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Kessie, fine di una stucchevole telenovela: accordo trovato con il Barcellona
Kessie, pare ormai deciso e finalmente scritto il futuro del giocatore. Andiamo a vedere nel dettaglio quale potrebbe essere la sua prossima destinazione.
Quanto tempo è passato da quel “Torno in Italia e sistemo tutto” della scorsa estate. Di acqua sotto i ponti ne è davvero passata tanta, come tante erano le aspettative dei tifosi rossoneri finalmente convinti di avere trovato un vero e proprio Presidente sia in campo che fuori. Un uomo simbolo, un uomo spogliatoio, un lottatore indefesso in campo, insomma un leader di cui questo Milan imberbe ha più che mai bisogno. Ecco, il leader non sarà Kessie perchè destinato a lasciare il Milan in estate purtroppo a parametro zero.
E di colpe la dirigenza ne ha veramente ben poche. Già nel mese di gennaio dello scorso anno Paolo Maldini aveva cercato di parlare con l’agente Atangana per trovare un accordo, cosa mai successa. Da una parte il serio convincimento di rinnovare alle giuste condizioni, dall’altra un continuo sparare al rialzo aspettando offerte migliori. Che sono arrivate in effetti da parte del Barcellona, club che qualche mese fa sembrava avere desistito e che invece, ora, è il principale candidato ad acquisire l’ivoriano.
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Kessie, le cifre della trattativa
Accantonate le piste italiane a dir poco suggestive, ma in concreto poco veritiere come Juventus ed Inter, ecco che andiamo ora a parlare di cifre per il trasferimento a Barcellona dell’ivoriano. Pronto per lui un contratto da 6,5 milioni a stagione, a dire il vero di poco superiore all’offerta del Milan intorno ai 6 milioni. La differenza, e qui dovremmo aprire una parentesi a parte, sta nel pagamento delle commissioni ad Atangana. Il procuratore di Kessie infatti percepirà la somma di 10 milioni di euro per la trattativa. Secondo quanto riferito dalla pagina Forza Milan e da Gianluca Di Marzio, la trattativa sembra ormai orientata verso una veloce chiusura.
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Torino-Roma, le probabili: Molina dal 1′, Dybala fuori
Le probabili formazioni di Torino-Roma. Gasperini fa turnover con Molina e il duo Soulé-Mora, Abate sceglie tra Adams e Simeone.

Donyell Malen a terra ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Le scelte di Gasperini, turnover controllato dopo l’Europa
Reduce dalle fatiche del debutto stagionale in Champions League contro il Fenerbahçe, la Roma si proietta sul posticipo del lunedì contro il Torino con l’obiettivo di centrare il quarto successo consecutivo in campionato. Gian Piero Gasperini pare intenzionato ad apportare diverse modifiche all’undici di partenza per dosare le energie della rosa. Tra i pali resta insostituibile Svilar, mentre nel pacchetto arretrato Balerdi insidia Mancini per completare il terzetto con Ndicka ed Hermoso.
La novità principale riguarda la corsia destra dove Molina si appresta a collezionare la prima presenza dal primo minuto, con Wesley sul versante opposto. In mediana, le condizioni di Koné restano da monitorare dopo il fastidio al ginocchio accusato in coppa, con Pisilli pronto a rilevare il francese accanto a Cristante. In attacco si va verso un turno di riposo per Dybala. Sulla trequarti agirà la coppia composta da Soulé e Mora alle spalle dell’unica punta Malen.
La risposta del Torino, Abate rinforza la mediana
Sul fronte granata, mister Abate prepara la strategia per imbrigliare la manovra capitolina. In difesa si valutano fino all’ultimo le condizioni di Coco. In caso di forfait è pronto Ismajli per guidare il reparto con Comuzzo e Comert a protezione del portiere Perri. La cerniera di centrocampo vedrà Mandragora e Fitz-Jim affiancati da Gineitis, riproponendo l’assetto folto a tre già visto nella sfida di Firenze.
Sulle corsie esterne resta vivo un ballottaggio a tre per due maglie tra Belghali, Fortini e Cacciamani. In attacco, con Vlasic confermato nel ruolo di raccordo, il terminale offensivo vedrà Adams in leggero vantaggio su Simeone, forte della rete realizzata al Franchi nello scorso turno.
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Infantino, la Francia dice basta: il nodo non è più FIFA Forward Enterprise
Il Comitato Esecutivo della FFF ha deciso di non sostenere più Gianni Infantino verso le elezioni FIFA del 2027: la cancellazione di FIFA Forward Enterprise non basta a chiudere la partita sulla governance.

IL PRESIDENTE DELLA FIFA GIANNI INFANTINO DURANTE UNA VISITA A UN IMPIANTO SPORTIVO A CALI, COLOMBIA, IL 7 AGOSTO 2026 (FOTO DI JAIME SALDARRIAGA/AFP VIA GETTY IMAGES)
La Francia cambia posizione dopo il caso FFE
La Federazione francese, riunita il 10 settembre a Parigi su richiesta del presidente Philippe Diallo, ha deciso all’unanimità di ritirare il sostegno a Infantino per l’elezione del presidente FIFA, in programma il 18 marzo 2027 a Rabat, in Marocco. La FFF aveva appoggiato Infantino il 29 giugno: poco più di due mesi dopo, per la federazione le condizioni per confermare quel sostegno sono venute meno.
Il progetto FFE è morto, il problema della governance no
FIFA Forward Enterprise era la società commerciale proposta dalla FIFA per aprire a investitori esterni le partecipazioni legate agli asset commerciali delle competizioni, Coppa del Mondo compresa. Infantino l’aveva difesa come un’opportunità per generare risorse da destinare allo sviluppo del calcio. Il 30 luglio, però, UEFA e le sue 55 federazioni nazionali hanno respinto all’unanimità la proposta, e il giorno successivo lo stesso Infantino ne ha annunciato lo stop. Resta il nodo politico: per la FFF la questione della governance non può considerarsi risolta solo perché il progetto è stato archiviato.
Diallo chiede trasparenza e consultazioni
Il presidente della FFF ha insistito sulla necessità di informazioni complete, consultazioni approfondite e un processo decisionale trasparente prima di decisioni capaci di incidere sul futuro del calcio. La federazione ha già annunciato un ciclo di consultazioni con personalità francesi e internazionali per elaborare proposte di riforma della governance FIFA, con particolare attenzione a trasparenza e indipendenza.
Anche l’Italia aveva già tolto il proprio sostegno
Il 26 agosto la FIGC aveva ritirato ufficialmente il sostegno alla candidatura di Infantino. Il presidente Giovanni Malagò aveva spiegato che la Federcalcio continuerà a lavorare con UEFA e le altre federazioni europee per un modello fondato su merito, solidarietà, sostenibilità e centralità dei tifosi. Italia e Francia si trovano così sulla stessa linea: la cancellazione di FFE non chiude, da sola, il confronto con l’attuale vertice FIFA.
UEFA vuole una riforma più profonda
Il 27 agosto, a Monaco, le federazioni europee hanno incaricato all’unanimità la presidenza e l’amministrazione UEFA di utilizzare le vie istituzionali, politiche e legali disponibili per ottenere una riforma della FIFA, compreso il ripristino di limiti adeguati all’autorità presidenziale. La UEFA ha inoltre chiesto una revisione esterna e indipendente di FFE, e riferisce di aver ricevuto dalla FIFA conferma scritta che il progetto è stato ritirato in modo “irrevocabile e permanente”. Dopo queste garanzie, la UEFA ha sospeso provvisoriamente il ritiro delle squadre europee dalle competizioni FIFA della stagione successiva.
Verso Rabat, la partita è sulla governance
Infantino ha già annunciato l’intenzione di ricandidarsi in vista del voto del 18 marzo 2027. La FIFA conta 211 federazioni affiliate, quindi l’opposizione europea da sola non decide l’esito delle elezioni. Il tema resta però destinato a restare centrale nei prossimi mesi: la strada verso Rabat passa ormai dal rapporto tra presidente, federazioni e istituzioni.
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Kvaratskhelia tra i 30 del Pallone d’Oro: le parole
Kvaratskhelia commenta la candidatura al Pallone d’Oro con il PSG. I numeri in Champions e le dichiarazioni sull’assenza al Mondiale.

Khvicha Kvaratskhelia punta il dito ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Kvaratskhelia candidato al Pallone d’Oro: l’orgoglio del talento del PSG
L’ufficializzazione della lista dei trenta candidati alla vittoria del Pallone d’Oro consacra la dimensione internazionale di Khvicha Kvaratskhelia. Il talento georgiano figura tra i grandi favoriti della vigilia in virtù di un’annata da assoluto protagonista con la maglia del Paris Saint-Germain, club capace di piazzare ben nove propri tesserati all’interno della selezione finale. A questi si aggiunge anche l’altro nuovo acquisto Ferran Torres, premiato per l’ottimo rendimento al Barcellona e per il gol decisivo segnato nella finale del Mondiale con la Spagna.
Intervistato dai canali ufficiali degli organizzatori del trofeo, Kvaratskhelia ha espresso tutta la propria soddisfazione per il traguardo raggiunto, ribadendo l’orgoglio di far parte di un collettivo di altissimo livello come quello parigino. L’esterno offensivo ha sottolineato come la presenza tra i migliori calciatori del pianeta rappresenti il coronamento di un percorso di crescita costante vissuto sui palcoscenici più prestigiosi d’Europa.
Il rendimento in Champions League e la risposta sul peso del Mondiale
A trascinare il georgiano tra i candidati principali è stata un’esaltante campagna di Champions League disputata durante la scorsa primavera. I suoi numeri testimoniano un impatto devastante sul torneo: dieci reti e sette assist messi a referto in sedici apparizioni complessive, risultando sempre determinante e andando a segno o servendo passaggi vincenti in ogni singolo turno della fase a eliminazione diretta a partire dai playoff.
L’unico punto interrogativo riguardo alla sua candidatura risiede nella mancata partecipazione alla fase finale del Mondiale con la selezione della Georgia. Interpellato sulla possibilità di conquistare l’ambito premio individuale senza il supporto della rassegna iridata, Kvaratskhelia ha risposto con grande maturità, spiegando che la valutazione finale spetterà ai giurati ma che la sua presenza tra i finalisti è già motivo di enorme gratificazione professionale e personale.
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