Alberico Evani non si nasconde e racconta con sincerità il difficile finale di stagione della Sampdoria. Dopo una retrocessione contro la Juve Stabia, che sembrava il punto più basso della stagione, è arrivata la salvezza nel playout con la Salernitana. Un ribaltamento inaspettato. Ci sono stati momenti duri, scelte imposte dalla società e un confronto diretto con i tifosi che ha cambiato tutto.
L’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport è un mix di autocritica, orgoglio e amarezza. L’epilogo, secondo Evani, poteva segnare un nuovo inizio.
“Abbiamo fatto 9 punti. Vinto due scontri diretti con Cittadella e Salernitana, pareggiato con squadre andate ai playoff come Cremonese, Catanzaro e Juve Stabia. Abbiamo perso solo a Carrara, anche male certo, ma in generale abbiamo preso pochi gol rispetto a prima e trovato ordine tattico. D’altronde non potevamo rimediare ai guai del passato e di più non potevamo fare.”
Una difesa lucida del lavoro svolto, considerando una situazione tecnica e mentale ereditata già compromessa. Ma è fuori dal campo che si consuma la delusione più grande.
“Una scelta punitiva della società. Dovevamo fare due settimane e la squadra l’ha accettato. Poi un giorno sono venuti i tifosi al campo e ci hanno fatto togliere le maglie perché ritenevano i giocatori non degni di indossarle. Un gesto che li ha colpiti, quell’umiliazione in fondo se l’erano meritata.”
TIFOSI SAMPDORIA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Quel gesto, durissimo, ha toccato un nervo scoperto. Umiliazione, sì, ma anche presa di coscienza.
“E la squadra ha ricominciato ad allenarsi in un altro modo. Quell’incontro con i tifosi è stato uno stimolo, ha toccato l’orgoglio. E i risultati si sono visti. Se ci fossero state altre partite, ne avremmo perse poche. Abbiamo trovato uno spirito di squadra fortissimo, con un atteggiamento propositivo.”
In campo, la svolta è stata evidente proprio quando contava di più.
“S’è vista la miglior Samp della stagione, me l’hanno scritto tanti tifosi. Poteva essere un punto di partenza, invece la società farà altre scelte. Peccato. Io sono orgoglioso di quello che mi hanno detto giocatori e tifosi. Ho sprecato tante energie e non solo per la squadra, avrei preferito dedicarle alle partite.” Evani chiude con una punta di amarezza. Il gruppo aveva ritrovato compattezza, la squadra un’identità. Ma il futuro sarà diverso. E forse anche altrove.
Aggiornato al 28/06/2025 13:13
Gli Spurs restano interessati al centrocampista inglese, ma rispetto al tentativo da 60 milioni del…
Il Manchester United è tornato sulle tracce di Jarrad Branthwaite, ma la posizione dell'Everton oggi…
Il centrale è libero dopo l'addio all'Inter e il suo profilo si adatta alla linea…
La Juventus valuta un possibile affondo su Lorenzo Palmisani già a gennaio: l'ipotesi è lasciarlo…
I salentini hanno respinto le offerte estive e ora lavorano con Jorge Mendes a un…
Federcalcio saudita e Saudi Pro League condannano i cori contro Neves dedicati a Jota. L'Al…