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Bologna, Italiano: “Dobbiamo essere gli stessi in casa e fuori. La fascia una responsabilità. Sul Verona…”

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Bologna

 Il tecnico del Bologna, Vincenzo Italiano, ha parlato ai microfoni in conferenza stampa pre partita per presentare la sfida contro l’Hellas Verona.

L’allenatore del Bologna, Vincenzo Italiano, ha presentato in conferenza stampa la sfida tra il Bologna e l’Hellas Verona, in programma Domenica 9 Marzo alle ore 12:30 allo stadio Bentegodi di Verona.

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L’URLO DI VINCENZO ITALIANO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Bologna, le parole di Italiano

In seguito le parole del tecnico:

Prestazioni fuori casa

“Nell’ultimo periodo abbiamo alternato grandi prestazioni al Dall’Ara a prestazioni non esaltanti fuori. Ci serve molta più attenzione, molta più personalità, per mostrare in 90 minuti quello che sappiamo fare, portandoci sempre dietro la nostra mentalità. Dobbiamo essere sempre gli stessi in casa e fuori, è questo che fa la differenza in una squadra di calcio. La nostra crescita passa anche dalla capacità di migliorarci lontano dal Dall’Ara dove stiamo dimostrando di avere una marcia in più. Ne abbiamo discusso, e abbiamo visto anche qualche situazione. Domani ci aspetta una partita tosta contro una squadra che ha ritrovato entusiasmo, che si esprime bene… Domani per noi sarà dura”.

Sull’essere trattati da big

“Bisogna sapersi adattare a tutto quello che ti propone l’avversario. Le ultime tre partite fuori casa sono state differenti, a Empoli e a Lecce siamo stati troppo lenti mentre a Parma siamo mancanti nell’ultimo passaggio. Domani credo che sarà diversa da tutte e tre queste partite: il Verona ha grande ritmo, gioca tanto sulle seconde palle e cerca gli attaccanti. Abbiamo cercato di analizzare l’Hellas a fondo, partendo anche dalla partita di andata in cui degli errori non ci hanno permesso di chiudere il primo tempo in vantaggio e dove l’ingenuità di Pobega aveva complicato la partita. Gli episodi non si possono allenare, ma la mentalità si”.

Sul Verona

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“Nelle ultime due partite il Verona ha giocato con Fiorentina e Juventus, e sono state partite differenti. Loro giocano per un obiettivo importantissimo e credo che in casa terranno un atteggiamento diverso da quello che si è visto a Torino. Credo che attaccheranno con tanti uomini, in un ambiente molto caldo che li trascinerà”.

Partita alle 12:30

“Con lo staff e con i ragazzi abbiamo parlato anche di questo ma allenandosi sempre al mattino sono abituati a quell’orario. Cambia poco. E’ la prima volta quest0anno e dobbiamo cercare di metterci in testa in fretta che scesi dal letto si va allo stadio per disputare una partita importante”.

Su Holm e Pedrola

Per quanto riguarda Holm e Pedrola sono rientrati Holm ieri mentre Pedrola a inizio settimana. Piano piano inizieranno a stare bene anche loro. Purtroppo quest’anno abbiamo perso alcuni elementi nel loro migliore momento, vedi Orsolini, Holm, Ferguson e Odgaard. Holm tornerà a regime, così come Pedrola un ragazzo che è arrivato qui con grande entusiasmo e uno spirito che mi piace tantissimo. Arrivano però entrambi da infortuni fastidiosi”.

Su Odgaard

“Questa settimana gli ha permesso di aggiungere condizione. Prima di Cagliari non era ancora al 100%, mentre questa settimana ha spinto tanto ed è cresciuto di condizione. Posso dire che lo abbiamo recuperato. In quella zona di campo lui sa muoversi, sa smarcarsi, ha questi stop orientati che permettono di muovere il gioco sugli esterni… in quella zona è tanta roba per noi. Vedremo domani, ma se non è dall’inizio ci darà una mano a partita in corso”.

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Emozione per il Bentegodi

“Ne parlavo anche prima con i ragazzi. Verona per me è stato tutto in termini calcistici: sono arrivato da ragazzino in Primavera, poi la prima squadra, tante emozioni e qualche delusione. Sono state 260 partite una più bella dell’altra. E’ sempre bello entrare al Bentegodi: è stata casa mia per 14 anni, considerando anche la parentesi al Chievo“.

Sul capitano

“Credo che sia una responsabilità bella, non pesante, ma bisogna essere una guida, un esempio per tutti, non mollare mai… E’ una grande responsabilità per chiunque indossi la fascia del Bologna”.

Sul vice-Freuler

“Mi porto ancora qualche dubbio. Avete visto tutti che giocatore è, che pedina è”.

Sul parco esterni

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“Sono contento di averli tutti a disposizione. Sono felice di come abbiamo gestito Orso contro il Milan, perché contro il Cagliari questa scelta ha pagato. Cambiaghi sta dimostrando il suo valore, è uno che sprinta tanto ed è un elemento importante per noi. Poi ci sono Ndoye e Dominguez che stanno bene e stanno facendo tante cose… Bene così, quando stanno tutti bene i problemi sono miei”.

Importanza del match

“E’ sicuramente una partita importante. Ci sono ancora 33 punti a disposizione. Il match di domani va affrontato come una gara che può darci continuità dopo le due vittoria. E’ sicuramente un’occasione per dimostrare che ci siamo, su un banco difficile”.

Come gestire la situazione con gli infortuni

“Odgaard nel momento in cui Dallinga dovesse non farcela, ma al momento abbiamo trovato la strada per gestirlo, è l’unico che può fare il centravanti. In qualche situazione di emergenza potrebbe farlo, ma in questo momento abbiamo Santi che ha fatto due o tre partite di alto livello nell’ultimo periodo. Con Dallinga abbiamo parlato e abbiamo capito insieme come gestire la situazione da qui alla fine”.

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Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso

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Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso

Un punto in quattro giornate ha portato al cambio in panchina. Il nuovo tecnico firmerà fino al 2028, ma il suo nome era nei piani di Sartori già da tempo.

Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso-2

DOMENICO TEDESCO, ALLENATORE DEL BOLOGNA FC, DELUSO DOPO UN CARTELLINO ROSSO (FOTO DI FABIO PATAMIA/GETTY IMAGES)

Le ore di riflessione a Casteldebole hanno portato alla svolta: dopo un punto raccolto nelle prime quattro giornate, il Bologna ha deciso di cambiare guida tecnica e ripartire da Raffaele Palladino al posto di Domenico Tedesco. Una scelta maturata rapidamente nelle ultime ore, ma non improvvisata, perché Palladino era da tempo uno dei principali obiettivi di Giovanni Sartori.

Il quadro è cambiato nel giro di ventiquattro ore. Il 15 settembre Tedesco aveva incontrato i vertici rossoblù per analizzare l’avvio senza vittorie; oggi il club ha scelto una nuova direzione affidandosi a un allenatore già seguito in passato dalla propria area tecnica.

Un punto in quattro giornate cambia lo scenario

I numeri spiegano la svolta. Dopo quattro turni il Bologna è 16° con un punto, senza vittorie e con appena due gol segnati.

I rossoblù hanno perso 1-0 contro Lazio, Atalanta e Napoli, raccogliendo l’unico punto nel 2-2 con il Sassuolo. Proprio contro i neroverdi sono arrivate le sole reti stagionali, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.

Il cambio arriva inoltre appena dodici giorni dopo le parole dell’amministratore delegato Claudio Fenucci. Il 4 settembre, parlando del nuovo corso, aveva spiegato: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà».

Tedesco era arrivato soltanto il 2 giugno 2026, firmando fino al 2028 con opzione per un’altra stagione. L’avvio da un punto in quattro partite ha però cambiato rapidamente lo scenario costruito durante l’estate.

Palladino, la scelta del Bologna non nasce oggi

Se la decisione su Tedesco è maturata nelle ultime ore, il nome di Palladino ha radici molto più lontane.

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Sartori aveva già individuato nell’ex tecnico di Monza e Fiorentina un profilo adatto al Bologna due anni fa, nel momento della ricerca del successore di Thiago Motta. Il suo nome è tornato poi nelle valutazioni della dirigenza anche durante l’ultima estate.

Il club ha quindi cambiato allenatore in poche ore, ma non ha scelto il sostituto in poche ore. Palladino era un obiettivo già conosciuto e studiato da Sartori, circostanza che ha permesso ai rossoblù di accelerare una volta presa la decisione di interrompere il percorso con Tedesco.

Nelle valutazioni per la panchina c’era anche Igor Tudor, considerato il piano alternativo. La priorità di Sartori è rimasta però Palladino, fino all’intesa raggiunta per aprire il nuovo ciclo.

Bologna-Palladino, 2 milioni a stagione e contratto fino al 2028

Anche la struttura dell’accordo chiarisce la prospettiva scelta dal club. Palladino guadagnerà 2 milioni di euro a stagione e firmerà un contratto fino al 2028, con un’opzione per prolungare il rapporto fino al 2029.

La clausola è legata ai risultati: l’opzione per il 2029 scatterà in caso di qualificazione del Bologna alle competizioni europee.

Non si tratta quindi di una soluzione pensata soltanto per gestire l’attuale momento di difficoltà. La durata dell’accordo lega il tecnico a un progetto pluriennale, con l’Europa inserita direttamente tra le condizioni che possono prolungare il rapporto.

Prima di iniziare la nuova esperienza, Palladino ha definito anche la separazione dal precedente contratto con l’Atalanta.

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Dal progetto Tedesco al primo esame di Palladino

Il calendario non concede molto tempo al nuovo allenatore. Il prossimo appuntamento è Bologna-Torino, in programma sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara.

Palladino prende una squadra ancora senza vittorie, con un punto e due reti segnate dopo quattro giornate. Il suo primo compito sarà quindi interrompere subito un avvio che ha convinto il club a cambiare una scelta compiuta appena tre mesi fa.

Ieri a Casteldebole il futuro di Tedesco era ancora al centro delle valutazioni. Oggi la risposta è arrivata: il Bologna riparte da Palladino, il tecnico che Sartori aveva già cercato in passato e sul quale ha deciso di costruire il nuovo corso.

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Bologna, Tedesco in bilico: le ore che cambiano lo scenario a Casteldebole

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Domenico Tedesco

Il futuro di Domenico Tedesco sulla panchina del Bologna si è complicato nel giro di poche ore: alla fiducia filtrata in mattinata è seguita, nel pomeriggio, una serie di valutazioni interne sulla sua posizione. Nessun esonero, però, è stato ufficializzato.

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DOMENICO TEDESCO, CT DEL BELGIO, DURANTE LA PARTITA DI UEFA NATIONS LEAGUE TRA ITALIA E BELGIO (FOTO DI EMMANUELE CIANCAGLINI/GETTY IMAGES)

Bologna-Tedesco, cosa cambia nel giro di poche ore

La mattinata del 15 settembre si è aperta con il confronto previsto a Casteldebole tra il tecnico e i vertici rossoblù. Sul tavolo l’avvio negativo in campionato e, soprattutto, la prestazione offerta nella sconfitta contro il Napoli.

Le prime indiscrezioni descrivevano ancora una società intenzionata ad analizzare la crisi insieme al proprio allenatore, senza mettere subito in discussione la panchina. Nel corso del pomeriggio, tuttavia, lo scenario è diventato più delicato: sarebbero emerse valutazioni sulla posizione di Tedesco all’interno del club.

Il condizionale resta d’obbligo su questo punto. Il tecnico non è stato esonerato e, al momento della pubblicazione, non esiste un comunicato ufficiale del Bologna che annunci una separazione.

Un punto in quattro giornate: i numeri della crisi rossoblù

A spiegare l’aumento della pressione è soprattutto la classifica. Dopo quattro giornate di Serie A 2026/27, il Bologna occupa il 16° posto con un punto, senza vittorie e con appena 2 gol segnati.

Il percorso è netto: 0-1 contro la Lazio, 0-1 con l’Atalanta, 2-2 contro il Sassuolo e 0-1 a Napoli. Tre sconfitte di misura, ma anche tre gare chiuse senza segnare.

Il dato offensivo resta il più evidente. Le uniche reti rossoblù sono arrivate nel pareggio con il Sassuolo, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.

Dopo il ko del Maradona, anche il vice allenatore Andrea Tarozzi ha riconosciuto il problema: «Abbiamo creato troppo poco, anche rispetto alle nostre ultime partite».

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Le parole di Fenucci, undici giorni prima

Il possibile cambio di scenario pesa ancora di più alla luce di quanto dichiarato dal club a inizio settembre. Il 4 settembre l’amministratore delegato Claudio Fenucci aveva definito la stagione un anno di ricostruzione, indicando la top 10 come possibile traguardo e chiedendo pazienza per il nuovo corso.

Sul tecnico, in particolare, era stato chiaro: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà». Tedesco, del resto, è arrivato a Bologna soltanto il 2 giugno 2026, con un contratto fino al 30 giugno 2028 e opzione per un’ulteriore stagione.

Un eventuale cambio dopo quattro giornate rappresenterebbe quindi una svolta molto anticipata rispetto al progetto impostato appena tre mesi fa.

Il Torino sullo sfondo, ma prima la scelta su Tedesco

Il prossimo impegno di campionato sarà Bologna-Torino, sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara. Tedesco, sulla carta, deve ancora scontare la seconda delle due giornate di squalifica ricevute dopo l’espulsione contro il Sassuolo, sanzione accompagnata da un’ammenda di 5.000 euro.

Dopo quanto emerso il 15 settembre, però, il primo interrogativo non riguarda più soltanto la sua presenza fisica in panchina contro i granata. Il Bologna deve prima decidere se proseguire con l’allenatore a cui, undici giorni fa, aveva pubblicamente promesso tempo, oppure cambiare strada dopo un avvio da un punto in quattro giornate.

La posizione di Tedesco è ormai un tema concreto in casa rossoblù. L’esonero, invece, resta al momento un’ipotesi e non un fatto ufficiale.

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Como-Parma, le probabili: Kean dal 1′ dopo la Champions

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Fiorentina-Cagliari

Le probabili formazioni di Como-Parma. Fabregas applica il turnover con Kean e Rodriguez, Cuesta conferma la difesa a tre. 

Como-Parma

LA GRINTA DI CARLOS CUESTA CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Turnover Como, Fabregas ruota gli uomini dopo l’Europa

Archiviata la storiche e dispendiosa serata di Champions League, il Como si rituffa nel campionato con la necessità di gestire le energie psicofisiche dell’organico. Cesc Fabregas ha predisposto una serie di avvicendamenti in tutti i reparti per affrontare il Parma. In difesa, davanti all’estremo difensore Butez, Kempf si candida a far rifiatare Chalobah al fianco di Ramon, mentre le corsie esterne vedranno il probabile debutto dal primo minuto del giovane Kaiki a sinistra e l’impiego di Smolcic a destra.

In mediana si ricompone la cerniera composta da Perrone e Da Cunha per garantire equilibrio. Sulla trequarti, a supporto della punta centrale Moise Kean, agira il tridente formato da Jesus Rodriguez al posto di Diao, Nico Paz al centro e la conferma dell’ispirato Baturina sulla fascia sinistra.

Le scelte del Parma, Cuesta insiste sulla difesa a tre

Sul fronte opposto, il tecnico del Parma Carlos Cuesta appare orientato a proseguire con il modulo tattico a tre difensori. A protezione del portiere Corvi agirà la linea composta da Troilo al centro, affiancato da Delprato sul centro-destra e da Diego Carlos sul centro-sinistra, con quest’ultimo in vantaggio nel ballottaggio con Valenti.

La linea di centrocampo vedrà Britschgi e Valeri presidiare le corsie esterne, mentre la regia sarà affidata all’alternanza tra Keita e Ordonez, con Fabbian a garantire gli inserimenti offensivi. In attacco restano aperti i dubbi principali. Lo staff emiliano valuta l’impiego del tandem formato da Romero e Toure, pur mantenendo viva l’ipotesi di confermare dal primo minuto l’ottimo stato di forma di Lontani.

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