Calciomercato
Chi ha speso di più a Gennaio? Ligue 1 in testa, la Serie A…
Il calciomercato di Gennaio si è concluso da poco in tutta Europa. Vediamo i bilanci dei cinque principali campionati europei.
A bocce ferme si sarebbe fatta molto fatica a dire che la Ligue 1 sarebbe stata il campionato che avrebbe speso di più durante il calciomercato di Gennaio.
La Bundesliga, invece, è stato quello in cui si è speso meno. Della Premier League ne ho parlato approfonditamente in un articolo a parte che ti consiglio di recuperare. Di seguito, la classifica dei TOP 5 Campionati Europei.
• Ligue 1: 198 milioni spesi.
• Premier League: 121 milioni spesi.
• Serie A: 107 milioni spesi.
• Liga: 94 milioni spesi.
• Bundesliga: 86 milioni spesi.
Ligue 1 regina del calciomercato invernale, ma il PSG non c’entra…
Non sorprende che, dopo gli oltre 300 milioni di euro spesi in estate, il PSG ne abbia spesi altri 40 a Gennaio. A sorprendere è il fatto che i parigini non siano in cima alla classifica degli “spendaccioni” della Ligue 1. Quello è un alloro che spetta al Lione, che ha speso quasi 60 milioni di euro (che potrebbero superare quota 80 la prossima estate fra riscatti e bonus) per cinque giocatori.
La campagna acquisti dei Les Gones è stata sublimata al fotofinish dall’ok arrivato dalla FIFA per il transfer di Benrahma, che diventa ufficialmente il quinto colpo invernale dei lionesi dopo Mangala, Matic, Fofana e Orban.
Chiude il podio il Rennes (poco più di 26 milioni spesi) mentre al quarto posto troviamo il Marsiglia di Gattuso con 22 milioni. L’unica altra squadra ad aver speso almeno dieci milioni è il Nizza di Farioli, mentre troviamo ben 5 squadre con uno zero alla voce uscite. Il Lens. Il Metz. Il Clermont. Il Brest e il Le Havre.
Serie A, Bologna e Napoli capofila. Il Verona è il Re delle uscite…
La squadra italiana ad aver speso di più in questo calciomercato di Gennaio è il Napoli con 21 milioni. Tuttavia, i partenopei hanno un rapporto fra entrate e uscite in attivo di 3 milioni grazie alla cessione di Elmas all’RB Leipzig.
Il Bologna, invece, ha speso circa 17 milioni senza far registrare uscite. L’unica altra squadra italiana ad aver investito più di 10 milioni di euro sul mercato è il Genoa, che però era forte della cessione di Dragusin al Tottenham.
La partenza del romeno ex-Juventus, direzione Londra, rende il Grifone anche la seconda squadra ad aver incassato di più a Gennaio. 25 milioni, un milione in più di quanto ha incassato il Napoli dalla cessione di Elmas. Da questo punto di vista è inarrivabile il Verona, che dalle cessioni ha incassato più di 45 milioni.
Un primato non particolarmente edificante per i tifosi scaligeri, anche perché la loro società ha reinvestito meno di 8 milioni sul mercato. Una cifra che li mette dietro anche alla Roma (poco più di 10 milioni), alla Juventus (9 milioni) e all’Atalanta: 8,5 milioni spesi per prendere il solo Hien proprio dal Verona.
Liga, Barcellona, Atletico Madrid e Betis fanno per tutte
Il Barcellona, nonostante la situazione economica che tutti conosciamo, è la squadra che ha speso di più anche in questo mercato di Gennaio. I blaugrana hanno portato a termine un solo acquisto, ovvero quello di Vitor Roque.
18enne attaccante brasiliano arrivato dall’Athletico Paranaense, che tra l’altro ha già segnato i suoi primi gol ufficiali in catalogna. Due di fila nelle ultime due giornate, nelle vittorie contro l’Osasuna e il Deportivo Alaves.
Anche il Betis si è dato il suo bel da fare, sopperendo alle inaspettate cessioni di Luiz Henrique al Botafogo e di Borja Iglesias al Bayer Leverkusen con gli arrivi di Pablo Fornals, Johnny Cardoso, Bakambu e Avila.
Chiude il podio l’Atletico Madrid, dove il solo Arthur Vermeeren fa 18 dei quasi 19 milioni spesi dai colchaneros. Nessun’altra squadra ha speso almeno 10 milioni di euro. Per trovare qualcuno da mettere a ridosso del podio bisogna scendere sino all’ultimo posto dell’Almeria, che ha acquistato Radovanovic per 6 milioni dopo aver ceduto Akieme per la stessa cifra al Reims.
Bundesliga, il Bayern è sempre davanti anche nel calciomercato
L’acquisto alla deadline di Sacha Boey dal Galatasaray, unito alla spesa per il prestito di Bryan Zaragozza dal Granada, rendono il Bayern Monaco la squadra che ha speso di più quest’inverno in Bundesliga. Due acquisti, per un totale di 34 milioni di euro, che rappresentano circa il 30% delle spese globali del campionato tedesco durante l’ultimo calciomercato.
La seconda squadra ad aver speso di più nella massima serie teutonica è l’RB Leipzig, che come detto ha speso 24 milioni per Elmas ma il macedone è anche l’unico acquisto invernale della squadra targata Red Bull.
Terzo posto, un po’ a sorpresa, per l’Eintracht Francoforte, che si è regalato un Gennaio con cinque colpi. Fra cui quello last-minute di Etikike, arrivato in prestito con obbligo di riscatto dal PSG. Quasi 15 milioni spesi da una squadra che si candida seriamente a essere una delle favorite principali per la vittoria della Conference League, dopo aver già vinto l’Europa League due anni fa.
Se si eccettua l’Union Berlino, che nel disperato tentativo di evitare una retrocessione che sarebbe clamorosa e che ha speso circa milioni di euro sul mercato, nessun’altra squadra tedesca ha fatto registrare uscite superiori ai cinque milioni di euro.
Ben nove squadre in Bundesliga non hanno speso nulla nel mercato di riparazione. Fra cui il Borussia Dortmund, che però con Maatsen e soprattutto con il ritorno di Sancho (entrambi in prestito secco sino a Giugno) aggiunge due giocatori molto interessanti al proprio rooster.
Calciomercato
Sampdoria, Gabbiadini resta una suggestione: la trattativa non c’è
Il nome di Manolo Gabbiadini è tornato a circolare per la Sampdoria nel mercato degli svincolati: al 17 settembre, però, non risultano trattative in corso.

MANOLO GABBIADINI DELLA SAMPDORIA ESULTA DOPO AVER SEGNATO DURANTE LA PARTITA DI SERIE A CONTRO IL SASSUOLO ALLO STADIO LUIGI FERRARIS (FOTO DI SIMONE ARVEDA/GETTY IMAGES)
Da dove nasce la suggestione Gabbiadini
Il nome dell’ex attaccante blucerchiato è riemerso nei primi giorni di settembre, subito dopo la chiusura della sessione ordinaria di mercato. Si è parlato di un possibile sondaggio, senza però che la pista sfociasse in una trattativa confermata.
Il legame con Genova alimenta l’interesse attorno all’ipotesi. Gabbiadini, 34 anni, ha vissuto due periodi alla Sampdoria, per un totale di 176 presenze e 52 gol con la maglia blucerchiata.
Dopo l’esperienza all’Al-Nasr, chiusa alla fine del 2025, l’attaccante è svincolato dal gennaio 2026. Le sue ultime presenze ufficiali risalgono all’agosto 2025, un dato che peserebbe sulla valutazione della condizione atletica in un eventuale nuovo progetto.
L’arrivo di Karamoh cambia lo scenario
Lo scenario è cambiato il 5 settembre, quando la Sampdoria ha ufficializzato l’ingaggio di Yann Karamoh. L’attaccante francese ha firmato fino al 30 giugno 2027, con un’opzione condizionata fino al 2028.
Karamoh può agire da esterno offensivo o da seconda punta e ha già esordito con la nuova maglia. Il 13 settembre, nella sconfitta per 2-0 sul campo del Mantova, è entrato nella ripresa al posto di Liam Henderson.
È il dettaglio che separa la situazione attuale dalle prime indiscrezioni su Gabbiadini: la dirigenza ha già usato il mercato degli svincolati per un innesto in attacco. Questo non esclude altre operazioni in assoluto, ma al momento non risultano offerte, accordi o negoziati confermati con Gabbiadini.
Sampdoria ultima in Serie B: l’attacco resta sotto osservazione
Il tema pesa anche sulla situazione di classifica. Dopo quattro giornate la Sampdoria è ultima in Serie B con un punto, frutto di un pareggio e tre sconfitte, con un bilancio di 3 gol segnati e 8 subiti.
L’ultimo ko è arrivato proprio a Mantova: Tobias Lauritsen ha fallito un rigore nella ripresa e i blucerchiati hanno perso 2-0. Nel post-partita Bernardo Corradi non ha nascosto l’insoddisfazione: «Bisogna cambiare atteggiamento». Il tecnico ha indicato come fondamentale la prossima sfida contro il Catanzaro.
La gara è in programma sabato 19 settembre alle 17:15 al Luigi Ferraris. Con una squadra ancora a secco di vittorie, è naturale che anche il reparto offensivo finisca sotto la lente. Tuttavia i numeri raccontano un problema più ampio: otto reti subite in quattro partite non riguardano soltanto la fase realizzativa.
Gabbiadini-Sampdoria, suggestione sì, trattativa no
Al 17 settembre il quadro resta abbastanza definito. Gabbiadini è svincolato, il suo nome è stato accostato alla Sampdoria e il rapporto con l’ambiente blucerchiato rende credibile l’interesse mediatico attorno a un possibile terzo capitolo.
Manca però il passaggio decisivo: una trattativa verificabile. Non risultano comunicazioni ufficiali su un’offerta, un accordo con il giocatore o un’operazione in fase avanzata, mentre il fatto concreto delle ultime settimane resta l’ingaggio di Karamoh.
Per questo, oggi, parlare di suggestione Gabbiadini è corretto: presentarlo come un giocatore vicino al ritorno andrebbe oltre quanto i fatti disponibili consentono di affermare. La situazione resta da monitorare.
Calciomercato
Lecce, Tiago Gabriel firma fino al 2030: la strategia ora è completa
Il difensore portoghese ha firmato fino al 2030. Dopo aver respinto le offerte estive e trovato l’accordo con l’entourage, il Lecce completa la strategia costruita sul suo futuro.

TIAGO GABRIEL DELL’US LECCE IN AZIONE (FOTO DI MAURIZIO LAGANA/GETTY IMAGES)
Il Lecce ha trasformato il piano in una firma. Tiago Gabriel ha sottoscritto il nuovo contratto fino al 30 giugno 2030, completando una strategia iniziata durante il mercato estivo: prima il no alle offerte da circa 20 milioni, poi l’intesa con il suo entourage, infine il prolungamento.
Come raccontato ieri su CalcioStyle, il rinnovo valeva più dei 20 milioni rifiutati in estate proprio perché serviva a proteggere uno dei principali patrimoni della rosa. Oggi quel passaggio è diventato concreto.
Dal mercato alla firma
Durante l’estate Tiago Gabriel è stato uno dei nomi più discussi in uscita dal Lecce.
Il Benfica aveva presentato una proposta intorno ai 20 milioni di euro, mentre anche il Milan si era spinto su cifre simili. Il club salentino è rimasto fermo su una valutazione superiore e ha scelto di non cedere il centrale portoghese.
Stefano Trinchera aveva spiegato la linea della società: «Non c’erano le condizioni per fare un’operazione vantaggiosa per il Lecce».
Archiviato il mercato, il club ha lavorato con l’entourage del giocatore. Il 15 settembre lo stesso Trinchera aveva già confermato che l’accordo era stato raggiunto.
Cosa cambia con il 2030
Il nuovo contratto rafforza soprattutto il controllo dei giallorossi sul futuro del difensore.
Il precedente accordo arrivava fino al 2027, con un’opzione per altre due stagioni. Con la nuova scadenza fissata direttamente al 2030, il Lecce riduce la pressione delle prossime finestre di mercato e può gestire eventuali nuove offerte senza fretta.
È questo il vero passo avanti rispetto a ieri: il club non sta più lavorando per proteggere Tiago Gabriel. Lo ha fatto.
Il campo ha già dato una risposta
Anche il rendimento ha dato peso alla scelta.
Il portoghese ha segnato due gol nelle prime quattro giornate di Serie A, contro Venezia e Monza, confermandosi uno degli uomini centrali della difesa di Eusebio Di Francesco.
Dopo la vittoria sul Monza, il difensore ha ribadito pubblicamente la propria soddisfazione:
«Sono troppo contento di essere ancora al Lecce».
Un messaggio coerente con quanto accaduto sul mercato e con il nuovo accordo.
Dal no alle offerte al 2030
Il rinnovo chiude quindi una sequenza precisa.
Il Lecce ha ricevuto interesse dall’Italia e dall’estero, ha rifiutato cifre vicine ai 20 milioni e ha deciso di continuare a valorizzare Tiago Gabriel.
Ora la firma fino al 2030 completa il piano: trattenere il giocatore, allungare il controllo contrattuale e presentarsi alle prossime finestre di mercato da una posizione più forte.
Il Lecce ha scelto di non monetizzare subito uno dei suoi patrimoni. Con il nuovo contratto, quella scelta è diventata una strategia completa.
Calciomercato
Roma-Darmian, si può tesserare ma non giocare la League Phase
La Roma valuta Matteo Darmian: il difensore è svincolato dopo l’addio all’Inter, ma per la prima fase di Champions League il regolamento UEFA chiude ogni margine.

MATTEO DARMIAN DELL’INTER IN AZIONE (FOTO DI MATTIA PISTOIA – INTER/INTER VIA GETTY IMAGES)
Il classe ’36 ha lasciato l’Inter a scadenza di contratto e resta sul mercato dei parametri zero. Sul piano sportivo la questione è definita, su quello regolamentare molto meno: Darmian potrebbe firmare per il club giallorosso, ma non sarebbe comunque a disposizione nelle prossime sette partite della League Phase.
Al momento non risultano un’intesa raggiunta né visite mediche fissate. La pista, per ora, resta un’ipotesi di mercato da verificare nei prossimi giorni.
Perché la Roma può ancora tesserare Darmian
Il contratto tra Darmian e l’Inter si è chiuso il 30 giugno 2026, e questo dettaglio apre uno spiraglio operativo alla dirigenza giallorossa. Le disposizioni FIGC per la stagione 2026/27 permettono infatti ai club di tesserare fino al 31 marzo 2027 i calciatori il cui rapporto precedente sia terminato entro quella data.
Darmian rientra quindi pienamente nella casistica, e un’eventuale firma non richiederebbe la riapertura della finestra di gennaio. Il momento, peraltro, non è casuale: pochi giorni fa, il 14 settembre, Anass Salah-Eddine ha lasciato la Roma in prestito con diritto di riscatto verso il Panathinaikos, dopo tre presenze in giallorosso.
Il nodo Champions: la Lista A è già chiusa
Il discorso cambia radicalmente in Europa. La Roma ha depositato la propria Lista A per la League Phase entro la scadenza delle 23:59 del 2 settembre 2026, e Darmian – all’epoca fuori rosa – non ne fa parte.
Il regolamento UEFA è netto sul punto: i trasferimenti perfezionati dopo il 2 settembre non sono eleggibili per la League Phase. Anche con una firma immediata, dunque, il difensore potrebbe scendere in campo nelle competizioni italiane ma resterebbe escluso dalle restanti sette gare della prima fase europea, con Real Madrid, Slovan Bratislava, Manchester United, Paris Saint-Germain, Sporting CP, AEK Atene e Lille ancora in calendario dopo l’1-1 d’esordio contro il Fenerbahce.
Uno spiraglio UEFA, ma solo a fase conclusa
L’esclusione non riguarderebbe necessariamente l’intera Champions League 2026/27. Se la Roma dovesse qualificarsi agli ottavi, il regolamento UEFA consente infatti di registrare fino a tre nuovi giocatori dopo la conclusione della League Phase, entro il termine delle 23:59 del 4 febbraio 2027.
Darmian potrebbe quindi entrare in lista in un secondo momento, qualora nel frattempo avesse già firmato e la Roma decidesse di riservargli uno dei tre slot disponibili. Nell’immediato, però, il difensore rappresenterebbe soprattutto un’opzione per le rotazioni in campionato, non un rinforzo spendibile su tutti i fronti in contemporanea.
Esperienza e duttilità, ma minutaggio in calo
Darmian chiude la sua parentesi nerazzurra dopo sei stagioni, 218 presenze, 13 gol e 13 assist, con nove trofei conquistati: tre Scudetti, tre Coppe Italia e tre Supercoppe Italiane. La duttilità resta il suo tratto distintivo, avendo giocato da esterno destro e sinistro, da braccetto nella difesa a tre e anche da centrale.
C’è però un dato recente che pesa nella valutazione: nella Serie A 2025/26 ha totalizzato appena 6 presenze per 267 minuti complessivi, senza gol né assist. Sul mercato degli svincolati aveva speso parole caute anche Gian Piero Gasperini, il 4 settembre: «Sul mercato degli svincolati credo che sia difficile, non so quali possono essere le possibilità, ma non ci conterei molto».
Il condizionale resta d’obbligo finché non arrivano passi concreti: la Roma può muoversi su Darmian anche nelle prossime settimane, ma fino alla fine della League Phase il suo eventuale contributo resterebbe circoscritto al fronte italiano.
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