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Roma, Gasperini: “Con Raspadori non ho mai parlato, con Malen sì. Lo zoccolo duro è competitivo ma non basta, miglioreremo ancora. Su Vaz e Commisso…”

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Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Torino-Roma, in programma domani. Il tecnico ha parlato del mercato ma non solo.

I giallorossi torneranno in campo domani dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, proprio contro la stessa squadra che ha espugnato l’Olimpico.

Roma, le parole di Gasperini

“Inizio dalla scomparsa di Commisso che chiaramente ha fatto sensazione, anche se si sapevano le condizioni. Soprattutto anche al di là della rivalità che nel campo è sempre molto importante, però poi dopo, questa è l’essenza poi della vita che va sopra ad ogni rivalità chiaramente, poi con questa società ho vissuto anche una tragedia come quella di Barone, con una partita che dovevamo giocare e che poi è stata rinviata. Anche quella di Astori, che l’abbiamo vissuta tutti. È chiaro che dispiace, soprattutto per una società che è stata così martoriata da queste cose. Stamattina c’era anche qui Bove, che ha risolto il contratto e andrà a giocare in Inghilterra. Questa, almeno, è una gran bella notizia per lui, per il ragazzo, che finalmente torna a giocare a calcio, cosa che desidera fortemente. Quindi una notizia brutta e una positiva”.

Come sta la squadra in vista del Torino? Malen e Vaz?

“Come sta la squadra? Meglio rispetto a questi ultimi quindici-venti giorni, tra fine dicembre e gennaio, perché comunque è rientrato Ndicka e abbiamo smaltito le squalifiche di Hermoso, di Mancini e di Cristante. In avanti rientrerà Pellegrini e molto probabilmente rientrerà anche Ferguson, che in fondo ha preso una forte contusione, ma sembra averla superata dopo una settimana: proverà oggi e potrebbe essere convocato.

Sono arrivati due giocatori nuovi e quindi abbiamo recuperato sicuramente un po’ di numeri. Andiamo a giocare a Torino dispiaciuti per l’eliminazione in Coppa Italia, però questo è il campionato: arriviamo da ottimi risultati e da un’ottima classifica, quindi sarà un’altra partita.

Sui due nuovi, hanno fatto solamente due allenamenti Vaz e uno Malen. Sono due operazioni completamente diverse: una è in prospettiva, chiaramente, un ragazzo molto giovane, ma con qualità che adesso andremo a scoprire. L’altra è quella di Malen, che è un nazionale olandese e sono molto contento che sia arrivato.

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È stata un’operazione possibile grazie a Ryan Friedkin, direi, altrimenti sarebbe stato molto difficile: è stata un’operazione molto veloce, quando si è prospettata questa possibilità si è parlato con Ryan e con Massara, si è valutato se fosse fattibile, è stato dato l’ok e si è chiusa in pochissimo tempo. È stato tutto molto rapido, parliamo di un giocatore molto importante, che sono convinto farà molto bene. Ha le caratteristiche giuste e, come tutti i giocatori che arrivano, avrà magari bisogno di un po’ di tempo per inserirsi e per giocare con continuità, però è un giocatore che ha giocato parecchio nell’Aston Villa ed è titolare della nazionale olandese. Sono convinto che piacerà molto”.

La rosa è molto giovane, ma come si vince così?

“Beh, questo chiaramente non è possibile, però diciamo che stiamo tenendo il piede in due scarpe, no? C’è uno zoccolo duro che è sicuramente competitivo e, per essere ancora più competitivi, ormai è evidente che abbiamo bisogno di migliorare la squadra, soprattutto il reparto offensivo, con giocatori come Malen, che è arrivato.

Contemporaneamente la società cerca anche di guardare al futuro, puntando sui ragazzi, ma non si può chiedere loro di essere subito competitivi contro le formazioni che affrontiamo in campionato, soprattutto quelle che occupano le prime posizioni di classifica. Si cerca quindi di costruire e portare avanti qualcosa che possa avere continuità nel tempo e che possa lasciare, o costruire, qualcosa che rimanga e che non venga bruciato ogni anno, di volta in volta”.

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LA GIOIA DI GIAN PIERO GASPERINI SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Su Malen, come lo vede? Può giocare anche da seconda punta o solo come centravanti?

“Questo lo vedremo. Non possiamo riferirci troppo al futuro in questo momento. Attualmente lui è un centravanti. È il ruolo che predilige, quello in cui può sfruttare al meglio la sua rapidità, la capacità di tiro e di concludere con entrambi i piedi, con immediatezza e potenza. Credo quindi che debba giocare vicino alla porta”.

Si aspetta altro dal mercato in attacco?

“No, questa è una cosa che continuo a ripetere: ne parlo solo ed esclusivamente con la proprietà. Non si tratta di dipendere dalle opportunità, ma Malen era un’opportunità importante. Il ragazzo è stato contattato subito, ha dato immediatamente la disponibilità e la cosa si è risolta in poco tempo. Quando invece le pratiche cominciano a diventare lunghe, molto spesso diventano anche difficili da realizzare”.

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Un giudizio su Baroni?

“Ha fatto sempre un ottimo lavoro: prima nelle giovanili e poi nella squadra professionistica, dove ha ottenuto risultati importanti. Ha sicuramente dimostrato il suo valore, lo ha fatto anche qui a Roma e con la Lazio ha fatto sicuramente bene.

Con il Torino, che è una squadra che viaggia sempre su quelle posizioni di classifica e che magari non riesce mai a fare il salto più in alto, ha comunque dimostrato di poter proseguire in un percorso di miglioramento per la propria squadra. Adesso serve il tempo”.

Quanto può crescere ancora Soulé? La passata stagione faceva l’esterno a tutta fascia…

“Diciamo che da tre-quattro settimane siamo in emergenza totale, no? È chiaro che, nell’emergenza, vai a cercare l’adattabilità di chiunque. Devo dire che lui ha fatto bene comunque, ha fatto bene anche nella posizione con il Sassuolo. È una posizione che forse avevamo già provato a inizio anno e che, in determinate situazioni, può ricoprire.

Io credo nella duttilità dei giocatori, non credo nella specificità: lui non è il portiere, ma anche i portieri, oggi, si sono evoluti molto. Sicuramente è un giocatore di valore. Poi, se anziché fare il quinto riesce a fare un po’ più l’attaccante, se non so quanti gol ha fatto, sei mi pare, e se riesce a farne dieci o quindici, allora alza il valore. Però su una cosa siamo tutti d’accordo: è un giocatore di valore”.

Ci spiega le trattative per gli attaccanti? Inizialmente gli obiettivi di mercato sembravano altri…

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“Non faccio chiarimenti. Io con Raspadori non ho mai parlato. Con Malen sì… con Malen, c’è stato un lavoro di tre-quattro giorni e abbiamo chiuso sull’operazione. Su altre trattative non lo so: non conosco e non partecipo alle trattative. Malen, si è creata questa opportunità: la proprietà, come ho detto prima, ha dato grande disponibilità.

Ricky poi è andato per chiudere una trattativa che era già definita. È stato bravo, abbiamo coinvolto il giocatore ed è stato tutto perfetto. Credo che abbiamo preso un bel giocatore. Abbiamo preso un giocatore forte, poi è sempre il campo che parla, ma su questo siamo convinti”.

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DORTMUND, GERMANY – 04.10.23: Donyell Malen, The match of match UEFA Champion League Borussia Dortmund vs AC Milan at SIGNAL IDUNA PARK

Ci sono opportunità per arricchire il pacchetto difensivo?

“Dovete parlare con chi opera sul mercato, questo non è il mio settore, per fortuna. Il mercato è sempre qualcosa di molto chiacchierato: nascono e finiscono opportunità nel giro di un’ora, oppure vanno avanti per mesi. Io sono un uomo di campo e le cose devono essere sempre molto veloci. Quando c’è la possibilità di intervenire su operazioni rapide, va bene”.

Si aspetta un Torino simile a quello di qualche giorni fa?

“Il Torino è quello. Poi non so se varierà qualche giocatore, questo ci può stare, non lo so. Ha una rosa sicuramente ampia sia a centrocampo sia in attacco, un po’ più contenuta in difesa, però complessivamente completa. Mi aspetto quel tipo di partita. Io sono anche contento di come è stata la gara, chiaramente con un altro risultato.

Come ho detto altre volte, vado sempre un po’ oltre il risultato: abbiamo avuto belle occasioni e abbiamo rimontato due volte una partita, cosa che non ci era mai successa, forse solo una volta a Firenze, come avete sottolineato voi. Abbiamo avuto buone opportunità, quindi possiamo fare sicuramente anche meglio.

Credo però che abbiamo fatto una buona gara. Poi nel finale è andata così, potevamo ancora fare ancora un altro gol con Arena, forse sarebbe stato troppo, però ci siamo andati vicino. La partita dell’altra sera, mi dispiace, come ha detto magari qualcuno, giustamente il risultato non soddisfa, ma a me ha soddisfatto”.

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Come ha ritrovato Ndicka?

“Questa è una domanda giusta, perché quando arrivi da una di queste manifestazioni serve sempre un po’ rientrare in abitudini magari diverse, e stare lì un mese non è poco. Non abbiamo avuto tanto tempo per prepararlo: l’ho buttato subito dentro, praticamente ieri un allenamento e oggi un altro.

È chiaro che noi giochiamo in modo diverso rispetto alla nazionale, abbiamo bisogno di attenzione e concentrazione, anche di marcature un po’ più rigide. Però è solo una questione di tempo: speriamo che lui riattacchi subito con la concentrazione con cui l’abbiamo lasciato, che era davvero notevole. Questo lo potremo sapere solamente da domani e poi valutare se servirà qualche giorno, una settimana. Speriamo però che già domani sia nella forma della Roma”.

Il suo parere su El Aynaoui?

“Beh, El Aynaoui mi è sembrato un giocatore giovane ma di valore, chiaramente ancora da conoscere. Secondo me, rispetto all’inizio della stagione, quando le indicazioni erano quelle di un giocatore più offensivo, ha invece dimostrato, sia nella Roma sia guardando le partite della sua nazionale, di essere un centrocampista molto affidabile in entrambe le fasi, anche in quella difensiva.

È un ragazzo che, oltre a essere un atleta forte, è anche molto maturo e intelligente, con sprazzi di crescita. Secondo me ne ha già mostrata tanta, ma ne avrà ancora di più. Sono convinto che, già prima di andare in Coppa d’Africa, sarà un giocatore ancora più solido”.

LA GIOIA DI GIAN PIERO GASPERINI CHE ABBRACCIA PAULO DYBALA A FINE GARA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Quali sono le insidie più grandi del match di domani?

“Penso che siano due squadre che si conoscono. Speriamo magari di avere anche un po’ gli episodi a favore. Io credo poco alle bestie nere: è vero che esistono, ma ogni partita ha una storia a sé, una storia diversa.

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Speriamo che quella di domani sia dalla nostra parte. Arriviamo sicuramente, come ho detto, a un’altra competizione e arriviamo molto motivati per continuare quella che è la nostra striscia. E, lo ripeto, per ottenere un risultato: spero di poter ripetere la partita dell’altra sera”.

Quanto sono cresciuti Ghilardi e Ziolkowski?

“Questa è una pagella che dovete fare voi. Sono due ragazzi che hanno molta voglia di crescere e di migliorarsi e rientrano quindi più in un’ottica di futuro che di immediato. Qualche volta questo ti può anche costare qualcosa, però lavori per cercare di dare continuità a quelli che sono magari giocatori come Mancini, Hermoso e così via”.

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Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso

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Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso

Un punto in quattro giornate ha portato al cambio in panchina. Il nuovo tecnico firmerà fino al 2028, ma il suo nome era nei piani di Sartori già da tempo.

Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso-2

DOMENICO TEDESCO, ALLENATORE DEL BOLOGNA FC, DELUSO DOPO UN CARTELLINO ROSSO (FOTO DI FABIO PATAMIA/GETTY IMAGES)

Le ore di riflessione a Casteldebole hanno portato alla svolta: dopo un punto raccolto nelle prime quattro giornate, il Bologna ha deciso di cambiare guida tecnica e ripartire da Raffaele Palladino al posto di Domenico Tedesco. Una scelta maturata rapidamente nelle ultime ore, ma non improvvisata, perché Palladino era da tempo uno dei principali obiettivi di Giovanni Sartori.

Il quadro è cambiato nel giro di ventiquattro ore. Il 15 settembre Tedesco aveva incontrato i vertici rossoblù per analizzare l’avvio senza vittorie; oggi il club ha scelto una nuova direzione affidandosi a un allenatore già seguito in passato dalla propria area tecnica.

Un punto in quattro giornate cambia lo scenario

I numeri spiegano la svolta. Dopo quattro turni il Bologna è 16° con un punto, senza vittorie e con appena due gol segnati.

I rossoblù hanno perso 1-0 contro Lazio, Atalanta e Napoli, raccogliendo l’unico punto nel 2-2 con il Sassuolo. Proprio contro i neroverdi sono arrivate le sole reti stagionali, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.

Il cambio arriva inoltre appena dodici giorni dopo le parole dell’amministratore delegato Claudio Fenucci. Il 4 settembre, parlando del nuovo corso, aveva spiegato: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà».

Tedesco era arrivato soltanto il 2 giugno 2026, firmando fino al 2028 con opzione per un’altra stagione. L’avvio da un punto in quattro partite ha però cambiato rapidamente lo scenario costruito durante l’estate.

Palladino, la scelta del Bologna non nasce oggi

Se la decisione su Tedesco è maturata nelle ultime ore, il nome di Palladino ha radici molto più lontane.

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Sartori aveva già individuato nell’ex tecnico di Monza e Fiorentina un profilo adatto al Bologna due anni fa, nel momento della ricerca del successore di Thiago Motta. Il suo nome è tornato poi nelle valutazioni della dirigenza anche durante l’ultima estate.

Il club ha quindi cambiato allenatore in poche ore, ma non ha scelto il sostituto in poche ore. Palladino era un obiettivo già conosciuto e studiato da Sartori, circostanza che ha permesso ai rossoblù di accelerare una volta presa la decisione di interrompere il percorso con Tedesco.

Nelle valutazioni per la panchina c’era anche Igor Tudor, considerato il piano alternativo. La priorità di Sartori è rimasta però Palladino, fino all’intesa raggiunta per aprire il nuovo ciclo.

Bologna-Palladino, 2 milioni a stagione e contratto fino al 2028

Anche la struttura dell’accordo chiarisce la prospettiva scelta dal club. Palladino guadagnerà 2 milioni di euro a stagione e firmerà un contratto fino al 2028, con un’opzione per prolungare il rapporto fino al 2029.

La clausola è legata ai risultati: l’opzione per il 2029 scatterà in caso di qualificazione del Bologna alle competizioni europee.

Non si tratta quindi di una soluzione pensata soltanto per gestire l’attuale momento di difficoltà. La durata dell’accordo lega il tecnico a un progetto pluriennale, con l’Europa inserita direttamente tra le condizioni che possono prolungare il rapporto.

Prima di iniziare la nuova esperienza, Palladino ha definito anche la separazione dal precedente contratto con l’Atalanta.

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Dal progetto Tedesco al primo esame di Palladino

Il calendario non concede molto tempo al nuovo allenatore. Il prossimo appuntamento è Bologna-Torino, in programma sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara.

Palladino prende una squadra ancora senza vittorie, con un punto e due reti segnate dopo quattro giornate. Il suo primo compito sarà quindi interrompere subito un avvio che ha convinto il club a cambiare una scelta compiuta appena tre mesi fa.

Ieri a Casteldebole il futuro di Tedesco era ancora al centro delle valutazioni. Oggi la risposta è arrivata: il Bologna riparte da Palladino, il tecnico che Sartori aveva già cercato in passato e sul quale ha deciso di costruire il nuovo corso.

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Bologna, Tedesco in bilico: le ore che cambiano lo scenario a Casteldebole

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Domenico Tedesco

Il futuro di Domenico Tedesco sulla panchina del Bologna si è complicato nel giro di poche ore: alla fiducia filtrata in mattinata è seguita, nel pomeriggio, una serie di valutazioni interne sulla sua posizione. Nessun esonero, però, è stato ufficializzato.

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DOMENICO TEDESCO, CT DEL BELGIO, DURANTE LA PARTITA DI UEFA NATIONS LEAGUE TRA ITALIA E BELGIO (FOTO DI EMMANUELE CIANCAGLINI/GETTY IMAGES)

Bologna-Tedesco, cosa cambia nel giro di poche ore

La mattinata del 15 settembre si è aperta con il confronto previsto a Casteldebole tra il tecnico e i vertici rossoblù. Sul tavolo l’avvio negativo in campionato e, soprattutto, la prestazione offerta nella sconfitta contro il Napoli.

Le prime indiscrezioni descrivevano ancora una società intenzionata ad analizzare la crisi insieme al proprio allenatore, senza mettere subito in discussione la panchina. Nel corso del pomeriggio, tuttavia, lo scenario è diventato più delicato: sarebbero emerse valutazioni sulla posizione di Tedesco all’interno del club.

Il condizionale resta d’obbligo su questo punto. Il tecnico non è stato esonerato e, al momento della pubblicazione, non esiste un comunicato ufficiale del Bologna che annunci una separazione.

Un punto in quattro giornate: i numeri della crisi rossoblù

A spiegare l’aumento della pressione è soprattutto la classifica. Dopo quattro giornate di Serie A 2026/27, il Bologna occupa il 16° posto con un punto, senza vittorie e con appena 2 gol segnati.

Il percorso è netto: 0-1 contro la Lazio, 0-1 con l’Atalanta, 2-2 contro il Sassuolo e 0-1 a Napoli. Tre sconfitte di misura, ma anche tre gare chiuse senza segnare.

Il dato offensivo resta il più evidente. Le uniche reti rossoblù sono arrivate nel pareggio con il Sassuolo, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.

Dopo il ko del Maradona, anche il vice allenatore Andrea Tarozzi ha riconosciuto il problema: «Abbiamo creato troppo poco, anche rispetto alle nostre ultime partite».

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Le parole di Fenucci, undici giorni prima

Il possibile cambio di scenario pesa ancora di più alla luce di quanto dichiarato dal club a inizio settembre. Il 4 settembre l’amministratore delegato Claudio Fenucci aveva definito la stagione un anno di ricostruzione, indicando la top 10 come possibile traguardo e chiedendo pazienza per il nuovo corso.

Sul tecnico, in particolare, era stato chiaro: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà». Tedesco, del resto, è arrivato a Bologna soltanto il 2 giugno 2026, con un contratto fino al 30 giugno 2028 e opzione per un’ulteriore stagione.

Un eventuale cambio dopo quattro giornate rappresenterebbe quindi una svolta molto anticipata rispetto al progetto impostato appena tre mesi fa.

Il Torino sullo sfondo, ma prima la scelta su Tedesco

Il prossimo impegno di campionato sarà Bologna-Torino, sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara. Tedesco, sulla carta, deve ancora scontare la seconda delle due giornate di squalifica ricevute dopo l’espulsione contro il Sassuolo, sanzione accompagnata da un’ammenda di 5.000 euro.

Dopo quanto emerso il 15 settembre, però, il primo interrogativo non riguarda più soltanto la sua presenza fisica in panchina contro i granata. Il Bologna deve prima decidere se proseguire con l’allenatore a cui, undici giorni fa, aveva pubblicamente promesso tempo, oppure cambiare strada dopo un avvio da un punto in quattro giornate.

La posizione di Tedesco è ormai un tema concreto in casa rossoblù. L’esonero, invece, resta al momento un’ipotesi e non un fatto ufficiale.

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Como-Parma, le probabili: Kean dal 1′ dopo la Champions

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Fiorentina-Cagliari

Le probabili formazioni di Como-Parma. Fabregas applica il turnover con Kean e Rodriguez, Cuesta conferma la difesa a tre. 

Como-Parma

LA GRINTA DI CARLOS CUESTA CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Turnover Como, Fabregas ruota gli uomini dopo l’Europa

Archiviata la storiche e dispendiosa serata di Champions League, il Como si rituffa nel campionato con la necessità di gestire le energie psicofisiche dell’organico. Cesc Fabregas ha predisposto una serie di avvicendamenti in tutti i reparti per affrontare il Parma. In difesa, davanti all’estremo difensore Butez, Kempf si candida a far rifiatare Chalobah al fianco di Ramon, mentre le corsie esterne vedranno il probabile debutto dal primo minuto del giovane Kaiki a sinistra e l’impiego di Smolcic a destra.

In mediana si ricompone la cerniera composta da Perrone e Da Cunha per garantire equilibrio. Sulla trequarti, a supporto della punta centrale Moise Kean, agira il tridente formato da Jesus Rodriguez al posto di Diao, Nico Paz al centro e la conferma dell’ispirato Baturina sulla fascia sinistra.

Le scelte del Parma, Cuesta insiste sulla difesa a tre

Sul fronte opposto, il tecnico del Parma Carlos Cuesta appare orientato a proseguire con il modulo tattico a tre difensori. A protezione del portiere Corvi agirà la linea composta da Troilo al centro, affiancato da Delprato sul centro-destra e da Diego Carlos sul centro-sinistra, con quest’ultimo in vantaggio nel ballottaggio con Valenti.

La linea di centrocampo vedrà Britschgi e Valeri presidiare le corsie esterne, mentre la regia sarà affidata all’alternanza tra Keita e Ordonez, con Fabbian a garantire gli inserimenti offensivi. In attacco restano aperti i dubbi principali. Lo staff emiliano valuta l’impiego del tandem formato da Romero e Toure, pur mantenendo viva l’ipotesi di confermare dal primo minuto l’ottimo stato di forma di Lontani.

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