Tramontata la candidatura dell'ex Juventus, la FIGC valuta i prossimi passi. L'ex ct azzurro torna tra i profili più autorevoli grazie all'esperienza maturata sulla panchina dell'Italia.
ANDREA PIRLO AL CENTRO TECNICO FEDERALE DI COVERCIANO (FOTO DI LUCA AMEDEO BIZZARRI - FIGC/FIGC VIA GETTY IMAGES)
Roberto Mancini è tornato al centro delle valutazioni della FIGC dopo l'uscita di scena di Andrea Pirlo. L'ex allenatore della Juventus ha annunciato di non essere più in corsa per la panchina della Nazionale, e così la Federazione ha dovuto riaprire il dossier sul nuovo commissario tecnico.
In questo quadro il nome di Mancini pesa di nuovo: conosce già l'ambiente azzurro, ha guidato un precedente ciclo di ricostruzione ed è tra i profili con più esperienza internazionale accostati alla panchina dell'Italia.
Il passo indietro di Pirlo
A chiudere la vicenda è stato lo stesso Pirlo, che il 27 luglio ha spiegato sui social di aver saputo la sera prima di non essere più tra i candidati al ruolo di ct.
La sua candidatura non era mai stata ufficializzata dalla FIGC, ma negli ultimi giorni aveva monopolizzato il dibattito. A pesare è stata anche la discussione nata attorno alla collaborazione con Fonbet, società russa del settore scommesse di cui Pirlo è ambasciatore: l'ex centrocampista ha però chiarito che si tratta di un rapporto solo commerciale e sportivo.
Chiusa questa pista, la Federazione è tornata a guardare alle alternative già sul tavolo.
Perché Mancini torna tra i nomi forti
Mancini ha guidato la Nazionale dal maggio 2018 all'agosto 2023, prendendo in mano una squadra reduce dalla mancata qualificazione al Mondiale 2018.
Nel suo ciclo l'Italia ha ritrovato competitività, ha vinto il titolo europeo a EURO 2020 e ha messo insieme una serie record di 37 partite consecutive senza sconfitte. Nel complesso il suo bilancio da ct dice 61 partite, 37 vittorie, 15 pareggi e nove sconfitte: numeri che spiegano perché il suo nome torni in ballo ora che la FIGC cerca un tecnico capace di entrare subito in sintonia con il gruppo e con la struttura federale.
Nelle scorse settimane anche Giovanni Malagò aveva indicato pubblicamente Mancini e Antonio Conte tra i tecnici di maggiore spessore al vaglio della Federazione, pur precisando che nessuna decisione era ancora stata presa.
Un ritorno dal valore anche simbolico
Un eventuale ritorno di Mancini non sarebbe soltanto una scelta tecnica. Dopo il tramonto della pista Pirlo, la Federazione deve trovare una figura capace di garantire continuità, esperienza e credibilità in una fase delicata del nuovo progetto.
Mancini, del resto, conosce già Coverciano, il funzionamento della Nazionale e le dinamiche del calcio internazionale: un bagaglio che rende la sua candidatura più solida rispetto ad altri profili accostati agli Azzurri.
Le ombre del ciclo precedente
Il percorso di Mancini sulla panchina azzurra è stato ricco di successi, ma si è chiuso in una fase più difficile. Nel marzo 2022 gli Azzurri furono eliminati dalla Macedonia del Nord nei playoff, mancando il Mondiale in Qatar; nell'agosto 2023 arrivarono le dimissioni, seguite dall'esperienza sulla panchina dell'Arabia Saudita.
Sono elementi che entrano nella valutazione complessiva della FIGC, ma non cancellano quanto costruito tra il 2018 e il 2021, quando l'Italia è tornata ai vertici del calcio europeo.
La FIGC verso la scelta decisiva
Il nuovo gruppo dirigente federale, presentato il 23 luglio da Giovanni Malagò insieme al direttore tecnico Paolo Maldini e all'advisor Leonardo, è ora davanti alla sua prima decisione pesante.
Un annuncio ufficiale sul nuovo commissario tecnico ancora non c'è, ma l'uscita di Pirlo ha inevitabilmente riportato Mancini tra i candidati di maggiore esperienza.
La scelta finale dovrà tenere insieme continuità tecnica, risultati e prospettive, e le prossime settimane diranno se a spuntarla sarà davvero l'uomo che ha riportato l'Italia sul tetto d'Europa.
Redazione sportiva dedicata all’informazione calcistica. Si occupa del calcio italiano a tutti i livelli, dei principali campionati europei, di calciomercato, competizioni internazionali e approfondimenti sul mondo del calcio.
In vista della grande sfida di Nations League in programma venerdì 2 ottobre allo Stade de France tra Francia e Italia, Manu Koné è intervenuto in conferenza stampa per analizzare il momento dei Bleus e il confronto con diverse sue conoscenze del campionato di Serie A. Il centrocampista della Roma ha espresso parole di grande stima nei confronti di due compagni di squadra 'italiani', sottolineandone il ruolo primario nell'organico della Nazionale.
I sei centrocampisti indicati dal club non hanno ancora partecipato direttamente a un gol in Serie A. Il classe 2008 arriva dalla prima da titolare con il Venezuela, ma la corsa a una maglia contro il Lecce resta aperta.
Nonostante il richiamo di un evento destinato a segnare la storia recente del calcio mondiale, la Roma rifiuta di concedere il via libera a Paulo Dybala e Nahuel Molina.
Tra la gioia per il primato nel girone di Nations League e il primo bilancio della sua nuova avventura in Turchia, Rafael Leao rompe il silenzio sulla scelta di lasciare il Milan per sposare il progetto del Galatasaray.
Nonostante un avvio di stagione complesso dopo l'addio ad Antonio Conte e un mercato condizionato dai paletti finanziari, la sintonia tra Aurelio De Laurentiis e Massimiliano Allegri resta solida: il patron azzurro rinnova la fiducia al tecnico, pronto a varare una mini-rivoluzione tattica e atletica per rilanciare la squadra.