Calciomercato
Fiorentina, nodo contratti: chi resta e chi va
La Fiorentina oltre al presente con una salvezza ancora da conquistare, pensa al futuro: il nodo contratti.
La Fiorentina ha davanti il difficile presente, una salvezza da conquistare. Venerdì arriva lo Spezia e la Viola dovrà fare a meno ancora di Franck Ribery. Il francese ci sta provando ma le speranze di vederlo in campo sono ridottissime. Nella gara contro i liguri dovrebbe essere riproposto Kouamè dal primo minuto, mentre Kokorin che sta riacquisendo forma fisica potrebbe avere uno spazio nella ripresa. Ritorna Ambarat e vista la buona gara di Pulgar a Genova e la forma ritrovata di Bonaventura potrebbe essere Castrovilli a perdere il posto. Dal primo minuto sulla corsia di destra potrebbe fare l’esordio Malcuit.
Torreira vicino
Nella speranza di arrivare presto a raggiungere una posizione di tranquillità in classifica Commisso sta programmando il futuro: dovranno essere chiariti i nodi sul direttore sportivo e il tecnico, l’idea intanto è quella di un forte inserimento in ogni reparto. Secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport in edicola oggi, la Fiorentina sarebbe veramente vicina per la mediana a Torreira, centrocampista dell’Arsenal in forza all’Atletico Madrid. L’uruguaiano ha già dato il via libera a tornare in Italia, alla Fiorentina. Torreira andrà a far coppia in mezzo al campo con il confermatissimo Amrabat.
Il nodo rinnovi contratti
C’è poi la questione rinnovo dei contratti. La Fiorentina offrirà prima della fine del campionato a Vlahovic l’allungamento per altre due stagioni a 1,5 milioni, raddoppiando, quasi, l’attuale stipendio. Il giocatore vuole restare in maglia viola. I suoi manager, invece, temporeggiano. La sensazione, però, è che alla fine un accordo verrà trovato. Almeno per l’allungamento di dodici mesi. Potrebbe anche essere inserita nel nuovo accordo anche una clausola rescissoria.
Se ne andrà, invece, l’altro serbo, Nikola Milenkovic. Il difensore andrà a giocare in Premier. Se lo contendono le due squadre di Manchester. La Fiorentina incasserà dal cartellino del centrale una cifra intorno ai 35 milioni. E sul piede di partenza c’è anche capitan Pezzella che considera chiuso il suo ciclo in maglia viola. L’anno scorso lo corteggiavano Milan e Roma. Ora potrebbe essere più credibile la pista che porta al club giallorosso. La valutazione di Pezzella si aggira intorno ai quindici milioni. Ma nella Roma ci potrebbero anche essere delle interessanti contropartite tecniche.
Calciomercato
Tottenham-Gibbs-White, ora cambia tutto: Forest senza clausola
Gli Spurs restano interessati al centrocampista inglese, ma rispetto al tentativo da 60 milioni del 2025 il Nottingham Forest oggi ha il pieno controllo sulla trattativa.

MORGAN GIBBS-WHITE DEL NOTTINGHAM FOREST (FOTO DI RITCHIE SUMPTER/NOTTINGHAM FOREST FC VIA GETTY IMAGES)
Il Tottenham non ha dimenticato Morgan Gibbs-White, ma un nuovo assalto partirebbe da condizioni completamente diverse rispetto al 2025: allora gli Spurs avevano provato a muoversi sulla base di una clausola da 60 milioni di sterline, mentre oggi il 26enne è legato al Nottingham Forest fino al 2028 e il nuovo contratto non prevede più un prezzo automatico per la cessione.
Il club londinese continua a seguire il centrocampista e potrebbe tornare alla carica nel 2027. Il Forest, però, non ha intenzione di aprire a una partenza a gennaio e sta valutando anche un ulteriore rinnovo per rafforzare ancora di più la propria posizione.
Nel 2025 il Tottenham aveva la clausola da 60 milioni
La precedente trattativa era arrivata molto più avanti di un semplice interessamento.
Nel luglio 2025 gli Spurs avevano provato a sfruttare la clausola da 60 milioni di sterline presente nel vecchio contratto di Gibbs-White. L’operazione sembrava vicina alle visite mediche, prima che il Nottingham Forest contestasse il modo in cui il club londinese era venuto a conoscenza della clausola e bloccasse il trasferimento.
La trattativa si fermò e pochi giorni dopo arrivò il rinnovo.
Il 26 luglio 2025 il centrocampista firmò un nuovo contratto con il Forest fino al 2028, cambiando completamente i rapporti di forza tra le parti.
Il rinnovo ha tolto il prezzo automatico
È questo il dettaglio che rende diverso un eventuale nuovo tentativo del Tottenham.
Nel vecchio accordo esisteva una cifra prestabilita. Nel nuovo contratto, invece, non c’è più una release clause.
Questo significa che oggi qualsiasi club interessato a Gibbs-White deve negoziare direttamente con il Nottingham Forest, senza poter fare riferimento a un prezzo già fissato.
L’inglese percepisce inoltre circa 150mila sterline a settimana, cifra che conferma il ruolo centrale assegnatogli all’interno del progetto.
I numeri hanno rafforzato ancora di più il Forest
Nel frattempo Gibbs-White ha continuato a produrre sul campo.
Nella stagione 2025/26 ha chiuso con 18 gol e 7 assist in tutte le competizioni, numeri che hanno ulteriormente aumentato il suo peso tecnico.
Anche l’inizio del 2026/27 è stato positivo. Nelle prime quattro giornate di Premier League ha giocato tutti i 360 minuti, segnando un gol e servendo due assist.
Tre partecipazioni dirette al gol in quattro partite spiegano perché il Tottenham continui a seguirlo e perché, allo stesso tempo, il Forest non abbia alcuna necessità di accelerare una cessione.
Gennaio resta chiuso, il Tottenham guarda al 2027
Il Nottingham Forest non vuole privarsi del proprio centrocampista nella finestra invernale.
Per questo gli Spurs guardano soprattutto al 2027, quando potrebbero tornare a trasformare l’interesse in una vera offensiva di mercato.
La differenza rispetto al 2025 è però ormai netta.
Allora il Tottenham poteva muoversi attorno a una clausola da 60 milioni di sterline. Oggi Gibbs-White ha un contratto fino al 2028, un ingaggio molto più alto e nessuna cifra automatica che apra la porta alla cessione.
Il club londinese resta interessato, ma questa volta è il Nottingham Forest a decidere prezzo, tempi e condizioni.
Calciomercato
Manchester United su Branthwaite: l’Everton più forte rispetto al 2024
Il Manchester United è tornato sulle tracce di Jarrad Branthwaite, ma la posizione dell’Everton oggi è più solida che nel 2024: il difensore è legato ai Toffees fino al 2030.

JARRAD BRANTHWAITE DELL’EVERTON (FOTO DI MARK LEECH/OFFSIDE/OFFSIDE VIA GETTY IMAGES)
Le indiscrezioni delle ultime ore parlano di nuovi contatti tra i Red Devils e i rappresentanti del centrale classe da intendere sui 24 anni, con gennaio 2027 o la prossima estate come possibili finestre per un tentativo. Al momento, però, non risulta alcuna nuova offerta ufficiale: si tratta di interesse e programmazione, non di una trattativa avviata tra i due club.
Cosa è cambiato dal 2024
La storia tra Manchester United e Branthwaite era iniziata due estati fa, quando lo United presentò due proposte per il centrale inglese, entrambe respinte dall’Everton. La seconda arrivò a circa 45 milioni di sterline più 5 milioni di bonus, mentre i Toffees valutavano il giocatore oltre quota 70 milioni.
Nella stessa finestra di mercato lo United ridisegnò comunque la propria retroguardia, con gli innesti di Leny Yoro dal Lille a luglio e di Matthijs de Ligt, ufficializzato il 13 agosto dal Bayern Monaco. È proprio la presenza dell’ex Juventus a creare un collegamento particolare per il pubblico italiano: l’olandese ha collezionato 42 presenze nella stagione 2024/25, con due gol all’attivo, ma la seconda annata a Manchester è stata condizionata da un lungo problema alla schiena.
De Ligt non gioca una partita ufficiale dal 30 novembre 2025 e a maggio si è sottoposto a un intervento chirurgico che gli è costato anche il Mondiale. È tornato ad allenarsi, ma al 16 settembre non è ancora rientrato in campo.
Everton, Branthwaite blindato fino al 2030
Anche la situazione di Branthwaite è cambiata profondamente da allora. Il 2 luglio 2025 il difensore ha firmato con l’Everton un nuovo accordo quinquennale, valido fino al 30 giugno 2030.
Il contratto lungo toglie pressione al club inglese in vista delle prossime sessioni di mercato. Nelle ultime ore la valutazione del giocatore è stata indicata intorno agli 80 milioni di sterline, cifra che però non risulta comunicata ufficialmente dall’Everton.
Branthwaite arriva inoltre da una stagione complicata sul piano fisico: nel 2025/26 ha saltato i primi cinque mesi dopo un intervento per un problema al tendine del ginocchio, tornando in campo a gennaio. Ad aprile un nuovo infortunio muscolare, distinto dal precedente, non ha però richiesto un’ulteriore operazione.
L’avvio del 2026/27 ha dato segnali diversi: quattro presenze in Premier League, quattro titolarità e 360 minuti giocati, con la porta dell’Everton rimasta inviolata contro Crystal Palace e Tottenham. Il 6 settembre, tra l’altro, Branthwaite ha disputato tutti i 90 minuti nel 2-2 tra Everton e Manchester United.
De Ligt, Maguire e Martinez: lo United guarda già al 2027
Il nuovo interesse per Branthwaite va letto soprattutto nella programmazione futura della difesa. Harry Maguire, 33 anni, è sotto contratto per la stagione 2026/27, mentre l’accordo di Lisandro Martinez arriva fino al giugno 2027: in entrambi i casi lo United dispone di un’opzione per un’ulteriore stagione.
Branthwaite, 24 anni, mancino e già abituato al ritmo della Premier League, resta dunque un profilo monitorato in prospettiva. Rispetto al primo assalto del 2024, però, lo scenario è più complesso: il difensore ha altri quattro anni di contratto dopo questa stagione e l’Everton non ha alcuna scadenza ravvicinata che lo costringa a decidere in fretta.
Due anni dopo, il Manchester United è tornato sullo stesso nome. Non ancora una trattativa, ma un dossier che oggi appare più difficile e potenzialmente più costoso rispetto all’estate del doppio no dell’Everton.
Calciomercato
Torino, Acerbi può essere il rinforzo giusto per la difesa di Abate
Il centrale è libero dopo l’addio all’Inter e il suo profilo si adatta alla linea a tre granata, che ha già incassato sette gol nelle prime quattro giornate.

FRANCESCO ACERBI DELL’FC INTERNAZIONALE IN AZIONE (FOTO DI NICOLÒ CAMPO/LIGHTROCKET VIA GETTY IMAGES)
Il Torino accelera per Francesco Acerbi e il momento spiega perché: dopo quattro giornate i granata hanno raccolto tre punti e incassato sette gol, mentre Ignazio Abate continua a lavorare con una difesa a tre. Il 38enne, svincolato dopo la fine del contratto con l’Inter, rappresenta un profilo pronto, esperto e senza costo di cartellino.
Il futuro del difensore può definirsi nei prossimi tre-quattro giorni. Il Torino spinge forte e vuole chiudere, pur sapendo che altri club possono inserirsi prima della decisione finale.
Acerbi non è soltanto un parametro zero
Il vantaggio economico è evidente: essendo svincolato, il centrale può essere tesserato anche dopo la chiusura della sessione estiva.
Il vero motivo dell’interesse granata, però, è tecnico.
Abate ha impostato il Torino con una linea a tre e contro la Roma ha schierato Comuzzo, Coco e Cömert, con Ismajli tra le alternative. Acerbi arriva da anni trascorsi proprio in questo tipo di struttura tra Lazio e Inter e può agire sia al centro sia sul centro-sinistra della retroguardia.
Il suo inserimento sarebbe quindi naturale all’interno dei principi già scelti dall’allenatore.
Sette gol subiti nelle prime quattro giornate
I numeri dell’avvio spiegano la necessità di aggiungere esperienza.
Dopo quattro turni di Serie A 2026/27 il Torino ha raccolto tre punti, con una vittoria e tre sconfitte, e ha già subito sette gol.
L’ultimo ko è arrivato in casa contro la Roma, vittoriosa 2-0 con le reti di Malen e Pisilli.
Nel post-partita Abate ha indicato chiaramente il problema: «Dobbiamo diminuire gli errori individuali».
I granata sono andati in svantaggio in tutte le prime quattro giornate e la fase difensiva resta il primo aspetto da correggere.
Cosa porta Acerbi alla linea di Abate
Acerbi ha chiuso la stagione 2025/26 con 26 presenze con l’Inter ed è reduce da quattro anni in nerazzurro.
Il suo valore sta nella gestione della linea: posizionamento, coperture, lettura delle situazioni e capacità di guidare i compagni nei momenti di pressione.
Sono caratteristiche che si collegano direttamente ai problemi mostrati dal Torino in questo avvio.
Abate non cerca semplicemente un altro centrale da aggiungere alle rotazioni. Cerca un giocatore capace di dare ordine e affidabilità immediata a un reparto ancora in costruzione.
Il Torino vuole chiudere nei prossimi giorni
L’interesse per l’ex Inter non nasce oggi.
Il nome di Acerbi era già stato valutato durante l’estate e a inizio settembre era emerso anche il confronto con il Sassuolo per il difensore.
Ora la situazione entra nella fase decisiva.
Il Torino spinge per arrivare alla chiusura nei prossimi giorni, mentre lo status di svincolato lascia aperta anche la possibilità di inserimenti dell’ultimo momento.
Per il 38enne sarebbe la prosecuzione naturale della carriera in Serie A dopo la fine del ciclo con l’Inter, terminato lo scorso 30 giugno dopo quattro stagioni.
Per Abate è una scelta di sistema
Il punto centrale dell’operazione resta tecnico.
Acerbi non interessa soltanto perché può arrivare senza costo di cartellino. Il Torino vede in lui un difensore già abituato alla linea a tre e con l’esperienza necessaria per dare maggiore ordine a un reparto che ha iniziato la stagione con sette gol subiti in quattro partite.
Per Abate è il tipo di innesto che può entrare subito nel sistema: esperienza, letture e affidabilità per una difesa che ha bisogno di trovare equilibrio. Staremo a vedere.
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