-Germain e Victor Munoz dall’Osasuna per 34,5 milioni di sterline, entrambi più a loro agio a sinistra come Ngumoha. A questo si aggiunge la permanenza di Cody Gakpo, con il domino sulle fasce che alla fine non si è sbloccato.
Ad agosto il diretto interessato ha spiegato che l’obiettivo è essere imprevedibile su entrambe le corsie: a sinistra lo conoscono tutti, a destra sente di stare migliorando. Andoni Iraola lo considera un elemento fisso delle proprie rotazioni offensive, utilizzabile su una fascia come sull’altra.
I numeri e i record dietro al nuovo accordo
Nella stagione 2025-26 l’esterno ha messo insieme 29 presenze, nove da titolare, con i gol contro Newcastle e Fulham in Premier League. Il salto di qualità è arrivato tutto in un anno, da osservato speciale tra i giovani del calcio inglese.
L’11 gennaio 2025 era diventato il più giovane calciatore a partire titolare in una gara del Liverpool, a 16 anni e 135 giorni contro l’Accrington Stanley. Il 25 agosto 2025, al debutto in Premier League, ha deciso al 100′ la sfida di Newcastle: più giovane marcatore nella storia del club.
L’11 aprile 2026 è arrivato il primo gol ad Anfield, contro il Fulham, a 17 anni e 225 giorni, battendo il record di Raheem Sterling. Il 6 giugno, a Tampa, è entrato nella ripresa dell’1-0 contro la Nuova Zelanda: quinto debuttante più giovane dei Three Lions e Player of the Match.
Ora resta da capire quando arriverà la comunicazione ufficiale: staremo a vedere.
Calciomercato
Como-Liam Delap, il Chelsea e il dettaglio che cambia la trattativa
Il Como valuta Liam Delap per rinforzare l’attacco: un dettaglio sulle origini del contatto con il Chelsea può però cambiare la lettura dell’operazione.
Como-Delap, chi ha mosso il primo passo
Secondo Fabrizio Romano, il Como avrebbe già effettuato un primo approccio per Delap. L’attaccante sarebbe in alto nella lista dei profili valutati per rinforzare il reparto offensivo di Cesc Fàbregas.
Inoltre, gli ottimi rapporti con il Chelsea, ulteriormente consolidati dalla recente operazione Trevoh Chalobah, potrebbero agevolare eventuali negoziati tra i due club.
La ricostruzione di Gianluca Di Marzio introduce però un dettaglio importante: Delap sarebbe stato proposto alla dirigenza del Como, che avrebbe poi iniziato a valutare la fattibilità di un trasferimento in prestito.
La differenza può sembrare minima, ma cambia gli equilibri dell’operazione e soprattutto il peso delle parti al tavolo.
Delap come opportunità di mercato per il Como
Se l’iniziativa fosse arrivata dall’esterno, Delap non sarebbe necessariamente un obiettivo da prendere a ogni costo. Il suo profilo potrebbe invece rappresentare un’opportunità di mercato, legata alle condizioni tecniche ed economiche dell’affare.
Anche la formula del prestito si inserirebbe bene in questo scenario. Il 23enne è reduce da una stagione complicata al Chelsea dopo aver impressionato con la maglia dell’Ipswich Town.
Delap è legato ai Blues da un contratto fino al 2031 ed è stato acquistato soltanto la scorsa estate per circa 35,5 milioni di euro.
Dopo una prima stagione poco brillante a Stamford Bridge, una cessione immediata alle condizioni economiche desiderate potrebbe risultare complicata. Un trasferimento temporaneo, invece, potrebbe garantirgli maggiore continuità e la possibilità di recuperare valore sul mercato.
Il Como tiene aperte più strade per l’attacco
Delap non sembra essere l’unica soluzione valutata dalla dirigenza. Il suo nome continua infatti a essere affiancato a quello di Moise Kean, altro profilo seguito dal club lombardo per completare il reparto offensivo di Fàbregas.
Questo elemento rende ancora più significativo capire da quale parte sia arrivata la spinta iniziale. Se Delap fosse stato realmente proposto al Como, il club potrebbe avere maggiore margine nella discussione sulla formula del prestito e sulle condizioni economiche dell’accordo.
La trattativa resta quindi da seguire: capire chi abbia maggiore interesse a chiudere l’operazione potrebbe incidere direttamente sui prossimi negoziati.
-
Notizie2 ore faRoma, Gasperini stravolge la sosta: zero riposo!
-
Notizie17 ore faFrattesi alla Lazio: “Volevo tornare, Gattuso unico”
-
Calciomercato19 ore faUdinese, colpo Alaba: visite a Villa Stuart e firma
-
Calciomercato20 ore faInter, il rinnovo di Calhanoglu è da valutare: pesano infortuni e ingaggio
-
Calciomercato21 ore faUdinese-Alaba, da Madrid a Udine: perché i friulani puntano sul 34enne
-
Calciomercato22 ore faNapoli, De Bruyne: rinnovo in stallo, l’addio resta solo un’ipotesi
-
Calciomercato23 ore faMilan, Zalewski costa il doppio: quotazione volata a 40 milioni
-
Calciomercato1 giorno faLazio, Mandas: 2,5 milioni dal prestito e diritto di riscatto da 18,5