Esteri
Al-Hilal, offerta da 40 milioni per un 2007 del Rennes!
Secondo quanto riportato da Nicolò Schira, l’Al-Hilal avrebbe intenzione di rinforzare il proprio reparto offensivo senza badare a spese. Offerta da 40 milioni di euro per Mohamed Meite del Rennes.
Il Rennes si trova al 6⁰ posto nella classifica della Ligue 1 e, un elemento inaspettato della rosa, sembra aver attratto interesse internazionale. Mohamed Kader Meité ha realizzato 3 gol e 2 assist in 16 partite di Ligue 1, in 499 minuti disputati (circa 5.5 partite da 90 minuti giocate dunque), con una media di 31 minuti a partita.
Un’offerta da 40 milioni di euro può risultare folle, ma è da dire che i rossi e neri sono un sinonimo di qualità se si parla di giovani e scouting. Non a caso, tra le cessioni record troviamo gente importante: Jeremy Doku 60 milioni, Desiré Doué 50 milioni, l’attuale vincitore del pallone d’oro Ousmane Dembelé 35 milioni, Ismaila Sarr 31 milioni, Kalimuendo 30 milioni, Edouard Mendy (2 volte vincitore della Coppa d’Africa) 24 milioni, Mathys Tel 20 milioni e infine Raphinha circa 18.6 milioni, ora al Barcellona.
Al-Hilal, chi è Mohamed Meite?
Attaccante alto circa 192-193cm; un colosso. Un giocatore molto fisico, ma che ciò nonostante non risulta essere macchinoso o impacciato nei movimenti. Per la sua stazza ha una discreta agilità, agisce abilmente spalle alla porta (una delle sue qualità migliori), idem con le sponde e con i colpi di testa, dove su questo ultimo aspetto è incontenibile. È da evidenziare una certa velocità nei liberarsi dagli spazi chiusi, dimostrando così buone abilità di dribbling (anche se non è una sua caratteristica ricorrente. 6 quelli tentati, 54,5% quelli riusciti).
Vincere un duello contro lui è un’impresa, dato l’ottimo utilizzo che fa del proprio fisico. Ha anche una certa freddezza sottoporta, se consideriamo i 3 gol arrivati con soli 7 tiri in porta. Considerano gli xg, il numero di reti previste è di 3.33, però i tiri tentati sono 21, dunque serve maggiore precisione nel trovare più spesso la porta. Quando la trova risulta essere letale. Per passaggi non è ancora eccelso: 54 quelli riusciti, con una percentuale totale del 65,1%. Più altruismo da parte sua sarebbe ottimale, ma è da dire che per un 18enne in rampa di lancio è abbastanza comune questo. 2 gli assist realizzati, ma 0.59 quelli previsti e dunque overperformance da evidenziare.
Club come Chelsea, Milan, Psg, Manchester United, Tottenham, Al-Hilal e Brighton sono interessati al suo profilo e ciò non sorprende. È un profilo assolutamente futuribile e, considerano il contesto saudita (oltre ad un contratto in scadenza nel 2029), più la qualità di scouting che il Rennes ha garantito nel corso degli anni, forse ora risulta molto più convincente e sensata un’offerta da 40 milioni di euro. Non un bomber assoluto ma se l’idea è quella di acquistare un attaccante promettente, l’occasione deve venir sfruttata ora o mai più.
Liga
Mbappé, record ne LaLiga: gol a 23 squadre su 23
Mbappé fa il pieno in Spagna. Segnando all’Elche ha punito tutte le 23 avversarie incrociate. La Sociedad resta la sua vittima preferita.

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Real Madrid, il gol all’Elche di Mbappe e il completamento del record spagnolo
Kylian Mbappé continua a riscrivere la storia del calcio spagnolo a suon di numeri straordinari. Con la rete messa a segno nel successo per 3-2 contro l’Elche, l’attaccante del Real Madrid ha completato un record di efficienza realizzativa unico, riuscendo a punire tutte e 23 le formazioni affrontate dal suo arrivo nel campionato di Primera División.
Non si tratta del computo totale delle reti realizzate in maglia blanca, cifra che ha già toccato quota 94 centri complessivi tra tutte le competizioni, ma di un traguardo statistico che testimonia l’impatto devastante della stella francese in Spagna, capace di andare a segno contro ogni singola difesa incontrata nel torneo.
La classifica delle sue vittime preferite ne LaLiga
L’Elche rappresenta soltanto l’ultimo tassello di una collezione di vittime distribuita in maniera costante contro l’intero tabellone della massima serie. Analizzando la classifica delle squadre più colpite dal numero 9 del Real Madrid, la Real Sociedad figura in vetta come bersaglio preferito: la compagine basca è stata punita per ben sette volte nel giro di appena quattro sfide dirette.
Subito dietro si posiziona il Villarreal, battuto in cinque occasioni dalle marcature del francese, seguito a ruota dal tandem composto da Rayo Vallecano e Barcellona. Sia i madrileños sia i rivali blaugrana hanno infatti incassato quattro reti a testa da Mbappé, confermando la sua regolarità nei momenti chiave del campionato.
Saudi Pro League
Cori su Diogo Jota, bufera in Arabia: “Inaccettabile”
Federcalcio saudita e Saudi Pro League condannano i cori contro Neves dedicati a Jota. L’Al Hilal presenta un esposto, interviene Ronaldo.
Diogo Jota, condanna delle istituzioni e la reazione di Ruben Neves
Una dura presa di posizione congiunta da parte della Federcalcio saudita e dei vertici della Saudi Pro League ha stigmatizzato in maniera perentoria gli spiacevoli episodi verificatisi sulle tribune in occasione del recente match di campionato tra Al Taawoun e Al Hilal. Attraverso una nota ufficiale diramata agli organi di stampa, le massime istituzioni del calcio locale hanno definito del tutto inaccettabili e contrari ai valori dello sport i cori ingiuriosi indirizzati a Ruben Neves.
Le provocazioni giunte da una frangia del pubblico erano mirate a colpire la sfera personale e intima del centrocampista portoghese, facendo esplicito e speculativo riferimento alla dolorosa scomparsa dell’ex compagno di squadra e grande amico Diogo Jota, tragicamente venuto a mancare nel luglio 2025 all’età di 28 anni.
Al termine del confronto sul terreno di gioco, lo stesso Neves non ha nascosto la profonda amarezza per l’accaduto, affidando ai microfoni delle emittenti ufficiali uno sdegno lucido ma severo nei confronti di chi ha travalicato il confine del rispetto umano per cercare di condizionare una prestazione sportiva.
La vicenda ha superato in breve tempo i confini del campo da gioco, suscitando un’ondata di indignazione globale e raccogliendo l’immediata solidarietà di vari esponenti del calcio internazionale. Tra questi spicca l’intervento di Cristiano Ronaldo, che ha preso posizione pubblica per difendere il compagno di nazionale e condannare senza appello l’utilizzo di drammi personali a scopo di scherno.
Le iniziative legali dell’Al Hilal e la tutela dei tesserati
A sostegno del proprio calciatore si è mossa con immediatezza anche la dirigenza dell’Al Hilal, diramando un comunicato formale volto a ribadire il totale rifiuto di qualsiasi condotta incivile o lesiva della dignità umana all’interno degli impianti sportivi. Il club di Riad ha espresso una ferma intolleranza verso quegli atteggiamenti intesi a bersagliare gli atleti o i loro affetti personali, evidenziando come simili episodi rischino di minare l’immagine dell’intero movimento calcistico saudita in una fase di forte espansione e visibilità internazionale.
Per dare seguito concreto alle proprie dichiarazioni, la società ha annunciato di aver già inoltrato un formale esposto agli organi disciplinari della Federcalcio saudita. L’obiettivo primario dell’azione legale risiede nella richiesta di sanzioni rigorose ed esemplari verso i responsabili e le tifoserie coinvolte, sollecitando l’adozione di tutele vincolanti ed efficaci per garantire la massima protezione dei propri tesserati e preservare l’integrità morale della competizione all’interno di ogni stadio del Paese.
Ligue 1
Kvaratskhelia: “Ecco perché tengo i calzettoni bassi”
Kvaratskhelia svela a The Athletic il motivo dei calzettoni abbassati. La nascita del rito al Napoli e l’emozione per “Kvaradona”.

Khvicha Kvaratskhelia ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
L’origine del rito, la scaramanzia nata a Napoli
Nel corso di una lunga intervista concessa alla testata The Athletic, Khvicha Kvaratskhelia ha spiegato il motivo per cui è solito scendere in campo mantenendo i calzettoni visibilmente abbassati. L’attaccante georgiano ha rivelato come questa abitudine sia nata in maniera del tutto casuale durante il suo esordio ufficiale con la maglia del Napoli, spinto dalla necessità fisica di alleviare la pressione sulle gambe.
In quell’occasione l’emozione del debutto gli aveva provocato forti crampi già nei primi trentacinque minuti di gioco, inducendolo ad abbassare i calzettoni per cercare un beneficio immediato. Subito dopo quel gesto è arrivata la sua prima rete in azzurro, trasformando una semplice esigenza tattica e fisica in una consuetudine scaramantica mai più abbandonata.
Il peso del soprannome e il paragone con Diego Maradona
L’esterno d’attacco ha poi espresso le proprie sensazioni riguardo all’affettuoso soprannome di Kvaradona attribuitogli dalla tifoseria partenopea. Il calciatore ha confessato la grande dose di orgoglio provata nell’essere accostato a una leggenda assoluta della storia del calcio mondiale, pur sottolineando la complessità nel gestire una responsabilità di tale portata.
L’eredità lasciata da Diego Armando Maradona a Napoli rimane inarrivabile per qualsiasi giocatore, ma essere accostato al mito argentino rappresenta per Kvaratskhelia uno dei riconoscimenti più gratificanti del proprio percorso professionale.
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