Il centrocampista è tornato a Milano per 23 milioni dopo l'ottima stagione al Club Brugge, ma finora ha trovato pochissimo spazio. Le prossime settimane saranno decisive per cambiare le gerarchie.
ALEKSANDAR STANKOVIC DELL'INTER (FOTO DI LUCA ROSSINI/NURPHOTO VIA GETTY IMAGES)
Aleksandar Stankovic è tornato all'Inter in estate dopo una stagione da protagonista al Club Brugge, ma il suo nuovo capitolo nerazzurro è iniziato con pochissimo spazio: appena 15 minuti nelle prime sei partite tra tutte le competizioni.
Il contrasto è evidente. L'Inter ha investito 23 milioni di euro per riportarlo a Milano e gli ha fatto firmare un contratto fino al 2031, mentre sul campo Cristian Chivu lo ha utilizzato pochissimo.
Le prossime settimane serviranno quindi a capire se il serbo riuscirà a entrare stabilmente nelle rotazioni prima che un nuovo prestito possa diventare un'opzione per gennaio.
Inter, 23 milioni per riportare Stankovic a Milano
Il ritorno del centrocampista non è stato un semplice rientro alla base. Dopo averlo ceduto al Club Brugge nell'estate 2025, l'Inter ha esercitato il diritto di riacquisto fissato a 23 milioni di euro e lo ha legato al club fino al 30 giugno 2031.
La scelta è arrivata dopo una stagione di alto livello in Belgio. Con il Brugge il serbo ha disputato 55 partite in tutte le competizioni, segnando 9 gol e servendo 5 assist. In Champions League ha raccolto 14 presenze, 3 reti e 2 assist, contribuendo anche alla conquista del titolo belga.
Stankovic è così tornato a Milano con una dimensione diversa rispetto a quella con cui aveva lasciato l'Inter: non più soltanto un prodotto del settore giovanile, ma un centrocampista reduce da una stagione completa tra campionato e Champions League.
Da protagonista in Belgio a 15 minuti con l'Inter
L'inizio della stagione ha però raccontato una realtà molto diversa.
Stankovic ha debuttato ufficialmente con la prima squadra nerazzurra il 22 agosto, entrando all'83' al posto di Piotr Zielinski nella vittoria per 4-1 contro il Monza a San Siro. Successivamente ha trovato un altro breve spazio contro l'Udinese.
Il bilancio dopo sei partite è di appena 15 minuti complessivi. Tra i giocatori di movimento a disposizione di Chivu è quello con il minutaggio più basso: Henrikh Mkhitaryan, che lo precede nella graduatoria dei meno utilizzati, è già a quota 69.
È soprattutto il confronto con la stagione precedente a rendere significativo il dato. Al Club Brugge il classe 2005 giocava con continuità anche in Champions League; all'Inter deve invece conquistarsi spazio all'interno di una mediana con una concorrenza decisamente maggiore.
Jones aumenta la concorrenza a centrocampo
L'arrivo di Curtis Jones ha aggiunto un'altra soluzione alle rotazioni di Chivu. In mezzo al campo i nerazzurri possono contare anche su Hakan Calhanoglu, Nicolò Barella, Petar Sucic, Piotr Zielinski e Henrikh Mkhitaryan.
Per Stankovic la strada verso un minutaggio regolare è quindi più stretta rispetto a quella avuta in Belgio. Il serbo può agire davanti alla difesa e occupare altre posizioni della mediana, ma deve guadagnarsi spazio in un reparto profondo.
Chivu, inoltre, conosce bene il giocatore per averlo già allenato nella Primavera nerazzurra. In estate l'Inter ha scelto di trattenerlo anche davanti a una proposta da circa 40 milioni di euro del Brentford, confermando quanto il club consideri importante il suo percorso.
Le prossime settimane possono cambiare le gerarchie
Il minutaggio iniziale non chiude però il discorso. Con l'aumento degli impegni tra Serie A e Champions League, Chivu dovrà allargare le rotazioni e Stankovic avrà nuove possibilità per conquistare spazio.
È questo il passaggio decisivo della sua stagione. Se inizierà a essere utilizzato con maggiore continuità, i 15 minuti delle prime sei partite resteranno soltanto la fotografia di un avvio complicato. Se invece il suo impiego resterà marginale anche durante il periodo più intenso del calendario, la questione del futuro tornerà inevitabilmente d'attualità.
Per un centrocampista reduce da 55 presenze con il Club Brugge la continuità resta fondamentale. E l'Inter dovrà trovare il punto di equilibrio tra la necessità di avere alternative in una rosa impegnata su più competizioni e quella di non interrompere la crescita di un giocatore sul quale ha investito 23 milioni.
Gennaio dipende soprattutto dai prossimi mesi
Un nuovo prestito può quindi diventare una soluzione per la finestra invernale, ma soltanto se la situazione resterà invariata.
L'Inter non ha programmato l'uscita di Stankovic: il centrocampista è tornato per giocarsi le proprie possibilità con Chivu e il club ha respinto offerte importanti durante l'estate. Gennaio entrerà realmente nel discorso soltanto se, arrivati a dicembre, il serbo continuerà a trovare poco spazio.
Il punto, oggi, è molto più semplice: Stankovic deve trasformare i 15 minuti iniziali in un ruolo più stabile nell'Inter. Le prossime settimane diranno se riuscirà a farlo o se a gennaio il prestito tornerà davvero sul tavolo.
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