Roberto De Zerbi the Brighton & Hove Albion manager applauds the fans at the end of the Emirates FA Cup Third Round match Stoke City vs Brighton and Hove Albion at Bet365 Stadium, Stoke-on-Trent, United Kingdom, 6th January 2024 (Photo by Conor Molloy/News Images)
Il tecnico del Marsiglia, secondo nella classifica di Ligue 1, ha parlato del suo momento personale con la squadra francese e del campionato italiano.
L’effetto Roberto De Zerbi sul campionato francese è evidente, e non accenna a fermarsi. Il tecnico italiano dell‘Olympique Marsiglia attualmente si trova secondo nella classifica di Ligue 1 ad un solo punto di distanza dal PSG capolista, battuto nello scontro diretto.
Un momento magico, e di questo momento e non solo De Zerbi ha parlato in un’intervista a Il Corriere della Sera.
“Quando sono passato dal Lumezzane al Milan tra il 1992 ed il 1994 la mia famiglia stava vivendo una crisi economica. Siamo stati costretti a vendere la fabbrica di tappetini, e da lì mi sono reso conto che non si poteva più scherzare. Il giorno dopo la firma del quinquennale con il Milan ero in filiale a firmare il mutuo per poter comprare la casa ai miei genitori. Per me è il calcio non è mai stato solo un divertimento. Gli ultimi anni di carriera giocata li ho passati in Romania, ed iniziando ad allenare mi sono perso l’infanzia e l’adolescenza dei miei figli.”
“Non so se io sono l’allenatore ideale per loro, ma il Marsiglia è il posto ideale per me. Per novanta minuti tutte le contraddizioni sociali vengono dimenticate. Io credo che il calciatore conti più dell’allenatore. Ero un numero 10, non potrei mai togliere valore al calciatore. Mi piace chi determina e chi si prende le proprie responsabilità. E’ meglio essere fischiato per un errore che nascondersi nella massa.”
LA GRINTA DI ADRIEN RABIOT ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
“Il calcio ha preso una direzione di gioco ben precisa. Trent’anni fa non si difendeva uomo su uomo per tutto il campo, adesso l’unico libero è il portiere. Sto bene all’estero, ma seguo tantissimo la Serie A. I talenti maturano tardi, ma vanno aspettati. Un mio rimpianto? Schiappacasse al Sassuolo. Non sono riuscito a tirargli fuori nulla, e poi sono venuto a sapere del suo arresto per detenzione d’arma da fuoco. La rissa tra Rabiot e Rowe? Mai visto nulla del genere, e vengo dalla strada. La scelta di allontanarlo ci ha fatto bene, specialmente perché lui non ha fatto un passo indietro.”
“Tifo per lui, perché tempo fa dissi che non avrebbe mai potuto allenare un top club, ma la realtà è che lui può allenare ovunque. Il Napoli è più che vivo, ma credo che l’Inter sia ancora la favorita. Sta giocando bene anche il Milan, ed è bello vedere questa competitività.”
Aggiornato al 09/10/2025 11:12
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