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Jesi: bagno di folla per Luciano Spalletti al Cesarini

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premio cesarini jesi

Autentico bagno di folla a Jesi per Luciano Spalletti al Premio Cesarini 2024.  “L’Italia il mio momento più alto“, ha fatto sapere Spalletti a Jesi. Grande successo nelle Marche per la nona edizione del Premio Renato Cesarini. Grazie alla rete messa a segno al minuto di gioco 103 contro l’Empoli il centrocampista dell’Udinese Lazar Samardzic si è aggiudicato il premio Renato Cesarini per la stagione calcistica 2023/2024. Per la B vince Leo Stulac del Palermo con la rete realizzata al 103’ contro lo Spezia.  Lunedì pomeriggio, al Teatro Pergolesi di Jesi, si è tenuto un ‘Talk Show’ seguito da una premiazione e una cena di gala al Salone delle Feste dell’Hotel Federico II di Jesi. A Teatro il CT Luciano Spalletti è stato premiato da Valerio Zanaglio (Presidente Zato Spa e Vice Presidente Vedrai Spa).

PREMIO CESARINI 2024: ECCO I RICONOSCIMENTI

Presenti e premiati il CT della Nazionale Italiana Luciano Spalletti, l’ex allenatore del Milan e della Nazionale Arrigo Sacchi, il Presidente Lega Serie B Mauro Balata, il Presidente Parma Kyle Krause (il Dirigente Stefano Perrone ha ritirato il premio). Inoltre l’ex Presidente della Roma Rosella Sensi, il calciatore del Bologna e della Nazionale Riccardo Orsolini, Alessandro Gabrielloni bomber del Como (neo-promosso in Serie A).
Poi gli ex azzurri Giuseppe Baresi e Nicola Berti, Massimo Bonini, Michele Padovano, Odoacre Chierico, Sergio Paolinelli.

Dal comunicato stampa ufficiale del Cesarini i nominativi degli altri premiati. Per la sezione ‘Altri Mondi’ sono stati premiati l’Avv. Michele Briamonte (attuale Campione Mondiale Master Kickboxing WKF), il Prof. Matteo Bassetti, il Direttore Generale Lube Civitanova Beppe Cormio, il CT Nazionale Scherma Stefano Cerioni e la pluripremiata Olimpica Valentina Vezzali.

Per la sezione ‘Media’ (Stampa e Tv) il Direttore Ansa Sport Piercarlo Presutti, il Capo Comunicazione e Uff. Stampa Figc Paolo Corbi, il Direttore Corriere Adriatico Giancarlo Laurenzi, Pierluigi Pardo (per il programma Dazn ‘Supertele – Leggero Come un Pallone’). Riconoscimento anche a Giusy Meloni (per il programma radio Tv Rds – Lega Serie A e per i social della trasmissione La Domenica Sportiva).

In seguito il Vice Direttore Rai Sport Marco Lollobrigida e Simona Rolandi di Rai Sport, Luca Marchetti, Paolo Assogna e Massimiliano Nebuloni (Sky Sport), Luca Pagliari (storyteller esperto del personaggio Renato Cesarini), Daniele Bartocci (giornalista sportivo) e Luigi Brecciaroli (AranciaTv).

PREMIO CESARINI: RINGRAZIAMENTI ANCHE ALLA FIGC

Il manager Floriano Bini, organizzatore dell’evento, ringrazia la Regione Marche nella persona del Presidente Francesco Acquaroli, il Sindaco di Jesi Lorenzo Fiordelmondo, Fondazione Pergolesi Spontini, Interporto Marche, Hotel Federico II di Jesi, il Direttore Rai Sport Jacopo Volpi, Luca Marchetti di Sky Sport e tutti i Media locali (Stampa e Tv) che hanno sostenuto la manifestazione.
Una riconoscenza speciale va al Direttore Ansa Sport Piercarlo Presutti, al Direttore Corriere Adriatico Giancarlo Laurenzi che ha dato in queste settimane ampio risalto alla manifestazione e al Presidente Figc Gabriele Gravina che ha permesso la presenza del CT Nazionale Italiana di Calcio Luciano Spalletti il quale ha avuto un autentico bagno di folla, e sottolineiamo un bagno di folla, da parte dei cittadini jesini – e non solo – sia dentro che fuori dal Teatro.

Giornalista marchigiano classe 1989, in oltre 17 anni di giornalismo si occupa di argomenti quali cronaca e sport. Laureato in Economia e Commercio (110 e lode), ha lavorato come telecronista, radiocronista e inviato, rivestendo l’incarico di responsabile ufficio stampa (Jesina Calcio) e collaborando con magazine, settimanali, quotidiani cartacei (Corriere Adriatico) e online. Eletto Professionista dell’anno 2021 Giornalismo Sport & Food a novembre 2021 presso Hotel Principe Savoia Milano, in occasione del prestigioso premio Le Fonti Awards. Ha partecipato negli anni a eventi sportivi come Gran Galà Calcio Serie A Milano, Gran Galà Calcio Serie B, Sport Digital Marketing Festival e Olimpiadi del Cuore di Forte dei Marmi. Nel suo cv un Master Sport – Digital Marketing & Communication del Sole 24 Ore. A marzo 2022 è stato eletto Professionista dell’Anno Comunicazione e Giornalismo Settoriale a Piazza Affari – Borsa Italiana Milano in occasione di Innovation&Leadership Awards. Risulta tra i vincitori del premio ‘Overtime Web Festival 2018’ (miglior articolo sport individuali), si conferma nel 2019 e ottiene il premio giornalistico nazionale Mimmo Ferrara 2019 (menzione speciale all’Odg - Napoli). E’ tra i vincitori del concorso letterario Racconti Sportivi 2019 (Centro Sportivo Italiano – Historica) la cui cerimonia di premiazione si è svolta in occasione della settimana del Salone del Libro di Torino 2019 e al Teatro Arena di Bologna. Si ripete nell’edizione 2020 di Racconti Sportivi. È stato premiato a Maggio 2019 come miglior giornalista under 30 ‘Premio Renato Cesarini 2019’. Nominato tra i migliori 30 millennials d’Italia 2019, vincitore del prestigioso Myllennium Award all’Accademia di Francia a Roma in ambito comunicazione sportiva. A settembre 2019 riceve la menzione d’onore al Premio Letterario Città di Ascoli Piceno. Ha all’attivo interventi e docenze in giornalismo e comunicazione in università e master (Roma, Bologna, Ancona, Macerata). A luglio 2020 viene premiato dal Ministro Sport Vincenzo Spadafora al Myllennium Award 2020 (Accademia di Francia – Villa Medici), alla presenza del Presidente Coni Giovanni Malagò, e ottiene il premio speciale di migliore giornalista giovane al Premio Cesarini ad agosto 2020. A Torino vince sempre nel 2020 il Premio Giovanni Arpino - Inedito dedicato alla letteratura sportiva. Vincitore del titolo di miglior blogger sportivo 2020 (Blog dell’Anno 2020) e del premio di giornalismo sportivo Simona Cigana 2020 (Friuli Venezia Giulia). Vince il Premio Giornalismo Internazionale Campania Terra Felix 2021 (sezione web), anche la menzione speciale al Premio Internazionale Città di Sarzana e al Premio Santucce Storm Festival sempre in ambito storytelling sportivo. Premiato al festival Nazionale del Giornalismo e Racconto Sportivo 2023 e al premio giornalismo internazionale Campania Terra Felix 2023. Autore del libro Happy Hour da fuoriclasse al Bartocci. E’ giornalista Giudice del programma King of Pizza 2022 (Sky Canale Italia - talent-show cucina gourmet). Il suo blog principale è www.danielebartocci.com Ha vinto anche il Premio Pizza d'oro 2022 (giornalismo - evento World Masterchef Milano Marittima) e il premio miglior giornalista giovane 2023 (Teatro dell'Aquila - Fermo - Premio R.Cesarini 2023). Eletto blogger dell'anno 2022 (Blog dell'Anno). Ha ricevuto il riconoscimento (food storytelling) a Excellence Food Innovation (Stadio Olimpico Roma - Cucina della Nonna), confermato tra i migliori professionisti horeca anche per il 2023 (BarAwards 2023). Vincitore del premio 100 Eccellenze Italiane alla Camera dei Deputati (food) e Food and Travel Awards 2022. Eletto miglior giornalista sportivo giovane in occasione del Premio Andrea Fortunato 2024 al Salone d'Onore del Coni; vincitore del Premio Sportivo Internazionale Pietro Mennea 2024 e premio comunicazione d'eccellenza 'Parola d'Oro in Campidoglio' nel 2025.

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Brasile, Ancelotti: “Addio Neymar, spazio ai giovani”

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Brasile

Ancelotti conferma la fine di Neymar con il Brasile e avvia il ricambio generazionale della Seleção puntando sui nati tra il 2004 e il 2006.

Ancelotti, Brasile

Le parole di Ancelotti e la chiusura dell’era Neymar

Nel corso di un’intervista rilasciata a CNN Esportes, il commissario tecnico della nazionale brasiliana Carlo Ancelotti ha fatto chiarezza sull’assetto futuro della Seleção, confermando in maniera definitiva la conclusione del ciclo di Neymar in maglia verdeoro. Il tecnico italiano ha difeso la scelta di aver convocato l’attaccante del Santos per l’ultima rassegna iridata, sottolineando l’unicità del suo profilo tecnico pur prendendo atto della volontà del calciatore di non indossare più la casacca della nazionale.

L’allenatore ha ribadito l’impossibilità di sostituire direttamente un talento del genere con un singolo interprete, evidenziando come la sua eredità tecnica debba essere assorbita attraverso un lavoro collettivo orientato all’inserimento di nuove risorse.

Brasile, il piano per il ricambio generazionale verdeoro

Con il definitivo passaggio di consegne, il Brasile ha già avviato una profonda ristrutturazione organica che mira a costruire il gruppo per le prossime competizioni internazionali. Ancelotti ha tracciato le linee guida del nuovo corso sportivo, impostando un programma di crescita graduale che vedrà al centro del progetto i giovani profili già emersi nell’ultimo periodo.

La priorità del commissario tecnico sarà riservata ai calciatori nati nel triennio compreso tra il 2004 e il 2006, ritenuti la base fondamentale per plasmare la nazionale del futuro a partire dai prossimi impegni amichevoli e ufficiali. Il tecnico si è inoltre spinto oltre, rivelando di monitorare con estrema attenzione anche le leve del 2008 in vista del loro definitivo inserimento nel calcio professionistico.

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Roberto Mancini torna in corsa per la Nazionale: cosa cambia dopo il caso Pirlo

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Roberto Mancini torna in corsa per la Nazionale: cosa cambia dopo il caso Pirlo

Tramontata la candidatura dell’ex Juventus, la FIGC valuta i prossimi passi. L’ex ct azzurro torna tra i profili più autorevoli grazie all’esperienza maturata sulla panchina dell’Italia.

Roberto Mancini torna in corsa per la Nazionale: cosa cambia dopo il caso Pirlo-2

ANDREA PIRLO AL CENTRO TECNICO FEDERALE DI COVERCIANO (FOTO DI LUCA AMEDEO BIZZARRI – FIGC/FIGC VIA GETTY IMAGES)

Roberto Mancini è tornato al centro delle valutazioni della FIGC dopo l’uscita di scena di Andrea Pirlo. L’ex allenatore della Juventus ha annunciato di non essere più in corsa per la panchina della Nazionale, e così la Federazione ha dovuto riaprire il dossier sul nuovo commissario tecnico.

In questo quadro il nome di Mancini pesa di nuovo: conosce già l’ambiente azzurro, ha guidato un precedente ciclo di ricostruzione ed è tra i profili con più esperienza internazionale accostati alla panchina dell’Italia.

Il passo indietro di Pirlo

A chiudere la vicenda è stato lo stesso Pirlo, che il 27 luglio ha spiegato sui social di aver saputo la sera prima di non essere più tra i candidati al ruolo di ct.

La sua candidatura non era mai stata ufficializzata dalla FIGC, ma negli ultimi giorni aveva monopolizzato il dibattito. A pesare è stata anche la discussione nata attorno alla collaborazione con Fonbet, società russa del settore scommesse di cui Pirlo è ambasciatore: l’ex centrocampista ha però chiarito che si tratta di un rapporto solo commerciale e sportivo.

Chiusa questa pista, la Federazione è tornata a guardare alle alternative già sul tavolo.

Perché Mancini torna tra i nomi forti

Mancini ha guidato la Nazionale dal maggio 2018 all’agosto 2023, prendendo in mano una squadra reduce dalla mancata qualificazione al Mondiale 2018.

Nel suo ciclo l’Italia ha ritrovato competitività, ha vinto il titolo europeo a EURO 2020 e ha messo insieme una serie record di 37 partite consecutive senza sconfitte. Nel complesso il suo bilancio da ct dice 61 partite, 37 vittorie, 15 pareggi e nove sconfitte: numeri che spiegano perché il suo nome torni in ballo ora che la FIGC cerca un tecnico capace di entrare subito in sintonia con il gruppo e con la struttura federale.

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Nelle scorse settimane anche Giovanni Malagò aveva indicato pubblicamente Mancini e Antonio Conte tra i tecnici di maggiore spessore al vaglio della Federazione, pur precisando che nessuna decisione era ancora stata presa.

Un ritorno dal valore anche simbolico

Un eventuale ritorno di Mancini non sarebbe soltanto una scelta tecnica. Dopo il tramonto della pista Pirlo, la Federazione deve trovare una figura capace di garantire continuità, esperienza e credibilità in una fase delicata del nuovo progetto.

Mancini, del resto, conosce già Coverciano, il funzionamento della Nazionale e le dinamiche del calcio internazionale: un bagaglio che rende la sua candidatura più solida rispetto ad altri profili accostati agli Azzurri.

Le ombre del ciclo precedente

Il percorso di Mancini sulla panchina azzurra è stato ricco di successi, ma si è chiuso in una fase più difficile. Nel marzo 2022 gli Azzurri furono eliminati dalla Macedonia del Nord nei playoff, mancando il Mondiale in Qatar; nell’agosto 2023 arrivarono le dimissioni, seguite dall’esperienza sulla panchina dell’Arabia Saudita.

Sono elementi che entrano nella valutazione complessiva della FIGC, ma non cancellano quanto costruito tra il 2018 e il 2021, quando l’Italia è tornata ai vertici del calcio europeo.

La FIGC verso la scelta decisiva

Il nuovo gruppo dirigente federale, presentato il 23 luglio da Giovanni Malagò insieme al direttore tecnico Paolo Maldini e all’advisor Leonardo, è ora davanti alla sua prima decisione pesante.

Un annuncio ufficiale sul nuovo commissario tecnico ancora non c’è, ma l’uscita di Pirlo ha inevitabilmente riportato Mancini tra i candidati di maggiore esperienza.

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La scelta finale dovrà tenere insieme continuità tecnica, risultati e prospettive, e le prossime settimane diranno se a spuntarla sarà davvero l’uomo che ha riportato l’Italia sul tetto d’Europa.

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Guardiola-Italia: cosa c’è dietro il contatto della FIGC

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Guardiola-Italia: cosa c’è dietro il contatto della FIGC

Il contatto con Maldini e Leonardo non ha ancora prodotto un accordo, ma la candidatura obbliga la FIGC a confrontarsi con i problemi tecnici e strutturali della Nazionale.

Guardiola-Italia: cosa c’è dietro il contatto della FIGC-2

L’EX CALCIATORE PAOLO MALDINI DURANTE LA FINALE DI UEFA CHAMPIONS LEAGUE 2026 (FOTO DI JAMES GILL – DANEHOUSE/GETTY IMAGES)

Paolo Maldini e Leonardo avrebbero incontrato Pep Guardiola a Barcellona per verificarne la disponibilità a diventare il nuovo commissario tecnico dell’Italia. Non risultano ancora una proposta formalizzata, una risposta positiva dell’allenatore o un accordo, ma il contatto apre una questione più grande del semplice nome del prossimo ct: capire se il profilo di Guardiola sia compatibile con ciò di cui la Nazionale ha davvero bisogno.

La domanda nasce da una crisi che non si riduce all’ultimo risultato. Il 31 marzo l’Italia è stata eliminata dalla Bosnia ed Erzegovina nella finale dei playoff per il Mondiale 2026, mancando la qualificazione per la terza edizione consecutiva. Tre giorni dopo, la FIGC e Gennaro Gattuso hanno interrotto il loro rapporto.

Tre Mondiali saltati e un problema che supera la panchina

L’Italia non gioca una partita mondiale dal 2014. Dopo le eliminazioni contro Svezia e Macedonia del Nord nelle qualificazioni alle edizioni 2018 e 2022, la sconfitta ai rigori di Zenica ha confermato che il nodo non si scioglie cambiando soltanto allenatore.

Difficoltà non solo tecniche e sportive, ma strutturali: è la lettura della nuova presidenza federale. Da qui le nomine dell’11 luglio, con Maldini direttore tecnico della FIGC e presidente del Club Italia e Leonardo al suo fianco come advisor.

Il loro mandato copre la Nazionale maggiore e l’intera filiera giovanile, con un orizzonte di quattro anni che comprende il prossimo Europeo e porta al Mondiale 2030.

Cosa potrebbe portare Guardiola all’Italia?

La sua candidatura sarebbe coerente con la ricerca di un’identità tecnica più definita. Nelle esperienze di club l’allenatore catalano ha costruito squadre fondate sul controllo del pallone, sull’occupazione organizzata degli spazi e sulla pressione immediata dopo la perdita.

Il vantaggio per l’Italia, allora, non sarebbe soltanto mediatico. Un tecnico dai principi riconoscibili potrebbe dare una direzione comune alla Nazionale e, almeno sul piano metodologico, al nuovo progetto del Club Italia.

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Guardiola, inoltre, ha lavorato con giovani e affermati dentro squadre sottoposte alla pressione di vincere. Un elemento non secondario per una selezione che deve ritrovare competitività senza rinunciare al ricambio generazionale.

Il limite: una Nazionale non è un club

Il suo profilo, però, porta con sé un’incognita grande. Guardiola ha sviluppato il proprio calcio attraverso il lavoro quotidiano: allenamenti continui, mercato costruito sulle esigenze tattiche e tempi lunghi per perfezionare i meccanismi.

Un commissario tecnico, al contrario, dispone di finestre brevi, non sceglie liberamente i giocatori e deve adattare le idee alle caratteristiche disponibili. La capacità di semplificare il metodo e ottenere risultati in poco tempo sarebbe quindi decisiva.

Nemmeno il miglior allenatore, del resto, può creare nuovi talenti o aumentare da solo i minuti concessi agli italiani nei club. Se la crisi è strutturale, la responsabilità non può ricadere soltanto sul prossimo ct.

Perché il contatto resta significativo

Nonostante le incognite, il tentativo di coinvolgere Guardiola dice quale livello di profilo Maldini e Leonardo stanno valutando. La FIGC non cerca un semplice gestore per le prossime partite, ma un allenatore capace di incarnare il nuovo ciclo tecnico.

Prima di parlare di svolta, tuttavia, servono la disponibilità di Guardiola e un’intesa su durata, staff, condizioni economiche e autonomia sportiva. Nessuno di questi passaggi è stato finora ufficializzato.

Il contatto esiste, ma l’accordo no. La candidatura, però, un effetto lo ha già prodotto: costringere la nuova FIGC a chiarire se vuole affidarsi a un grande nome o costruire davvero attorno a quel nome un progetto adatto ai problemi dell’Italia.

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