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Atalanta-Milan 5-0: le pagelle
L’Atalanta vince, convince ed umilia il Milan con un sonoro 5-0 di fronte ai propri tifosi chiudendo nel migliore dei modi la stagione che la vede a meno 4 punti dalla Roma quarta in campionato. La squadra di Gasperini ha impartito una vera e propria lezione di calcio ad un Milan che definire vergognoso è dire poco. Dopo 4 risultati utili consecutivi la squadra di Pioli sembrava essere uscita da un tunnel pericoloso caratterizzato da scarse prestazioni, sfortuna e posizione preoccupante di classifica. Con la gara di oggi tutto ciò che si era visto di buono n questo ultimo mese è stato cancellato con un colpo di spugna che appare un po’ un fulmine a ciel sereno e che non fa altro che ridimensionare ulteriormente un povero Diavolo che dovrà passare le festività natalizie a leccarsi le ferite.
La partita
Già dai primi minuti si capisce che l’Atalanta è entrata in campo col piede giusto per fare male e costringe alle corde un Milan in evidenti difficoltà che non fa altro che difendersi dai colpi che arrivano da ogni parte tanto che al 10’ arriva il meritato vantaggio dei padroni di casa con El Papu Gomez che infila sotto la traversa dopo aver agilmente saltato Conti in evidente difficoltà. Dopo il vantaggio si attende una reazione del Milan che non arriva, anzi è ancora l’Atalante con Pasalic a farsi pericolosa, il tiro dell’ex rossonero scheggia infatti la traversa ed arriva la fine del primo tempo sul risultato di 1-0 che sta di certo stretto alla squadra di Gasperini.
La ripresa vede nuovamente l’Atalanta condurre il gioco, i bergamaschi giocano a memoria e mandano letteralmente in bambola i rossoneri che non riescono a ragionare tanto che al 61’ è Pasalic a trovare il meritato raddoppio su cross perfetto di Gosens. Palla al centro e dopo pochi minuti ci pensa Ilicic a trovare il terzo gol con un preciso tiro di destro che sorprende Donnarumma e fa esplodere di gioia i tifosi atalantini. Troppo brutto il Milan per provare a reagire, l’Atalanta è una furia ed il 4-0 è la logica conseguenza, ancora Ilicic trova la sua doppietta personale con un altro tiro preciso sotto la traversa alla destra dell’estremo portiere rossonero che non può fare altro che raccogliere la palla e sperare che la gara finisca in fretta. Il quinto gol è ad opera del neo entrato Muriel che non può non partecipare al luculliano banchetto sfruttando al meglio un’incomprensione tra Musacchio e Donnarumma. 5-0 per l’Atalanta che strapazza un Milan inesistente ed imbarazzante per 90 minuti.
Le pagelle dell’Atalanta
Gollini s.v.: giornata di sole perfetta per la tintarella, assiste alla manita bergamasca da spettatore non pagante.
Toloi 6,5: frena ogni attacco rossonero con diligenza ed una buona dose di esperienza, molto abile a reimpostare la manovra coi piedi.
Palomino 6,5: non ha vita difficile contro i rossoneri, ma riesce a bloccare ogni iniziativa sul nascere. Attento ed ordinato.
Djimsiti 6,5: giornata tranquilla, assiste i suoi compagni e li vede schiacciare il Milan. Poco impegnato.
Castagne 6,5: si fa trovare sempre pronto in fase difensiva, spinge bene. Nel finale spreca un’occasione favorevole respinta da Donnarumma.
De Roon 6,5: anch’egli poco impegnato, ma si fa sempre trovare pronto bloccando i timidi agguati rossoneri senza particolare sforzo.
Pasalic 8: l’ex rossonero nel primo tempo colpisce la traversa, poi nella ripresa trova il gol e serve Ilicic per la rete del 3-0. Immenso a centrocampo, ogni azione passa dai suoi piedi.
Gosens 7,5: si mangia Conti a colazione e riesce a farlo per 90 minuti, sempre pericoloso in ogni incursione. (Hateboer s.v.).
Malinovsky 6: forse il peggiore in campo, di talento ne ha da vendere, ma non riesce ad esprimerlo svolgendo il suo compitino con diligenza. Era una gara dove avrebbe potuto sicuramente mettersi maggiormente in mostra.
Gomez 7,5: la difesa rossonera lo vede passare, ma non riesce a fermarlo, troppo forte il Papu. Il gol dell’1-0 è una perla rara da vedere e rivedere.
Ilicic 8: segna una doppietta ed in attacco è forse quello più pericoloso, la difesa rossonera non può che assistere inerme allo strapotere del forte giocatore che si regala anche una magia di sinistro in occasione del 4-0.
Muriel 7: entra e segna sfruttando un malinteso della disastrata difesa rossonera. Meglio di così.
Gasperini 8: una gioia vedere in campo questa Atalanta, un orgoglio per il tecnico che quasi non crede ai suoi occhi. Per novanta minuti i suoi ragazzi impartiscono una vera e propria lezione di calcio costringendo il Milan alle corde senza dare possibilità di reazione. Questa Atalanta è il vero miracolo del calcio italiano è la facilità con la quale ha strapazzato il Milan è da grande, grandissima squadra.
Le pagelle del Milan
Donnarumma 5,5: cinque reti sul groppone, compie un miracolo su Castagne e di fatto impedisce all’Atalanta di vincere con un risultato ancora più imbarazzante. Grave l’errore in occasione del 5-0.
Conti 4: Gosens lo salta come un birillo, l’ex giocatore atalantino non riesce a rispondere ai colpi incassati, non alza la testa, subìsce per tutti i 90 minuti lo strapotere degli avversari.
Musacchio 4: leggero in occasione dei gol bergamaschi, non riesce a contrastare gli avversari, anzi fatica a tenere in piedi una difesa in versione colabrodo.
Romagnoli 5: la prestazione non vale la sufficienza, ma il capitano rossonero è l’unico nel reparto difensivo a tentare di provare a contrastare gli avversari. Nemmeno lui ci riesce, ma almeno ci prova.
Rodriguez 4: sostituisce lo squalificato Hernandez e fa chiaramente capire il perché non veniva più impiegato in campo. Di solito poco propositivo, ma attento in difesa, oggi nemmeno quello. La sua avventura in rossonero finisce qui. (Calabria 5: stessa prestazione dello svizzero, non riesce a risollevare la fascia sinistra).
Kessie 4,5: un atteggiamento svogliato che deve far riflettere la dirigenza, improponibile per 90 minuti e dite che di motivi per cercare di fare bene ce ne sarebbero. Giocatore non da Milan.
Bennacer 5: a differenza di Kessie ci mette grinta e cuore, ma sono troppo pochi rispetto a quello che ci mettono gli avversari. Poca concretezza.
Bonaventura 5: inesistente, in una sola partita fa dimenticare tutto il buono fatto vedere le gare precedenti, viene sostituito dopo una prestazione alquanto insoddisfacente. (Piatek 5: entra a gara compromessa e non riesce a fare nulla per provare a mettere in difficoltà gli avversari).
Suso 4: forse la peggior prestazione della stagione, lo spagnolo anziché migliorare peggiora. E Pioli tarda nel sostituirlo. Fantasma in campo. (Castillejo s.v).
Leao 4,5: prova qualche accelerata, poco di più. Non viene quasi mai servito, non riceve palle giocabili, ma di suo ci mette nulla per meritarsi la fiducia accordata da Pioli. Probabilmente non è un giocatore da Milan, ma dopo la gara di oggi è in buona compagnia.
Calhanoglu 4,5: prova qualche tiro, ma poco più. La precisione non è stato il suo forte in questa gara, per il resto l’ottima disposizione della difesa avversaria non consente al turco di trovare spazi aggredibili.
Pioli 4: erano alcune giornate che a Piatek dava segni di reazione ed all’ultimo gli preferisce Leao. Tarda a sostituire Suso, vero e proprio ectoplasma per tutta la gara. Ma ciò che preoccupa è vedere una squadra che in campo cammina mentre gli avversari corrono. Preoccupa vedere una mancanza di reazione dopo il primo gol. La squadra dorme per novanta minuti e nemmeno dopo il primo tempo riesce a svegliare i suoi che nel secondo tempo riescono addirittura a fare peggio. In campo ci vanno i giocatori, ma chi le mette in campo e li motiva è l’allenatore, durante questa gara ci si chiede cosa abbiano fatto i giocatori in settimana. Allenarsi? Viene difficile crederlo.
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Nuovo San Siro, piano da 2,3 miliardi per Inter e Milan
Ecco il piano finanziario per il nuovo San Siro di Inter e Milan. 2,3 miliardi di investimento con target 2032.

Inter: Marotta lascerà l’Inter tra due stagioni
San Siro, piano finanziario da 2,3 miliardi per la nuova casa milanese
L’ambizioso progetto per la costruzione del nuovo impianto di Inter e Milan entra nella sua fase cruciale, svelando le cifre dettagliate dell’intera operazione economica. Come evidenziato dalla documentazione analizzata da Calcio&Finanza, il piano di investimento complessivo ammonta a 2,302 miliardi di euro, una cifra che copre non soltanto l’edificazione del nuovo impianto ma la totale riqualificazione dell’area urbana circostante. L’obiettivo temporale fissato dalle due società punta al completamento dell’opera entro il 2032, anno in cui l’Italia co-ospiterà i Campionati Europei con la Turchia.
La costruzione vera e propria dello stadio assorbe una quota pari a 583,7 milioni di euro, cifra che sale a 709,9 milioni considerando il podio destinato a sostenerlo. L’insieme degli interventi edilizi dell’area raggiunge 1,110 miliardi, comprendendo l’Energy Center, la riqualificazione dell’anello energetico e il comparto plurivalente. Un’altra voce fondamentale riguarda l’acquisizione dello stadio Giuseppe Meazza e dei terreni dal Comune di Milano, quantificata in 197,1 milioni di euro, che scendono a 175,1 milioni tenendo conto delle detrazioni previste.
Riqualificazione urbana, viabilità e oneri finanziari
La trasformazione dell’area del vecchio Meazza prevede la destinazione di 371,4 milioni di euro per lo sviluppo di spazi commerciali, direzionali e strutture ricettive. All’interno di questo capitolo spiccano 121,2 milioni riservati alla realizzazione dei parcheggi interrati e dei box, a cui si sommano 51,3 milioni per uffici e 44 milioni per la parte alberghiera.
Sul fronte delle infrastrutture e della viabilità pubblica, le opere di urbanizzazione primaria richiedono 57,3 milioni di euro, mentre lo scavo e la costruzione del nuovo Tunnel Patroclo ammontano a 42,3 milioni, oltre ai 12,4 milioni necessari per demolire l’attuale galleria. A completare il quadro economico figurano infine 455,2 milioni di spese accessorie e tecniche, un piano di manutenzione trentennale del verde da 34,4 milioni e un consistente pacchetto di oneri finanziari e garanzie pari a 381,7 milioni di euro.
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Milan, Cardinale-Amorim: tensione ma niente ultimatum
Milan, colloquio tra Cardinale e Amorim dopo il ko con il Benfica. Sul tavolo il nodo sull’impiego dei nuovi acquisti. Ora serve una svolta.

Milan, colloquio tra Cardinale e Amorim dopo il ko europeo
I frequenti contatti tra la proprietà del Milan e la guida tecnica sono diventati una consuetudine strutturata nel corso delle ultime settimane, ma l’esito del recente debutto stagionale in Europa contro il Benfica ha inevitabilmente cambiato il clima dei confronti. Nel pomeriggio successivo alla sconfitta casalinga subito contro la formazione portoghese, Gerry Cardinale ha avuto un colloquio diretto con Ruben Amorim.
Se i precedenti pareggi maturati in campionato contro la Juventus e la Lazio avevano lasciato spazio a riflessioni prive di particolare tensione, il passo falso al debutto europeo ha reso l’analisi della proprietà molto più approfondita e rigorosa, portando a galla i primi motivi di insoddisfazione per la gestione dell’organico.
Le perplessità sugli acquisti e il peso della sfida col Lecce
Secondo quanto ricostruito dall’ambiente rossonero, l’attenzione del presidente Cardinale si è concentrata in modo particolare sulle scelte di formazione iniziale e sulla gestione dei cambi durante il match. A far discutere la dirigenza è stato l’impiego limitato di alcuni dei nuovi innesti più onerosi portati a Milano dalla recente sessione estiva di calciomercato, a fronte degli importanti investimenti sostenuti dalla società.
Dal canto suo, Amorim ha fornito le proprie motivazioni tecniche per spiegare la rotazione dei suoi uomini, sottolineando al contempo come la rosa presenti ancora alcune lacune strutturali. Pur non trattandosi di un ultimatum a scadenza immediata, la posizione del tecnico portoghese richiede risposte celeri. La dirigenza si aspetta miglioramenti continui e una precisa identità di gioco. In quest’ottica, l’imminente sfida di campionato contro il Lecce assume un valore fondamentale per evitare di trascorrere la imminente pausa delle nazionali in un clima di forte pressione.
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Inter, Calhanoglu ko: lesione all’adduttore e salta la Roma
Tegola per l’Inter. Calhanoglu riporta un risentimento all’adduttore. Salterà il big match contro la Roma, è il 28° stop in due anni.

Hakan Calhanoglu perplesso ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inter, il comunicato medico e l’assenza contro la Roma
Nuovo contrattempo fisico per Hakan Calhanoglu. Il regista nerazzurro è stato sottoposto ad accertamenti strumentali presso l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano dopo aver riscontrato un fastidio in allenamento alla vigilia della sfida contro l’Udinese. Gli esami hanno confermato il quadro clinico, evidenziando un risentimento muscolare all’adduttore della coscia destra che lo costringerà a saltare la trasferta dell’Olimpico contro la Roma.
La società ha formalizzato la situazione attraverso la nota ufficiale del club nerazzurro: “Hakan Çalhanoğlu si è sottoposto questa mattina a esami strumentali presso l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano. Gli esami hanno evidenziato un risentimento muscolare all’adduttore della coscia destra. Le sue condizione saranno valutate nei prossimi giorni”.
Lo storico infortuni e la posizione di mister Chivu
Il nuovo stop riaccende l’attenzione sulle condizioni atletiche del centrocampista turco, che negli ultimi due anni ha già collezionato un totale di 28 partite saltate per vari problemi fisici. Un dato rilevante proprio mentre la dirigenza nerazzurra, con il direttore sportivo Dario Baccin, lavora alle trattative per il rinnovo del suo contratto.
Il tecnico Cristian Chivu aveva già anticipato la delicatezza della situazione prima del match con l’Udinese, poi vinto 5-3, sottolineando la centralità del giocatore nello scacchiere tattico della squadra: “Non so come sta perché ancora non ha fatto un accertamento, domani (martedì, ndr) penso lo farà. Ha avuto un risentimento all’adduttore in rifinitura, speravamo non fosse niente ma stamattina (lunedì mattina, ndr) continuava ad avere dolore. È un grande giocatore per noi, importante, lo ha fatto vedere in tutti questi anni, lo farà vedere anche quest’anno”.
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