Il difensore brasiliano esce allo scoperto e racconta i sentimenti e le emozioni che ci celano dietro un addio così doloroso alla Juventus.
L'ex (ormai) capitano bianconero ha rilasciato un'intervista a
La Gazzetta dello Sport in cui ha raccontato l'addio improvviso e particolarmente sofferto alla sua
Juventus. Le strade del campione brasiliano e della Vecchia Signora si sono separate con il giocatore che ha fatto ritorno in patria al
Flamengo, uno tra i maggiori club del proprio paese. Nelle parole dell'intervista emerge tutta la sofferenza e il rimpianto dovuto a dover lasciare quello che viene definito come " il club più importante della propria carriera". Non sono mancati i riferimenti all'operato societario, con note pungenti verso il direttore Giuntoli:
" Con i cambiamenti interni e una certa programmazione hanno capito che non ero adatto, ma non per motivi calcistici. Questo mi ha fatto soffrire. Dal momento in cui ho avuto questa difficoltà, che non aveva nulla a che fare con le mie capacità in campo, ho capito che era arrivato il momento di cercare nuovi orizzonti ".
Il difensore brasiliano ha poi approfondito il proprio punto di vista:
“Ho sofferto molto, non credo valga la pena fare nomi. Ho scritto una lettera in cui ho parlato con il cuore e che dice molto di quello che penso in questo momento della Juventus, che tifo e tiferò per il resto della mia vita".

Il progetto che va oltre i giocatori, le necessità della Juventus
L'atteggiamento della dirigenza ha fatto disperdere i valori fondamentali di questa società secondo il giocatore che sono la famiglia, la cura del dettaglio e l'umanità. Aspetti senza i quali è difficile tornare a fare risultato e proprio per questo secondo il classe '91 la squadra sta vivendo un periodo di particolare difficoltà.
Un legame che si è sedimentato negli anni tra il brasiliano e il mondo Juve, ma che è stato interrotto dalle volontà societarie e dalle necessità di un progetto a lungo raggio intrapreso già nella scorsa stagione.