Serie A
Milan, Allegri: “Fuga? No, ci vuole calma. Non pensiamo a Napoli-Inter”
Il tecnico del Milan, Massimiliano Allegri, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della delicata gara casalinga contro il Pisa di Gilardino.
Massimiliano Allegri, allenatore del Milan, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida interna contro il Pisa di Gilardino. I rossoneri, dopo aver battuto la Fiorentina nell’ultimo turno, possono confermare il primato in classifica anche in questa giornata.

MASSIMILIANO ALLEGRI CHIEDE DI GIOCARE A QUATTRO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Milan, le parole di Allegri
Il Milan gioca da primo in classifica e prima delle altre partite…
“Più che pressione, c’è una partita complicata. Il Pisa, a parte a Bologna, ha sempre fatto partite di lotta, segnando, subendo il giusto, come a Napoli e con la Roma. Bisognerà affrontare la partita nel giusto modo. Poi c’è un tabu da sfatare, visto che dobbiamo fare un po’ meglio con l’altra neopromossa…”.
Si aspettava un Milan così avanti?
“Non è che mi aspettavo di essere primo, so solo che lavoriamo tutti i giorni e che ho ereditato una squadra con giocatori importanti. Ma siamo solo all’inizio. Bisognerà affrontare la partita domani con grande rispetto”.
16 punti in 7 giornate: Allegri ha sempre vinto lo Scudetto con questi numeri…
“Lasciamo perdere. Le squadre sono diversi, anche le stesse da un anno all’altro. L’importante è finire bene, lavorando con profilo basso, in silenzio. Quello che conta è vincere le partite”.
Lei è un livornese contro il Pisa…
“Ho giocato a Pisa nell’88-89 debuttando contro il Milan. Sono stato fortunato. Ricordo con grande affetto il presidente Anconetani, era un visionario: sarebbe stato curioso vederlo in questo calcio”.
Vincere una prima fuga?
“Vincere non è facile. Faremmo un altro passo in avanti piano piano alla quota che ci garantirebbe l’accesso in Champions: questo è il nostro obiettivo. Servono minimo 74 punti. Non pensiamo al Napoli e all’Inter, pensiamo a vincere domani. Fuga no, non ce ne sono, bisogna andare molto piano e ci vuole molta calma, mantenendo i piedi per terra”.
Cosa pensi della scelta della Liga su Miami?
“Penso poco: in base alla decisione che ci diranno faremo. Se ci diranno di rimanere in Italia, meglio, altrimenti ci organizzeremo per andare a Perth”.
Leao prima punta?
“Con la Fiorentina ha fatto gol dalla zona centrale del campo. Non è che io trasformo Leao: io penso che possa giocare da prima e da seconda punta. Più nel centro del gioco è, meglio è. Rafa può fare benissimo la seconda punta e può accoppiarsi sia con Gimenez, che con Pulisic che con Nkunku”.
Tanta caciara in questi giorni.
“Non c’è niente di particolare. Nel calcio italiano sono cose che sono successe, succedono e succederanno sempre. I rigori sono cose soggettive, quindi le decisioni bisogna prenderle per quelle che sono. Poi è normale che quando ce li danno contro ti arrabbi, quando li danno a te sei contento. Poi con questa velocità è difficile decidere. I giocatori hanno mezzo secondo per pensare, è cambiata la struttura dei calciatori, fisicamente sono più forti, quindi il calcio è diverso, e bisogna adeguarsi a quello che è il momento”.
Come sta la squadra?
“Ho ereditato una squadra con ottimi calciatori e con ottimi acquisti. Quando abbiamo iniziato quest’anno, ho trovato un gruppo di giocatori responsabili e si sono messi tutti a disposizione.L’obiettivo è arrivare a marzo, ora va preparata la parte finale”.
Gimenez è stato accusato…
“Si è allenato bene in questi tre giorni. Sbloccarsi? È arrivato in ritardo, il 5 di agosto, sta in una buona condizione fisica e lo vedo molto più sereno e tranquillo. Ha qualità tecniche molto buone. Ha avuto situazioni favorevoli, oltre al rigore. È in crescita, il gol arriverà”.
Questa squadra ha un difetto?
“Bisogna migliorare. Per esempio: a Torino, dopo aver fatto una buona partita, non eravamo messi bene in area nell’ultima azione.
E non si possono rovinare 95 minuti per un po’ di pigrizia alla fine. Anche con la Fiorentina è successo, ma Ricci e Bartesaghi erano stati molto bravi”.
Come è entrato nella testa dei giocatori?
“Niente di particolare. Siamo un gruppo che lavora e tutti con un unico obiettivo in testa, cioè pensare di arrivare a marzo. Serve responsabilità, passione e grande convinzione”.
De Winter?
“Domani potrebbe avere una chance”.
Pavlovic?
“È uno come tutti gli altri. Ha già giocato tanto nel Milan, ma ha margini di crescita. Bisogna immaginarselo tra 4-5 anni. Deve crescere ancora molto nella fase difensiva e nei tempi di gioco.
Modric è la tua lunga mano in campo?
“Sbaglia poco perché è un campione straordinario.Ha una velocità diversa dagli altri nel passaggio, nella visione di gioco e in quel ruolo lì si trova molto a suo agio. E si diverte anche molto”.
Il Milan può isolarsi dalle tante parole sul rigore?
“Non so se ha la maturità, ma so che bisogna averla domani.Ma non per l’episodio contestato, ma perché domani giochiamo contro una squadra che verrà a Milano per fare partita e risultato. Gilardino è molto bravo a organizzare le squadre difensivamente. Partite semplici non ce ne sono, ma ci sono partite ch evanno giocate e vinte”.
Sette reti su undici segnate nel secondo tempo…
“Stiamo crescendo fisicamente, diamo più intensità alla partita nella ripresa. Stiamo bene.E i cambi ci hanno dato una grossa mano”.
Come sta la squadra?
“Si deve migliorare. Ora abbiamo 16 punti e 16 punti ci fai poco. L’obiettivo è arrivare a 40”.
Bartesaghi?
“Sono molto contento. Arriva dal settore giovanile, ha delle qualità e va lasciato sereno”.
Serie A
Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso
Un punto in quattro giornate ha portato al cambio in panchina. Il nuovo tecnico firmerà fino al 2028, ma il suo nome era nei piani di Sartori già da tempo.

DOMENICO TEDESCO, ALLENATORE DEL BOLOGNA FC, DELUSO DOPO UN CARTELLINO ROSSO (FOTO DI FABIO PATAMIA/GETTY IMAGES)
Le ore di riflessione a Casteldebole hanno portato alla svolta: dopo un punto raccolto nelle prime quattro giornate, il Bologna ha deciso di cambiare guida tecnica e ripartire da Raffaele Palladino al posto di Domenico Tedesco. Una scelta maturata rapidamente nelle ultime ore, ma non improvvisata, perché Palladino era da tempo uno dei principali obiettivi di Giovanni Sartori.
Il quadro è cambiato nel giro di ventiquattro ore. Il 15 settembre Tedesco aveva incontrato i vertici rossoblù per analizzare l’avvio senza vittorie; oggi il club ha scelto una nuova direzione affidandosi a un allenatore già seguito in passato dalla propria area tecnica.
Un punto in quattro giornate cambia lo scenario
I numeri spiegano la svolta. Dopo quattro turni il Bologna è 16° con un punto, senza vittorie e con appena due gol segnati.
I rossoblù hanno perso 1-0 contro Lazio, Atalanta e Napoli, raccogliendo l’unico punto nel 2-2 con il Sassuolo. Proprio contro i neroverdi sono arrivate le sole reti stagionali, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.
Il cambio arriva inoltre appena dodici giorni dopo le parole dell’amministratore delegato Claudio Fenucci. Il 4 settembre, parlando del nuovo corso, aveva spiegato: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà».
Tedesco era arrivato soltanto il 2 giugno 2026, firmando fino al 2028 con opzione per un’altra stagione. L’avvio da un punto in quattro partite ha però cambiato rapidamente lo scenario costruito durante l’estate.
Palladino, la scelta del Bologna non nasce oggi
Se la decisione su Tedesco è maturata nelle ultime ore, il nome di Palladino ha radici molto più lontane.
Sartori aveva già individuato nell’ex tecnico di Monza e Fiorentina un profilo adatto al Bologna due anni fa, nel momento della ricerca del successore di Thiago Motta. Il suo nome è tornato poi nelle valutazioni della dirigenza anche durante l’ultima estate.
Il club ha quindi cambiato allenatore in poche ore, ma non ha scelto il sostituto in poche ore. Palladino era un obiettivo già conosciuto e studiato da Sartori, circostanza che ha permesso ai rossoblù di accelerare una volta presa la decisione di interrompere il percorso con Tedesco.
Nelle valutazioni per la panchina c’era anche Igor Tudor, considerato il piano alternativo. La priorità di Sartori è rimasta però Palladino, fino all’intesa raggiunta per aprire il nuovo ciclo.
Bologna-Palladino, 2 milioni a stagione e contratto fino al 2028
Anche la struttura dell’accordo chiarisce la prospettiva scelta dal club. Palladino guadagnerà 2 milioni di euro a stagione e firmerà un contratto fino al 2028, con un’opzione per prolungare il rapporto fino al 2029.
La clausola è legata ai risultati: l’opzione per il 2029 scatterà in caso di qualificazione del Bologna alle competizioni europee.
Non si tratta quindi di una soluzione pensata soltanto per gestire l’attuale momento di difficoltà. La durata dell’accordo lega il tecnico a un progetto pluriennale, con l’Europa inserita direttamente tra le condizioni che possono prolungare il rapporto.
Prima di iniziare la nuova esperienza, Palladino ha definito anche la separazione dal precedente contratto con l’Atalanta.
Dal progetto Tedesco al primo esame di Palladino
Il calendario non concede molto tempo al nuovo allenatore. Il prossimo appuntamento è Bologna-Torino, in programma sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara.
Palladino prende una squadra ancora senza vittorie, con un punto e due reti segnate dopo quattro giornate. Il suo primo compito sarà quindi interrompere subito un avvio che ha convinto il club a cambiare una scelta compiuta appena tre mesi fa.
Ieri a Casteldebole il futuro di Tedesco era ancora al centro delle valutazioni. Oggi la risposta è arrivata: il Bologna riparte da Palladino, il tecnico che Sartori aveva già cercato in passato e sul quale ha deciso di costruire il nuovo corso.
Serie A
Bologna, Tedesco in bilico: le ore che cambiano lo scenario a Casteldebole
Il futuro di Domenico Tedesco sulla panchina del Bologna si è complicato nel giro di poche ore: alla fiducia filtrata in mattinata è seguita, nel pomeriggio, una serie di valutazioni interne sulla sua posizione. Nessun esonero, però, è stato ufficializzato.

DOMENICO TEDESCO, CT DEL BELGIO, DURANTE LA PARTITA DI UEFA NATIONS LEAGUE TRA ITALIA E BELGIO (FOTO DI EMMANUELE CIANCAGLINI/GETTY IMAGES)
Bologna-Tedesco, cosa cambia nel giro di poche ore
La mattinata del 15 settembre si è aperta con il confronto previsto a Casteldebole tra il tecnico e i vertici rossoblù. Sul tavolo l’avvio negativo in campionato e, soprattutto, la prestazione offerta nella sconfitta contro il Napoli.
Le prime indiscrezioni descrivevano ancora una società intenzionata ad analizzare la crisi insieme al proprio allenatore, senza mettere subito in discussione la panchina. Nel corso del pomeriggio, tuttavia, lo scenario è diventato più delicato: sarebbero emerse valutazioni sulla posizione di Tedesco all’interno del club.
Il condizionale resta d’obbligo su questo punto. Il tecnico non è stato esonerato e, al momento della pubblicazione, non esiste un comunicato ufficiale del Bologna che annunci una separazione.
Un punto in quattro giornate: i numeri della crisi rossoblù
A spiegare l’aumento della pressione è soprattutto la classifica. Dopo quattro giornate di Serie A 2026/27, il Bologna occupa il 16° posto con un punto, senza vittorie e con appena 2 gol segnati.
Il percorso è netto: 0-1 contro la Lazio, 0-1 con l’Atalanta, 2-2 contro il Sassuolo e 0-1 a Napoli. Tre sconfitte di misura, ma anche tre gare chiuse senza segnare.
Il dato offensivo resta il più evidente. Le uniche reti rossoblù sono arrivate nel pareggio con il Sassuolo, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.
Dopo il ko del Maradona, anche il vice allenatore Andrea Tarozzi ha riconosciuto il problema: «Abbiamo creato troppo poco, anche rispetto alle nostre ultime partite».
Le parole di Fenucci, undici giorni prima
Il possibile cambio di scenario pesa ancora di più alla luce di quanto dichiarato dal club a inizio settembre. Il 4 settembre l’amministratore delegato Claudio Fenucci aveva definito la stagione un anno di ricostruzione, indicando la top 10 come possibile traguardo e chiedendo pazienza per il nuovo corso.
Sul tecnico, in particolare, era stato chiaro: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà». Tedesco, del resto, è arrivato a Bologna soltanto il 2 giugno 2026, con un contratto fino al 30 giugno 2028 e opzione per un’ulteriore stagione.
Un eventuale cambio dopo quattro giornate rappresenterebbe quindi una svolta molto anticipata rispetto al progetto impostato appena tre mesi fa.
Il Torino sullo sfondo, ma prima la scelta su Tedesco
Il prossimo impegno di campionato sarà Bologna-Torino, sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara. Tedesco, sulla carta, deve ancora scontare la seconda delle due giornate di squalifica ricevute dopo l’espulsione contro il Sassuolo, sanzione accompagnata da un’ammenda di 5.000 euro.
Dopo quanto emerso il 15 settembre, però, il primo interrogativo non riguarda più soltanto la sua presenza fisica in panchina contro i granata. Il Bologna deve prima decidere se proseguire con l’allenatore a cui, undici giorni fa, aveva pubblicamente promesso tempo, oppure cambiare strada dopo un avvio da un punto in quattro giornate.
La posizione di Tedesco è ormai un tema concreto in casa rossoblù. L’esonero, invece, resta al momento un’ipotesi e non un fatto ufficiale.
Serie A
Como-Parma, le probabili: Kean dal 1′ dopo la Champions
Le probabili formazioni di Como-Parma. Fabregas applica il turnover con Kean e Rodriguez, Cuesta conferma la difesa a tre.

LA GRINTA DI CARLOS CUESTA CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Turnover Como, Fabregas ruota gli uomini dopo l’Europa
Archiviata la storiche e dispendiosa serata di Champions League, il Como si rituffa nel campionato con la necessità di gestire le energie psicofisiche dell’organico. Cesc Fabregas ha predisposto una serie di avvicendamenti in tutti i reparti per affrontare il Parma. In difesa, davanti all’estremo difensore Butez, Kempf si candida a far rifiatare Chalobah al fianco di Ramon, mentre le corsie esterne vedranno il probabile debutto dal primo minuto del giovane Kaiki a sinistra e l’impiego di Smolcic a destra.
In mediana si ricompone la cerniera composta da Perrone e Da Cunha per garantire equilibrio. Sulla trequarti, a supporto della punta centrale Moise Kean, agira il tridente formato da Jesus Rodriguez al posto di Diao, Nico Paz al centro e la conferma dell’ispirato Baturina sulla fascia sinistra.
Le scelte del Parma, Cuesta insiste sulla difesa a tre
Sul fronte opposto, il tecnico del Parma Carlos Cuesta appare orientato a proseguire con il modulo tattico a tre difensori. A protezione del portiere Corvi agirà la linea composta da Troilo al centro, affiancato da Delprato sul centro-destra e da Diego Carlos sul centro-sinistra, con quest’ultimo in vantaggio nel ballottaggio con Valenti.
La linea di centrocampo vedrà Britschgi e Valeri presidiare le corsie esterne, mentre la regia sarà affidata all’alternanza tra Keita e Ordonez, con Fabbian a garantire gli inserimenti offensivi. In attacco restano aperti i dubbi principali. Lo staff emiliano valuta l’impiego del tandem formato da Romero e Toure, pur mantenendo viva l’ipotesi di confermare dal primo minuto l’ottimo stato di forma di Lontani.
-
Calciomercato1 ora faNapoli-Mastantuono, il retroscena: Manna lo sondò in estate
-
Calciomercato2 ore faJuventus, si valuta il rinnovo di Nico Gonzalez: prolungamento possibile fino al 2030 o al 2031
-
Calciomercato2 ore faRoma, Arsenal su Donyell Malen: da 25 a 65 milioni in quattro mesi
-
Liga4 ore faMbappé, record ne LaLiga: gol a 23 squadre su 23
-
Calciomercato4 ore faBalerdi convince la Roma: più gioca, più il riscatto si avvicina
-
Calciomercato4 ore faPSG su Gavi, il Barcelona lo rilancia: il segnale di Flick
-
Calciomercato21 ore faSampdoria, Gabbiadini resta una suggestione: la trattativa non c’è
-
Calciomercato21 ore faLecce, Tiago Gabriel firma fino al 2030: la strategia ora è completa