Le due colonne dell'Inter, Lautaro e Calhanoglu, si sono parlate al telefono senza chiarirsi davvero. Mentre il Galatasaray prepara un'offerta per il turco.
Inter: Lautaro chiama Calha
Quando il telefono squilla, a volte non è per chiarire. Ma per voltare pagina. Lautaro Martínez e Hakan Calhanoglu, protagonisti di una querelle tanto pubblica quanto evitabile, hanno finalmente deciso di parlarsi. Non sui social, non davanti ai microfoni. Ma nel modo più umano e diretto possibile: con una telefonata. Un gesto che non ha risolto nulla, ma ha almeno messo una virgola in una frase che rischiava di diventare un punto definitivo nei rapporti tra due colonne dell’Inter.
Niente pacificazioni da copertina, nessuna stretta di mano simbolica. C'è stata solo la volontà di spiegarsi, di mettere in fila le rispettive ragioni. Da una parte le parole, anche abbastanza discutibili nei toni, del capitano nerazzurro. Dall’altra la replica piccata del turco. In mezzo, un club spiazzato dalla piega mediatica degli eventi. Chivu e i dirigenti devono fare da diga a una tensione che, almeno in teoria, sarebbe dovuta restare confinata tra le mura dello spogliatoio.
Lo zampino del procuratore
Ma luglio, si sa, non è solo il mese dei ritiri estivi: è soprattutto il tempo delle trattative. E infatti, oltre alle linee telefoniche interne tra giocatori, a suonare è anche un cellulare privato. Quello del procuratore Gordon Stipic, l’uomo che sta cercando di trasformare l’amarezza in opportunità: portare Calhanoglu al Galatasaray. Un’idea tutt’altro che estemporanea. Questo pensiero è stato costruito con pazienza e cautela. E ora potrebbe trovare il suo varco grazie a un dettaglio non di poco conto: il prezzo.
L’Inter, ferma nella volontà di non svendere, ha abbassato l’asticella. Non più 40, non 35, ma 30 milioni. Una cifra che il club turco potrebbe considerare abbordabile. Soprattutto se forte della complicità del giocatore, che nel frattempo resta silenziosamente in bilico. Così, se l’accordo non dovesse andare in porto, Hakan potrà sempre dire di non aver mai chiesto di andare via. Ma se invece dovesse concretizzarsi, l’addio sarà già stato digerito da tempo. O non se la vuole gufare o è semplicemente parac**o!
A prescindere da tutto, la telefonata di chiarimento, pur sterile sul piano umano, è stata un segnale. Potrebbe essere stata il primo passo verso un saluto che oggi sembra molto più possibile di ieri.







