Il mancato trasferimento di Randal Kolo Muani alla Juventus ha innescato un vero e proprio caso internazionale. Sull’asse Parigi-Torino si respira tensione...
Il Paris Saint-Germain è furioso per come è stata gestita la trattativa dal direttore generale bianconero Damien Comolli. A raccontarlo è L’Équipe, che offre la versione del club parigino: Comolli avrebbe cambiato le condizioni dell’affare all’ultimo momento, mandando all’aria un’operazione che sembrava ormai chiusa.
L’accordo saltato
Nei giorni finali di mercato, Psg e Juve avevano trovato un’intesa di massima per il ritorno di Kolo Muani in Italia. Si trattava di un prestito con obbligo di riscatto, per una cifra complessiva attorno ai 60 milioni. Anche il giocatore era convinto e aveva parlato più volte al telefono con Igor Tudor, pronto a inserirlo subito nel progetto bianconero, e vedeva nell’Italia la giusta occasione per rilanciarsi dopo settimane difficili passate ad allenarsi a Poissy con l’Under 21 del Psg.
IGOR TUDOR CARICA RANDAL KOLO MUANI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Tutto però è cambiato quando Comolli ha rimesso mano alla formula dell’offerta: non più un obbligo di 60 milioni, ma un prestito con riscatto fissato a 30 milioni più 10 di bonus legati alla qualificazione in Champions League. Una proposta giudicata inaccettabile dai parigini, che si sono sentiti traditi rispetto agli accordi già presi.
La scelta della Juventus
Mentre le frizioni crescevano, la Juventus ha deciso di virare su un altro obiettivo quale Lois Openda del Lipsia, preferito a Kolo Muani per questioni economiche e strategiche. Una decisione che ha chiuso definitivamente la porta all’attaccante francese, rimasto improvvisamente senza sbocchi a Parigi.
A quel punto, per il Psg è iniziata una corsa contro il tempo per piazzarlo altrove. Nelle ultime ore di trattative si sono mossi Aston Villa e Newcastle, ma alla fine è stato il Tottenham a trovare la formula giusta – un prestito secco, senza diritto né obbligo di riscatto – soluzione che Parigi avrebbe preferito evitare, ma che si è resa necessaria per non lasciare il giocatore in esubero.
Secondo L’Équipe, Comolli si è fatto “dei nemici” nei corridoi del Parco dei Principi, colpevole di aver gestito in modo opaco una trattativa che il Psg considerava definita. L’impressione è che l’episodio abbia incrinato i rapporti tra i due club, complicando possibili affari futuri.
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