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Roma-Inter, il ritorno (amaro) dell’ex all’Olimpico (0-1)

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Roma-Inter

Roma-Inter, stasera è andato in scena uno dei big match della stagione: una partita ad alto tasso di gioco. La nostra analisi della partita.

Il destino ha portato Cristian Chivu, oggi allenatore in carica dei nerazzurri, a tornare di nuovo sul manto erboso dell’Olimpico. Stavolta come tecnico, dopo aver calcato quel campo con gli scarpini ai piedi ormai 20 anni fa.

L’occasione è il big match Roma-Inter, uno dei più attesi della stagione. Una partita alla quale mancano due elementi importanti delle rispettive squadre – Angelino per la Roma, Thuram per l’Inter – ma che ha una valenza molto importante soprattutto per la Roma, che con il Napoli sconfitto rischiava di trovarsi prima da sola al comando della classifica di Serie A. Almeno fino a domani.

Lato Roma, abbiamo salutato il ritorno in campo di Dybala da falso nueve dal primo minuto e di Bailey in panchina, con Wesley posizionato a sinistra.

Roma-Inter, una gara dai giri alti

La prima situazione pericolosa per la Roma si verifica già al minuto numero 2 con Barella che fallisce una conclusione. Primo giallo della partita, invece, spetta a Lautaro per fallo su Wesley. Un fallo che vale una preziosa punizione, calciata da Dybala, ma vanificata da Pellegrini. Poco dopo è l’ex Parma Bonny, uno degli ultimi innesti di calciomercato estivo, a segnare il prezioso gol del vantaggio nerazzurro, su assist di Barella che si riscatta rispetto all’errore precedente.

Al 10’ ci prova anche Calhanoglu, ma la conclusione è centrale e non mette in crisi Svilar. Al 12’ Pellegrini tenta la conclusione lanciando il pallone troppo esterno, e poco dopo gli fa eco Cristante, ma dal lato opposto.

Il dominio nerazzurro del primo tempo

Questa Inter dimostra la propria solidità dominando il primo tempo, soprattutto appoggiandosi a Dimarco e a un solido centrocampo. Nel quale, tra gli altri, si mette in mostra anche l’ex giallorosso Mkhitaryan, che al 15’ tenta una conclusione pericolosissima. Dal canto suo l’autore del gol nerazzurro, Bonny, si fa sempre trovare pronto al momento giusto e al posto giusto, dimostrando la lungimiranza di Piero Ausilio nell’acquistarlo in estate.

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Al 25’ i giallorossi cercano di reimpossessarsi del gioco, ripartendo da Svilar. Un’ottima occasione arriva da un corner al 27’, ma i giallorossi non passano. Al 28’, fulmineo come un gatto, Mkhitaryan recupera il possesso palla grazie a un intervento di capitan Lautaro e calcia forte una conclusione un po’ troppo alta.

La Roma è sprecona di occasioni di gol, fallendo due tentativi in una manciata di minuti. Wesley, che è un riferimento importante di gioco, anche in rapporto a Dybala, sbaglia parecchio, è impreciso e cerca più volte di farsi commettere fallo. Pur essendo la squadra più anziana della Serie A per media d’età, l’Inter corre tanto e velocemente e riesce spesso e volentieri a trovare spazi per attaccare duramente i padroni di casa.

Il boato dell’Olimpico accompagna il fallo di Dumfries su Mancini, che decreta l’inizio del 45’. Nulla di fatto per la Roma entro la fine del primo tempo.

Roma-Inter, il secondo tempo: la risposta dei giallorossi e l’ingresso di Bailey

Il secondo tempo apre con lo squillo di tromba di Dumfries che insidia subito Svilar, che si fa trovare pronto sul suo tiro, forse troppo centrale.
Al 53’ Dybala arriva a un passo dal gol e la Roma reagisce, con Koné che calcia verso la porta e la Roma che conquista una punizione. A tirare è Dybala, il cui ottimo tiro viene respinto da Sommer.

La Roma cambia gli attori in campo: fuori Pellegrini e Ndicka, dentro Dovbyk e Ziolkowski.

La partita si accende di nuovo al 60’: prima con la conclusione fuori di Celik e poi con il colpo di testa troppo alto di Dovbyk. La Curva Sud fa sentire tutto il suo dissenso.

Poco dopo è l’Inter a rimescolare le carte in campo, con l’uscita di Lautaro e Calhanoglu e l’ingresso di Pio Esposito, reduce dagli impegni in Nazionale, e Frattesi.

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Al 73’ esce Dybala, seguito da Hermoso, ed esordisce in campo la grande promessa del calciomercato estivo della Roma: Leon Bailey. Il leone ruggirà? Nella sua permanenza in campo mostra un’ottima capacità di smarcarsi dagli avversari e una corsa agile che, ne siamo certi, sarà preziosissima per i giallorossi a partire da oggi.

Intanto Gasp tenta il tutto per tutto e manda in campo anche il secondo centravanti della rosa: il numero 11 Evan Ferguson, che va a sostituire Soulé.
L’Inter risponde mandando fuori Barella e Di Marco e mettendo in campo Zielinski e Carlos Augusto.

Malgrado l’energia nuova e i tentativi del centravanti ucraino più propositivo del solito – il più pericoloso dei quali al minuto 89 – la Roma non esce a sparigliare le carte. Non che non ci provi – al 90’ Cristante ci prova di testa – ma non riesce a graffiare. Cinque minuti di recupero non cambiano la situazione.

La Roma perde il vantaggio di classifica e rischia il sorpasso, probabile, del Milan che domani affronterà la Fiorentina.

 

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Serie A

Per Dybala un inizio al top: mai così tanti minuti in campo con la Roma

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Manca ancora il gol, ma per Dybala è un avvio di stagione da incorniciare: la Joya non aveva mai giocato così tanto con la Roma nelle prime cinque di campionato.

Il pareggio di ieri pomeriggio della Roma contro l’Inter ha lasciato tanto spettacolo, qualche rammarico, ma anche tante certezze in casa giallorossa. All’Olimpico è stato un autentico show da ambo le parti e, senza usare troppa retorica, uno spot per la Serie A.

La Roma ha confermato per larghi tratti di essere alla pari dei campioni d’Italia, o perlomeno di aver assottigliato di tanto il gap con la squadra nerazzurra. Alla doppietta di Konè nel primo tempo ha risposto quella di Lautaro Martinez nel secondo: ora la classifica entrambe in vetta a 13 punti assieme alla Lazio.

Il big match di ieri ha dato a Gasperini tante risposte, o meglio, tante conferme nei singoli e nel gruppo: il gioco espresso soprattutto nella prima frazione di gioco è stato a tratti dominante, come già visto nelle gare precedenti, dando anche però i soliti quindici minuti di spaesamento ad inizio ripreso che, purtroppo per i giallorossi, hanno significato la rete dell’Inter che ha riaperto la partita.

Tra le tante positive di ieri in casa giallorossa, però, ce n’è una che ormai sembra quasi non far più notizia, e a ripensarci non più tardi di sei mesi fa sarebbe stata quasi utopia: il rendimento fisico ed atletico di Paulo Dybala.

PAULO DYBALA IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Dybala, minutaggio record nelle prime cinque di campionato: meglio del 2022-23

Da quando è iniziato il campionato la Joya è rimasta in campo per 407 minuti: non era mai successo da quando il n.21 giallorosso veste la maglia giallorossa. Nella sua prima annata con la Roma (2022-23) Dybala aveva disputato 392 minuti nelle prime cinque gare di Serie A, suo record prima di questo incredibile avvio di stagione.

Nel 2023-24, invece, l’argentino era calato leggermente, con 312′, così come nella stagione seguente, quando era arrivato a 285 minuti totali. Il record negativo è stato l’anno scorso, quando con la Roma Dybala giocò solamente 106 minuti nelle prime cinque di campionato, forse il preludio della stagione più complicata in giallorosso per l’ex Juve.

Il gol, però, fatica ad arrivare: l’ultimo era arrivato contro il Torino a gennaio, durante la gara con il Torino in cui per la prima volta si è potuta ammirare la coppia formata dal sudamericano e da Donyell Malen. Poi i continui problemi fisici, culminati con l’operazione chirurgica al ginocchio e conclusi con un finale di stagione da assoluto protagonista.

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Già durante la preparazione estiva Dybala aveva già fatto intravedere quella che sarebbe potuta essere la sua stagione: nei test amichevoli il n.21 era già sembrato uno dei più in forma di tutto il gruppo, confermato anche dallo stesso Gasperini: pochi giorni fa il tecnico della Roma lo aveva definito “una bestia”. E fa sorridere se pensiamo che solo qualche mese fa proprio le condizioni fisiche di Dybala hanno rischiato di mettere in dubbio il futuro dell’argentino nella capitale.

Dybala ha ricominciato da dove aveva finito, o forse addirittura meglio. Sì, perché se è vero che la rete ancora non si è gonfiata, è altrettanto vero che i suoi passaggi hanno aiutato i compagni a farlo per lui: infatti per la Joya sono già quattro gli assist in questa stagione.

Ora c’è la sosta: la Roma riscenderà in campo l’11 ottobre a casa del Como, gara che inaugurerà un vero e proprio tour de force per i giallorossi tra campionato e Champions. Dybala (che è stato lasciato a casa dal CT dell’Argentina Scaloni) avrà l’occasione di riprendere un po’ di fiato migliorando se possibile ancor di più la sua condizione fisica a Trigoria sotto gli occhi di Gasperini. Come affermato dallo stesso Gasperini le rotazioni saranno praticamente inevitabili, ma ad un Dybala in un tale stato di grazia sarà difficile rinunciare.

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Serie A

Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso

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Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso

Un punto in quattro giornate ha portato al cambio in panchina. Il nuovo tecnico firmerà fino al 2028, ma il suo nome era nei piani di Sartori già da tempo.

Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso-2

DOMENICO TEDESCO, ALLENATORE DEL BOLOGNA FC, DELUSO DOPO UN CARTELLINO ROSSO (FOTO DI FABIO PATAMIA/GETTY IMAGES)

Le ore di riflessione a Casteldebole hanno portato alla svolta: dopo un punto raccolto nelle prime quattro giornate, il Bologna ha deciso di cambiare guida tecnica e ripartire da Raffaele Palladino al posto di Domenico Tedesco. Una scelta maturata rapidamente nelle ultime ore, ma non improvvisata, perché Palladino era da tempo uno dei principali obiettivi di Giovanni Sartori.

Il quadro è cambiato nel giro di ventiquattro ore. Il 15 settembre Tedesco aveva incontrato i vertici rossoblù per analizzare l’avvio senza vittorie; oggi il club ha scelto una nuova direzione affidandosi a un allenatore già seguito in passato dalla propria area tecnica.

Un punto in quattro giornate cambia lo scenario

I numeri spiegano la svolta. Dopo quattro turni il Bologna è 16° con un punto, senza vittorie e con appena due gol segnati.

I rossoblù hanno perso 1-0 contro Lazio, Atalanta e Napoli, raccogliendo l’unico punto nel 2-2 con il Sassuolo. Proprio contro i neroverdi sono arrivate le sole reti stagionali, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.

Il cambio arriva inoltre appena dodici giorni dopo le parole dell’amministratore delegato Claudio Fenucci. Il 4 settembre, parlando del nuovo corso, aveva spiegato: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà».

Tedesco era arrivato soltanto il 2 giugno 2026, firmando fino al 2028 con opzione per un’altra stagione. L’avvio da un punto in quattro partite ha però cambiato rapidamente lo scenario costruito durante l’estate.

Palladino, la scelta del Bologna non nasce oggi

Se la decisione su Tedesco è maturata nelle ultime ore, il nome di Palladino ha radici molto più lontane.

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Sartori aveva già individuato nell’ex tecnico di Monza e Fiorentina un profilo adatto al Bologna due anni fa, nel momento della ricerca del successore di Thiago Motta. Il suo nome è tornato poi nelle valutazioni della dirigenza anche durante l’ultima estate.

Il club ha quindi cambiato allenatore in poche ore, ma non ha scelto il sostituto in poche ore. Palladino era un obiettivo già conosciuto e studiato da Sartori, circostanza che ha permesso ai rossoblù di accelerare una volta presa la decisione di interrompere il percorso con Tedesco.

Nelle valutazioni per la panchina c’era anche Igor Tudor, considerato il piano alternativo. La priorità di Sartori è rimasta però Palladino, fino all’intesa raggiunta per aprire il nuovo ciclo.

Bologna-Palladino, 2 milioni a stagione e contratto fino al 2028

Anche la struttura dell’accordo chiarisce la prospettiva scelta dal club. Palladino guadagnerà 2 milioni di euro a stagione e firmerà un contratto fino al 2028, con un’opzione per prolungare il rapporto fino al 2029.

La clausola è legata ai risultati: l’opzione per il 2029 scatterà in caso di qualificazione del Bologna alle competizioni europee.

Non si tratta quindi di una soluzione pensata soltanto per gestire l’attuale momento di difficoltà. La durata dell’accordo lega il tecnico a un progetto pluriennale, con l’Europa inserita direttamente tra le condizioni che possono prolungare il rapporto.

Prima di iniziare la nuova esperienza, Palladino ha definito anche la separazione dal precedente contratto con l’Atalanta.

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Dal progetto Tedesco al primo esame di Palladino

Il calendario non concede molto tempo al nuovo allenatore. Il prossimo appuntamento è Bologna-Torino, in programma sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara.

Palladino prende una squadra ancora senza vittorie, con un punto e due reti segnate dopo quattro giornate. Il suo primo compito sarà quindi interrompere subito un avvio che ha convinto il club a cambiare una scelta compiuta appena tre mesi fa.

Ieri a Casteldebole il futuro di Tedesco era ancora al centro delle valutazioni. Oggi la risposta è arrivata: il Bologna riparte da Palladino, il tecnico che Sartori aveva già cercato in passato e sul quale ha deciso di costruire il nuovo corso.

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Serie A

Bologna, Tedesco in bilico: le ore che cambiano lo scenario a Casteldebole

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Domenico Tedesco

Il futuro di Domenico Tedesco sulla panchina del Bologna si è complicato nel giro di poche ore: alla fiducia filtrata in mattinata è seguita, nel pomeriggio, una serie di valutazioni interne sulla sua posizione. Nessun esonero, però, è stato ufficializzato.

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DOMENICO TEDESCO, CT DEL BELGIO, DURANTE LA PARTITA DI UEFA NATIONS LEAGUE TRA ITALIA E BELGIO (FOTO DI EMMANUELE CIANCAGLINI/GETTY IMAGES)

Bologna-Tedesco, cosa cambia nel giro di poche ore

La mattinata del 15 settembre si è aperta con il confronto previsto a Casteldebole tra il tecnico e i vertici rossoblù. Sul tavolo l’avvio negativo in campionato e, soprattutto, la prestazione offerta nella sconfitta contro il Napoli.

Le prime indiscrezioni descrivevano ancora una società intenzionata ad analizzare la crisi insieme al proprio allenatore, senza mettere subito in discussione la panchina. Nel corso del pomeriggio, tuttavia, lo scenario è diventato più delicato: sarebbero emerse valutazioni sulla posizione di Tedesco all’interno del club.

Il condizionale resta d’obbligo su questo punto. Il tecnico non è stato esonerato e, al momento della pubblicazione, non esiste un comunicato ufficiale del Bologna che annunci una separazione.

Un punto in quattro giornate: i numeri della crisi rossoblù

A spiegare l’aumento della pressione è soprattutto la classifica. Dopo quattro giornate di Serie A 2026/27, il Bologna occupa il 16° posto con un punto, senza vittorie e con appena 2 gol segnati.

Il percorso è netto: 0-1 contro la Lazio, 0-1 con l’Atalanta, 2-2 contro il Sassuolo e 0-1 a Napoli. Tre sconfitte di misura, ma anche tre gare chiuse senza segnare.

Il dato offensivo resta il più evidente. Le uniche reti rossoblù sono arrivate nel pareggio con il Sassuolo, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.

Dopo il ko del Maradona, anche il vice allenatore Andrea Tarozzi ha riconosciuto il problema: «Abbiamo creato troppo poco, anche rispetto alle nostre ultime partite».

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Le parole di Fenucci, undici giorni prima

Il possibile cambio di scenario pesa ancora di più alla luce di quanto dichiarato dal club a inizio settembre. Il 4 settembre l’amministratore delegato Claudio Fenucci aveva definito la stagione un anno di ricostruzione, indicando la top 10 come possibile traguardo e chiedendo pazienza per il nuovo corso.

Sul tecnico, in particolare, era stato chiaro: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà». Tedesco, del resto, è arrivato a Bologna soltanto il 2 giugno 2026, con un contratto fino al 30 giugno 2028 e opzione per un’ulteriore stagione.

Un eventuale cambio dopo quattro giornate rappresenterebbe quindi una svolta molto anticipata rispetto al progetto impostato appena tre mesi fa.

Il Torino sullo sfondo, ma prima la scelta su Tedesco

Il prossimo impegno di campionato sarà Bologna-Torino, sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara. Tedesco, sulla carta, deve ancora scontare la seconda delle due giornate di squalifica ricevute dopo l’espulsione contro il Sassuolo, sanzione accompagnata da un’ammenda di 5.000 euro.

Dopo quanto emerso il 15 settembre, però, il primo interrogativo non riguarda più soltanto la sua presenza fisica in panchina contro i granata. Il Bologna deve prima decidere se proseguire con l’allenatore a cui, undici giorni fa, aveva pubblicamente promesso tempo, oppure cambiare strada dopo un avvio da un punto in quattro giornate.

La posizione di Tedesco è ormai un tema concreto in casa rossoblù. L’esonero, invece, resta al momento un’ipotesi e non un fatto ufficiale.

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