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Roma-Milan 3-1: Ranieri saluta l’Olimpico con una vittoria. Rossoneri fuori dall’Europa

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Roma

Roma-Milan, gara valida per il 37° turno di Serie A, è andata in scena allo Stadio Olimpico. La partita è terminata con la vittoria dei giallorossi per 3-1.

Arrivati agli ultimi 180 minuti dalla fine del campionato, Roma-Milan rappresentava uno snodo cruciale. Allo stadio Olimpico entrambe le squadre sono scese in campo con l’obiettivo di vincere. I giallorossi, oltre a festeggiare Claudio Ranieri all’ultima panchina in Serie A, dovevano tenere aperta la lotta la 4° posto. Rossoneri obbligati a vincere per cercare l’ingresso nelle coppe europee dopo la delusione per la finale persa di Coppa Italia con il Bologna.

La gara è terminata con la vittoria della Roma per 3-1. Successo firmato dalle reti di Gianluca Mancini, Leandro Paredes e Bryan Cristante. Non serve a nulla il gol del momentaneo 1-1 di Joao Felix, il primo in Serie A del portoghese. 3 punti che consentono ai giallorossi di scavalcare la Lazio al 5° posto in classifica utile per l’Europa League. Mentre la Juventus, grazie alla vittoria contro l’Udinese, mantiene un punto di vantaggio nei confronti dei giallorossi. Gli ultimi 90 minuti della stagione saranno decisivi per stabilire chi andrà in Champions LeagueClaudio Ranieri si congeda dal suo pubblico, alla 5ooesima panchina in Serie A, con un’importante successo.

Dall’altra parte, la stagione del Milan si conclude nel peggiore dei modi. Sempre all’Olimpico, 4 giorni dopo aver perso la finale di Coppa Italia,  i rossoneri abbandonano definitivamente le speranze di entrate in Europa. La vittoria della Fiorentina certifica l’assenza dei rossoneri dalle coppe europee nella prossima stagione. La formazione di Conceicao paga il  gol subito a freddo e l’ingenua espulsione di Santi Gimenez. Il messicano lascia i rossoneri con un uomo in meno per una gomitata rifilata ai danni di Mancini al 19′. I 10 uomini per quasi 70 minuti i rossoneri crollano nel secondo tempo.

Roma-Milan

LEANDRO PAREDES FA IL SEGNO OK ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Roma-Milan, Mancini e Joao Felix a segno

1° tempo

Le due squadre fanno il loro ingresso in campo mentre sugli spalti dell’Olimpico compare la coreografia della Curva Sud in onore di Claudio Ranieri, all’ultima gara sulla panchina in giallorossa. Galvanizzata dalla spinta dello stadio, la Roma si porta subito avanti con il gol di Gianluca Mancini da corner. È Soulé a presentarsi sulla bandierina e a disegnare l’assist per il numero 23 giallorosso. Il capitano della Roma prende il tempo a Tomori e di testa insacca per il gol dell’ 1-0.

Gli ospiti si dimostrano subito volenterosi a reagire al gol subito a freddo. Il Milan si fa vedere in zona offensiva al 13’. Pulisic con una grande serpentina si fa largo nella difesa giallorossa. L’americano serve Joao Felix per il tiro ma la sua conclusione è ribattuta da Mancini. Rossoneri che vanno vicino al gol con Jimenez al 16esimo minuto. Il tiro dello spagnolo termina di poco largo.

Episodio chiave della gara al minuto 20: il Milan resta in 10 uomini per il colpo di Santi Gimenez a Mancini. Nell’area di rigore giallorossa l’ex Feyenoord rifila una gomitata in petto al difensore italiano. L’arbitro Piccinini è richiamato a on field review dal Var per giudicare lo scontro. Dopo aver rivisto le immagini, Piccinini estrae il cartellino rosso per il messicano. Rossoneri che nonostante l’uomo in meno, non cambiano il piano tattico. Pulisic e Joao Felix restano i riferimenti offensivi.

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Il Milan trova il gol del momentaneo 1-1 con Joao Felix. L’uomo in più permette alla Roma di prendere il controllo del gioco gestendo il pallone. Mentre il Milan resta compatto cercando di sfruttare la velocità di Pulisic in contropiede. Dai piedi dell’americano nasce il gol dell’1-1 al 39’. Pulisic pesca Jimenez lanciato in profondità, sfruttando il mal posizionamento della difesa giallorossa. Lo spagnolo tira addosso a Svilar, ma sulla respinta arriva Joao Felix a spedire in porta il pallone per il gol dell’1-1. L’ex Chelsea trova la prima rete in Serie A. La seconda marcatura contro i giallorossi dopo quella trovata in Coppa Italia nel giorno dell’esordio con la maglia del Milan.

Nonostante il gol subito a freddo e  l’inferiorità numerica la squadra di Conceicao è riuscita a rimettersi in partita e a portare la gara in equilibrio all’intervallo.

2° tempo

Il secondo tempo riparte con gli stessi interpreti del primo tempo. Roma che prova ad essere più aggressiva già dalle prime battute. Nella prima fase della ripresa Saelemaekers sembra essere il più vivo in campo. Il belga prova a impensierire Maignan con il tiro a giro, pallone di poco alto. Manu Koné si guadagna un calcio di punizione sulla trequarti campo al 58’. Sarà il calcio piazzato con cui la Roma si riporterà in vantaggio con Leandro Paredes. L’argentino, nonostante la grande distanza, batte Maignan sul primo palo con una conclusione precisa. Il tiro di Paredes bacia il palo e termina alle spalle di Mike Maignan, colpevole di non aver posizionato correttamente la barriera.

Primi cambi per gli ospiti al 64′. Conceicao fa entrare Fofana, Leao e Jovic per Loftus Cheek, Jimenez e Joao Felix.
Ranieri risponde con i cambi al 77′. Il tecnico giallorosso sostituisce Paredes e Soulé, al loro posto dentro Rensch e Gourna Douath.
Al 81′ grande occasione per il 2-2. Mile Svilar con un grande intervento nega la gioia del gol a  Leao. Il portiere serbo chiude lo specchio al fantasista portoghese della porta in uscita.

Altri due cambi per la Roma al minuto 84. Ranieri manda in campo Baldanzi e El Shaarawy al posto di Shomurodov e Saelemakeres. Conceicao risponde mandando in campo Sottil per Gabbia per il forcing finale. I cambi portano il Milan a portarsi spesso a sbilanciarsi. I giallorossi sfruttano un contropiede per chiudere i conti al minuto 87′. Tiro cross Angelino che arriva sui piedi El Shaarawy: Maignan devia con il piede la conclusione del numero 92. Sul pallone vagante il primo ad arrivare è Cristante. Il centrocampista ha tutto il tempo di controllare e a scaricare la conclusione con il destro alle spalle di Maignan. E il gol del 3-1, che certifica la vittoria giallorossa.

Roma-Milan finisce 3-1.

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Serie A

Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso

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Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso

Un punto in quattro giornate ha portato al cambio in panchina. Il nuovo tecnico firmerà fino al 2028, ma il suo nome era nei piani di Sartori già da tempo.

Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso-2

DOMENICO TEDESCO, ALLENATORE DEL BOLOGNA FC, DELUSO DOPO UN CARTELLINO ROSSO (FOTO DI FABIO PATAMIA/GETTY IMAGES)

Le ore di riflessione a Casteldebole hanno portato alla svolta: dopo un punto raccolto nelle prime quattro giornate, il Bologna ha deciso di cambiare guida tecnica e ripartire da Raffaele Palladino al posto di Domenico Tedesco. Una scelta maturata rapidamente nelle ultime ore, ma non improvvisata, perché Palladino era da tempo uno dei principali obiettivi di Giovanni Sartori.

Il quadro è cambiato nel giro di ventiquattro ore. Il 15 settembre Tedesco aveva incontrato i vertici rossoblù per analizzare l’avvio senza vittorie; oggi il club ha scelto una nuova direzione affidandosi a un allenatore già seguito in passato dalla propria area tecnica.

Un punto in quattro giornate cambia lo scenario

I numeri spiegano la svolta. Dopo quattro turni il Bologna è 16° con un punto, senza vittorie e con appena due gol segnati.

I rossoblù hanno perso 1-0 contro Lazio, Atalanta e Napoli, raccogliendo l’unico punto nel 2-2 con il Sassuolo. Proprio contro i neroverdi sono arrivate le sole reti stagionali, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.

Il cambio arriva inoltre appena dodici giorni dopo le parole dell’amministratore delegato Claudio Fenucci. Il 4 settembre, parlando del nuovo corso, aveva spiegato: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà».

Tedesco era arrivato soltanto il 2 giugno 2026, firmando fino al 2028 con opzione per un’altra stagione. L’avvio da un punto in quattro partite ha però cambiato rapidamente lo scenario costruito durante l’estate.

Palladino, la scelta del Bologna non nasce oggi

Se la decisione su Tedesco è maturata nelle ultime ore, il nome di Palladino ha radici molto più lontane.

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Sartori aveva già individuato nell’ex tecnico di Monza e Fiorentina un profilo adatto al Bologna due anni fa, nel momento della ricerca del successore di Thiago Motta. Il suo nome è tornato poi nelle valutazioni della dirigenza anche durante l’ultima estate.

Il club ha quindi cambiato allenatore in poche ore, ma non ha scelto il sostituto in poche ore. Palladino era un obiettivo già conosciuto e studiato da Sartori, circostanza che ha permesso ai rossoblù di accelerare una volta presa la decisione di interrompere il percorso con Tedesco.

Nelle valutazioni per la panchina c’era anche Igor Tudor, considerato il piano alternativo. La priorità di Sartori è rimasta però Palladino, fino all’intesa raggiunta per aprire il nuovo ciclo.

Bologna-Palladino, 2 milioni a stagione e contratto fino al 2028

Anche la struttura dell’accordo chiarisce la prospettiva scelta dal club. Palladino guadagnerà 2 milioni di euro a stagione e firmerà un contratto fino al 2028, con un’opzione per prolungare il rapporto fino al 2029.

La clausola è legata ai risultati: l’opzione per il 2029 scatterà in caso di qualificazione del Bologna alle competizioni europee.

Non si tratta quindi di una soluzione pensata soltanto per gestire l’attuale momento di difficoltà. La durata dell’accordo lega il tecnico a un progetto pluriennale, con l’Europa inserita direttamente tra le condizioni che possono prolungare il rapporto.

Prima di iniziare la nuova esperienza, Palladino ha definito anche la separazione dal precedente contratto con l’Atalanta.

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Dal progetto Tedesco al primo esame di Palladino

Il calendario non concede molto tempo al nuovo allenatore. Il prossimo appuntamento è Bologna-Torino, in programma sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara.

Palladino prende una squadra ancora senza vittorie, con un punto e due reti segnate dopo quattro giornate. Il suo primo compito sarà quindi interrompere subito un avvio che ha convinto il club a cambiare una scelta compiuta appena tre mesi fa.

Ieri a Casteldebole il futuro di Tedesco era ancora al centro delle valutazioni. Oggi la risposta è arrivata: il Bologna riparte da Palladino, il tecnico che Sartori aveva già cercato in passato e sul quale ha deciso di costruire il nuovo corso.

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Serie A

Bologna, Tedesco in bilico: le ore che cambiano lo scenario a Casteldebole

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Domenico Tedesco

Il futuro di Domenico Tedesco sulla panchina del Bologna si è complicato nel giro di poche ore: alla fiducia filtrata in mattinata è seguita, nel pomeriggio, una serie di valutazioni interne sulla sua posizione. Nessun esonero, però, è stato ufficializzato.

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DOMENICO TEDESCO, CT DEL BELGIO, DURANTE LA PARTITA DI UEFA NATIONS LEAGUE TRA ITALIA E BELGIO (FOTO DI EMMANUELE CIANCAGLINI/GETTY IMAGES)

Bologna-Tedesco, cosa cambia nel giro di poche ore

La mattinata del 15 settembre si è aperta con il confronto previsto a Casteldebole tra il tecnico e i vertici rossoblù. Sul tavolo l’avvio negativo in campionato e, soprattutto, la prestazione offerta nella sconfitta contro il Napoli.

Le prime indiscrezioni descrivevano ancora una società intenzionata ad analizzare la crisi insieme al proprio allenatore, senza mettere subito in discussione la panchina. Nel corso del pomeriggio, tuttavia, lo scenario è diventato più delicato: sarebbero emerse valutazioni sulla posizione di Tedesco all’interno del club.

Il condizionale resta d’obbligo su questo punto. Il tecnico non è stato esonerato e, al momento della pubblicazione, non esiste un comunicato ufficiale del Bologna che annunci una separazione.

Un punto in quattro giornate: i numeri della crisi rossoblù

A spiegare l’aumento della pressione è soprattutto la classifica. Dopo quattro giornate di Serie A 2026/27, il Bologna occupa il 16° posto con un punto, senza vittorie e con appena 2 gol segnati.

Il percorso è netto: 0-1 contro la Lazio, 0-1 con l’Atalanta, 2-2 contro il Sassuolo e 0-1 a Napoli. Tre sconfitte di misura, ma anche tre gare chiuse senza segnare.

Il dato offensivo resta il più evidente. Le uniche reti rossoblù sono arrivate nel pareggio con il Sassuolo, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.

Dopo il ko del Maradona, anche il vice allenatore Andrea Tarozzi ha riconosciuto il problema: «Abbiamo creato troppo poco, anche rispetto alle nostre ultime partite».

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Le parole di Fenucci, undici giorni prima

Il possibile cambio di scenario pesa ancora di più alla luce di quanto dichiarato dal club a inizio settembre. Il 4 settembre l’amministratore delegato Claudio Fenucci aveva definito la stagione un anno di ricostruzione, indicando la top 10 come possibile traguardo e chiedendo pazienza per il nuovo corso.

Sul tecnico, in particolare, era stato chiaro: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà». Tedesco, del resto, è arrivato a Bologna soltanto il 2 giugno 2026, con un contratto fino al 30 giugno 2028 e opzione per un’ulteriore stagione.

Un eventuale cambio dopo quattro giornate rappresenterebbe quindi una svolta molto anticipata rispetto al progetto impostato appena tre mesi fa.

Il Torino sullo sfondo, ma prima la scelta su Tedesco

Il prossimo impegno di campionato sarà Bologna-Torino, sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara. Tedesco, sulla carta, deve ancora scontare la seconda delle due giornate di squalifica ricevute dopo l’espulsione contro il Sassuolo, sanzione accompagnata da un’ammenda di 5.000 euro.

Dopo quanto emerso il 15 settembre, però, il primo interrogativo non riguarda più soltanto la sua presenza fisica in panchina contro i granata. Il Bologna deve prima decidere se proseguire con l’allenatore a cui, undici giorni fa, aveva pubblicamente promesso tempo, oppure cambiare strada dopo un avvio da un punto in quattro giornate.

La posizione di Tedesco è ormai un tema concreto in casa rossoblù. L’esonero, invece, resta al momento un’ipotesi e non un fatto ufficiale.

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Serie A

Como-Parma, le probabili: Kean dal 1′ dopo la Champions

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Fiorentina-Cagliari

Le probabili formazioni di Como-Parma. Fabregas applica il turnover con Kean e Rodriguez, Cuesta conferma la difesa a tre. 

Como-Parma

LA GRINTA DI CARLOS CUESTA CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Turnover Como, Fabregas ruota gli uomini dopo l’Europa

Archiviata la storiche e dispendiosa serata di Champions League, il Como si rituffa nel campionato con la necessità di gestire le energie psicofisiche dell’organico. Cesc Fabregas ha predisposto una serie di avvicendamenti in tutti i reparti per affrontare il Parma. In difesa, davanti all’estremo difensore Butez, Kempf si candida a far rifiatare Chalobah al fianco di Ramon, mentre le corsie esterne vedranno il probabile debutto dal primo minuto del giovane Kaiki a sinistra e l’impiego di Smolcic a destra.

In mediana si ricompone la cerniera composta da Perrone e Da Cunha per garantire equilibrio. Sulla trequarti, a supporto della punta centrale Moise Kean, agira il tridente formato da Jesus Rodriguez al posto di Diao, Nico Paz al centro e la conferma dell’ispirato Baturina sulla fascia sinistra.

Le scelte del Parma, Cuesta insiste sulla difesa a tre

Sul fronte opposto, il tecnico del Parma Carlos Cuesta appare orientato a proseguire con il modulo tattico a tre difensori. A protezione del portiere Corvi agirà la linea composta da Troilo al centro, affiancato da Delprato sul centro-destra e da Diego Carlos sul centro-sinistra, con quest’ultimo in vantaggio nel ballottaggio con Valenti.

La linea di centrocampo vedrà Britschgi e Valeri presidiare le corsie esterne, mentre la regia sarà affidata all’alternanza tra Keita e Ordonez, con Fabbian a garantire gli inserimenti offensivi. In attacco restano aperti i dubbi principali. Lo staff emiliano valuta l’impiego del tandem formato da Romero e Toure, pur mantenendo viva l’ipotesi di confermare dal primo minuto l’ottimo stato di forma di Lontani.

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