BRYAN CRISTANTE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SAVATORE FORNELLI )
Bryan Cristante parla da Coverciano durante il terzo giorno di allenamenti con l’Italia di Gattuso, in vista dei prossimi due match della Nazionale azzurra.
Durante il terzo giorno di sedute di allenamento per gli uomini convocati da Gattuso, Bryan Cristante, direttamente dalla sala stampa di Coverciano, si è prestato alle domande dei giornalisti in vista dei due match che attendono la Nazionale azzurra.
Ecco le sue parole:
Da Berlino a oggi, cosa ti è rimasto dentro?
“La Nazionale è sempre un obiettivo, è sempre bello essere qui. Era finita un po’ male e sono contento di essere tornato, spero di vivere esperienze più belle di quell’ottavo di finale”.
Come ti trovi con Gattuso? L’avevi incrociato al Milan?
“Sì, nei primi anni che salivo in prima squadra al Milan c’era ancora il mister che giocava.
L’ho visto carico, l’ambiente è carico. Stiamo lavorando davvero nel modo giusto, con l’intensità giusta e con le idee giuste. Ci sono tutte le possibilità di fare un bellissimo percorso”.
Perché bisogna essere positivi? Come spieghi i recenti passi falsi?
“Perché abbiamo un gruppo forte, stiamo lavorando davvero benissimo e c’è grande attaccamento alla maglia. Gattuso ha scritto la storia di questa Nazionale e trasmette questa voglia. Sui passi falsi, purtroppo non c’è la soluzione… Ci sono stati vari episodi, a volte anche un po di sfortuna. Soprattutto il cammino verso lo scorso Mondiale, a volte c’è anche la componente sfortuna”.
Che caratteristiche di Gattuso hai ritrovato? Ci sono nuovi punti di riferimento nello spogliatoio?
“Il mister è sempre stato un trascinatore, dà più del 100% negli allenamenti e questo l’ho ritrovato anche in Nazionale. Il gruppo è cresciuto, ci sono tanti ragazzi giovani con esperienza a livello europeo, qualche anno in più aiuta sempre. C’è più esperienza e una consapevolezza diversa, questo in gare delicate aiuta”.
Hai trovato differenze tra questo gruppo e quelli precedenti?
“Ho trovato voglia di fare bene, alta intensità e tutti a disposizione. Un ambiente sereno dove è facile lavorare bene, questo credo sia fondamentale. Quando ci si trova bene l’uno con l’altro è fondamentale, soprattutto qui dove ci si frequenta solo per pochi giorni”.
In carriera hai fatto tutti i ruoli. Qui in Nazionale puoi giocare anche trequartista o incursore?
“Ho fatto un po’ tutti i ruoli, sono a disposizione del mister. lo sono centrocampista ma non ho mai preferito troppo una posizione specifica, mi sono sempre trovato bene un po’ ovunque.
Alla seconda domande rispondo che è una notizia bellissima, siamo tutti contentissimi per quanto uscito stamattina. E’ ciò che volevamo tutti e speriamo a Udine lo stadio possa riempirsi, abbiamo bisogno dei nostri tifosi per avere una marcia in più”.
Quante possibilità ci sono secondo voi di chiudere il girone al primo posto? E che pensieri ci sono circa i play-off?
“Poco ma sicuro, vogliamo andare al Mondiale. Pensiamo partita dopo partita, poi si vedrà se sarà primo posto o play-off”
Credi Gattuso richiamando giocatori come te e Spinazzola premi di più il merito guardando meno all’aspetto giovani da lanciare?
“Credo sia fondamentale il merito, la Nazionale è la cima, l’obiettivo da raggiungere. Per giocare in Nazionale devi avere anche una certa esperienza, un certo numero di partite.
Credo sia giusto premiare il merito, chi sta facendo bene. Poi magari deve esserci anche spazio per i giovani, per iniziare a farli crescere, ma credo che alle fondamenta debbano esserci giocatori che dimostrano e che hanno dimostrato di essere importanti nei rispettivi club”.
Con tuo padre hai iniziato a parlare del Canada dove si giocherà parte del prossimo Mondiale? Che partita ti aspetti contro l’Estonia?
“Mio padre è nato li, i miei nonni si sono trasferiti lì per lavoro. L’atmosfera sarà tosta, non esistono partite facili e le insidie sono dietro l’angolo. Andiamo li con un solo risultato da portare a casa, vogliamo vincere”.
Hai ricevuto tante critiche eppure poi nessuno rinuncia a te, perché pensi di essere indispensabile?
“Di giocatori indispensabili ce ne sono pochi. lo penso al lavoro, al campo. Voglio solo far vedere che ci sono, poi le decisioni spettano sempre al mister. Voglio solo farmi trovare pronto, questo è ciò che ha pagato di più nella mia carriera e continuerò così fino alla fine.
Parlo poco e mi concentro sul campo”.
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