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Feralpi Salò, esperienza per la difesa: arriva un ex Cagliari

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Feralpi Salò, i bresciani neopromossi in serie B mettono a segno un rinforzo di spessore per la difesa. Vediamo i dettagli.

La Feralpi Salò mette a segno un colpo di esperienza in difesa.

I bresciani hanno ufficializzato l’arrivo di un difensore centrale di esperienza per serie A e B.

Dopo l’anno al Venezia, infatti, Luca Ceppitelli si aggreghera ai Leoni del Garda.

L’anno scorso, in maglia lagunare, l’ex Cagliari ha collezionato 22 presenze, centrando i playoff, uscendo proprio per mano dei sardi.

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Lazio, Mandas: 2,5 milioni dal prestito e diritto di riscatto da 18,5

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Christos Mandas

Il bilancio della Lazio fissa le cifre dell’operazione Mandas con il Bournemouth: 2,5 milioni dal prestito, riscatto fissato a 18,5 milioni e mai esercitato. Il portiere greco è poi rientrato a Roma, dove Gennaro Gattuso lo ha reso titolare.

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CHRISTOS MANDAS DELLA SS LAZIO DURANTE LA SESSIONE DI ALLENAMENTO AL FORMELLO SPORT CENTRE (FOTO DI MARCO ROSI – SS LAZIO/GETTY IMAGES)

Le cifre dell’operazione con il Bournemouth

Il prestito di Christos Mandas al Bournemouth ha fruttato alla Lazio 2,5 milioni di euro, a fronte di un diritto di riscatto stabilito in 18,5 milioni. L’operazione, ufficializzata il 27 gennaio 2026, aveva generato per il club biancoceleste anche un risparmio di 0,94 milioni sulla retribuzione fissa del giocatore.

I due dati vanno tenuti distinti: i 2,5 milioni riguardano il valore della cessione temporanea, mentre i 940mila euro rappresentano il minor costo sostenuto sull’ingaggio. Le cifre emergono dal progetto di bilancio separato e consolidato della Lazio al 30 giugno 2026, approvato dal Consiglio di Gestione il 21 settembre. Mandas, arrivato in biancoceleste dall’OFI Creta nell’estate del 2023, aveva lasciato Roma dopo 33 presenze complessive con la maglia della Lazio.

Il riscatto non esercitato: Mandas torna a Roma

L’esperienza in Premier League non ha portato al trasferimento definitivo: Mandas non ha mai disputato una partita con il Bournemouth, e al termine del prestito il club inglese non ha esercitato il diritto di riscatto da 18,5 milioni. La Lazio ha così incassato i 2,5 milioni previsti per l’operazione e riaccolto il portiere in rosa.

Non è corretto considerare i 18,5 milioni una somma persa o già iscritta a bilancio: si trattava della cifra necessaria al Bournemouth per acquisire definitivamente il cartellino. L’assenza di minuti in campionato inglese resta un dato di fatto, ma da sola non basta ad attribuire una motivazione precisa alla scelta del club.

Titolare con Gattuso: 21 parate in cinque giornate

Il ritorno a Formello ha aperto una nuova fase per Mandas, schierato titolare da Gattuso in tutte le prime cinque giornate della Serie A 2026/27, per un totale di 450 minuti in campo. Il bilancio personale recita 21 parate, tre gol subiti e tre clean sheet.

La prova più netta porta la data del 19 settembre, al Penzo, nella vittoria per 2-0 sul Venezia: Mandas ha respinto al 17′ il rigore di John Yeboah e ha effettuato altri interventi decisivi nel primo tempo, prima dei gol nella ripresa di Mattia Zaccagni e Tijjani Noslin. Al termine della gara, Gattuso ha sintetizzato così il contributo del suo portiere: “Il nostro portiere ci ha letteralmente tenuti a galla”.

La fotografia dell’operazione appare quindi molto diversa rispetto a gennaio: la Lazio non ha incassato i potenziali 18,5 milioni del riscatto, ma si ritrova in rosa un portiere che oggi occupa stabilmente il posto da titolare. Le prossime giornate diranno se questo rendimento troverà conferma.

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Inter-Stankovic, solo 15 minuti: gennaio passa dalle scelte di Chivu

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Inter-Stankovic, solo 15 minuti: gennaio passa dalle scelte di Chivu

Il centrocampista è tornato a Milano per 23 milioni dopo l’ottima stagione al Club Brugge, ma finora ha trovato pochissimo spazio. Le prossime settimane saranno decisive per cambiare le gerarchie.

Inter-Stankovic, solo 15 minuti: gennaio passa dalle scelte di Chivu-2

ALEKSANDAR STANKOVIC DELL’INTER (FOTO DI LUCA ROSSINI/NURPHOTO VIA GETTY IMAGES)

Aleksandar Stankovic è tornato all’Inter in estate dopo una stagione da protagonista al Club Brugge, ma il suo nuovo capitolo nerazzurro è iniziato con pochissimo spazio: appena 15 minuti nelle prime sei partite tra tutte le competizioni.

Il contrasto è evidente. L’Inter ha investito 23 milioni di euro per riportarlo a Milano e gli ha fatto firmare un contratto fino al 2031, mentre sul campo Cristian Chivu lo ha utilizzato pochissimo.

Le prossime settimane serviranno quindi a capire se il serbo riuscirà a entrare stabilmente nelle rotazioni prima che un nuovo prestito possa diventare un’opzione per gennaio.

Inter, 23 milioni per riportare Stankovic a Milano

Il ritorno del centrocampista non è stato un semplice rientro alla base. Dopo averlo ceduto al Club Brugge nell’estate 2025, l’Inter ha esercitato il diritto di riacquisto fissato a 23 milioni di euro e lo ha legato al club fino al 30 giugno 2031.

La scelta è arrivata dopo una stagione di alto livello in Belgio. Con il Brugge il serbo ha disputato 55 partite in tutte le competizioni, segnando 9 gol e servendo 5 assist. In Champions League ha raccolto 14 presenze, 3 reti e 2 assist, contribuendo anche alla conquista del titolo belga.

Stankovic è così tornato a Milano con una dimensione diversa rispetto a quella con cui aveva lasciato l’Inter: non più soltanto un prodotto del settore giovanile, ma un centrocampista reduce da una stagione completa tra campionato e Champions League.

Da protagonista in Belgio a 15 minuti con l’Inter

L’inizio della stagione ha però raccontato una realtà molto diversa.

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Stankovic ha debuttato ufficialmente con la prima squadra nerazzurra il 22 agosto, entrando all’83’ al posto di Piotr Zielinski nella vittoria per 4-1 contro il Monza a San Siro. Successivamente ha trovato un altro breve spazio contro l’Udinese.

Il bilancio dopo sei partite è di appena 15 minuti complessivi. Tra i giocatori di movimento a disposizione di Chivu è quello con il minutaggio più basso: Henrikh Mkhitaryan, che lo precede nella graduatoria dei meno utilizzati, è già a quota 69.

È soprattutto il confronto con la stagione precedente a rendere significativo il dato. Al Club Brugge il classe 2005 giocava con continuità anche in Champions League; all’Inter deve invece conquistarsi spazio all’interno di una mediana con una concorrenza decisamente maggiore.

Jones aumenta la concorrenza a centrocampo

L’arrivo di Curtis Jones ha aggiunto un’altra soluzione alle rotazioni di Chivu. In mezzo al campo i nerazzurri possono contare anche su Hakan Calhanoglu, Nicolò Barella, Petar Sucic, Piotr Zielinski e Henrikh Mkhitaryan.

Per Stankovic la strada verso un minutaggio regolare è quindi più stretta rispetto a quella avuta in Belgio. Il serbo può agire davanti alla difesa e occupare altre posizioni della mediana, ma deve guadagnarsi spazio in un reparto profondo.

Chivu, inoltre, conosce bene il giocatore per averlo già allenato nella Primavera nerazzurra. In estate l’Inter ha scelto di trattenerlo anche davanti a una proposta da circa 40 milioni di euro del Brentford, confermando quanto il club consideri importante il suo percorso.

Le prossime settimane possono cambiare le gerarchie

Il minutaggio iniziale non chiude però il discorso. Con l’aumento degli impegni tra Serie A e Champions League, Chivu dovrà allargare le rotazioni e Stankovic avrà nuove possibilità per conquistare spazio.

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È questo il passaggio decisivo della sua stagione. Se inizierà a essere utilizzato con maggiore continuità, i 15 minuti delle prime sei partite resteranno soltanto la fotografia di un avvio complicato. Se invece il suo impiego resterà marginale anche durante il periodo più intenso del calendario, la questione del futuro tornerà inevitabilmente d’attualità.

Per un centrocampista reduce da 55 presenze con il Club Brugge la continuità resta fondamentale. E l’Inter dovrà trovare il punto di equilibrio tra la necessità di avere alternative in una rosa impegnata su più competizioni e quella di non interrompere la crescita di un giocatore sul quale ha investito 23 milioni.

Gennaio dipende soprattutto dai prossimi mesi

Un nuovo prestito può quindi diventare una soluzione per la finestra invernale, ma soltanto se la situazione resterà invariata.

L’Inter non ha programmato l’uscita di Stankovic: il centrocampista è tornato per giocarsi le proprie possibilità con Chivu e il club ha respinto offerte importanti durante l’estate. Gennaio entrerà realmente nel discorso soltanto se, arrivati a dicembre, il serbo continuerà a trovare poco spazio.

Il punto, oggi, è molto più semplice: Stankovic deve trasformare i 15 minuti iniziali in un ruolo più stabile nell’Inter. Le prossime settimane diranno se riuscirà a farlo o se a gennaio il prestito tornerà davvero sul tavolo.

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Valentín Carboni, l’Inter paga i minuti: la logica dietro il prestito

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Valentín Carboni, l'Inter paga i minuti: la logica dietro il prestito

Il Racing può incassare 200mila dollari ogni quattro presenze valide dell’argentino. I nerazzurri finanziano la continuità di un giocatore che resta interamente di loro proprietà.

Valentín Carboni, l'Inter paga i minuti: la logica dietro il prestito-2

VALENTIN CARBONI DEL RACING CLUB CONTENDE IL PALLONE A IGNACIO PAIS DEL BANFIELD (FOTO DI RODRIGO VALLE/GETTY IMAGES)

Il prestito di Valentín Carboni al Racing segue una logica quasi opposta a quella tradizionale: invece di incassare per la cessione temporanea, l’Inter paga quando il proprio giocatore accumula minuti. Il club argentino può ricevere 200mila dollari ogni quattro partite in cui il classe 2005 resta in campo almeno 20 minuti, mentre non dispone di alcun diritto di riscatto sul cartellino.

Dietro questa formula c’è una strategia precisa. I nerazzurri finanziano minutaggio, recupero competitivo e sviluppo di un calciatore sotto contratto fino al 2029. Il denaro va al Racing, ma la crescita sportiva di Carboni resta patrimonio dell’Inter.

Come funziona il bonus da 200mila dollari

Carboni è arrivato al Racing l’8 gennaio 2026, dopo il rientro anticipato dal prestito al Genoa. L’accordo iniziale con l’Inter prevedeva una permanenza ad Avellaneda fino al 31 dicembre 2026, senza costo per il prestito e senza opzione di acquisto.

La particolarità riguarda il cosiddetto derecho de vidriera.

Per ogni blocco di quattro partite da almeno 20 minuti, il club argentino riceve dai nerazzurri 200mila dollari. Le gare non devono necessariamente essere consecutive.

Il primo pagamento è già maturato. Carboni aveva raggiunto la quarta presenza valida il 14 febbraio contro il Banfield, dopo aver accumulato minuti anche contro Gimnasia, Rosario Central e Tigre.

Contro l’Argentinos Juniors, invece, era rimasto in campo soltanto un minuto, insufficiente per far avanzare il conteggio.

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L’accordo si allunga fino al 2027

Racing e Inter hanno definito il prolungamento del prestito fino alla fine del 2027, mantenendo il meccanismo economico legato al minutaggio.

Con il precedente termine fissato a dicembre 2026, Carboni sarebbe rientrato formalmente a Milano quasi in coincidenza con la fase finale della riabilitazione. La nuova durata gli permette invece di restare nello stesso ambiente durante il passaggio più delicato: dal recupero medico al ritorno stabile nelle partite.

Cosa compra davvero l’Inter

I nerazzurri pagano soltanto quando Carboni raggiunge una determinata soglia di utilizzo. L’Inter sta quindi investendo direttamente sui minuti di un proprio giocatore.

Il primo vantaggio è la continuità.

In una rosa costruita per competere ai vertici della Serie A e in Europa, garantire al classe 2005 una lunga sequenza di partite sarebbe più complicato. Al Racing può invece ritrovare progressivamente spazio senza occupare un posto nelle rotazioni nerazzurre.

Il secondo vantaggio riguarda lo sviluppo. Partite, ritmo e responsabilità permettono a Carboni di accumulare esperienza competitiva e all’Inter di seguirne la crescita attraverso un campione di minuti molto più significativo.

Il terzo riguarda il valore del cartellino. Più continuità e rendimento aumentano le opzioni a disposizione dei nerazzurri, sia sul piano tecnico sia sul mercato. Il club sostiene il percorso di crescita senza cedere alcun diritto sul giocatore.

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L’infortunio ha reso i minuti ancora più importanti

Prima dello stop Carboni aveva disputato cinque partite per complessivi 204 minuti con il Racing.

A fine febbraio, durante un allenamento, ha riportato la rottura completa del legamento crociato anteriore del ginocchio destro e una lesione parziale del collaterale esterno.

L’argentino ha scelto di operarsi e svolgere la riabilitazione in Argentina, rimanendo all’interno dell’ambiente Racing.

Dopo un infortunio di questa gravità il recupero non termina con il ritorno agli allenamenti. Carboni deve ritrovare ritmo gara, intensità e continuità attraverso le partite.

Il prolungamento fino al 2027 evita un altro cambio di ambiente proprio durante questa fase e permette al club argentino di accompagnarlo dal recupero fisico al pieno ritorno all’attività agonistica.

Racing guadagna, il cartellino resta all’Inter

Il punto che completa la logica dell’operazione è l’assenza di un diritto di riscatto.

Il Racing riceve un bonus quando Carboni raggiunge le soglie di minutaggio previste, ma non dispone di una cifra prestabilita per acquistarlo definitivamente.

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Il giocatore resta legato all’Inter fino al 30 giugno 2029.

Questo lascia ai nerazzurri il controllo sul passo successivo. Al termine dell’esperienza argentina l’Inter avrà un Carboni con un percorso di recupero completato e nuovi minuti alle spalle, potendo decidere se inserirlo nel progetto tecnico oppure utilizzare il suo valore sul mercato.

L’Inter paga per trasformare i minuti in valore

I 200mila dollari non sono semplicemente il costo di un prestito insolito.

Sono un incentivo costruito attorno all’obiettivo principale dell’operazione: far giocare Carboni.

Il Racing ha un motivo sportivo ed economico per concedergli spazio, il giocatore può ricostruire continuità dopo il lungo stop e l’Inter sviluppa un talento che continua a essere di sua proprietà.

È questa la logica del prestito “al contrario”: l’Inter paga il Racing per i minuti di Carboni, perché quei minuti servono a far crescere un patrimonio che resta nerazzurro.

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