Cellino Brescia: la forte protesta dei tifosi

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Cellino Brescia: la forte protesta dei tifosi
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Cellino Brescia, una storia abbastanza complicata. Adesso una frangia del tifo, ha scritto e pubblicato una lettera aperta, rivolta proprio al presidente. Vediamo insieme il testo della lettera.

La lettera

Caro Presidente, come avrà capito, sono sempre meno i tifosi disposti a darLe fiducia, soprattutto dopo i recenti scivoloni. Questo a differenza dei due anni precedenti, durante i quali grazie ai brillanti risultati ottenuti da Corini e alla Serie A conquistata, era riuscito a far passare in secondo piano tutti i limiti della Sua società e le nostre proteste (numerose e più che legittime). Era arrivato perfino a far accettare a molti: – il nuovo logo (che non significa nulla e non ci rappresenta); – i mancati rinforzi necessari a completare una rosa evidentemente non all’altezza; – la pessima gestione dell’area tecnica e il “valzer” degli allenatori; – la pessima gestione del suo “pupillo” (ci vuole ben altro che dei cancelli chiusi per allontanare un fallimento di Sua esclusiva paternità); – le prevendite sconsiderate che hanno penalizzato i tifosi storici premiando al contempo gli “occasionali” (o addirittura gli ospiti); – l’arroganza di alcuni Suoi dipendenti; – i prezzi salatissimi dei singoli biglietti, ma anche quelli degli abbonamenti (praticamente più che raddoppiati rispetto alla stagione precedente); – le prestazioni deludenti e le sconfitte ignominiose (solo qualche anno fa, nove “canne” dall’Atalanta in due partite avrebbero fatto scoppiare una rivoluzione); – la ristrutturazione incompleta dello stadio che di fatto ha impedito l’accesso alla Curva Sud per tutto il campionato a migliaia di tifosi bresciani; – le Sue grottesche dichiarazioni e i repentini cambi di umore; – le Sue accuse (nemmeno tanto velate) rivolte alla tifoseria biancoblù; – la classifica disastrosa e l’amara retrocessione; – infine le cessioni più recenti. Caro Presidente, di certo dimentichiamo qualcosa, ma quando La sentiamo parlare attraverso le numerose interviste “riparatrici” che Le concedono generosamente i quotidiani locali, oltre alle contraddizioni e alla confusione totale che ormai La caratterizzano da tempo, se ne evince il Suo isolamento e il fatto che sia completamente scollegato dalla realtà, quantomeno da quella bresciana. Caro Presidente, non è un caso se tantissimi tifosi (che fino a ieri La difendevano, sia chiaro) oggi La detestano, e si allontanano sempre più dalla squadra che Lei ha allestito. Ecco, in definitiva, è questa la cosa che ci fa arrabbiare maggiormente, soprattutto se paragonata a quello che sta accadendo al di là dell’Oglio: i tifosi che si disinnamorano e ricominciano a seguire le “grandi” squadre! Speravamo di averla superata definitivamente questa fase; evidentemente ci sbagliavamo. Caro Presidente, esca dal Suo ufficio, una volta tanto, e trovi il coraggio di affrontare e conoscere i tifosi del Brescia. Quelli forse troppo orgogliosi, ma comunque determinati, coerenti, dignitosi, passionali, sinceri e solidali, che vivono la propria città in maniera viscerale, tutti i giorni della loro vita, e non solo allo stadio. In pochi gesti forse capirà molto di più che in tanti anni di calcio malato. Senza rancore, si metta per una volta in discussione, oppure si faccia finalmente da parte.  
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