Milan, con Tare in dirigenza e Allegri in panchina, parte il nuovo corso rossonero. Si valuta Gimenez, ma Vlahovic resta l’obiettivo numero uno.
Almeno un innesto per reparto, due in alcune zone del campo. È questa la linea guida della rivoluzione tecnica e dirigenziale del
Milan, iniziata con l’arrivo di
Igli Tare come ds e
Massimiliano Allegri in panchina. Il nuovo corso è in pieno sviluppo e ha già messo sul tavolo una lista chiara di priorità, con rinforzi a
centrocampo, un potenziale erede di
Theo Hernandez e – soprattutto – un
centravanti che rispecchi l’idea tattica dell’ex tecnico juventino.
Milan, il caso Gimenez: serve un test sul campo
Allegri ha certezze solo su alcuni punti. Uno di questi non è
Santiago Gimenez, attaccante molto apprezzato dal mister ma che ne mette in dubbio la
funzionalità nel gioco di costruzione. Per Allegri, l’attaccante ideale deve
partecipare alla manovra, venire incontro, creare spazi e poi attaccare l’area. Caratteristiche non del tutto compatibili, almeno sulla carta, con l’ex bomber del Feyenoord.

Il problema è che Gimenez, attualmente impegnato con il Messico in
Gold Cup (è ai quarti di finale),
non sarà presente all’inizio del ritiro rossonero, previsto per il 7 luglio. Solo più avanti Allegri potrà valutarlo da vicino. Fino ad allora, il Milan lavorerà senza un vero numero 9, motivo per cui il tecnico ha chiesto con forza un’alternativa dal mercato.
Vlahovic il sogno, Retegui e Lucca le alternative
Il nome in cima alla lista resta quello di
Dusan Vlahovic, anche se il serbo resta un obiettivo complesso per costi e concorrenza.
Darwin Núñez, seguito in passato, appare invece vicino al
Napoli, mentre il Milan monitora profili più accessibili come
Mateo Retegui e
Lorenzo Lucca, che potrebbero arrivare in caso di mancata fiducia in Gimenez.