Lazio bloccata sul mercato: cessioni ferme, ingaggi pesanti e soluzioni difficili per Kamenović e Fares. Fabiani prova a sbloccare la situazione. Ecco i dettagli.
Ormai è nota la situazione legata al blocco del mercato in entrata della Lazio, così come l’iter intrapreso per cercare di risollevare – o quantomeno tamponare – il problema, provando a liberarsi di alcuni cartellini, tra esuberi e non, con l'obiettivo di rientrare dal debito e dare finalmente il via al proprio mercato.
Un'ipotesi che, al momento, sembra più un’utopia che una reale soluzione, soprattutto considerando che, dopo aver chiuso la cessione di Tchaouna al Burnley per 15 milioni di euro e quella di Casale al Bologna, tutto sembra essersi nuovamente arenato.
Come, per esempio, dimostra la situazione legata a due giocatori ormai da tempo ai margini del progetto biancoceleste: Kamenović e Fares, non convocati per il ritiro di Formello e, di conseguenza, attualmente in cima alla lista dei possibili partenti.
Non sembra però essere così semplice. Per quanto riguarda il primo, infatti, qualora qualche squadra decidesse di puntare su di lui, potrebbe preferire aspettare, fissando un nuovo appuntamento tra sei mesi, quando – complice la sua situazione contrattuale (che lo vedrà svincolarsi dalla prossima estate) – l’operazione potrebbe risultare più conveniente.
Altra situazione complicata è quella di Fares. Il giocatore percepisce un ingaggio faraonico (1,2 milioni di euro), fuori portata per le squadre interessate. E questo nonostante le basse pretese della Lazio, disposta a tutto pur di cederlo: un ostacolo che potrebbe far virare i potenziali acquirenti su altri profili.
Una possibile soluzione è quella avviata dal DS Fabiani, che, offrendo una buonuscita anticipata, potrebbe convincere i giocatori alla rescissione e liberare risorse preziose. Un’azione che rappresenterebbe un primo tassello verso lo sblocco del mercato.







