Il talento islandese della Fiorentina, Albert Gudmundsson, ha parlato del suo futuro direttamente dal ritiro della sua nazionale. La conferma dipende dal club.
Un futuro non nelle proprie mani per
Albert Gudmundsson. Infatti, il giovane talento islandese ha rilasciato una breve intervista ai microfoni di
The I Paper direttamente dal ritiro della nazionale soffermandosi su diverse tematiche, tra cui quella riguardante il suo futuro a livello di club.
Il giocatore vorrebbe rimanere in quel di
Firenze, ma la stagione appena conclusa ha mostrato una nuova visione del talento classe '97. Tanti infortuni (quello più lungo oltre 40 giorni) e quel processo per "cattiva condotta sessuale" pesano tanto nella decisione finale.
Anche a livello di numeri, la stagione in viola di
Gudmundsson non è stata sicuramente così positiva. 33 presenze tra campionato,
Conference League e
Coppa Italia condite solamente da 8 reti e 3 assist. Un bottino troppo piccolo per un giocatore che aveva raggiunto senza troppe difficoltà il doppio delle marcature con la maglia del
Grifone.
Gudmundsson, le sue parole sul futuro
"Vorrei giocare un'intera stagione alla Fiorentina. Mi immagino ancora a Firenze ma non dipende da me, sta a loro decidere se riscattarmi o meno".
Sui rumors dell'interesse di altre squadre, tra cui l'
Everton.
"Sapete dell'interesse, leggo le notizie come ogni altro tifoso di calcio, perché lo sono. Alcune sono sciocchezze, altre sono vere. Ma non mi illudo finché non c'è qualcosa di concreto. La Premier League è sicuramente qualcosa che mi interessa. È il campionato migliore del mondo. Spero un giorno di giocarci. Ha ritmo, velocità, gli stadi pieni, i tifosi sono vicinissimi al campo e si respira una certa atmosfera anche guardando le partite in TV. Tutti possono battere tutti: è così imprevedibile, il che lo rende un campionato fantastico.
Dato che il mio bisnonno giocava nell'Arsenal, li guardavamo. Quando ero più piccolo guardavo tutte le partite della formazione allora allenata da Wenger. L'Arsenal dominava molto, giocava comunque un calcio splendido e io lo adoravo".