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L’attuale centrocampista dell’Hellas Verona Roberto Gagliardini ha rilasciato un’intervista dove ha parlato del suo ambientamento nella nuova realtà.
Dopo un anno al Monza da infortunato e qualche mese tra gli svincolati, Roberto Gagliardini è tornato ad essere felice in maglia gialloblu. Con l’Hellas Verona sembra aver ritrovato il sorriso ed un progetto nella quale può essere centrale. Il centrocampista ex Inter ha dunque rilasciato importanti e curiose dichiarazioni su questo suo approccio alla nuova realtà.
Come sta Gagliardini a Verona?
Benissimo. L’ambientamento è stato agevole, soprattutto perché la piazza la sento tantissimo. È simile a Bergamo con i tifosi calorosi e legati alla squadra della città. Chi nasce a Verona, tifa Hellas. Qui c’è un tifo da Champions League.
Fans of Verona during Italian football Serie A match Hellas Verona FC vs AS Roma at the Marcantonio Bentegodi stadium in Verona, Italy, September 19, 2021 – Credit: Ettore Griffoni
Giocate bene ma non arrivano i punti. Come mai?
Non è solo un problema solo di gol. Se i risultati non giungono, vuol dire che manca qualcosa. Dettagli o cose che tutti dobbiamo fare meglio. A livello di organizzazione c’è da lavorare tanto.
Orban e Giovane, che ne pensi?
Non ci sono solo loro. Non dimenticherei Mosquera e Sarr. Chi ha giocato ha fatto bene e aiutato la squadra.
Non trova che c’è troppo frenesia, che si traduce in ansi là davanti con tempi e ultimo passaggi errati?
Sì, sono d’accordo, dobbiamo trovare equilibrio. Ad esempio con il Sassuolo ci siamo fatti prendere dalla gara, perché l’avevamo in mano, ti fai prendere dalle giocate. Solo che dopo devi avere la freddezza mentale di non perdere palla e attaccare meglio. Essere compatti e avere i meccanismi giusti.
Zanetti ha detto che lei, nonostante si sia allenato da solo, è arrivato in condizioni ottimali…
Lo ringrazio come del resto il Renate che mi ha fatto allenare. E poi c’è la palestra del Papu Gomez a Bergamo. Dai ho cercato di lavorare tanto anche per dimenticare il fatto che ero senza squadra.
PAOLO ZANETTI ( FOTO KEYPRESS )
Com’è il rapporto con lui?
Molto chiaro. Quello che mi ha detto ho trovato. E’ molto preparato. Sai allenare parlando in inglese non è semplice. Sì, è la prima volta che vivo una situazione del genere, va bene anche così.
Il Verona società è Sogliano?
Sean è un punto di riferimento molto importante per tutti ma con noi c’è spesso o quasi sempre anche Italo Zanzi. Il club ci segue e ci lascia lavorare bene.
Gagliardini in che cosa è bergamasco ed invece dove non lo è?
Io sono cento per cento bergamasco, anche se i miei genitori sono del centro e del sud Italia. Quando cresci nell’Atalanta ti viene inculcata la metodologia del lavoro.
Quale angolo di Verona le piace di più?
Città stupenda ma siamo stati spesso a Verona per Fieracavalli, mia moglie Nicole è molto appassionata. Pure i miei figli hanno questa passione.
Si vede col Papu Gomez?
Lui è a Padova e a giorni finisce la squalifica. Siamo vicini ed abbiamo amici in comune ma devo ancora vederlo. Il Papu è stato importante per Bergamo e pure per me.
I suoi riferimenti quali sono stati?
Difficile scegliere però devo dire che Handanovic all’Inter è stato un vero capitano. A livello di carisma quando parla si sente. L’altro è Sinner. È un esempio per cultura del lavoro e qualità umane. Mi piacerebbe conoscerlo. Io non avevo mai seguito il tennis in modo così viscerale come oggi. Il merito è suo.
Quale tipo di musica ascolta?
Musica leggera in genere ma anche rock e blues. Dai Vasco Rossi, Zucchero e Ligabue. Abbiamo una cassa con il “bluetooth“ e chi prima arriva mette su la sua “play list“. Bradaric mi stupisce.
Perchè?
Adora Mina.
In chiusura: ma quando hanno preso Akpa Akpro prima di lei?
Mi è crollato il mondo ma per fortuna l’ansia è scomparsa nel giro di mezza giornata quando Sogliano mi ha detto di venire a Peschiera.
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