La Lazio rifiuta 20 milioni dal Como per Gila. Il club lo considera incedibile nonostante, per ora, non ci sia traccia del suo rinnovo.
La Lazio blinda Gila senza rinnovo
La Lazio ha scelto di blindare Mario Gila, anche a costo di affrontare l’incognita rinnovo. Il difensore spagnolo, cresciuto esponenzialmente in questa stagione, è al centro del mercato. Ma da Formello arriva un messaggio forte e chiaro: non si vende. L’ultima offerta, concreta e sostanziosa, è arrivata dal Como. I lariani sono decisi a costruire una squadra ambiziosa. Il club di Cesc Fabregas ha messo sul piatto 20 milioni di euro per convincere la Lazio a cedere il difensore centrale. Ma la risposta biancoceleste è stata un “no” senza esitazioni.
Il motivo? Gila è considerato imprescindibile nello scacchiere tecnico di Sarri. Pronto a ripartire dalla coppia centrale che ha garantito solidità nella passata stagione: Gila-Romagnoli. Ma non si tratta solo di tattica. Sotto la superficie c’è anche una questione economica poco trascurabile. In caso di cessione, il 50% dell’incasso andrebbe al Real Madrid, ex club del difensore. Tradotto: per la Lazio, venderlo a 20 milioni significherebbe incassarne soltanto dieci. Troppo poco, considerando la centralità del giocatore nel progetto.
Rischio di un rimpianto
Tuttavia, c'è un’ombra che si allunga sul futuro del classe 2000. Il contratto è in scadenza e, al momento, non ci sono segnali di apertura da parte del giocatore per un prolungamento. Un limbo che il club sembra accettare con un misto di pragmatismo e speranza. Quello che gli rimane è trattenere Gila almeno un’altra stagione, nella convinzione che il tempo e la fiducia possano riavvicinare le parti.
Nel frattempo, altri club osservano la situazione con attenzione. Dalla Premier League sono arrivati i primi sondaggi. Fra questi Brighton e Bournemouth. Ma anche un timido interesse del Chelsea. Tutti, però, frenati dalla posizione intransigente della Lazio.
La sensazione è che Gila resterà a Roma, almeno per ora. Ma il vero nodo si chiama rinnovo: senza una svolta nei prossimi mesi, l’estate del 2026 rischia di trasformarsi in un addio a parametro zero. E allora, il muro alzato oggi potrebbe diventare un rimpianto domani.







